Equitalia, Monti studia calo aggio, limiti a ipoteche casa

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ROMA (Reuters) – Riduzione del compenso riconosciuto a Equitalia sul gettito recuperato, aumento da 8.000 a 20.000 euro della soglia di debiti fiscali oltre la quale scatta l’iscrizione di una ipoteca sulla casa e un nuovo meccanismo di rateizzazione dei debiti fiscali per i contribuenti in difficoltà economiche.

Sono le nuove misure che il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha discusso questa mattina con il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, i vertici di Equitalia e delle sue partecipate, secondo quanto riferiscono tre dirigenti presenti alla riunione.

Monti ha espresso “sostegno incondizionato” agli ispettori del fisco a fronte dei “numerosi atti di intimidazione ed aggressione che in questi ultimi tempi si sono ripetuti con frequenza e che vanno condannati con grande fermezza”, spiega una nota di Palazzo Chigi.

“Le parole sono pietre, scriveva Carlo Levi, e purtroppo nel clima difficile che sta attraversando il nostro paese, dovuto ad una grave crisi economica, troppo facilmente siete diventati oggetto di polemiche strumentali e a volte vittime di atti violenti. Questo non è accettabile”, ha aggiunto il presidente del Consiglio riferendosi alle accuse di responsabilità che l’amministrazione fiscale avrebbe per i recenti suicidi di piccoli imprenditori.

STRUTTURE AD HOC PER RISTRUTTURAZIONE DEBITI FISCALI

L’economia sommersa, secondo le più recenti stime dell’Istat, potrebbe avere un valore compreso tra 255 e 275 miliardi, quasi il 20% del Pil.

La lotta all’evasione fiscale resta quindi “un punto cardine del programma di governo”, scrive Palazzo Chigi nella nota.

“L’obiettivo deve essere di colpire le aree dove c’è un fenomeno diffuso di evasione fiscale” tenendo “sempre ben presente il concetto di equità e di proporzionalità”.

Per questo il governo lavora a un nuovo intervento per distinguere più facilmente i contribuenti costretti dalla crisi economica a dilazionare il versamento delle imposte (i morosi)dagli evasori abituali.

In prima battuta Monti vuole ridurre il compenso (aggio) che Equitalia ottiene dalle somme riscosse. La remunerazione ammonta al 9% del totale e grava sul debitore in tutto o in parte, a seconda di quando avviene il versamento. Se il contribuente paga entro 60 giorni dalla notifica versa il 51% delle somme iscritte a ruolo, mentre il restante 49% è a carico dell’ente pubblico creditore. Oltre i 60 giorni l’aggio è integralmente a carico del contribuente.

Monti non ha detto di più ma il governo intende muoversi nel solco di quanto prevede la manovra di dicembre, che contiene una cornice normativa per trasformare l’aggio in un “rimborso dei costi fissi risultanti dal bilancio certificato”, garantendo comunque “al contribuente oneri inferiori” rispetto agli attuali.

Altra misura annunciata dal Capo del governo, spiegano le fonti, è l’innalzamento a 20.000 da 8.000 euro della soglia di debiti fiscali oltre la quale Equitalia può iscrivere d’ufficio un’ipoteca sulla casa del contribuente.

Il terzo intervento punta a “codificare i fallimenti delle persone fisiche. L’idea è di costituire strutture ad hoc per occuparsi di singoli contribuenti, favorendo la ristrutturazione dei debiti fiscali con una diversa rateazione senza arrivare ai pignoramenti”, dice una delle fonti.

IN DIRITTURA D’ARRIVO DECRETI SU CREDITI IMPRESE VERSO P.A.

Un’altra iniziativa del governo in arrivo è il varo dei decreti per risolvere in parte il nodo dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione.

Un modo con cui il governo vuole rispondere a una delle più ricorrenti accuse mosse dal mondo delle imprese. Ovvero che lo Stato paga beni e servizi con ritardi anche di tre anni ma se si trova nella condizione di creditore vuole i soldi nel più breve tempo possibile.

Il governo sta studiando un meccanismo di certificazione che dovrebbe consentire alle imprese di farsi anticipare una quota dei crediti dalle banche. In più, il processo di certificazione farà da base alla compensazione tra crediti e debiti iscritti a ruolo delle imprese, facoltà prevista dalla manovra correttiva di metà 2010 ma finora rimasta lettera morta.

“Quello che stiamo cercando di costruire insieme è un nuovo rapporto tra il cittadino e il fisco dove il fisco deve diventare sempre più efficace e sempre meno intrusivo”, ha detto Monti secondo la nota di Palazzo Chigi.

“Per farlo servono azioni mirate anche di carattere pedagogico: ad esempio con le scuole dove è importante insegnare che non si è furbi se non si pagano le imposte ma queste sono necessarie per il bene comune”.

“Se tutti pagassimo il dovuto tutti pagheremmo meno e avremmo servizi pubblici migliori”, ha aggiunto il Capo del governo.

(Giuseppe Fonte) Sul sito http://www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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UN PICCOLO PASSO AVANTI, UN PASSO VERSO IL BUON SENSO, ADESSO CHE UNA STRADA E’ IMBOCCATA FACCIAMO IN MODO CHE SIA LA STRADA GIUSTA.

Il principio di equità deve essere l’unico principio in base al quale si prospettino dei cambiamenti logici e funzionali.

Il principio di equità sta nel distinguere ciò che è evasione per fini speculativi da quella Evasione che evasione non è, chi dichiara e non paga perchè non ha possibilità di farlo,  e chi non dichiara per lo stesso motivo.

Il principio di equità sta nel conferire l’onere della prova a chi accusa e non a chi si difende, l’equità sta nell’eliminare il dover pagare qualsiasi somma a titolo di acconto per poter arrivare a contestare un debito non ancora comprovato.

L’equità sta nel eliminare un principio sanzionatorio a coloro che manifestamente non sono in grado di far fronte ad una tassazione esosa, ingiustificata, e per la quale manca il fondamento primario, ossia l’erogazione di servizi al cittadino. La tassazione è per principio costituzionale legata alla capacità reddituale di un cittadino e non all’incapacità amministrativa di uno stato. Le tasse sono una responsabilità civile del cittadino e sono una responsabilità civile dello stato,  che deve predisporre norme semplici, chiare e inaggirabili, al contrario di quanto sino ad oggi fatto. La complessità del sistema fiscale e contributivo ha il solo vantaggio di creare scappatoie ai soliti furbetti. Facciamo in modo che chi Evade per speculazione finisca in carcere, come succede in ogni altro paese, e chi non paga perchè non ne ha la possibilità venga tutelato e facilitato nell’espletamento di questo compito ingrato.

Equità sta nell’eliminazione dell’accertamento induttivo, basato su puri parametri statistici, perchè la statistica non tiene conto della fase di crisi, non tiene conto di tanti che contro la logica del dipendente=fatturato magari tiene conto della logica dipendente= famiglia, persona, essere umano, mq=fatturato e mq=capannone non cedibile o con mutuo, occorre accertare materialmente prima di desumere e accusare.

Equità sta nel non accordare nessun patteggiamento ai poteri forti, ai personaggi di spicco, ai veri ricchi, ai finanzieri, alle caste, equità sta nel far pagare tutto l’accertato a tutti coloro che hanno evaso per lucro, gli ultimi casi degli istituti bancari che hanno evaso per miliardi e chiuso per qualche centinaio di milioni non è un esempio di equità, dott. Monti e dott. Befera.

Equità è nel far pagare tutti allo stesso modo… il buon senso sta nel capire che un paese non si salva vessando i propri cittadini ma tutelandoli anche nei compiti più difficili.

Equità non è scaricare il peso della crisi sulle famiglie già in crisi, sulle imprese che stanno galleggiando, come dice la Fornero, non è nel ricorrere al bau bau dell’esercito per proteggere gli obiettivi sensibili, come dice la Cancellieri, incrementando le scorte e la protezione ai servitori dello stato, ma tutelando l’unico obiettivo sensibile che dovrebbe essere tutelato da uno stato sedicente democratico, il cittadino e la sua famiglia, unici veri eroici servitori del paese.

Equità, buon senso, logica civile, rispetto e intelligenza, insomma il criterio del buon padre di famiglia, la crisi non è la crisi di un paese in senso lato,  il paese e la coesione si salvaguardano rendendo dignitoso il lavoro del cittadino onesto, salvaguardando la dignità del vivere quotidiano, punendo l’illecito ed il furbetto ovunque si annidino, anche in parlamento, anche negli istituti finanziari, anche in senato, restituendo al popolo italiano una identità che oggi è minata da un insieme di ingiustizia, vessazione, e privazione.

Le tasse vanno pagate, vero, la piaga è l’evasione forse, ( non ho capito come mai se l’evasione anche fosse al 50%, cosa che mi è difficile credere, e il rimanente 50 % onesto paga il doppio delle tasse di ogni altro cittadino europeo il gettito fiscale, matematicamente equilibrato, non basta mai a coprire i costi di questo paese) ma in questo paese le piaghe sono molte, troppe e per guarire il malato la medicazione va applicata a tutte le piaghe insieme o non si otterrà mai la guarigione ma solo una lenta cancrena.

Equità sta nel principio di buona amministrazione del denaro del contribuente, per cui lacrime e sangue da una parte e drastica riduzione degli sprechi dall’altra. Non si può essere equi tentando di salvaguardare un bacino elettorale,  non esiste equità nel distinguere un dipendente pubblico da un dipendente privato, non esiste equità nel salvaguardare rendite di posizione. Un servitore dello stato non può guadagnare 100 volte più di un cittadino dello stesso stato.

Equità non è cercare un colpevole di un disagio manifesto, equità è farsi carico del disagio manifesto.

Equità è l’unica strada per tentare un possibile cammino verso una qualsiasi via di uscita, senza questo principio ogni “rappezzo” è vano, i punti saltano, ne metti uno ne saltano tre e non è con l’esercito che si conclude il rammendo, storia insegna.