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 Pirla alla Bocconi GZ 10:23 23/06/10

Interrompo un attimo l’attività mattutina per mandare un email alla Bocconi e chiedere perchè un università privata aziendale che ha come ragione d’essere principale il far capire come funziona il business si paghi un ottimo stipendio a Tito 

 Boeri (Bocconi),

successo pmi del Nord Est dovuto a imprenditori e’ una balla Milano, 22 giu. – (Adnkronos) –

“L’idea che il successo delle piccole imprese del Nord Est fosse dovuto alla genialita’ degli imprenditori e’ una grandissima balla”.

 Lo afferma Tito Boeri, docente di Economia del lavoro dell’universita’ Bocconi, in un convegno tenutosi stamane a Milano.

“Quel periodo positivo – continua l’economista – era dovuto alla svalutazione competitiva della lira, alla Cina fuori dal Wto e al fatto che l’Italia fosse un paese che esportava tantissimo in paesi vicini come Francia e Germania.

 I piccoli imprenditori del Nord Est – conclude Boeri – come prima non capivano il perche’ del successo, ora non capiscono il perche’ della crisi”.

 Nelle migliori università italiane il fenomeno dell’esistenza di industrie risulta misterioso ed inspiegabile, si assume che le fabbrichette siano sempre esistite forse perchè il clima del Veneto o dell’Emilia le fa crescere da sole e che aumentino o calino in base solo a fattori esterni, gli unici che i professori universitari riescono a capire perchè sono sempre quelle tre stupidate (…ehi la valuta scende… la valuta sale… i dazi con la Cina…) che persino i trader di borsa capiscono

Secondo Boeri l’Italia del nord è piena di fabbriche “perchè la Cina non era nel WTO fino al 2001, perchè la lira si svalutava e perchè confiniamo con Germania e Francia…

” gli imprenditori che le hanno create non c’entrano niente, sono dei vincitori di una lotteria, queste fabbrichette sono come gli alberi e l’erba cresciute nella pianura padana come le noci di cocco in Africa, esistono da sempre, sono parte della fauna locale, fioriscono o avvizziscono per motivi esterni.

 Sono stati fortunati perchè eravamo vicini alla Germania e di conseguenza ci sono tanti imprenditori che esportano in Germania.

Niente di più facile, i tedeschi come noto compravano miliardi di euro di beni solo da chi confinava con loro e noi siamo oltre il Brennero, tutto lì, una questione di costo del container, quello che c’è dentro non importa.

E questo insegna alla Bocconi Strano non vedi migliaia di fabbriche tra Madrid e Siviglia o intorno ad Atene o Lisbona visto che erano nelle stesse condizioni e anzi perchè non ne vedi nemmeno tante intorno a Londra.

Anzi, tutto sommato a parte la Germania, Olanda e la Francia del nord i non vedi una concentrazione di industria esportatrice come quella esistente tra Firenze, Torino, Milano e Pordenone da nessuna parte in Europa ?

 E’ il clima umido della pianura padana ?

 Come anche uno come Boeri forse avrà notato Grecia, Portogallo, Spagna nonchè i paesi dell’est sono stati salvati dalla minaccia di default e hanno subito i famosi downgrade, PERCHE’ A DIFFERENZA DELL’ITALIA NON ESPORTANO UN TUBO e quindi incassano poca valuta estera mentre ne spendono invece molta per importare petrolio, materie prime, alimentari, elettronica, meccanica di precisione, auto, frigo, abbigliamento, ecc….

Per la precisione la Grecia riceve valuta estera solo per un 50 miliardi di euro più che altro dal turismo e la Spagna per 230 miliardi con turismo come componente importante, cioè sono paesi che non producono ed esportano poco e consumano grazie al debito ESTERO che accumulano, la Grecia sui 240 miliardi e un 600 miliardi la Spagna perchè hanno deficit commerciali mostruosi.

 L’Italia invece esporta 450 miliardi di euro circa di beni e importa per 450 miliardi circa l’anno esporta cioè in % del PIL quanto i paesi asiatici e quasi tutti beni industriali il 90% circa dei quali prodotti da piccole e medie fabbrichette (come noto invece le 40 società del MIB40 sono banche, assicurazioni, telecom, autostrade, ENEL, Hera e altre utilities e salvo Fiat e Luxottica esportano niente e all’estero anzi raccolgono perdite come Unicredit)

Purtroppo il benessere dell’Italia dipende quasi interamente dalla capacità di queste orribili fabbrichette di continuare ad esportare, (nonostante siano gestite da noti evasori furbacchioni se leggi i giornali dove scrivono i professori come Boeri).

Sono anzi la vacca che tutti mungono, quella senza la quale finisci come la Grecia e quando l’avrai fatta morire poi sarà dura.

Grazie a Zio Barbero, non si poteve rispondere meglio. Forse il Prof. Boeri, come purtroppo molti altri in questo paese, parla a vanvera per riempire un drammatico vuoto di idee che è poi all’origine di questo declino inesorabile. Persone prive di idee e di competenze a sproloquiare di cose che in fondo poco conoscono, facendo tanto “rumore per nulla”.  Difatti vediamo molti “bocconiani” usciti dall’università scontrarsi con una realtà di concretezza che poco si intona con una serie di concetti memorizzati, ma senza capacità di trasformare gli stessi in utilizzo pratico.  Con le belle teorie il pane non si porta in tavola egregi signori… prima lo impererete meglio sarà perchè visto il percorso imboccato tra poco dovrete insegnare a zappare la terra per sopravvivere.

 

2 comments on “QUESTIONE DI C..O ? QUESTO INSEGNANO ? VABBE’ … GIRO IL LINK DELL’ARTICOLO A IMPRESE CHE RESISTONO. SARANNO FELICI, MOLTO FELICI !

  1. ivan cavallaro scrive:

    Ma ditegli a sto Boeri di andare a fan…o , che provi lui a fare qualcosa di quello che facciamo noi tutti i santi giorni …
    Santo Dio qua siamo proprio arrivati alla frutta … meglio chiudere e andare all’estero a sto punto …

  2. ivan cavallaro scrive:

    Dedicategli una sezione apposta , qua siamo all’ennesima presa per il culo !!!

    http://www.teleborsa.it/DettaglioNews/647_2010-06-23_TLB/FiatdelusadareferendumpotrebberinunciarearilancioPomigliano.html

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