Articolo su ICR apparso su Mercatolibero: un Delegato chiede chiarimenti

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Replica del Delegato Regionale E.R. Maurizio Anselmi all’articolo apparso su MERCATOLIBERO del 21 Luglio 2011, (del quale  riportiamo un estratto in calce).
Riceviamo e pubblichiamo la versione completa, opportunamente inviata all’omonimo Blog, in attesa di pubblicazione.
 
Caro Paolo,

sono venuto a conoscenza solo da poco del post da te pubblicato su Mercato Libero del 21 Luglio, relativo al viaggio esplorativo in Svizzera, effettuato insieme a te; non posso nasconderti la grande amarezza ed enorme delusione nel leggere quei contenuti, che ancor’oggi non riesco a spiegarmi come possano essere usciti “dalla tua penna”!

Sia come Maurizio Anselmi che come Delegato Regionale di ICR, ciò che ferisce profondamente è quanto letto a proposito delle Imprese iscritte al nostro Movimento Spontaneo, descritte come “aziende decotte in cerca di finanziamenti, che le Banche non daranno”.

Tengo allora a precisare, cercando di descrivere meglio a te – ma soprattutto ai tuoi molti lettori – ciò che invece ICR rappresenta veramente: una mescola di micro, piccole e medie Imprese fatta da PERSONE oneste, capaci, determinate e non rassegnate a subire passivamente gli effetti devastanti di quanto sta accadendo alla nostra Economia, che “qualcuno” – nemmeno più in Italia – sta imponendo al di sopra delle loro teste.

Caro Paolo, possibile che tu non ti sia accorto che la maggior parte delle micro-piccole e medie imprese non “ce la fa più” oramai dalla fine del 2008?

E’ mai possibile che, tutto d’un colpo, gli imprenditori si siano “rincoglioniti” – tutti insieme – e non sappiano più lavorare, confrontarsi con Mercato, Concorrenza ed Innovazione?  Io, francamente, dico di no!

Forse, allora, sarebbe davvero il caso che anche il tuo Blog concentrasse maggiormente l’attenzione sulle Cause Reali che hanno portato a questo disastroso “Cambiamento Epocale”: Globalizzazione malgestita, Desertificazione dei Distretti a favore dei soliti “amici degli amici”, che delocalizzano in Paesi compiacenti (sfruttando le popolazioni senza offrire loro reali opportunità di crescita personale ed intellettuale), ecc … ma andiamo pure avanti!

Cosa ne pensi dell’eccessiva – ed indegna – protezione nei confronti della c.d. “Industria Finanziaria” (Banche ed Istituti vari), anziché l’opportuna attenzione necessaria per sostenere le Imprese Produttive, con azioni di stimolo concreto e con reali Politiche Industriali di lungo periodo?

Ah … senza dimenticarci di una Classe Politica indegna che, se quella della “Prima Repubblica” lasciava davvero a desiderare, questa …… (ne lascio a te la definizione).

E’ lapalissiano che, come tu dici, Lugano potrebbe essere meglio del Cantone Vallese … ed è altrettanto vero che uno Stato “gradisce” Imprese solide rispetto a quelle in difficoltà… permettimi la battuta … ti piace “vincere facile”!?!

Caro amico mio, sono ben più complesse le ragioni VERE delle oggettive difficoltà di chi, facendo Impresa come me (dal 1986 mi pago lo stipendio con il sudore del mio lavoro… e da due anni, purtroppo, mi concedo solo magri rimborsi), si trova oggi di fronte a questa situazione, mai verificatasi prima nella Storia!

Te lo ripeto: non bisogna cercare risposte solo nella presunta (ed in qualche caso, oggettiva) incapacità imprenditoriale, ma bensì in una situazione Italiana, Europea ed Internazionale, che vede i “soliti noti”, come al solito, muoversi solo per aumentare i propri profitti a dismisura, causando, di fatto, un vero e proprio “Genocidio Economico”, che non guarda in faccia a nessuno!

Permettimi dunque di non sentirmi – insieme a tutti i miei “colleghi” di ICR – un “povero idiota incapace di badare alla propria Impresa, Famiglia e Collaboratori tutti, senza riuscire più a tener fede con responsabilità ai propri impegni”.

Estinguermi, darwinianamente, come suggerisci tu … NON MI STA BENE e continuerò a portare avanti – nonostante tutto e grazie a Movimenti apartitici come ICR – ogni azione possibile non solo per “resistere” ma, soprattutto, per “reagire” a questa vergognosa situazione GLOBALE, che non possiamo continuare a “nascondere dietro al dito” della “Crisi che sta per finire”…

Insieme dobbiamo iniziare una VERA  e PROPRIA Rivoluzione Democratica e Liberale: … CI STAI?

Mi auguro dunque che tu abbia esternato troppo affrettatamente il tuo pensiero in quel post e mi farebbe davvero molto piacere vedere riconfermata l’impressione avuta di una persona che – piena di entusiasmo – si è unita a noi Imprenditori aderenti ad ICR, per visitare la Svizzera, nel Cantone Vallese, con l’intento di valutare nuove opportunità.

Stammi bene, Maurizio

Post apparso su MERCATOLIBERO 21-07-2011

“Come molti di voi si ricordano MERCATO LIBERO ha messo in contatto il gruppo di amici di IMPRESE CHE RESISTONO con il cantone Vallese in svizzera. 

Era un affronto mediatico. Il tentativo estremo di smuovere la casta politica al fine di cercar di aiutare una piccola e media impresa che muore.

Sono nate le famose trasmissioni televisive delle iene, di report e LA7….

Dopo oltre 18 mesi ANCORA NULLA DI FATTO.

MERCATO LIBERO HA CAPITO FIN DA SUBITO CHE IL VALLESE NON ERA ADATTO PER LE IMPRESE ITALIANE….TROPPO LONTANO, UNA LINGUA DIFFERENTE, UNA ZONA POCO INTERESSANTE PER LO SVILUPPO DELL’IMPRESA ITALIANA! E QUINDI ABBIAMO SUBITO PRESO LE DISTANZE DAL PROGETTO.

MA SOPRATUTTO MI SONO RESO CONTO DI UN ERRORE…NON VALE LA PENA CERCARE DI SALVARE IMPRESE IN DIFFICOLTA’ COMPETITIVA.

NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI E’ TROPPO TARDI!!!

MEGLIO FOCALIZZARSI SU AZIENDE CHE VANNO BENE, ALL’AVANGUARDIA TECNOLOGICA, CON UNA FORTE QUOTA DI MERCATO DA DIFENDERE, CON UN TASSO DI CRESCITA INTERESSANTE, E SOPRATUTTO CON PROFITTI DA DIFENDERE!!!

Prima di me lo ha capito la SVIZZERA. I cantoni fanno a gara per attirare le BUONE AZIENDE ..NON QUELLE DECOTTE IN CERCA DI FINANZIAMENTI CHE LE BANCHE NON DANNO…”

5 comments on “Articolo su ICR apparso su Mercatolibero: un Delegato chiede chiarimenti

  1. alessia scrive:

    Cercavo di leggere su MercatoLibero il post completo ma non l’ho trovato
    A questo signore vorrei chiedere 3 cose semplici:
    1. Sulla base di cosa definisce le imprese che hanno partecipato al viaggio in Svizzera “NON VALE LA PENA CERCARE DI SALVARE IMPRESE IN DIFFICOLTA’ COMPETITIVA?
    2. Ha guardato i “numeri” degli ultimi 3 anni di “palta alta” e da lì si è fatto l’idea? Mi sembra che per giudicare una azienda se è decotta o no si guardano non solo gli ultimi anni ma tutto lo storico aziendale per “farsi un quadro più chiaro”. Poi si traggono le conclusioni!
    3. Mi sembra che il suo post sia tratto da una affrettata valutazione, frutto di opinioni personali non suffragate da dati oggettivi: mi scusi con il mercato altalenante come può parlare di “Tassi di crescita interessanti ( che poi sono quelli a due cifre, vero?), investimenti tecnologici ecc.
    B

    • alessia scrive:

      Beh, guardi oggi come oggi “difendere” quello che si ha è già un gran successo! Nel mio piccolo, e il sig Anselmi ne è a conoscenza sto investendo nel settore del commercio on line del mio settore senza e ripeto senza alcun tipo di aiuto economico da parte degli enti (cciaa, ecc), non mi aspetto ” TASSI DI CRESCITA INTERESSANTI”, ma cercare di incrementare il lavoro sì!
      Forse sarà riduttivo secondo la sua mentalità e di tante altre persone che la pensano come lei : “volare basso,cercare di ottenere risultati piccoli ma costanti”

      • elisa77 scrive:

        sai cara Alessia cosa penso? (che poi mi è stato confermato da persone che hanno tirato su una piccola attività dopo aver sempre fatto i dipendenti o altri lavori che non centrano nulla con il commercio) che se non sei nell’ambiente e non hai a che fare con continue piccole ed estenuanti battaglie quotidiane per tenere su la baracca non puoi capire! Come non può (o non vuole) capire chi ha enormi capitali e giri di affari multimiliardari da spendere e spandere come gli pare senza che crisi interferisca! (anzi è sicuramente colpa loro se c’è la crisi perchè secondo me questa è solo una enorme, gigantesca lotta al potere). Noi siamo solo il prato che loro calpestano per combattere uno contro l’altro!
        Non ho condiviso quello che ha detto il Sig. Paolo quello che dice non sta né in celo nè in terra, ma mi ha fatto riflettere… Perchè allora non si passa ai fatti? perchè la gente continua a piangersi addosso e non si prenota per la manifestazione che sta organizzando Luca? ho visto 4 “io ci sono” in croce! perchè si discute ancora sul fatto che “tu” e “tu” fate ancora parte di quel partito allora io con te non ci gioco?? MEDITATE GENTE MEDITATE!!

      • alessia scrive:

        ciao Elisa, l’opinione che mi sono fatta del sig Barrai è un po’ quella che ho di tanta gente: la prima cosa che gli passa per l’anticamera del cervello la dicono senza pensare nè tantomeno approfondire… Io li definisco quelli ” a contenitore cranico variabile”: un po’ ragionano con l’optional (cranio) e un po’ con il lato B.

        Per la manifestazione che sta organizzando Luca, appena possibile vorrei conoscere maggiori dettagli ( per potermi gestire al meglio): gli scriverò non appena mi libero perchè al contrario di quello che dicono i mass media, gente a casa ce ne è tanta, ditte aperte pure e soddisfare tutti, credimi non per nulla facile con il 99 % di fornitori chiusi!!!

  2. Laura scrive:

    A Paolo e Maurizio.

    Caro Paolo e caro Maurizio, comincio con il dirvi che leggere quanto sopra mi rattrista soprattutto per una cosa, siete due persone che si conoscono, e soprattutto, entrambe aperte al dialogo. Mi chiedo dunque una cosa: Leggendo il primo post di Paolo interpreto la sua frase con aziende “decotte” (non menzionata insieme a “agli amici di IMPRESECHERESISTONO” ) non come riferita al movimento di Impresecheresistono e agli aderenti allo stesso, ma come un sinonimo di aziende in difficoltà, ( di ICR come no) per le quali la Svizzera, tutta la Svizzera, può rappresentare un sogno ma non la soluzione immediata. Da questo termine usato, mi sento di poter dire, senza intenzione o riferimento malevolo da Paolo è nato tutto questo. Avevo letto il post in questione e sinceramente non ho dato peso a tale accezione proprio perchè conosco Paolo e mi ricordo come, tempo orsono nel dicembre 2009, all’utilizzo del medesimo termine riferito alle aziende presenti al primo Icr day di Milano, in un articolo del Sole 24 ore, nella persona del giornalista Marco Alfieri, lo stesso Paolo aveva risposto sul suo Blog, invitando gli imprenditori a disdire l’abbonamento ad un giornale che usava il termine in questione riferito alle piccole aziende vera ricchezza del paese.

    Conosco anche Maurizio, persona piena di passione e di cuore, che ha aperto un ufficio in Romania cercando uno sbocco alternativo al mercato italiano.

    Per queste ragioni mi chiedo il motivo per il quale si è scatenato tutto questo, quando sarebbe bastato alzare il telefono e spiegarsi, perchè è questo che mi aspetto da persone come Voi, meno istinto e più ragione, perchè vi conoscete, perchè ci conosciamo, ed in fondo il nostro “problema” nasce dalla medesima madre. Mi sento di dover chiarire un punto solo, che mi riguarda personalmente, circa il progetto delocalizzazione in Svizzera. Per quanto mi compete, non lo ho abbandonato.

    La Svizzera, per le questioni personali prima che imprenditoriali che ho sempre dichiarato, resta la méta; tuttavia per ragioni che entrambi conoscete bene, ho creduto opportuno cambiare il percorso per giungervi. Tale percorso è quello che ha descritto Paolo, ma che non ritengo debba essere discusso in questo frangente.

    A te Paolo rispondo, chiarendo il motivo per cui Icr non ha avvisato del cambio di programma, ossia che Impresecheresistono, come movimento, non ha MAI appoggiato a fondo il mio progetto, perchè va da se che se le imprese vogliono resistere non delocalizzano. Questo è il motivo principale per il quale sul blog di ICR esiste una pagina di informazione basica e non dettagliata del progetto svizzero. Questo è lo stesso motivo per cui ho chiesto le dimissioni dal direttivo di Icr, mai avrei voluto fornire un’arma a coloro che mal vedono da sempre questo movimento, che forse può peccare a volte di ingenuità ma mai di correttezza.

    Mediaticamente è stato dato grande risalto al progetto Svizzero, e grazie anche a questo molte aziende hanno capito di avere una alternativa al fallimento Italiano, che poi la Svizzera non sia l’alternativa per tutti è cosa che ho sempre chiarito personalmente (soprattutto se un piccolo in difficoltà pensa di delocalizzare da solo, cosa per cui il progetto era di tipo consortile), ribadendo che chi non riesce a fare utili qui per mancanza di “mercato” difficilmente potrà sopravvivere in Svizzera.

    La sottoscritta crede ancora che la Svizzera sia una méta possibile, e per questo stiamo lavorando, cercando di creare le condizioni ottimali ( marginalità sul prodotto e migliori condizioni finanziarie) per tutte le aziende aderenti al progetto Consorzio, per poter arrivare in Vallese con una condizione di equilibrio che oggi non possediamo. Queste condizioni primarie, non sono ottenibili nell’immediato in Svizzera, cosa che ben sai, e che ci ha portato a considerare le alternative (Moldavia e basso costo manodopera) che ormai reputo imprescindibili.

    Concludo nella speranza che a mente fredda tutto questo rientri, che si interpretino le parole attraverso la conoscenza che si ha l’uno dell’altro e privandole di ogni rancore, cosa che, a parer mio, non ha motivo di esistere perchè frutto di una mala interpretazione dei concetti. Ognuno di voi fa cose importanti a proprio modo, Paolo, a cui va il mio grande ringraziamento per avermi consentito nel tempo di avvicinarmi a capire il mostro che ci comanda, come di ospitare sul suo blog il mio progetto iniziale, Maurizio per l’umanità e il sentimento con cui cerca di portare avanti una battaglia contro Golia, che se pur a volte giudico razionalmente “perdente” per la mia profonda convinzione nell’egoismo genetico dell’uomo, (mai nascosta) non posso umanamente non appoggiare.

    Alla fine, come vedete, tutti noi stiamo lottando chi in un verso, chi nell’altro, per non soccombere.

    Concludo dicendo, in difesa di Impresecheresistono che un pochino sento figlioccio anche mio, che mai siamo andati con il cappello in mano di fronte alla politica, abbiamo provato sì invece, a portare all’orecchio dei sordi, la voce dei piccoli, nella speranza di trovare un pò di luce. Va reso merito a Icr di non essere MAI sceso a patti con questa casta, di aver lottato per non permettere a qualsiasi forza politica, della maggioranza come dell’opposizione,di mettere il proprio cappello sul movimento.

    Caro Paolo e caro Maurizio, vi prego di riflettere su quanto sopra e di voler arrivare ad un chiarimento, che a mio modo di vedere DEVE essere verbale.

    Un abbraccio

    Laura

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