SISTRI: LA RISPOSTA DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE

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APPRODA SUL BLOG DI DI VICO, GENERAZIONE PRO PRO, LA NOSTRA INIZIATIVA PER MIGLIORARE IL SISTRI: http://generazionepropro.corriere.it/2011/07/13/la-lettera-il-sistri-un-esempio-di-malaburocrazia/

Pubblichiamo la risposta che ci ha inviato il Ministero dell’ambiente dopo aver riscevuto la nostra petizione per fermare il SISTRI.

18 comments on “SISTRI: LA RISPOSTA DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE

  1. Pino Scalenghe scrive:

    Ora se vogliamo sfruttare l’opportunità che ci viene offerta raccogliamo le proposte di modifica che gli aderenti ad ICR sono in grado di formulare, poi una volta razoinalizzate ne faremo un documento organico da inviare al ministero, vista l’apertura che ci ha fatto.
    Iniziate ad inviare le vostre considerazioni e proposte!

  2. alessia scrive:

    Sincereamente parlando, non ero molto sicura che il ministero rispondesse anzi, credevo che i nostri STOP AL SISTRI li mettessero nel mucchio in quanto non apparteniamo a nessuna associazione di categoria

    Prendo spunto dalla mia situazione: appartengo al settore commercio articoli di ferramenta,utensileria,collanti eccc. Possibile che 18 persone che ho interpellato non siano in grado di dare una risposta omogenea e chiara a che categoria appartengo per il sistri?
    Le mie proposte per il Sistri sono essenzialmente 2:
    1. DIVISIONE CHIARA E SEMPLICE DELLE CATEGORIE, spiegare bene chi sono i produttori di rifiuti e chi no ( evitare i paradossi di chi come nel mio caso non produce rifiuti, e non si capisce bene a chi appartiene).

    2. RENDERE LE PROCEDURE FACILI DA GESTIRE: sia per quanto riguarda l’iscrizione sia per il click day. Bisogna mettere nelle condizioni chiunque di potersi collegare al sito del ministero, fare la sua pratica in tutta tranquillità e aver modo di poter controllare ed eventualmente correggere le eventuali inesattezze. Cosicchè di non essere obbligato ad appoggiarsi a consulenti ambientali che costano un bel po’ di soldi.

    • Ciao Alessia, produci rifiuti pericolosi? No? Allora, visto che hai meno di 10 dipendenti non devi iscriverti al Sistri. Punto

      • alessia scrive:

        Ciao Massimo,
        Secondo gli scenziati del ministero sì, perchè il silicone, le vernici in bomboletta, gli stucchi sono considerati rifiuti pericolosi.
        Ma porco cane, io queste sostanze le commercializzo, non faccio rifiuto!!!
        Al ministero dicono sì a seconda di chi ti capita, all’ecologia del comune non sanno, al sindacato dei ferramenta ti dicono sì con riserva ( prima 900 euro di quota poi ti spiego).
        Credo che se il ministero chiarisse bene le categorie e chi no buona parte dei “casini” sarebbero superati.

      • Ma tu non le butti via, le vendi! No? Allora se non sono oggetto di smaltimento o riciclo, ma di vendita, non sono un rifiuto.

  3. In Commissione Ambiente alla Camera, sanno che tra le sostanze considerate rifiuti dalla tabella europea ce ne sono ancora un 30-40 che potrebbero essere tolte perchè non sono un rifiuto, tipo il rottame di ferro. Comincino a fare questa cosa che metà dei problemi sarebbero risolti e si diminuirebbero drasticamente i controlli da effettuare mirando con precisione dove possono esserci le frodi.
    Poi, tramite le camere di commercio e le associazioni di categoria lo Stato incroci i dati e sia esso a dire chi deve aderire al Sistri perchè è un produttore di rifiuti e chi no.
    Poi, in modo semplice, se qualche azienda non fosse produttrice gli sia data la possibilità di dimostrare che non produce rifiuti.
    Certezza!
    E poi ancora, chi vende materiali, tipo l’olio, il cui utilizzo può dar luogo ad un rifiuto pericoloso, conferisca allo Stato la lista delle aziende che sicuramente producono rifiuti pericolosi. Incrocio dei dati.
    Poi, sui mezzi delle aziende che fanno smaltimento venga messo un ricevitore satellitare, tipo antifurto, che in modo autonomo e senza intervento dell’autista, permetta alle forze dell’ordine di controllare periodicamente o a campione la loro posizione o il tragitto effettuato.
    In fine potenziare i mezzi a disposizione delle forze dell’ordine preposte al controllo dello smaltimento dei rifiuti.

  4. alessia scrive:

    massimo mi hai chiarito le idee finalmente!
    Ti mando una mail perchè ti devo chiedere solo l’ultima cosa sul sitri.
    Grazie ancora
    Alessia

  5. franco passeri scrive:

    SISTRI:sistema di controllo di rifiuti ,speciali ,pericolosi ,penso che saremo sempre gli stessi a pagare l’oblazione richesta, per noi non cambia sostituire il cartaceo con l’elettronico.LA mia azienda ogni anno paga 20- 25mila euro per lo smaltimento con ditte autorizzate ,mentre ci sono concorrenti sconosciuti alle autorita’ competenti (non si sa’ perche’) che non operano nel rispetto delle regole facendo concorrenza sleale sui costi di produzione.Individuare quei settori che producono rifiuti speciali o pericolosi e’ molto semplice basta la volonta'( a volte basta la mazzetta) se un organo predisposto prende le pagine gialle,certificati della camera di commercio vede chi fa’ galvanica, circuiti stampati, concerie , vernicerie,settori che producono rifiuti da smaltire, effettuando controlli su tutto li territorio potremmo dire che si tutela l’ambiente.UN giorno si presento’L’ARPA per un controllo al depuratore mi chiese in quanti nel LAZIO facciamo circuiti stampati , gli risposi siamo in 4 e lui disse io conosco soltanto a te e gli altri chi sono!!! gli risposi prendi le pagine gialle e lo vedi.Penso che il ministero dell’ambiente deve cominciare a mettere le mani sugli organi competenti locali inserendo nell’organico persone competenti con i processi produttivi a rischio,nelle mia zona non vedo figure professionali adatte . Anni fa’ un impiegato della ASL mi intimo’ la chiusura dell’azienda accusandomi di produrre un tossico nocivo,ci sono voluti 2 anni di tribunale per stabilire che il prodotto non lo era, veniva rigenerato diventando solfato di rame da utilizzare nelle vigne.Alla seconda udienza l’impiegato della ASL non si presento’ avendo capito l’errore fatto,ma come fa’ un ex poliziotto a diventare un chimico, conoscere i processi, stabilire chi usa tossici o no!!IL ministero dell’ambiente in questi mesi che rimangono alla partenza del SISTRI dovrebbe sollecitare gli organi di controllo ad un monitoraggio del territorio.SALUTO GLI AMICI DI ICR .franco passeri

  6. esempio, se cambio una batteria di una centrale rivelazione fumi a quel punto entro 3 giorni devo iscrivermi al sistri, che faccio? la lascio al cliente che x non doversi iscrivere a sua volta la butta da qualche parte.
    magari avere un poco di flessibilità per chi come me non ha l’obbligo del sistri?
    se potessi smaltire quel minimo di rifiuti ritenuti pericolosi in piena regola queste cose si potrebbero evitare a vantaggio dell’ambiente, che ne dite?
    parlando di estintori…hai un estintore da smaltire.. ok
    me lo dai x lo smaltimento..io non sono autorizzato a smontarlo ( non essendo un centro di smaltimento) e quindi lo porto intero al centro di smaltimento con un costo x me di €.2.50 al kg. ( totale 25.00 euro per un kg.6 a polvere)
    ovviamente essendo una cifra considerevole ( costa quasi come un estintore nuovo) è un costo che ribalto al cliente smenandoci i costi per il trasporto ed quindi ci perdo.
    2° caso. me lo dai da revisionare, a quel punto sono autorizzato a smontarlo e dividendo i rifiuti posso mandare allo smaltimento solo la polvere con un costo di poco piu di €.1.00 al kg… (totale €.6.00 ) non dovendo dichiarare le altre parti costituenti l’estintore posso portare al rottamaio che mi paga pure! cosi non ci guadagno ma nemmeno ci smeno ^^ …ti faccio la relativa fattura con scritto estintore revisionato : codice xxx esito -NEGATIVO- €.6.00 e siamo tutti a posto.
    non vi pare un paradosso?

    • Se il tuo cliente ha più di 10 dipendenti è iscritto al Sistri se no, magari il titolare potrebbe portare la batteria in discarica come privato, lo può fare, se la butta da qualche parte, beh che lo becchino e lo mettano in galera o gli diano 20.000 Euro di multa e gli addebitino il costo della bonifica di tutta l’area… dovrebbero fare così con tutti. Il problema è che… lo so…
      Teodoro, segui sempre il secondo iter, fatturi tutto, smaltisci correttamente e siamo tutti contenti!

      • Massimo, la butta da qualche parte nel senso che la mette in un angolino del capannone e la dimentica.. era un modo di dire, mi sono espresso male..il cliente in questione ha meno di 10 dipendenti.. potrebbe portarla in discarica da privato.. ora non sò dove ha messo la batteria però è uso comune avere un angolino dimenticatoio per queste cose :P

      • che ne pensi del paradosso dello smaltimento degli estintori?
        secondo me se sono autorizzato a smantellarlo in fase di revisione non vedo perchè non posso fare la stessa cosa a un estintore dichiarato da smaltire all’origine.. meno burocrazia per me, meno spesa x il cliente, maggiore controllo sulla destinazione delle varie componenti in quanto se facessi da smaltitore ( solo per i materiali che mi competono) dichiarerei la destinazione di tutti i componenti.. invece adesso dichiaro solo la polvere e il resto và dal rottamaio cosi alla cieca..
        la stessa cosa potrebbe essere applicata ad altri .. che ne sò ( adesso sparo la caxxata) quelli che fanno condizionamento.. i meccanici .. ecc..

      • Ah certo, quell’angolino ce l’ho anch’io e infatti ogni tanto gli do una ripulita… La questione del paradosso è cronica in Italia. L’incertezza è cronica in Italia. C’è un però: se l’estintore servisse ancora andrebbe revisionato e ci penseresti tu, se l’estintore non servisse più andrebbe smaltito e sarebbe il tuo cliente a doverlo portare allo smaltimento ed in questo caso il prezzo di acquisto dell’estintore dovrebbe contenere già il costo dello smaltimento, un po’ come per l’olio o per il cartone. Oppure, come per l’olio, dovrebbe chiamare lo smaltitore che passerebbe da lui a ritirare l’estintore e se lo potrebbe portare via senza costi aggiuntivi per il proprietario dell’estintore.

      • C’è da aggiungere poi che nell’estintore alcune parti possono essere considerate sostanze destinate al riciclo, cioè, per esempio, le parti in ferro “pulite”, mentre la polvere, per esempio, è una sostanza pericolosa per cui soggetta ad una particolare normativa. In questo momento però, in Italia, ferro e polvere, per il Sistri, sono entrambi rifiuti, uno pericoloso l’altro no. Questa sarebbe la prima questione da risolvere.

      • bè.. non è propio cosi. andiamo per punti
        1)se l’estintore và smaltito non lo decide il cliente ma io…ad esempio se l’estintore ha 18 anni per legge và smaltito ma sono io che devo far presente la cosa e quindi in quel momento ecco che divento io il produttore del rifiuto…il cliente anche se è a conoscenza di questa norma non ha titolo per dichiararlo da smaltire..quindi di regola se il cliente non vuole pagare lo smaltimento il risultato è che io ho un rifiuto depositato presso il cliente il quale dovrà provvedere a stoccarlo in maniera idonea.
        2) l’estintore è da collaudare.. ovviamente per fare il collaudo bisogna passare dalla revisione .. propio per questione della meccanica dell’operazione .. se aggiungi la revisione a circa un ora di tempo del collaudo, tenendo presente che un estintore completamente made in italy e con valvola cpf ( quindi uno buono ) costa di listino meno di €.50.00 (49,75) è ovvio che costa meno prendere un estintore nuovo e quello da collaudare si butta ..e come fai a mettere dentro il costo dello smaltimento nel prezzo dell’estintore nuovo? ah scusa.. il suddetto estintore nuovo normalmente si vende a €.35.00 .. i margini x inserire lo smaltimento del vecchio non ci sono propio -.-
        3) mettiamo che il cliente vuole effettuare lo smaltimento… ok..
        se non vuole rischiare di farsi sequestrare il mezzo ecc.. ma cosa dico sequestrare.. confiscare.. deve fare l’iscrizione all’albo dei gestori ambientali per il trasporto dei rifiuti non pericolosi in conto propio..
        con il costo della sola iscrizione di estintori nuovi se ne compra quasi 20 e poi cè la tassa annuale senza contare che per accedere allo smaltimento deve avere l’apposito registro per farsi fare il formulario..
        4) fà venire lo smaltitore.. a me chiedono €.300.00 per l’uscita piu un tot al kg.. ma magari se conosce uno che gli fà il prezzo.. vorrei l’indirizzo ;P
        5) niente nell’estintore è pericoloso, le parti vanno dal ferro all’ottone, alluminio, gomma, plastica e infine la polvere..
        perchè la polvere non è pericolosa?
        ci sono 2 tipi di polvere.. quella tedesca e quella di importazione
        quella tedesca è composta principalmente da solfato di ammonio e fosfato di ammonio ..sono quindi prodotti derivanti dall’acido solforico e fosforico resi poi inerti dalla lavorazione ( la polvere rovina tutto perchè derivando da questi componenti è corrosiva).. il fosfato di ammonio alla fine è fertilizzante quindi pericoli non ne comporta e il solfato anche lui non fà danni all’ambiente (a fianco di dove faccio le revisione ho un cigliegio e ti dico solo che non riesco mai a mangiarne una perchè me le vengono sempre a fregare .. cresce bene ^^ )(con tutta quella che mangio mi sembra che sto crescendo bene anche io, stasera sono salito in casa che ero tutto azzurro haha )
        quella di importazione oltre questi 2 componenti contiene anche una considerevole percentuale di micropolveri inerti.. atte soltanto a diluire le polveri dotate di principio attivo (fosfato e solfato di ammonio) .. normalmente si usa il carbonato di calcio … per spiegare in maniera
        semplicistica di cosa si tratta diciamo che se prendo la soda caustica e la lascio seccare quella polverina bianca che resta è un carbonato che posso tranquillamente toccare senza pericoli

  7. […] giorno fa il Ministero ci ha risposto: https://icrl.wordpress.com/2011/07/05/sistri-la-risposta-del-ministero-dellambiente/. Lasciando perdere i risvolti giudiziari inerenti al Sistri, alla Selex, a Finmeccanica, alla […]

  8. Sono titolare di un’azienda cge gestisce rifiuti e che per dimenzione e tipologia dovrà partire il 1 settembre. Proprio le aziende come la mia o superiori sono quelle che raccolgono maggiori movimenti e dati, maggiori casistiche e tipologie di rifiuti. Ora mi chiedo se proprio questo tipo di aziende debba partire per prima e senza un’interoperabilità efficente ( nessuno si degna di dare le spiegazioni necessarie alle aziende che curano l’interoperabilità ) e con tutte le difficoltà e le mancate risposte del momento. A queste difficoltà hanno pensato bene di aggiungere anche quella di operare con ditte già operanti e ditte non ancora obbligate. In sintesi si chiede di partire tutti insieme e ad interoperabilità efficente, in alternativa la partenza scaglionata non procurerà altro che sanzioni ( ma forse lo scopo è proprio questo?)

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