Testimonianze

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Sabato .. c’è un aereo che parte per la Cina
mentre in tanti continuano a piangersi addosso, ecco i “soliti” piccoli che non si rassegnano: i rappresentanti di 22 (piccole e medie) aziende di trasporto e spedizione sabato partono per la Cina.

Dietro alle spalle hanno il supporto delle “solite” piccole organizzazioni di categoria: Confapi, Alsea, Aice, Promos.

Vanno a Hong Kong per approfondire le opportunità nel campo della logistica, dei trasporti e delle spedizioni per il mercato cinese e l’area asiatica in generale e, contemporaneamente, valutare la possibilità di attivare un punto di riferimento operativo a Hong Kong.

Il tema della missione (come si legge sul sito di PROMOS) vuole ricalcare il sogno di Marco Polo, andando alla scoperta della logistica di Hong Kong e Pearl River Delta.

Visiteranno Hong Kong e Shenzen per conoscere i vantaggi offerti dal sistema distributivo, visitare le strutture logistiche e intermodali e avviare dei contatti diretti con gli operatori locali.

Intanto la BCE oggi lancia l’allarme: continuare a tagliare posti di lavoro (per mettere in pratica quella che sembra essere la panacea di tutti i mali, il risparmio!) fa solo crescere la disoccupazione, quindi si riduce il potere d’acquisto della gente, quindi calano i consumi, quindi calano le vendite, quindi aumenta la crisi, quindi … si devono ulteriormente tagliare posti di lavoro!

Ma possibile che nessuno riesca a capire che questa è una spirale senza fine che porta solo ad andare sempre peggio?

Bisogna AUMENTARE i prezzi, AUMENTANDO gli stipendi, CREANDO nuovi posti di lavoro per AUMENTARE i consumi … e allora, finalmente, vedremo salire le vendite e l’economia mostrerà i segni della ripresa.

Quei 22 partono per l’Oriente proprio perché credono nella possibilità di vedere le proprie aziende crescere, svilupparsi, aprirsi a nuovi mercati e contribuire, così, alla rinasciata italiana.

Noi … siamo uno dei 22.
Paolo F.

Almeno, non stiamo qui a piangerci addosso aspettando l’aiuto di uno Stato che sembra non accorgersi di quello che sta succedendo.

50 comments on “Testimonianze

  1. Giancarlo Caporali scrive:

    Caro Paolo F., non è così che si risolve ! La soluzione è quella del Brasile: aumentare le tasse alle aziende importatrici di prodotti finiti per finanziare la detassazione delle aziende produttrici. In questo modo si mette in attivo la bilancia dei pagamenti e il surplus di valuta si può impiegare per quello che dici tu. Non puoi spendere quello che non hai incassato, a meno che non voglia aumentare il debito pubblico, come stiamo facendo da 30 anni. Guarda come è finito il mondo occidentale !

    • Buonasera Paolo,è interessante la sua teoria su come risolvere la crisi,riporto le sue parole:

      “Bisogna AUMENTARE i prezzi, AUMENTANDO gli stipendi, CREANDO nuovi posti di lavoro per AUMENTARE i consumi … e allora, finalmente, vedremo salire le vendite e l’economia mostrerà i segni della ripresa.”

      Dove si reperiscono i fondi ?

      Parla di (piccole medie)aziende di trasporto e spedizione ma non mi risulta esistano aziende di trasporti che si possano definire piccole.

      In bocca al lupo per l’iniziativa ma non credo proprio possa contribuire in alcun modo alla ripresa del Paese.

  2. ugobernasconi scrive:

    DOPO AVER SENTITO IL SIG NAPOLITANO E IL SIG MONTI STASERA AI TELEGIORNALI ESPRIMERE LA LORO OPINIONE CIRCA I FATTI RIGUARDANTI I RISULTATI ELETTORALI ED IN PARTICOLARE IL TEMA DEI SUICIDI, MI SENTO OFFESO COME UOMO E COME CITTADINO ITALIANO.
    MI É VENUTA NAUSEA………..

    • Giancarlo Caporali scrive:

      Caro Ugo, ancora peggio ! Stamattina sui giornali: Monti accusa chi ci ha governato sino ad oggi !

      Come se non sapessimo che la politica è prigioniera dei poteri forti riconducibili a banche e multinazionali, che neanche Obama è riuscito a ridimensionare allo scoppio della crisi, per cui tutto continua come prima !

      Proprio lui che era presidente della Trilaterale, uomo della Goldman Sachs, ecc.
      E’ una vergogna, siamo arrivati alla mafia economica che sale in cattedra con tutta la supponenza che un “professore” può avere !

      A casa lui e chi l’ha messo !

      • michele scrive:

        Scusa Egregio Signor Ugo;
        ma mi vuoi spiegare perchè si continua ad apostrofare con Sig monti, Sig napolitano queti tizi?
        io non voglio mandcare di rispetto ma questi Signori non lo sono e non lo saranno mai possono essere dott. si perchè basta avere i soldi fai l’università ed un titolo lo danno a tutti, ma da avere un titolo più o meno accademico ed essere Signori ne passa, se proprio volete titolarli indicateli come questo tizio napolitano questo tizio manti ma mai e poi mai Sig.
        sappiate che le rivoluzioni cominciano con una piccolissima fiammella per poi divampare in un incendio indomabile e pochi si salvano

  3. patrizia021 scrive:

    caro Ugo,
    purtroppo sentire parlare questa gente fa venire il voltastomaco sempre, ci prendono per imbecilli e senza amor proprio
    non hanno ancora capito che piano piano qualcosa sta cambiando, presto saranno mandati tutti a casa, anche se non si riuscirà a fargli restituire quello che hanno rubato in tutti questi anni
    mi spiace di più sentire ogni giorno ormai, quel bollettino di guerra dei suicidi riusciti o tentati
    è una vergogna sentire chi ci rappresenta, dire che in Grecia è stato peggio, che ne sono morti molti di più, come se fossimo degli animali sacrificali e sacrificabili in nome della loro superbia e ingordigia

    • Giancarlo Caporali scrive:

      Ormai Monti è come Stalin, che, a chi gli chiedeva timidamente delle sue purghe, rispondeva. “Tranquilli, un morto è una tragedia, milioni di morti sono una statistica.”.
      Aveva ragione Stalin, anche noi ci stiamo facendo l’abitudine !

  4. giòTorino scrive:

    SUICIDIO CAVERNINI CANDIDATO SINDACO PD

    • maansel scrive:

      Maurizio Anselmi

      LA REPUBBLICA – CRONACA 09/05/12

      Bologna, Maurizio Cevenini, suicidio in Regione si è lanciato dalla terrazza, città in lutto.

      Lo ha scoperto una guardia giurata. Consigliere comunale e regionale del Pd, si era ritirato dalla primarie per le elezioni del 2011 dopo un malore. Era considerato da tutti il sindaco del Dall’Ara ed è stato presidente dell’associazione dei tifosi. Su Fb gli ultimi messaggi per l’addio di Di Vaio al Bologna e per la scomparsa di Stefano Tassinari.

      Il consigliere comunale e regionale del Pd Maurizio Cevenini è stato trovato morto questa mattina alle 7.50 su una terrazza di un edificio della Regione. A scoprire il corpo è stata una guardia giurata. E’ stato chiamato il 118 ma l’uomo era già deceduto. Cevenini si è lanciato dalla terrazza del settimo piano della torre di viale Aldo Moro, finendo su un terrazzino più in basso. Ha lasciato alcuni biglietti nel suo ufficio. Su uno di questi avrebbe scritto: “Pensate a mia moglie e mia figlia”.

  5. Giancarlo Caporali scrive:

    Il Ministro Riccardi stasera a Piazza Pulita: “Sento disperazione ma anche speranza … La grande speranza è nella ripresa.”
    Ne parla come se dipendesse da altri !

    Come Ministro della nostra Repubblica avrebbe il DOVERE di sapere che con l’attuale trend dei parametri stiamo andando dritti al default.
    La ripresa mica arriva da sola ! E’ il Governo che la deve trovare!

    Siccome tutti sanno che non ha gli strumenti perchè la politica economica ce la detta la BCE (la stessa ricetta imposta alla Grecia), significa che Monti deve andare dalla Merkel e pretendere di rendere più flessibili regole comunitarie, di qualsiasi tipo esse siano. Il fine della ripresa giustifica ogni mezzo, perchè non esiste una posizione di equilibrismo: o si peggiora o si migliora. Grazie alle elezioni francesi e greche e al successo del Movimento 5 Stelle, il clima è maturo per spingere il Governo a non restare più succube della Germania, ammesso che ne abbia gli attributi !

    Neppure il ricambio della classe politica può servire a qualcosa, se nessuno sa dove trovare gli strumenti che mancano per rilanciare la produzione e frenare le importazioni, cioè tornare in attivo con la bilancia dei pagamenti senza chiedere ulteriori prestiti ! Che si aspetta il Governo, un miracolo spontaneo ?

  6. Giancarlo Caporali scrive:

    Ieri la Merkel ha dichiarato: “Risparmio e sviluppo non sono in contraddizione !”.
    Bella scoperta ! Ma il risparmio è una cosa ben diversa da una tassazione lacrime e sangue che fa chiudere anche le aziende sane che non riescono a incassare dallo stesso Stato ! Questo è cannibalismo, non risparmio !

  7. Giancarlo Caporali scrive:

    Certo, rigore e crescita sono compatibili, ma solo se si fa una manovra strutturale a costo zero che inverta l’andazzo trentennale ! Non indebitandosi ulteriormente per poter restituire il debito, come fa il giocatore d’azzardo !

    Deve valere la regola aurea che le Leggi devono rendere conveniente all’imprenditore ciò che è conveniente al Paese, altrimenti il miope egoismo dei singoli, moltiplicato per sessanta milioni quanti siamo, porta alla degenerazione del sistema, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Le Leggi esistono per questo e quelle sbagliate a volte sono peggio dell’assenza stessa.

    Perché io imprenditore dovrei sobbarcarmi l’onere di ideare dei prodotti, progettarli, sperimentarli, industrializzarli, acquistare macchinari o linee di montaggio, combattere contro la concorrenza internazionale che ha costi più bassi, rischiare di non farcela e rischiare la casa quando con una semplice e-mail posso ordinare quei prodotti all’estero certo di essere competitivo ?

    E’ assolutamente necessario PREMIARE chi produce, rispetto a chi fa il “facile mestiere”.
    Le nazioni che stanno crescendo sono quelle che diversificano le tasse delle imprese a seconda che importino prodotti finiti o che esportino.

    Quelle che importano sono immorali: per guadagnare le briciole del loro miserabile ricarico, caricano sull’intero Paese la conseguente emorragia di valuta che fa aumentare il Debito Pubblico e uccidono la produzione nazionale. Lucro cessante e danno emergente.

    Tutti gli economisti dicono che la cura non può essere quella delle aspirine, che abbassano la temperatura ma non eliminano la causa anzidetta.
    A me per aver ragione basta stare sulla riva del fiume ad aspettare, ma vorrei che accadesse prima di veder passare troppi cadaveri innocenti, illusi dal Governo o da chi pensa che piccoli rimedi amministrativi senza copertura finanziaria possano ribaltare l’andazzo di un Paese in coma.
    Già una Nazione sana avrebbe bisogno di premiare chi produce, figuriamoci noi che sono 30 anni che ci stiamo deindustrializzando proprio perché chi produce è penalizzato !

    • Caro Giancarlo,chi importa non è miope ne egoista ne tanto meno immorale…cerca di sopravvivere nel mare di merda che i politici al servizio della finanza e della speculazione hanno creato.

      Importare non è neppure tanto semplice come dici tu,perchè se è vero che ci sono 1000 fornitori è altrettanto vero che un paio si possano ritenere seri ed affidabili gli altri sono farlocchi.

      Questo per spezzare una lancia a favore di chi come mè si fa 32 ore di volo ogni 40 giorni per andare e tornare dalla cina solo per assicurarsi che la spedizione successiva sia in ordine.
      Passa una settimana lontano da casa cercando di comunicare con persone che parlano un Inglese stentato e con una mentalità tanto diversa dalla nostra che sembra sempre che ti prendano per il culo…(e forse lo fanno davvero perchè consapevoli di avere il coltello dalla parte del manico,manico consegnato loro dalle multinazionali e dalle ottuse politiche commerciali dei nostri politici)

      Detto questo sono d’accordo con quello che dici e mi spingerei oltre mettendo dazi del 200% sulle merci provenienti da paesi che non riconoscono ai propri lavoratori gli stessi diritti riconosciuti in europa.
      La cosa deve essere fatta a livello comunitario se lo fa solo l’Italia non serve a un fico,anzi peggiorerebbe la situazione.
      Ci ritroveremmo comunque i maledetti prodotti asiatici provenienti dalla vicina svizzera,belgio,olanda francia spagna etc.etc…
      A proposito della svizzera che vuole le imprese italiane,vi informo che gli svizzeri non sono per nulla razzisti e accettano ben volentieri anche le aziende cinesi,presto quindi avremo mega fabbriche cinesi che esportano in svizzera a filiali in loco,le quali a loro volta esporteranno (con una tassazione minima) in tutta Europa.

      Questa è la situazione creata dal neoliberismo dalle banche e dalla speculazione.
      concludo come al solito,dicendo

      REFERENDUM
      W L’ISLANDA

      • Giancarlo Caporali scrive:

        Sono d’accordo con te, lo dovrebbe fare l’Unione Europea in blocco, ma se non ci è riuscita l’America …
        14 Febbraio 2012 21:25 ESTERI
        (ANSA) – NEW YORK – ”Le questioni economiche vanno risolte attraverso il dialogo, non col protezionismo”: lo ha detto il vicepresidente cinese, Xi Jinping, al termine dell’incontro col presidente americano, Barack Obama.(ANSA).
        Hai capito i furbi ?

  8. franco passeri scrive:

    CARI AMICI oggi L’ARGENTINA ha bloccato l’ingresso dei prosciutti ITALIANI , blocco voluto dalle aziende nazionanali che lavorano il prodotto.Vedete la differenza tra loro e noi ,quando un governo decide di salvaguardare glii interessi dei propri cittadini se ne frega delle regole del WTO. E NOIIIII importiamo pure la merda , tutto resta nella normalita’.Nel 2011 il mercato del tessile cinese soltanto negli STATI UNITI ha fatto UN MILIONE DI DISOCCUPATI.Ma questi governanti quando sventolano la PAROLA CRESCITA,RIPRESA,PER LORO sta diventando una parola ASTRATTA CHE RIEMPE SOLTANTA LA BOCCA .Oggi la SAFILO va’ in ROMANIA e perdiamo altri 1000 posti di lavoro,avanti un’altro!!!!hhooooo chi c’e’ rimasto ancora!!!! chi la rimettera’ un’altra!!!!!.Altro giro altra corsa.saluti!!!

    • ugobernasconi scrive:

      Caro Franco……eravamo il paese con una industria chimica d’avanguardia……..poi persa.
      Avevamo una industria informatica promettente (Olivetti) …..persa
      Nel settore meccanico….i pezzi li perdiamo strada facendo……ogni giorno

      POI COSA DIRE……I NOSTRI “CERVELLI”…………persi irrimediabilmente………cosa ci troviamo ora ?

      BENPENSANTI, PROFESSORI………CHIACCHIERE…….E SCIVOLIAMO NON PIÚ LENTAMENTE VERSO IL BASSO OGNI GIORNO….INESORABILMENTE

  9. Giancarlo Caporali scrive:

    La prossima è la Indesit, che vuole delocalizzare in Polonia. Però il Governo ha ideato le ssrl da 1 € per reindustrializzarci ! Che pena ! E poi non dovrei votare Grillo ?

  10. Giancarlo Caporali scrive:

    La UE vorrebbe che debellassimo la mafia, ma fa di tutto per favorirla, come la direttiva Bolkestein che ci obbligherà a mettere all’asta pubblica le Concessioni Balneari, cioè i Bagni al mare. Secondo voi, chi sarà l’unica ad avere la liquidità per comprarseli tutti ? La mafia. Grazie, Europa !
    Prima i Bagnini si tramandavano il mestiere di generazione in generazione, erano gentili e con prezzi abbordabili. Dopo come sarà ? Questa è una piccola dimostrazione di come le regole che possono andare bene per una nazione, possono essere inadatte alle altre. Per la cronaca, il sig. Frits Bolkestein è Commissario Europeo per il mercato interno della Commissione Prodi !
    Del resto Prodi è stato un fautore del WTO, di cosa meravigliarsi ? Questa direttiva rappresenta la deriva liberista che sta prendendo piede anche all’interno della stessa Europa ed è una della cause della disaffezione verso le Istituzioni Europee.

    Un’altra è che, grazie alla libera circolazione delle merci tra i suoi 27 aderenti, le nostre fabbriche delocalizzano in Polonia e in Romania, così che ormai ci danneggia di più l’appartenenza all’Unione Europea che la Cina stessa !

    Enrico Letta, vicesegretario del PD, pensa però che senza l’Europa saremmo troppo piccoli e non potremmo essere più presenti al G8 ! Sai che danno ! Guardate come ci hanno ridotti a essere rappresentati al G8 ! Ci hanno tagliato le palle ! Abbiamo un Governo senza poteri.
    Invece il Brasile fa quello che vuole senza consultare nessuno ! Costringe i produttori esteri a “localizzare” da loro se vogliono vendere i loro prodotti ! Esattamente il processo inverso che da noi !!! Un mondo differente allora esiste !

    • ugobernasconi scrive:

      Caro Giancarlo, analisi lucida e chiara !
      Una sola aggiunta, non ci hanno tagliato le palle……
      Ce le siam tagliate noi, per far dispetto alla moglie…………….

  11. Giancarlo Caporali scrive:

    Caro Ugo, se il nostro politico di spicco era uno come Romano Prodi, anche lui un professore, era ineluttabile finire così … Mi chiedo perchè quegli imbecilli delle nuove BR abbiano gambizzato quel poveretto, nella totale disapprovazione popolare, quando se avessero gambizzato Prodi avrebbe festeggiato tutta l’Italia !

  12. ugobernasconi scrive:

    Giancarlo, viviamo in un paese dove i dirigenti capaci come Ghidella, gente che oltre ad una mente non da poco sapeva mettere le mani nei motori, vengono defenestrati dai professori o peggio dai finanzieri d’assalto, tutto è possibile.
    É proprio ora di dire BASTA !

  13. Giancarlo Caporali scrive:

    E’ una storia vecchia: chi non sa fare nulla, insegna, così non può fare danni.
    I prof. hanno una mente dogmatica e schematica, corrono sui binari di quello che hanno studiato su testi scritti da altri professori. Non potrebbero mai fare gli imprenditori. Proprio il governare richiede la massima creatività. Infatti avevamo votato Berlusconi, ma aveva l’età sbagliata, quella del Viagra.
    Il problema è che noi un professore l’abbiamo messo al governo ! Già a vederlo in piedi sembra che debba cascare da un momento all’altro. Per favore, aiutiamolo a sedersi ! :-)

  14. Michele scrive:

    Qui ogni giorno sento parlare di pagamenti certi ma per me questo è il problema minore infatti vorrei avere il problema dei pagamenti almeno questo sarebbe gia un successo invece il mio vero problema è il LAVORO che non ho infatti il mio più grande problema è che il mio fatturato e pari a quasi niente si quest’anno da gennai a ora maggio ho fatturato € 7084,43 IVA compresa praticamente niente, solo le spese sono praticamente sei volte tanto ed allora secondo voi dovrei stare qui a leggervi che vi lamentate solo dei pagamenti?
    che sia sacrosanto prendere i soldi è vero ma ci vuole anche il lavoro per fare fatturato.
    Il 60% dei miei clienti è sparito, non esiste più è stato cancellato dalla crisi
    il 20% e meglio non servirlo sarebbe solo insolvente, e non per colpa loro
    il restante 20% che sarebbe quello con i soldi non ha nessuna intenzione di spendere un quattrino sta li ad aspettare tanto lui non ha problemi
    allora cosa mai devo fare?
    tutti dicono bisogna inventarsi qualcosa di nuovo bisogna darsi da fare e vi garantisco che a me la fantsia non manca ed allora ho provato ad inserirmi in altri settori al di la di un entusiasmo iniziale le cose si sono ridotte alla solita faccenda anche li niente lavoro tanto per essere ripetitivo “l’erba del vicino è sempre quella più verde” provare di qua o di la non serve ad un bel niente io nel mio lavoro sono inserito solo che sono a secco di lavoro, qualcuno mi dice bisogna cercare le nicchie ma sed io ero gia in una nicchia di una nicchia cosa mai dovrei cercare di più nicchia?
    be scusatemi forse non sono capace di fare azienda perchè sono onesto allora devo imparare a fare azienda in un altro modo giunti a questo punto aspetto fiducioso prima o poi l’arrivo dell’ ufficiale giudiziario cosi sarò certo potro definirmi per quel che sono UN INCAPACE
    con questo mio scritto anche un po sconclusionato voglio dire una cosa il fatto dei pagamenti certi e sicuramente importante ma ora bisogna cercare vie di uscita procurando CRESCITA che porta lavoro e poi si può parlare di tutto il resto che poi non sarebbe neache il caso di doverne parlare i pagamenti in uno stato di diritto dovrebbero essere certi per loro natura ed onorabilità

  15. Giancarlo Caporali scrive:

    La miopia di questa classe politica europea è dimostrata dal fatto che, dopo aver fallito quando il problema greco poteva essere risolto con 30 miliardi invece che con i 300 che alla fine gli sono stati comunque dati, adesso la UE è costretta a dargli tutto il necessario incondizionatamente per non aprire una drammatica reazione a catena dagli esiti imprevedibili. E chi paga siamo noi !

    Venendo all’Italia, adesso dovremmo pensare alla crescita. C’è da fidarsi ? Tramite cessioni del patrimonio pubblico e tagli alla spesa ad opera di Enrico Bondi, dovremmo mettere insieme un certo tesoretto, che sarebbe davvero la ns. ultima occasione. Bene, sono certo che riusciranno a dilapidarlo !
    Passera ha detto che ha 200 tavoli di crisi con grandi aziende. Vuol dire che se delocalizzano vanno ad arricchire e a pagar le tasse in un’altra nazione.

    Dove spendere il tesoretto ? Sarebbe sensato usarlo innanzitutto per detassare quelle 200 aziende in maniera da restituirgli la competitività che avrebbero se stessero in un Paese normale, e poi per pagare i crediti IVA degli esportatori e per detassare tutte le aziende che producono.
    Un Governo tecnico che invece spendesse il tesoretto per distribuire incentivi per la crescita in modo indifferenziato sarebbe veramente suicida.

    La locomotiva di un Paese è la produzione Se si impiegano utilmente quei soldi per abbassare le tasse alla produzione, si avrebbero maggiori entrate in valuta con le esportazioni e minori uscite grazie al maggior acquisto di prodotti italiani.
    Il terziario sono vagoni, perché il commercio e gli importatori SPENDONO soldi, quelli che provengono il Paese incassa dalle esportazioni.

    Si capisce che concentrando gli aiuti nelle imprese produttrici, si avvierebbe un ciclo virtuoso di corretto finanziamento del terziario che avrebbe come ricaduta finale la crescita dell’occupazione e dei consumi, finalmente con soldi guadagnati, non a debito !

    Al contrario, incentivare genericamente il PIL, come ha in mente Monti, disperdendo quei soldi tra opere pubbliche e aiuti anche al terziario e alle aziende di importazione, sarebbe una vera iattura, perché è vero che metterebbe in moto l’economia più velocemente, ma sarebbe un fuoco di paglia, perché consumerebbe risorse anziché generarle, come dimostra il fatto che in vent’anni di manovre di questi signori ci hanno ridotti allo stremo. Auguri !

    • michele scrive:

      Ringrazio il Sig. Caporali per la telefonata e lo ringrazio anche per i suoi consigli ma io non ho bisogno di sfuggire io ho solo bisogno di lavorare e fare fatturato per poi eventualmente dovermi preoccupare dei ritardati pagamenti i suoi consigli di spogliarmi di ogni mio bene per sfuggire all’aeventuale ufficiale giudiziario per eventualmente ripartire a che servono se ripartire non è il mio problema ma è solo continuare a lavorare per fare fatturato invece qui si discute sempre di quelle cose comuni a tutti ma senza giungere a nulla, scusate non penso di essere il solo a pensare che ormai siamo nell’inutile discussione bisogna reagire

      • Giancarlo Caporali scrive:

        Caro Michele, non capisco perchè hai sentito il bisogno di rendere pubblico l’argomento della mia telefonata, che è quello di cosa bisogna fare quando ci si trova attaccati da Equitalia mentre si è senza lavoro (per salvare i mobili di casa, la casa stessa se è di proprietà, l’auto se è intestata alla ditta, le attrezzature e i macchinari, ecc.). Proprio perchè hai bisogno di lavorare, se ti fai portare via tutto, non ti riprenderai mai più, neanche se passasse la crisi.
        Tu orgogliosamente non vuoi sottrarti all’ufficiale giudiziario e ribadisci che il tuo problema non è ripartire, ma continuare. Il fatto è che hai dei doveri verso la tua famiglia: nalla malaugurata ipotesi che non riuscissi a continuare nel breve, DEVI prepararti una soluzione per ripartire senza debiti. Stai tranquillo che se non ti vuoi spogliare tu per tempo, ti spoglierà Equitalia senza pietà. Uomo avvisato …

      • Giancarlo Caporali scrive:

        Un’ultima cosa. Tu finisci con un “Bisogna reagire” !
        Se ti aspetti che una rivoluzione ti possa far arrivare lavoro nella tua nicchia della nicchia, stai fresco ! Tutti noi portiamo avanti rivendicazioni collettive, ma non ci aspettiamo mica che ci diano da mangiare nel quotidiano !

      • michele scrive:

        quello che voglio dire e che ICR giustamente sta portando avanti l’argomento dei ritardati pagamenti e delle certezza del pagamento, sono argomenti validi e sacrosanti ma purtroppo inuattabili cominciando dalla pubblica amministrazione, secondo me dovremmo aprire un altro fronte che è quello di fare unione e strategia per cercare di aumentare il nostro livello di fatturato così da avere il problema dei pagamenti invece qui sembriamo un attimino monotematici
        scusate se continuo nel replicare la questione mavvore si creasse un tavolo comune forse incentivato da chi ha maggiori capacità imprenditoriali e fare si che chi è meno scaltro impari coloro che sono bravi devono fare da tutor in questo caso se uniamo le forze anche in questo caso possiamo farcela se no finisce “ognuno per se Dio per tutti”

  16. Piero scrive:

    Al di la del cercare di tutelarsi, il problema esposto da Michele non è da considerarsi secondo a quello di equitalia.
    Sono tantissime le aziende che per mancanza di lavoro rischiano di chiudere,piu’ di quel che si pensa.
    Di questo passo a fine anno molte di queste che stanno cercando di resistere chiuderanno con altre conseguenze sulla disoccupazine, ne vedremo delle belle.

  17. Giancarlo Caporali scrive:

    L’aumento del lavoro è una conseguenza, non una causa. Come le tutte le conseguenze, arriverà con un certo ritardo temporale rispetto all’eliminazione delle cause, per le quali non solo non c’è previsione, ma non si sa neppure se invece di un miglioramento ci sarà addirittura un peggioramento.
    E’ per questo che ho raccomandato a Michele di attrezzarsi per il peggio, che per il meglio non c’è bisogno di attrezzarsi.
    In questo momento sicuramente vale il detto: Aiutati, che Dio t’aiuta.

    • Giancarlo Caporali scrive:

      … che significa non farsi condizionare da quello che lui crede che sia il suo destino.
      Nessuno ha un destino segnato. Se non si è in grado di incassare le botte, specialmente quelle di Equitalia, è doveroso SCANSARLE, perchè, passata la tempesta, bisogna fare in modo di essere ancora VIVI.

  18. Giancarlo Caporali scrive:

    Passera, oggi 12 Giugno, dice che “l’Unione Europea è la forza economica più importante del mondo, mentre da soli potremmo andare in crisi”.

    Sarà anche vero, ma come la mettiamo con il fatto che l’Italia avrebbe bisogno che l’Euro svalutasse e che alla Germania non conviene ? Che forza economica ci può essere in un’unione di interessi così contrastanti ?

    E come la mettiamo con il fatto che è proprio quest’unione così squilibrata che ci ha portati a una profonda e perseverante deindustrializzazione?

    E, pure, se agganciarci all’Euro è servito alla Germania per liberarsi di un concorrente scomodo, bloccandoci la possibilità di svalutare periodicamente, che speranza abbiamo a continuare in tale rapporto ?

    Passera usa il condizionale, tempo che esprime una non certezza. Fa bene, perché la certezza di andare in crisi sta proprio nel restare nella UE.

    Infatti la UE ci presterebbe dei soldi per la crescita, che farebbero la fine di un fuoco di paglia, in quanto verrebbero usati per le opere pubbliche e non farebbero aumentare l’export ma l’import per le materie prime necessarie a tali opere.

    Quello che serve all’Italia è una sana svalutazione come nel ’92 e una detassazione per chi produce. Non ci servono nuovi prestiti, perché, conoscendoci, li bruceremmo e saremmo da capo. Come ha fatto la Grecia e come sta iniziando a fare la Spagna.

    • alessia scrive:

      Concordo con Lei: anzi mi pare che l’Unione Europea sia più che una forza economica + importante del mondo, sia la “cassa da morto” per tanti popoli! ( non classi politiche perchè quelli stanno sempre con la pancia a posto!)

      L’Unione Europea è un gigante con i piedi di argilla creato da politici megalomani che non hanno per nulla messo in conto il rapporto CAUSA-EFFETTI di mettere insieme 27 paesi radicalmente diversi!

      E’ altresì vero quanto Lei dice: dare prestiti all’Italia servirebbe solo a farseli “fumare” dalle solite cricche e cricchette che finirebbero in opere pubbliche inutili e mai completate.

      • maurizio anselmi scrive:

        Condivido e sottoscrivo cari Giancarlo ed Alessia!

        Maurizio

      • civale giuseppe scrive:

        Concordo pienamente con Voi, ma cambio discorso e vi allego una lettera scritta da me stamattina ad una amministrazione della progredita Romagna per trarne le dovute conclusioni e per capire che se non mandiamo a casa tutti questi bastardi di burocrati, siamo alla fine.

        Forlì, 13/06/2012

        Al Sig: SINDACO
        Del Comune di

        URGENTE/STRETTAMENTE PERSONALE

        GENT.MO SIGNOR SINDACO,
        sono l’amministratore della Società PA.CI. Edilizia srl di Forlì, con sede in Via Lughese, 356, che opera nel settore delle costruzioni. Abbiamo già realizzato nel Vostro Comune degli interventi andati a buon fine in località Prada. Tutt’ora abbiamo in corso una richiesta di Permesso di Costruire (ristrutturazione con un piccolo ampliamento) sempre a Prada in Via Prov.le Prada, 6. Stiamo passando le pene dell’inferno per la poca chiarezza e le richieste assurde che ci pervengono in modo ufficioso e fuori dai tempi di legge da parte dei Vostri Uffici, che oltretutto maturano a singhiozzo. Mai chiarezza risolutiva; ad ogni incontro con il nostro progettista c’è sempre qualcosa che non va e manca sempre qualcosa. Stiamo mantenendo quello che esiste con un piccolissimo ampliamento ; oltretutto siamo in una zona di completamento con un indice edificabile altissimo (0,76) dove noi sfruttiamo solo lo 0,20 e per nostra scelta e siamo in una frazione dove nessuno ha voluto fare niente da 30 anni (forse sapevano già come andavano le cose), siamo in centro abitato e sinceramente non riusciamo a capire i tantissimi vincoli che escono giorno dopo giorno , e ripetiamo, su qualcosa che già è esistente, a parte una modestissima parte da ampliare. Si chiedono delle cose superate dall’evidenza (distanze da fossi di scolo consorziali) in quanto esistono già sul luogo alberi , manufatti, fabbricati, recinzioni che dovrebbero far superare questo ostacolo solo applicando un po’ di logica e non andando a perdersi nel labirinto di una legislazione che se è stata superata, certamente la colpa non è nostra. Sinceramente , e chiedo scusa per il termine, ci siamo rotti le scatole e siamo anche stanchi di subire delle condizioni che secondo il nostro modesto parere servono solo a far perdere del tempo a tutti senza rendersene conto; anche perché siamo già in possesso del permesso sismico da tre mesi e non riusciamo a chiudere questa pratica presentata dal 14-04-2011. (pratica edilizia n. 13496). Pensavamo di essere arrivati al traguardo, anche perché il Vostro Tecnico in data 7/8 maggio u.s. ha chiesto ulteriori due copie di disegni dell’intero progetto che gli sono stati recapitati dal nostro tecnico in data 10/05/2012, e questo ai fini dell’imminente rilascio del Permesso di Costruire; invece secondo i Vostri tecnici dobbiamo iniziare un altro percorso imprevisto e tortuoso che non ci era mai stato prima comunicato ufficialmente, e se richieste di integrazioni ci sono state , le abbiamo subito esaudite conformemente (vs. rich. prot. 16113 del 29-04-2011) – nostra integrazione del 26- 05-2011 prot 19883. Perché tutto questo solo adesso? A cosa sono serviti 14 mesi di attesa? In un momento come questo, quella poca voglia di fare che abbiamo, anche in considerazione della grave crisi che il nostro settore attraversa, non riteniamo giusto che ci venga tolta da una burocrazia eccessiva e pretenziosa, che cerca solo di rallentare il normale svolgimento delle pratiche. Avrete certamente dei tempi, ma Vi posso assicurare che in questo caso si sono già superati i limiti.

        Non vogliamo criminalizzare nessuno, pretendiamo solo un po’ di buon senso ed un minimo di comprensione verso chi in questo momento difficilissimo deve continuare in un impegno gravoso oltretutto anche verso degli obiettivi incerti. Chiediamo solo di poter lavorare onestamente, abbiamo gli operai a casa da più di un anno, abbiamo dei finanziamenti che scadono in 30 giugno corrente se non ritiriamo il Permesso di costruire, siamo in una situazione di emergenza vera e questo non solo per noi. Noi dal canto nostro per poter andare avanti abbiamo cercato di trasformare tutta la nostra rabbia in calma, calma che oggi dobbiamo assolutamente avere per riuscire ad arrivare sino in fondo e raggiungere i nostri obiettivi non creando problemi a nessuno. Per questi motivi chiediamo un incontro urgente con la S.V.I.ll.ma, per far valere le giuste ragioni, presentandoVi sin d’ora le nostre scuse per doverVi scomodare per qualcosa che dovrebbe procedere nella normalità più assoluta. Oltretutto abbiamo scadenze impellenti con i nostri clienti ed anche un impegno finanziario pesante che più giorni passano e più diventa pesante e solo per colpa della burocrazia. Così non cresceremo mai, sprofonderemo sempre di più negli abissi. Chiediamo di darci quel minimo di fiducia nelle Istituzioni che ci permetta di andare avanti. Oltretutto caro Signor Sindaco io in questo momento avrei altro da pensare. Vi scrivo, ma non so nemmeno se riuscirò a vederVi di persona o a vedere i risultati di questa operazione. La prossima settimana dovrò sottopormi a un delicatissimo intervento al cuore, che mi auguro vada bene naturalmente. Forse sono più di là che di qua, ma non per questo mi arrendo; la mia Azienda è la mia vita, e per lei ,mi sembra proprio opportuno ribadirlo, sono disposto a lottare fino alla fine. Non chiediamo assolutamente favori, ma non vogliamo subire nemmeno abusi di potere e autoritarismo da parte di nessuno.
        cordiali saluti
        Civale Giuseppe, Amministratore Unico PA.CI. Edilizia srl
        Tel. 3356639936

      • Giancarlo Caporali scrive:

        Civale, non ho contatti con la Pubblica Amministrazione e perciò quando leggo queste storie mi ribolle il sangue e mi vergogno di essere italiano. In questi giorni è in discussione la proposta per la licenziabilità nella Pubblica Amministrazione come nel Privato. Io non so come sia nata storicamente questa disuguaglianza, ma sicuramente è la causa del menefreghismo degli impiegati statali, che si può sintetizzare in una parola sola: l’impunità. Questa è la grande Casta della quale troppo poco si parla.

  19. CESARE scrive:

    COME SI ESCE DALL’EURO? Intervista a Claudio Borghi
    ( … è una intervista un po’ lunghina ma molto interessante … vengono analizzati molti risvolti e spiegati in modo chiaro e semplice )

    SALUTE A TUTTI

  20. Giancarlo Caporali scrive:

    L’uscita dall’Euro mi sembra come un “Lascia o Raddoppia” al negativo.

    In quello di Mike Bongiorno, chi raddoppiava poteva vincere sempre di più,

    in questo di Monti, che è un gioco all’indebitamento, se raddoppiamo, cioè se restiamo dentro l’euro, possiamo soltanto andare sempre peggio.

  21. felice scrive:

    Caro Giuseppe,questa purtroppo e’ l’Italia.Probabilmente chi fa prima, sa come oliare i meccanismi della burocrazia e la cronaca quotidiana conferma da tempo queste schifezze.Ti auguro che tutto vada bene per l’intervento e voglio che tu stia di qua perche’ come capito a Forli’ a trovare mio figlio che gioca a basket nella fulgor hai l’obbligo di offrirmi un caffe’.Un abbraccio a tutti gli amici di ICR.

    • giuseppe Lepore scrive:

      ciao a tutti sono appena arrivato belli i vostri commenti ciao giuseppe lepore di Savona

    • civale giuseppe scrive:

      Certo Felice, mi farebbe veramente piacere conoscerti e offrirti un buon caffè, il mio numero ce l’hai. La mia denuncia ha provocato un casino, se la sono presi, ma finalmente sono venuti ufficialmente a conoscenza di quello che tutti sapevano e nessuno aveva il coraggio di sottoscrivere: i metodi e gli abusi di alcuni funzionari. Posso perdere tutto nella vita, ma la dignità, quella no, e se tutti noi denunciamo le cose che non vanno senza avere paura, forse possiamo sperare nel trionfo dei valori a cui noi siamo legati.

  22. Giancarlo Caporali scrive:

    Argomento del giorno: il ns. curatore fallimentare Monti ha deciso di vendere i beni dello Stato per abbassare il debito. Entreranno 5 mld all’anno per abbassare un debito di 2.000 mld.

    Scommetto 10 a 1 che lo Stato venderà le partecipazioni azionarie delle ns. Aziende Pubbliche strategiche agli unici Stati che hanno soldi, proprio quelli che già ci stanno colonizzando, sperpererà quei soldi in emergenze e alla fine avremo ancora più debiti senza più patrimonio e, ancora peggio, senza più la gestione delle NOSTRE aziende strategiche.

    Il masochismo italiano non ha limiti !

  23. civale giuseppe scrive:

    E’ la solita medicina che ci vogliono somministrare solo per alleviare il dolore senza curare il vero male.

  24. giancap scrive:

    La polemica sul diritto al lavoro è ridicola !

    Il lavoro è un diritto quando il crearlo è un dovere per qualcun altro.

    In un Paese comunista il lavoro è un diritto poiché lo Stato ha il dovere di sostituirsi all’iniziativa privata che proibisce.

    In un Paese libero, è l’iniziativa privata che crea lavoro e non si vede quale cittadino più di un altro sia obbligato a crearlo invece che a trovarlo.

    In Italia gli imprenditori non sono mai mancati, sino a quando i politici hanno inventato di tutto per scoraggiarli (WTO, UE e Euro) e adesso i sindacati si lamentano !

    Loro dov’erano ?

  25. giancap scrive:

    Per forza che lo spread è vicino a 500: un Paese di trasformazione che sa solo studiare nuovi prestiti di salvataggio e non inverte la costante deindustrializzazione che garanzie offre ?
    Se il governo eliminasse gli handicap che hanno le imprese italiane a esportare rispetto alle concorrenti estere (primo fra tutti l’impossibilità di compensare tutta l’IVA spesa negli acquisti, poi l’eccessiva tassazione, gli eccessivi contributi, l’euro sopravalutato, ecc.), lo spread scenderebbe alla grande anche senza prospettive di Eurobond ed ESM, né tagli da macelleria sociale !
    Ci sono anime pie che si meravigliano del declassamento in B, che invece è ampiamente giustificato.
    Quanto vale un Paese che ha un Governo che non ha ancora capito che chiedere prestiti, tagliare e vendere sono palliativi ?
    Da imprenditore penso che l’unico indice credibile è quello del numero di aziende PRODUTTIVE che delocalizzano o chiudono, quindi dal tasso di occupazione dell’industria, non da quello di disoccupazione generico.
    Un Governo che, mentre taglia, vende e chiede prestiti, non mette in condizioni le aziende produttive, UNICA ns. fonte di reddito, di essere competitive sul mercato nazionale e internazionale, ci sta prendendo in giro perché si sta comportando come un liquidatore, non come un imprenditore.
    Basta pensare che le aziende esportatrici non riescono a farsi restituire o a compensare l’IVA a credito degli acquisti (max 500.000 Euro), per cui, oltre a tutti gli altri innumerevoli handicap, hanno un maggior costo nascosto del 21 % sugli acquisti rispetto ai loro concorrenti esteri, in un momento in cui quest’ammanco del 21 % non riescono neppure a farselo prestare dalle banche, a causa della crisi del credito.
    Direi che un Paese con un Governo così ottuso merita ancora meno della B+++.
    Qualcuno potrebbe replicare: “Però nel rapporto fra debito aggregato e patrimonio siamo messi bene”.
    Certo, sino a quando non ci saremo venduti anche il patrimonio, come ha promesso di fare il neo ministro dell’Economia.
    Comunque si tratta di una valutazione di affidabilità, quindi conta di più il trend delle somme aritmetiche, purtroppo.
    I mercati sanno benissimo che un povero che sa solo vendere le sue cose, mangiare meno e chiedere prestiti, non è uno destinato ad arricchire !
    Potrebbe esserlo se usasse i soldi che gli entrano soltanto per restituire competitività alle sue aziende di produzione, ma sappiamo che non sarà così.
    Ecco, io penso che chi produce dovrebbe essere avvantaggiato sfacciatamente rispetto al terziario che produce la parte effimera del PIL, per il semplice motivo che, prima di spenderli nel terziario e nei lavori pubblici, i soldi vanno guadagnati attraverso l’unica fonte, la produzione.
    I mercati sanno che il Governo non è capace di mettere i buoi davanti al carro, anzi ne confonde il ruolo. Ecco perché in Ottobre ci declasseranno ancora.
    Non conta dove siamo, ma dove stiamo andando.

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