NOTIZIE DAL FRIULI – VENEZIA GIULIA di Enrico Rossini

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Ciao a tutti, desideravo portarvi a conoscenza di alcune vicende a mio avviso preoccupanti che si stanno verificano nella mia regione, normalmente tranquilla. Molte imprese anche qui non hanno più accesso al credito ed è necessario lavorare in attivo. Credo che non devo illustrarvi tutte le problematiche che da questo deriva oltre a dover far fronte a tutti i pagamenti che ormai fioccano da ogni dove.

Con questa stretta molti imprenditori sono disperati. Grazie alle apparizioni televisive di Luca ed altri sono stato contattato da diversi imprenditori soprattutto piccoli della regione e sono andato ad incontrarli. È stata un’esperienza molto forte poiché mi hanno raccontato la loro esperienza, ma trovarsi di fronte ad una mamma con 3 figli che non sa dove sbattere la testa o un imprenditore edile che vuole farla finita confesso non è stato facile.

La cosa che da alcuni di questi incontri è emersa secondo me preoccupante è la seguente. Questi imprenditori in difficoltà non hanno credito da parte della banche e non sanno come portare avanti l’azienda. Un bel giorno arrivano da loro delle persone piuttosto distinte che di loro sanno praticamente tutto (soprattutto i debiti) e che, in soldoni, gli offrono la possibilità di sistemare i loro debiti a fronte di un semplice servizio: fare i prestanomi per loro. Non so se questa è mafia ma in questa regione storie di questo tipo non le ho mai sentite. Alcuni di loro hanno cercato di andare dalla giustizia ma non c’è alcun tipo di reato; c’è chi ha informato la politica che non ha fatto nulla; c’è chi è andato dalle associazioni di categoria (in un caso Confindustria) che gli ha praticamente snobbati. Hanno visto la TV e sono arrivati da noi almeno per sfogarsi, per trovare qualcuno che gli ascolti.

All’inizio pensavo fosse qualcosa di isolato ma dagli incontri che ho fatto, non mi sembra lo sia, anzi, si sta propagando. La parte brutta è che gli imprenditori strozzati, stanno pensato seriamente ad accettare tale proposta poiché disperati.

18 comments on “NOTIZIE DAL FRIULI – VENEZIA GIULIA di Enrico Rossini

  1. alessia scrive:

    Carissimo Enrico, giustamente dici ” non so se questa è mafia”: secondo il mio modestissimo parere SI! ( è passata dal tritolo al colletto bianco)

    E’allucinante anche il comportamento delle “istituzioni”: scusate un attimo ” il tanto strombazzato segreto bancario dov’è andato a finire?”. Questi personaggi come fanno a sapere c…zi e mazzi degli imprenditori in difficoltà? C’ è qualcuno che li rifornisce di dati! Le associazioni di categoria perchè non si muovono?

    Purtroppo come hai detto giustamente chi è nei guai ed è disperato sta pensando di accettare seriamente vedendone solo quella l’unica via: non lo sò se è l’unica ma può anche diventare la nuova fonte di altri guai!

  2. valter ottello scrive:

    FORSE SI COMINCERA A CAPIRE KE >>>> .. O PAGHI LE TASSE O PAGHI I FORNITORI … <<<<> “””” tutte “”””<<<> ANTI-SISTAMA ………………..

    • laura scrive:

      walter questo stiamo gia’ facendo io sto pagando un tot al mese le tasse dello scorso anno intanto non c’è vendita giro di denaro ho sospeso la dilazione delle vecchie cartelle altrimenti faccio come a natale pasta e dado pasta al burro pasta al pesto e così via . ma a qualcuno gli frega qualcosa ? la gente si ammazza , ma a qualcuno gli frega qualcosa?alla fine diciamo:condoglianze poverino ……poverini sono anche chi resta dicevano gli antichi desolazione assoluta chiudiamo tutti tutti tutti sopratutto i tabacchi bar x i giochi lotterie bolli sigarette lo stato non deve incassare xsettimane poi voglio vedere se anche loro nn brucia il fatto di non incassare ma finchè scriviamo non concludiamo un corno ditemi se sbaglio andrei in tv x fare questa provocazione giornalisti scrivete pure che a dirlo è stata laura di trofarello che si è rotta le palle di sentire le stronzate tecniche e intanto la gente si ammazza ieri in banca il direttore eraincazzato xchè gli è stato limato lo stipendio io gli ho riso in faccia a noi ci hanno limato anche la dognità ed ora ci tolgono la vita basta |||||1!!!!!!!!

  3. Ivan scrive:

    Prevedo tempi non duri , durissimi …

  4. mariapina scrive:

    io credo che in questo momento se non facciamo una richiesta di saldo forfait a stralcio di tasse non pagate sugli anni pregressi per molte aziende quest’anno non ci sara’ via di scampo, sara’ proprio la fine, siamo agli sgoccioli, gravitano attorno a me un sacco di persone che stanno perdendo i posti di lavoro. io non saprei come muovermi altrimenti sono nelle stesse condizioni con l’azienda.
    un caro saluto a tutti
    mariapina

  5. rosella scrive:

    secondo me è tempo di scendere in piazza, massicciamente, che cavolo stiamo a fere qui dietro a un pc a parlarci tra di noi?
    scendiamo in strada, urliamo la nostra rabbia!!!

  6. mariapina scrive:

    o capito, ma se diamo fuori da matti cosi’ senza una organizzazione alle spalle ed un piano ben preciso ci legano tutti con le corde e ci portano in discarica. bisogna coinvolgere almeno un partito che crede in quello che stiamo facendo

    • rosella scrive:

      ma Mariapia, abbiamo IMPRESECHERESISTONO, che è il nostro collante, spero, non si tratta di andare fuori come cani sciolti. siamo noi il nostro partito

    • laura scrive:

      ragazze rispondono solo donne? marianna rossella se coivolgiamo partiti siamo fregati xchè a loro fa comodo verranno ben visti certo!!! si dirà ; è stato l’unico partito a dare una mano alle piccole imprese invece no! dobbiamo costituire un sindacato dipartire iva nn ci rappresenta nessuno ,al diavolo i partiti nn votiamo piu’ al diavolo la conf artigianato e commercio se ci devono aiutare nn dobbiamo fare nessuna tessera dobbiamo fare da noi noi che siamo piu’ di loro cosa ne dite? si fa o non si fa ditemi luca cosa mi dici laura

      • alessia scrive:

        Perdonatemi il disfattismo: non serve un partito, SERVE una presa di coscienza da parte di tutti I CITTADINI, gli imprenditori e non. Siamo ancora troppo pochi ad aver capito come stanno le cose e c’è ancora troppa gente che sta “bene”, ossia che riesce ancora a campare molto spesso sfruttando gli altri.
        Vi faccio solo l’ultimo esempio: l’incontro ICR Lombardia da venerdì ho mandato 100 mail ad aziende mie clienti, rappresentanti che conosco e “molto sensbili” al tema. Risultato: 1 solo mi ha risposto ( è un mio carissimo amico ed iscritto ICR) che mi ha detto che sarebbe venuto ma venerdì era a Ravenna per “tentare di concludere” un contratto di rappresentanza. Gli altri 99? Si sono fatti negare o mi hanno mandato “elegantemente” in quel posto.
        Credo che la politica sia solo 1 parte del problema: personalmente comincerei a prendere a schioppettate con i pallini di sale ( così non si siedono più) : IL FISCO- I COMMERCIALISTI SCORRETTI CHE CERCANO DI INCASINARE LE COSE PER RENDERLE ANCORA PIU’DIFFICILI- GLI AMMINISTRATORI COMUNALI- E MOLTI ALTRI ANCORA.

  7. laura scrive:

    serrata di massa!!!!!!!! prima cosa

  8. mariapina scrive:

    TU LAURA HAI RAGIONE MA ABBIAMO POCO TEMPO PER METTERE IN PRATICA LA TUA VALIDISSIMA PROPOSTA. IO INTENDEVO L’APPOGGIO
    DI UN PARTITO PERCHE’ SONO CONVINTA CHE I POLITICI DI MERDA CHE SONO ORA AL POTERE CI TENGONO LONTANI COME LA PESTE E
    NON CI CONSENTIRANNO MAI DI EMERGERE.
    POCHI MINUTI A QUALCHE TRASMISSIONE E A CASA.
    SCUSA MA IN QUESTO MOMENTO VEDO TUTTO NERO

  9. felice scrive:

    Ancora brutte notizie il bollettino di guerra si allunga:BOLOGNA 58enne si da fuoco davanti all’agenzia delle entrate-TRANI dissoccupato 48enne si lancia dal balcone.Vediamo di organizzarci come ICR e se ci sono le condizioni per riuscire a fare un esposto in tutte le procure italiane per ISTIGAZIONE AL SUICIDO e’ probabile che riesco a far fare una pubblicazione su un quotidiano nazionale.Un abbraccio a tutti.

  10. ugobernasconi scrive:

    Leggo e pubblico:

    “Caro Beppe, sono un piccolo imprenditore in procinto di dare le dimissioni da me stesso. E’ qualcosa che mi pesa, che mi pesa molto. Di notte sento un’oppressione sul petto come se qualcuno fosse seduto sopra di me. Ho una piccola società di servizi, 20 persone. O forse è più corretto dire che è la società che possiede me. Gli ho dedicato 12 ore al giorno per anni. Nei giorni festivi “solo” 4 o 5. Ho resistito fino ad ora un po’ per orgoglio e per non mettere in mezzo alla strada una ventina di famiglie. E’ dura guardare negli occhi qualcuno che ha cercato di costruire qualcosa insieme a te per anni e dirgli “E’ finita!”. Non ho mai avuto agevolazioni da questo Stato, ma solo controlli occhiuti, tasse, burocrazia. Ho sempre pagato con regolarità i miei fornitori, se ho sgarrato è stato di qualche settimana, forse un mese nei casi di necessità, ma lo Stato pretende che paghi l’Iva anticipata sulle fatture che emetto e che sono pagate a babbo morto, in qualche caso mai. E cosa puoi fare? Un’azione legale per una fattura non incassata? E quanto ti costa? Se tu hai un debito con lo Stato devi pagare pronta cassa, se invece lo Stato ha un debito con te puoi morire di fame o, come prospetta il ministro Passera, essere pagato con titoli di debito pubblico. Cosa ci faccio? Li do ai bambini per giocarci con le figurine? Pago i miei debiti con il debito dello Stato? I clienti ritardano i pagamenti di mesi, e li capisco. Le banche mi rifiutano un fido per coprire i costi di 2/3 mesi di attività nonostante abbia sempre chiuso i conti con un pareggio o un utile, non un granché ma sempre un utile. A che servono le banche se non supportano le imprese? Per me potrebbero chiudere. Da oltre un anno oltre all’imprenditore faccio quindi anche da banca. Non voglio indebitarmi con degli avvoltoi. Lascio qualunque emolumento mi spetti nella società. Così sono riuscito a pagare gli stipendi (puntualmente!) delle persone che lavorano con me. Mi sono accorto che vivevo come un automa per pagare le tasse al mio socio occulto, lo Stato. Mi sono accorto di lavorare senza remunerazione, in realtà mi finanziavo (!?) l’attività, e che per vivere divoravo il piccolo patrimonio che mi hanno lasciato i miei vecchi dopo una vita di lavoro. Mi sono accorto che passo con la mia famiglia solo ritagli di tempo e mai sereno, ma sempre preoccupato e nervoso per le scadenze, per i contratti. Non sono nato per fare l’eroe. Per ora chiudo la mia piccola azienda e chiedo scusa ai miei colleghi, li ho sempre considerati tali e non dipendenti. Un saluto”. Massimiliano R.

  11. Antonio scrive:

    E’ un Abruzzese DOC ascoltate bene, siamo troppo fessi!!!!!

  12. Claudio scrive:

    Mi dispiace essere così pessimistama ma non credo che ci siano più vie di uscita. L’unica soluzione per salvarsi è andarsene.

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