ICR ESPLORA

Questa pagina viene rinnovata per inserire le informazioni raccolte su realtà produttive in paesi diversi dall’Italia.

L’intento è quello di informare e di far conoscere cosa succede in altri paesi, come si incentivano le aziende a produrre sui diversi territori, quali sono le normative e le tassazioni.

Inoltre, metteremo a vostra disposizione le impressioni di coloro che sono andati ad esplorare in cerca di alternative concrete, non per spingere alla delocalizzazione, ma per mettere al corrente tutti, quelli che vogliono Resistere e quelli che optano per scelte differenti, di eventuali progetti o possibili partnership in altre realtà.

 

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MISSIONE REPUBBLICA MOLDOVA-ROMANIA

Dando seguito al progetto di Ampliamento Polo Industriale Aggregato nei paesi di Romania e Moldavia, Vi informiamo che è prevista una nuova missione in questi Paesi.

 Già  lo scorso anno abbiamo partecipato ad un tour in territorio moldavo,  al quale hanno partecipato diverse aziende, alcune tra le quali hanno di seguito deciso di procedere con la rilocazione per la quale sono operativamente assistite  nel  finalizzarne il progetto.

Lo scopo della missione è quello di far  conoscere e valutare direttamente le opportunità imprenditoriali legate ai due paesi sopracitati. Esistono in loco delle realtà imprenditoriali aggregate, anche di piccole dimensioni, operative da diversi anni, che possono  illustrare la propria esperienza, fornendo quindi ai partecipanti, la possibilità di ricevere chiarimenti diretti su questioni operative, burocratiche, fiscali e logistiche.

 “Siamo convinti, che  la conoscenza diretta e la possibilità di confronto attivo  possano fornire  agli imprenditori tutte le informazioni pratiche di cui necessita al fine di valutare la fattibilità, come le  opportunità di  un trasferimento produttivo all’estero.”

Progetto Industriale Aggregato

 

LA MOLDAVIA

Un gruppo di imprenditori ha effettuato una missione in territorio Moldavo, ecco la relazione sulla loro esperienza e il progetto Consorzio.

Relazione Missione Moldavia 15 18 settembre 2011 (2)

riferimenti   Laura Costato      mail: info@lauracostato.com

335 6563367

 

 

 

LA SVIZZERA E IL GGBA

Per qualsiasi informazione circa il progetto svizzera e gli incentivi del GGBA per le aziende italiane, contattare direttamente il referente per l’italia dell’ente economico Svizzero, Dott. Lorenzo Bessone.

Lorenzo Bessone GGBa

Greater Geneva Berne area

Corso Unione Sovietica, 612/15b

10135 Torino

tel. +39 0121 503228

fax. +39 0121 503229

mobile +41 265356307

www.ggba-switzerland.ch

l.bessone@ggba-switzerland.ch

ARTICOLI SULLA SVIZZERA.

http://www.infoiva.com/controcanto-in-italia-nessun-futuro-per-me-ne-per-la-mia-impresa.htm

45 comments on “ICR ESPLORA

  1. Lorenzo Bessone scrive:

    Buongiorno a tutti,

    colgo l’occasione dell’ennesima ‘comparsa mediatica’ della Svizzera per ringraziare ICR, e in particolar modo la Sig.ra Laura Costato, per la visibilità che ha dato alla GGBa – Greater Geneva Berne area, Agenzia di Sviluppo Economico che ha la mission di portare imprenditori ad aprire un’attività nella Svizzera Occidentale.
    Ringrazio inoltre tutti coloro che hanno manifestato il loro interesse nei confronti di questo progetto, e ricordo a coloro che mi hanno cercato nei giorni scorsi che saranno ricontattati nei prossimi giorni. I messaggi ricevuti sono stati davvero numerosi, e ritengo doveroso dedicare ad ognuno il tempo che giustamente merita.

    Grazie a tutti!

    • ugo bernasconi scrive:

      Volevo lanciare una provocazione:

      Sarebbe utile creare uno strumento per incentivare la fuoriuscita dall’Italia dei propri incapaci amministratori invece che dei bravi lavoratori e dei “cervelli”.
      E’ un controsenso che dal paese esca il meglio per lasciare il peggio a continuare a rovinarlo.
      Questi farabutti altrimenti non se ne andranno mai (e resteranno qui a nostre spese) !
      Svegliamoci !!!!!
      Noi dobbiamo rimanere in ITALIA fuori dobbiamo mandarci gli incapaci e tenere nel paese le risorse.
      Cordiali saluti

      • Ste78 scrive:

        QUOTO completamente (che vuol dire che sono completamente daccordo). PERCHE’ CE NE DOBBIAMO ANDARE NOI??? VIA LORO!!!! ma no, si fanno le geggi retroattive che vanno bene a tutti loro!!RIVOLUZIONE!!!

      • elisa77 scrive:

        il fatto è, che “loro” fuori dall’Italia ci sono già…qui ci stanno solo perchè gli facciamo da pozzo di S. Patrizio!!!!! “loro” le case, i c/c (con tassi e compagnia bella molto diversi dai ns.), le macchine, le barche, i medici, le scuole…..ce l’hanno D A U N’ A L R A P A R T E !!!!!!!!

      • diapason scrive:

        A QUANDO i CAMPI di STERMINIO e LAVORO COATTO per le PMI ?
        Questa è una notizia che può fare riflettere sulle differenza tra un paese laborioso e civile e ahimè il nostro sotto occupazione delle cricche.
        E’ accaduto . Quello che nessun paese civile o paese europeo o paese sviluppato aveva mai osato, quello che neanche le SS addette alla sorveglianza delle imprese strategiche durante
        l’occupazione 1943-45 avevano mai pensato di fare ora è diventata un realtà atroce per la vittima, una scheggia che colpisce le nostre menti e la nostra coscienza.
        I media, la stampa, le televisioni in un tetro succedersi come un rullare di tamburi di morte etica danno la crudele notizia :
        UN IMPRENDITORE ARTIGIANO E’ STATO ACCIUFFATO E TRASCINATO IN CARCERE DOVE SECONDO LA STAMPA RESTERA’ RECLUSO ALMENO TRE MESI PER L’INVEROSIMILE REATO DI NON AVERE PAGATO UN BOLLETTINO INPS DI 134 EURO.
        Se ci soffermiamo un attimo a meditare su questa ulteriore e sconvolgente notizia, ci possiamo rendere conto che siamo all’Apocalisse. Immaginiamo questo imprenditore che si affanna tra innumerevoli impegni,sotto stress estremo, taglieggiato dalla burocrazia, privato del frutto del proprio duro lavoro, senza diritti civili che cerca di fare l’impossibile per stare a galla ma quella bolletta non la vede o la perde o la dimentica o non ha i soldi per pagarla, in un paese dove per le PMI non funziona più niente, ma la punizione dentro un carcere buio sarà inesorabile, perfetta, iperefficente perché lui è socialmente un paria e deve immolare tutto, il denaro, il tempo, gli affetti e anche la libertà fisica sull’altare della religione delle cricche.
        Immaginiamo la moglie e i figli privati del coniuge e padre, della sua presenza in un sistema sociale in cui può succedere di tutto, esclusi con la forza da ogni risorsa di sussistenza.
        Non casualmente ciò avviene nella regione Trentino-AA dove i governanti e amici pretendono e ottengono in money-money dalla nazione circa tre volte tanto di quanto ricevono le altre regioni, quindi traboccano di denaro e opulenza. Ciò nonostante ci sono artigiani o PMI che, anche senza fare nulla di male o di sbagliato, cadono nelle liste di prescrizione, non ricevono commesse né verranno in ogni caso mai pagati, vittime di bufere giudiziarie senza ragioni come nei paesi di ‘ndrangheta. Su di loro si abbatterà un destino altrettanto nefasto delle vittime del regio decreto n. 1728. Eviscerati da ogni diritto costituzionale ed umano, impediti a lavorare e produrre reddito non fa meraviglia che non possano pagare le bollette. Quindi ogni imprenditore prenda giusta coscienza che ci sono degli amministratori di regioni-cuculo che ottengono ca tre volte rispetto ad altre. Questo significa che voi imprenditori nazionali ogniqualvolta che spendete in ferie, trastulli sciistici, prodotti alimentari o altri che generano fatturato in tali regioni, azionate inesorabilmente un meccanismo di metastasi che triplica il costo di imposte e prebende che beffardamente poi anzi ante dovranno essere pagate proprio dalle PMI nazionali.

  2. lux scrive:

    Ciao
    Scusate una delucidazione.. perche’ avendo girovagato per il web
    su queste tematiche , mi sorge un dubbio.
    ICR e svizzera si dice. OK. Poi pero’ ( e credo non sia un caso )
    di svizzera di parla MA DI GGBA !!! cioe’ .. NON DI TICINO !
    Chiedo allora delucidazioni , perche’ la leggenda metropolitana che si va a creare
    e’ che basta andare in svizzera , pensando che sia sufficiente oltrepassare il confine.

    Se ho ragione ( SE ) , bisognerebbe allora puntare anche sul concetto di CAMBIO DI VITA.
    Perche’ per GGBA .. ovvero dall’altra parte delle alpi , non si parla italiano ( francese tedesco) ed e’
    lontano da dove siamo siamo ora ( chesso’ .. Varese ).

    Non e’ quindi banale !
    SE ( SE ) invece esiste un GGBA anche per il Ticino , sarebbe meglio pubblicizzare quello imho.

    • ICR scrive:

      Lux, Il GGBA è il dipartimento per lo sviluppo economico svizzero che incentiva il trasferimento delle imprese nei cantoni di cui si occupa, Vaud, Vallese, Losanna…ed altri.
      Il Canton Ticino ha un pari ente a cui fa riferimento il progetto Copernico.
      Si tratta proprio di cambio vita, di trasferimento di residenza, e questo è stato ben spiegato in tutti gli articoli che hanno parlato di Icr e di Svizzera. Scelta differente per chi cerca oltre un futuro lavorativo gratificante e snello, una alternativa per tutta la propria famiglia e quella dei propri collaboratori.

      • lux scrive:

        Grazie per la delucidazione, ICR.

        Il mio intervento era a sottolineare la tendenza a generalizzare il concetto
        di “Andiamo in svizzera”. La svizzera federale non e’ tutta uguale….
        Come dicevo io sono di varese e si comincia a parlare anche da me , della possibilità di
        traslocare la ditta in svizzera ( diverso che trovare lavoro in svizzera.. spostare una ditta non e’ banale).
        Va da se ( per quello lo dicevo ) che non e’ la stessa cosa trasferirsi
        ( ma anche no.. varese e’ vicina al confine ) nel ticino “italiano” e invece trasferirsi
        ( quello si ! ) nella svizzera tedesca o francese.
        E parlo con cognizione di causa avendo un amico che si trasferisce il 1° dic. 2010 a Zurigo creando
        un po’ di problemi familiari )

        Ma le prospettive di incentivo del GGBA sono le stesse che si potrebbero trovare nel cantone ticino
        oppure ormai bisogna oltrepassare le alpi?

        Grazie per le risposte

  3. lux scrive:

    Argh..
    Mi ero dimenticato..
    Grazie per l’informazione sul progetto Copernico !!

  4. ICR scrive:

    Caro Lux, le proposte e gli incentivi del territorio Elvetico sono tutte appetibili.
    Certo che i cantoni cosi detti Depressi, sono leggermente più convenienti.
    Il solo dato di fatto è che su tutto il territorio attendono a braccia aperte le aziende italiane.
    Il canton Ticino non fa differenza.
    A presto.

  5. Andrea Bisanti scrive:

    Confermo quanto ICR scrive sull’attesa a ” braccia aperte ” da parte dei cantoni svizzeri delle aziende italiane.
    Sono reduce da un soggiorno a Ginevra e da un incontro con i responsabili della Camera di commercio Italo-Suisse è emersa l’esigenza delle autorità cantonali di attrarre aziende italiane poichè l’attuale tasso di disoccupazione al 1,7%, entro 10 anni potrebbe raddoppiare raggiungendo il tasso ritenuto fisiologico nel resto d’Europa.
    Gli incentivi messi a disposizione per quel cantone sono in linea con il Vaud, Vallese, Berna con la non trascurabile ubicazione a Ginevra città cosmopolita con elevata capacità relazionale e professionale in ogni comparto produttivo e di servizi.
    Vogliamo confrontare la lungimiranza di questi governanti con quella dei nostri ?
    Ribadisco la mia disponibilita’, se qualche azienda italiana fosse interessata ad un trasferimento/scelta di vita in quel Paese .
    Saluti

  6. Lorenzo Bessone scrive:

    Buonasera a tutti, vorrei solo lasciare il mio nuovo recapito telefonico svizzero: 0041 26 5356307.
    Grazie

  7. vix77 scrive:

    ciao a tutti credo che restare in italia per un italiano sia tutto quello che si puo pensare , ma ormai e diventato inpossibile non possiamo continuare a mantenere cialtroni che si mangiano tutto il guadagno delle nostre fatiche

    • ELISA77 scrive:

      guarda ti rispondo con il cuore dopo l’esperienza di ieri sera direi che prima di cercare di “smuovere” i politici cialtroni dovremmo riuscire a SMUOVERE il cittadino italiano!!

  8. nicola scrive:

    vorrei scrivere una tesi sulla questione del trasferimento in svizzera dell’elite delle piccole imprese italiane, potreste spiegarmi i vantaggi e gli svantaggi inerenti questo trasferimento, ed i motivi che inducono le nostre imprese a questo trasferimento
    cordiali saluti

  9. Lorenzo Bessone scrive:

    Ciao Nicola, le imprese guardano con occhio favorevole alla Svizzera poichè è un Paese con una storia dimostrata di competitività internazionale, un paese che fa politica industriale volta alla crescita (GGBa ne è la prova), con i conti pubblici in ordine, un basso rapporto debito pubblico/PIL, eccellenti infrastrutture logistiche, scolastiche e sanitarie, iva all’8%, multiculturalità e multilinguismo ideali per chi opera sui mercati internazionali, centralità europea. Se sei interessato a degli indicatori vedi un po quanto emerge dal report della competitività globale del World economic forum, e paragona Italia e Svizzera.
    Oltre a questo gli imprenditori che investono nella Svizzera occidentale trovano nella nostra Agenzia di sviluppo economico un forte acceleratore, poichè siamo un partner governativo, concreto e totalmente gratuito pronto ad affiancare i progetti imprenditoriali dando loro l’aiuto sul territorio per poter far partire le attività in maniera rapida ed efficace.
    Sul nostro sito http://www.ggba-switzerland.ch trovi tutte le informazioni che eventualmente ti possono servire, e se hai dubbi o necessità chiamami pure.
    In bocca al lupo per il tuo lavoro.
    Lorenzo

  10. Ugo Bernasconi scrive:

    LECCO Un aeroporto militare dismesso, quello di San Vittore, Mesolcina, Canton Grigioni, Svizzera.
    Sembrerebbe questo il futuro indirizzo della società elvetica che Fiocchi Armerie potrebbe costituire entro la fine dell’anno. E questa potrebbe essere dunque anche la localizzazione del nuovo insediamento che andrà ad occupare 30mila metri quadrati di superficie, anche se solo in parte sarà interessata dalla costruzione di uffici, capannoni e persino un poligono di tiro.
    Quella che sembrava la provocazione di un industriale italiano – Stefano Fiocchi – per sensibilizzare le istituzioni nei confronti dell’economia, sempre più costretta a sopportare il peso della burocrazia e dei balzelli,  si è rivelata una decisione a tutti gli effetti: la Fiocchi, importante e storica industria di munizioni a Lecco (la quarta generazione si appresta a compiere i 135 anni di attività) aprirà dunque un insediamento oltre confine, a un tiro di schioppo – passateci l’immagine, più che calzante visto di cosa stiamo parlando – dalla Valchiavenna e a nemmeno 50 chilometri in linea d’aria dall’attuale sede dello stabilimento (e saranno ancora meno se e quando verrà realizzato il traforo Gordona-Lostallo), in via Santa Barbara, a Lecco.
    Dunque la Fiocchi (400 dipendenti, 70 milioni di euro il fatturato) non investirà più in Italia, ma in Svizzera dove il vantaggio è assicurato. «Ci sono giunte offerte dalla Francia, dalla Slovenia e dall’Austria ma ritengo che la Svizzera abbia una connotazione più vicina a noi lecchesi – precisa il presidente Stefano Fiocchi -. Certo, non risparmieremo sui costi di mano d’opera (anzi), ma avremo vantaggi sia perché la politica dei Grigioni prevede delle agevolazioni (fiscali e non solo), sia perché l’area ci costerà indubbiamente meno, ma soprattutto perché non saremo più costretti a subire il peso delle lungaggini burocratiche… Con questo non intendo dire che la Svizzera sia più permissiva in fatto di esportazioni – le regole sono quelle dell’Unione europea -, ma almeno i tempi sono certi e quindi saremo in grado di mantenere le consegne delle commesse».
    L’ufficio di Promozione economica dei Grigioni attraverso il funzionario Paolo Giorgetta conferma «l’esistenza di trattative in corso» (che coinvolgerebbero anche l’Armée Suisse, che ha in gestione l’ex aeroporto di proprietà della Confederazione), ma non si sbilancia sulla localizzazione, forse per evitare la levata di scudi da parte della popolazione che a quanto pare già nelle prossime ore depositerà una petizione con in calce 2500 firme contro l’ampliamento della zona industriale di San Vittore, ampliamento che – se concesso – permetterà di riconvertire l’area militare e quindi di ospitare l’industria lecchese.
    A settembre l’incontro decisivo e se l’assemblea comunale darà il proprio assenso (ma non è detto che la decisione passi attraverso un referendum popolare) allora Fiocchi potrà dare il via al conto alla rovescia che in due anni porterà a “duplicare” i reparti di caricamento e confezionamento con un investimento di 4 milioni di euro. Mica noccioline, insomma.
    I timori della popolazione sono comprensibili, si tratta di un’industria che ha pur sempre a che fare con esplosivo, e proprio per questo una delegazione elvetica si è recata più volte in quel di Lecco negli ultimi mesi per toccare con mano il piano sicurezza che l’azienda (situata nel cuore della città) ha adottato.
    «E’ vero – precisa il presidente Stefano Fiocchi – ma vorrei fare notare che l’esplosivo in Svizzera lo tratteremo solo, non lo produrremo. E poi abbiamo steso il progetto applicando la normativa vigente in Italia in fatto di sicurezza, che è certamente tra le più rigide d’Europa. Sul piatto della bilancia, vanno però messi anche quei 30-35 nuovi posti di lavoro che sin dall’inizio garantiremo, con la possibilità di incrementare l’occupazione a breve».
    Ora la parola passa alla popolazione e alle autorità mesolcinesi. Già la Valposchiavo si era pronunciata su un possibile insediamento, bocciandolo più per mancanza di spazi adeguati che per tipologia produttiva. «Abbiamo comunque altre alternative – chiosa il presidente Stefano Fiocchi – Altre localizzazioni sempre in Svizzera e sempre nei Grigioni, per la precisione nei pressi di Coira. Quello che è certo è che in Italia non investiremo più nemmeno un chiodo».

    • maurizio scrive:

      produrre e trattare armi e munizioni è la cosa peggiore che un essere umano possa fare; premesso ciò, invito a riflettere sull’attrattiva svizzera: son qui da 5 anni, la tassazione non è leggera e portare soldi fuori dall’italia per regalarli ai banchieri svizzeri (parenti stretti di quelli italiani), non è proprio un grande affarone per i singoli e per la collettività; non fatevi abbindolare troppo dagli specchi per allodole.

  11. luca peotta scrive:

    la mia amica, ex dipendente della Fiat di Termini Imerese ,si è trasferita in Svizzera. Ha abbandonato a malincuore questo paese,questo paese che non riusciva a garantire un futuro per lei e la sua famiglia. Con un bimbo di 8 anni,oggi presso un asilo,un marito che oggi a Zurigo fa il decoratore. Daniela sta cercando un lavoro ma, mi dice al telefono,che sta gia meglio … con il solo lavoro del marito riescono a risparmiare alcune centinaia di euro al mese permettendosi così di pagare piano piano i debiti accumulati qui in Italia. L’ho sentita perlomeno contenta dopo mesi di pianti al telefono e disperazione. Brava Daniela,sono contento che sei riuscita a portare un po di sereno nella tua vita … peccato che la tua terra non ti ha aiutata ma ti ha obbligato a fuggire.

    • daniela scrive:

      grazie di cuore per le tue parole caro amico Luca si è vero sono più felice adesso perchè riesco a quadrare un po i conti ma la vita qui è dura per quanto riguarda la lingua e il tempo che non è dei migliori (qui piove spesso),quando mi affaccio dal balcone di casa non ho la vista del mio mar Tirreno che tanto amo e non riconosco nella gente che incontro quel calore e amore che solo noi italiani sappiamo donare a tutti indistintamente.Mi sento a volte come quei poveri disgraziati che approdano a lampedusa o nelle altre parti della mia amatissima Sicilia con un particolare però che da noi chiunque arrivi viene accolto a braccia aperte io invece in 2 mesi ho solo avuto porte chiuse in faccia per quanto riguarda la ricerca di un impiego che per me che ho sempre lavorato è di vitale importanza.Quando stavo in Sicilia lavoravo per vivere adesso sto capendo che il mio vivere è per il lavoro e come tante altre donne come me senza mi sento vuota.Ma sono sicura che vincero la mia battaglia anche qui non mi fermerò mai la vita è una sola e bisogna viverla rendendola più vivibile possibile.Ho incominciato a scalare quella montagna e arriverò alla vetta conquistando il mio sogno che è quello di una vita migliore per me e per la mia famiglia perchè tutte le famiglie meritano di vivere serenamente e con gioia ogni istante.Se poi c e qualcuno che puo darmi una mano a trovare un impiegno nella zona di zurigo sarebbe fantastico. A presto amici e come diceva bene una volta qualcuno “non puo piovere per sempre”e per me sta nascendo il sole.TI AMO ITALIA non dimenticherò mai il mio amore per te e mai nessuno può sostituirti nel mio cuore.
      Per contattarmi :3400828901 oppure +410793782274 baciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

      • alessia scrive:

        Mi fa piacere Daniela che nonostante le difficoltà che sta attraversando a Zurigo ha trovato una parte delle risposte che l’Italia non le ha dato.
        Un grosso abbraccio e un affettuoso ” in bocca al lupo” per tutto (vedrà che troverà il lavoro presto!!!)
        Alessia

  12. Ciro scrive:

    possiedo una piccola impresa edile,e voglio espatriare.
    vorrei dei consigli sul fisco elvetico (é uguale come in italia?)
    il DURC è richiesto come in italia
    le tasse in che percentuale si pagano (in italia al 56%)

  13. Axel85 scrive:

    Chi vi scrive è un ragazzo italiano di 26 anni che lavora con i propri genitori in una piccola impresa a livello familiare ormai da 12 anni. Posso affermare con assoluta certezza che sono cresciuto in queste piccole mura in quanto mio padre ha l’azienda da circa 25 anni. In questi lunghi 12 anni di permanenza ho visto la mia azienda scemare pian piano verso un abisso senza alcun modo di ritornare su. Siamo passati dai 19 dipendenti nel 2000, anno in cui ho iniziato a lavorare, ai 12 nel 2006, ai 4 nel 2011. In 12 anni sono stati persi 15 dipendenti e chiaramente entrate molto consistenti. Abbiamo perso quasi l’80% del fatturato nel giro 6 settimane (da aprile 2011 a maggio 2011). Ora siamo arrivati al punto di non ritorno, ovvero che le 3 famiglie impegnate (i miei genitori, la mia e quella del mio operaio) non hanno di che sopravvivere.
    Nella nostra piccola azienda, noi sezioniamo qualsiasi materiale (dal truciolare all’MDF, passando per il mustistrati, il polipropilene, laminato fenolico, moquette, per poi finire all’alluminio), pantografiamo e ci dilettiamo nel costruire mobili su misura artigianali. Ci sono voluti 10 anni per predisporre i nostri macchinari a questi tipi di lavorazioni, modificandoli e ottimizzandoli e non vogliamo che si perda tutto così.
    Abbiamo provato a chiedere aiuto alla banca che abbiamo da diversi anni, dando fondo ai risparmi di una vita di sacrifici, e la risposta è stata quella che vi credo vi siete sentiti tutti: “Non possiamo farci niente!”
    Qui urge trovare una soluzione…io non voglio abbandonare la mia terra: non voglio lasciare l’Italia!! Ma, purtroppo non si vedono altre soluzioni.

    • CARO AXEL,
      LA TUA STORIA E’ LA FOTOGRAFIA di centinaia di altre storie, posso dire migliaia in tutta Italia, ed e’ davvero una desolazione esistenziale la realta’ di noi piccoli imprenditori, ma come te, la maggior parte di noi non vuole abbandonare il nostro paese (anche se la situazione e’ cosi’ compromessa) ed, anzi, vuole rimanere per cercare di riportare quella normalita’ e quella dignita’ nell’imprenditoria, che ormai non c’e’ piu’. ICR esorta tutti noi a resistere ma anche a reagire e sostenere le nostre iniziative per arrivare all’obiettivo del cambiamento tanto desiderato da tutti.
      E per quel che mi riguarda……….sono certa che il cambiamento ci sara’ e noi saremo in prima fila a sostenerlo,e probabilmente, ne faremo anche parte.
      Un’imprenditore messo davanti ad una sfida in cui mette in gioco il tutto per tutto, diventa qualcosa di veramente difficile da eludere e sconfiggere.
      Reagire sempre, mollare MAI !!!!!!!!!
      Un abbraccio
      Antonella Lattuada

  14. cristiano scrive:

    scusate ma perche’ se una persona lavora 15 ore al giorno e vuole risparmiare per una vita migliore oppure perché vuole mangiarsi cio’ che guadagna con i sacrifici deve incontrare uno stato che gli dice che e’ un delinquente perche’ vuole togliergli tutti i sacrifici in tasse,cosi dopo aver lavorato 15 ore al giorno non gli rimangono neanche i soldi per comprarsi delle scarpe! ma se una persona lavora tanto e paga tante tasse ed un altro non fa nulla tutto il giorno non pagando un euro di tasse e arrivano al pronto soccorso entrambe colui che paga tante tasse con codice verde e quello che non paga un euro con codice rosso chi visitano prima? ma e’ normale? ma e’ normale che un vecchietto pensionato prende 450 euro di pensione e uno zingaro prende luce gas alloggio per vivere circa 30euro al giorno per non aver mai fatto nulla? ma cosa succede perche’ non ci dicono cosa fanno con i nostri soldi! lo stato dovrebbe essere come un amministratore di condominio cioe’ dovrebbe gestire i nostri soldi anche sotto la nostra opinione? perche’ le strade sono rotte’, perche’ i nostri soldati in Afghanistan? invece di capire che imprenditori e dipendenti sono come una grande famiglia perche’ l’uno serve a l’altro riesconou solo a metterli contro!Cari signori invece di dare un bonus a tutti coloro che si guadagnano da vivere onestamente e che si sono inventati cosa fare nella vita ti vogliono distruggere!ma lo sanno quando arrivano le spese alla fin del mese cosa vuol dire? quando devi pagare stipendi, affitti, luce, telefoni etc. etc. cominciamo noi a fare le multe a loro! perche’ la sanita’ non funziona? le strade sono rotte? i lavori statali sono un optional non c’e’ mai nessunoche ti risponde! noi dobiamo cominciare a multare loro qui non funziona nulla e a noi ci spremono come limoni! questo nostro paese piu’ bello del mondo potrebbe essere ricco solo col turismo!!!!!!!!!!!

  15. mariapina scrive:

    in officina devo fare la cinghia di distribuzione ad una peugeot 308 e il mio lavoro e’ far risparmiare il cliente e trovare i ricambi al prezzo migliore.
    trovo su internet anapoli il kit marca gates ad un prezzo ottimo, telefono
    e la risposta e’ stata che purtroppo sono ricambisti che vendono solo sul mercato tedesco ed americano con ebay.de.esiste un consorzio ricambisti che opera in italia solo in questo modo. VI sembra una cosa giusta e normale?

  16. agoresistent scrive:

    bellissima iniziativa quella del girare il mondo con le nostre capacità, la testa innanzitutto, poi le bracccia per fare ciò che pensiamo. Dunque è il mondo che deve accogliere la creatività, ma perchè ciò si realizzi dobbiamo alzarci in piedi e spingere fuori dal nostro mondo quello che ci impedisce di esprimere i nostri concetti. Se non avremo il coraggio di unire le nostre menti, qualunque paese domani avrà il potere di renderci la vita difficile fino alla disperazione. Dunque i fattivi, quelli che sanno muovere le opportunità, quelli che hanno dato ai propri simili occasioni di vivere una vita decorosa, anche facendo i proprii interessi, unitevi, iniziate a fare dell’italia la Svizzera che sognate, è li, a pochissimi passi……anche se sono amministrative, queste elezioni sono importatnti per dare un segnale, LE IMPRESE CHE RESISTONO DEVONO DIVENTARE QUELLE CHE COSTRUISCONO-
    1) chi ha fatto della nostra democrazia parlamentere una democrazia presidenziale? con l’avvallo di chi? dove e’ la corte costituzionale?
    2) chiedere conto allo staff politico e dei consulenti, dello stato dell’economia ( perchè un’imprenditore deve consegnare i libri in tribunale e fallisce con fraudolenza quando distrae denaro? perchè il governo non è fallito per bancarotta fraudolenta?
    3) Riscoprire la POLITICA, vuole dire riscoprire un modello di visione per il futuro sociale, operativo e di attesa…sarebbe sufficiente studiare qualche modello come quello del grande Pitagora…pochi anni fa’ ma attualissimo, una ” VISIONE GLOBALE E POLARE DELLE OPPORTUNITA'” governare attraverso la sintesi di una visione filosofica semplice, una visione strategica funzionale, una funzione amministrativa corretta, una visione logistica puntuale, una visione del commerciale innovativa. CINQUE UOMINI ATTORNO UN TAVOLO muovono cinque uomini ognuno che altricinque mettono in moto……………….FARE, IN PRATICA OGNUNO CON SEMPLICITA’ QUELLO CHE SAPPIAMO FARE, poche regole,ma ferree, non si devono fare errori.
    Poche decine di mete da raggiungere, con un patrimonio territoriale, culturale e umano inimmaginabile, …solo degli inetti, incapaci e ladri possono aver portato una delle più spettacolari nazioni a questo livello. cosa attendiamo? RESISTENTIZZIAMOCI e mandiamo a casa chi da buon ragioniere, si è fatto dare la patente di SENATORE A VITA PRIMA DI AVER DATO QUALCOSA AL PAESE; perchè da “servitore dello stato” prima, cosa ha fatto? attendo note, grazie

  17. loris scrive:

    Buon giorno a tutti.
    Vorrei farvi presente un documento che ho appena scaricato: http://www3.weforum.org/docs/WEF_GCR_Report_2011-12.pdf
    Non vado neanche a discuterlo lascio a tutti voi leggere le statistiche del
    The Global
    Competitiveness Report
    2011–2012
    Non c’è bisogna di andare nel dettaglio del documento basta guardare le statistiche, parlano per se stesse. Per esempio Labor market efficiency siamo al 123 posto Però basta guardare le altre statistiche per capire il messaggio, alle volte siamo anche meglio del Zimbabwe ma peggio di altre nazioni del terzo mondo…… siamo tra i migliori per Malaria cases/100,000 pop.* 1.
    Uno dei problemi peggiori Italiani sono l’inefficienza governativa, e da qui spieghiamo tutto. E qui si aggiungono tasse, infrastruttura ecc ecc……. ed il Monti doveva risolvere questi problemi ed assieme a Passera e Fornero mettere apposto il sistema…….. soldi buttati via….

  18. Aumentare la produzione? formare i giovani e dar loro lavoro? combattere la disoccupazione? et voilà:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/10/cina-studenti-deportati-per-stage-forzati-al-fornitore-della-apple/348071/

    con salari di 190 euro 10 volte inferiori ai nostri, possiamo smetterla di parlare di competitività e tanti bla bla bla e metterci il cuore in pace!

    • loris scrive:

      Vorrei aggiungere un piccolo commento. Sono un ingegnere – scienze informatiche e Project manager ho gestito progetti per le più grandi aziende. Dopo che non sono riuscito a trovare altro lavoro ho intrapreso una piccola attività – k2english- , insegno Inglese ad alto livello. Però qua in Italia c’è poca voglia d’ impararlo.. Sto guardando in Cina ed altro paesi le richieste sono enormi per l’insegnamento. E per darvi una statistica che io uso, la popolazione Inglese è di 70M di persone, questo è il numero di persone in Cina che stanno imparando l’inglese…. e noi vogliamo “combattere” queste volontà imparare e fare?…..

  19. loris scrive:

    Leggendo questo blog leggo che la svizzera è il paese dove scappare. E do ragione a TUTTI gli imprenditori e lavoratori e giovani… io ritornai in Italia dopo 40 all’estero sperando di trovare un’Italia moderna all’avanguardia invece ho trovato la stessa Italia che lasciai quando ero bambino. Con la differenza che i politici si sono sempre più protetti (gli stessi politici) Adesso sto cercando di andarmene un’altra volta, perchè devo lasciare tutto quanto guadagno allo stato e non solo, fatture non pagate a mai saranno pagate. Come si sul dire vaffa!!!

  20. Risparmiare sul consulente del lavoro?
    dubbi sull’applicabilità della 626?
    ta-da! : http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/13/nuovi-guai-per-samsung-nelle-fabbriche-poca-sicurezza-sfruttamento-e-lavoro-minorile/351857/

    tempo 1 anno e cominceranno a smantellare 626, stipendi ecc. ecc. e torneremo a livelli del dopoguerra… ma con internet e la banda larga, wow!

  21. toninotoner scrive:

    Non mi stancherò mai di ripetere che quando i comici (Crozza & Balasso in primis) riescono a sviluppare analisi che spetterebbero ai grandi manager vuol dire che o siamo veramente alla fine o che sono gli unici soggetti “lucidi” da votare…..

  22. alessia scrive:

    http://affaritaliani.libero.it/economia/delocalizzazione-imprese-italia-svizzera16122012.html

    Vorrei proprio sentire ” i riformatori” cosa ne pensano e cosa vogliono fare per far finire questa emorragia!

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