Troviamo un lavoro ad Angelo di Parma: aiuteremo così tutta la sua Famiglia!

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(riceviamo e pubblichiamo)

Carissimi,
ieri verso mezzogiorno ho ricevuto una telefonata straziante, ma allo stesso tempo estremamente dignitosa.
Al telefono c’era Silvana, moglie di Angelo, che dopo aver sentito parlare in una trasmissione televisiva di Imprese Che Resistono – trovando il mio recapito quale Delegato Regionale per l’Emilia Romagna – ha preso il telefono e mi ha chiamato.
La loro “storia“ è una delle tante che siamo purtroppo obbligati a subire da troppo, troppo tempo!

Nel 1995 circa “salgono” a Parma. Sono originari di Lecce, hanno due figli e proprio per un problema di salute di uno dei ragazzi , decidono di spostarsi al Nord. Tante speranze, tanta volontà, tanta voglia di fare e il forte desiderio di far studiare i loro ragazzi, affinché possano aspirare  ad una vita migliore.
Angelo fa – anzi faceva – l’elettricista. SI! … faceva, perché a causa di pagamenti arretrati non versati ad INPS ed INAIL (si parla di circa 40.000 € euro fino al 2010); oggi Angelo ha un debito che non è esagerato definire “mostruoso” (oltre 200.000 € con  tutte le varie more, diritti d’esazione e gli interessi maturati e maturandi).
Sono poi anche state messe le “ganasce fiscali” all’unico mezzo a disposizione e, a fronte della sua situazione “irregolare”, ovviamente non gli viene rilasciato il D.U.R.C. (Documento Unico di Regolarità Contributiva), e gli viene chiesto invece di pagare rate da circa 3.000 euro mese. Questo gli impedisce – di fatto – di lavorare, per iniziare a ridurre il debito, che ovviamente non può far altro che aumentare.
Come se non bastasse, erano proprietari della casa di famiglia, a Lecce: 200 mq. circa che gli è stata messa all’asta e della quale non sanno più nulla, nemmeno se sia stata effettivamente venduta e a quanto…
Non hanno più nulla, a parte la disperazione e l’abbandono da parte di tutti, compresa la loro Associazione di Categoria.

Ieri, sempre parlando al telefono con Silvana, ad un certo punto ho compreso che  si trovava in una situazione psicologica disperata; non potevo abbandonarla a sé stessa, bensì dovevo in qualche modo “smuoverla da pensieri cattivi”.
Ho allora chiamato il “nostro” Luca  Peotta (Fondatore e Presidente di ICR) con il quale abbiamo continuato la conversazione a tre, prendendoci l’impegno concreto di contattare Equitalia per verificare la possibilità di fornire un reale aiuto.
L’obiettivo era di permettere a questa Famiglia di ritornare a vivere, potendo riprendere a lavorare, e attraverso la  ri-schedulazione del debito in misura oggettivamente più sostenibile, iniziare a sanare la propria posizione.
Luca ha dunque telefonato all’Agenzia delle Entrate ed il meccanismo si è subito messo in moto ed ha subito la signora Silvana di quanto era stato fatto in favore di suo marito.

Questa mattina arrivando in ufficio ho pensato ancora a Silvana e Angelo: sentivo la necessità di capire “più da vicino” questa Famiglia, queste Persone: i loro disagi, la loro verità, la loro sincerità.
Ho allora preso il telefono e li ho chiamati, dicendogli che da lì ad un paio d’ore sarei andato a trovarli a Parma.

Quando sono arrivato, erano lì ad aspettarmi: mi hanno fatto entrare nella loro casa e mi hanno “subito abbracciato” con i loro sguardi. ‘GRAZIE DI ESSERE QUI’ mi ha detto Silvana (con le lacrime agli occhi). Mi hanno fatto visitare il loro appartamento: due stanze più il bagno; un letto in cucina dove dome il figlio grande  (circa 30 anni) e altri due nella loro camera da letto (uno per il figlio più piccolo di 23 anni ). Il loro frigorifero è vuoto perché Angelo da ben 8 mesi – a causa dell’impossibilità di ottenere quel “maledetto DURC” – non riesce a trovare uno straccio di lavoro.

Le persone che avevo davanti erano e sono persone vere, oneste e piene di dignità, che non vogliono assolutamente elemosine, ma chiedono unicamente un lavoro per Angelo, che permetta loro di restituire piano piano quello che è dovuto.
Ho parlato a lungo con loro, poi ho chiamato l’Agenzia delle Entrare per alcuni chiarimenti e subito dopo abbiamo continuato a parlare delle loro aspirazioni di persone semplici – come tanti di noi – ma ricche di valori e grande dignità!
Il figlio più piccolo è arrivato al 4° anno di Università (Facoltà di Giurisprudenza) e sognano di vederlo “Dottore”; l’altro lavora e guadagna già qualcosa, riuscendo così, in qualche modo, a provvedere a sé stesso, sempre con l’obiettivo di crearsi un futuro migliore.
Silvana, da quando è “salita” da Lecce, non si è mai spostata da Parma e, a parte arrivare a “sognare di poter comprare” le medicine delle quali ha bisogno e che non può permettersi, desidera da sempre di fare un viaggio a Venezia, vedere sistemati i figli e … un lavoro come dipendente per il marito Angelo, affinché, finalmente, possa tornare ad avere un reddito mensile certo!

Non mi ero sbagliato sul conto di Silvana ed Angelo … e ne ho avuto conferma proprio andando nella loro casa: ho trovato una vera Famiglia Italiana, composta da Persone serie, oneste e … con una parola sola.
È davvero triste vedere Persone per bene, venir stritolate da un Sistema che, come al solito, è capace solo di “fare la voce grossa” con migliaia di famiglie come questa!
Vergogna: l’equità è ben altra cosa!

Carissimi,
sono qui a chiedere – a fronte di quanto ancora una volta ho “toccato con mano” – a tutti coloro che possono, di darsi da fare per aiutare Silvana, Angelo ed i loro figli: ne hanno veramente bisogno e se lo meritano.
Dunque, chiunque si senta in condizioni di aiutare concretamente questa famiglia, offrendo ad Angelo un’opportunità concreta di lavoro, non esiti a contattarmi (335 7473186 – maurizioanselmi @ esox.it) e sarò ben felice di comunicare tempestivamente i dati, per contattarli immediatamente: Angelo è un elettricista con una lunghissima esperienza, disposto anche a chiudere la sua partita IVA e a farsi assumere come Dipendente, anche a progetto!

Grazie, non solo a nome di Imprese Che Resistono, ma anche a titolo personale: scopro infatti ogni giorno sempre di più, che aiutare gli altri significa aiutare un po’ anche se stessi.
Grazie ancora per quanto potrete fare per questa grande Famiglia.

Maurizio Anselmi