UniCredit incontra imprenditore Pizzino in sciopero della fame

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http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/bondsNews/idITLU36490320090930

E  Risanamento?

Ricordiamo:  il piano sottoscritto da Banca Intesa, Banco Popolare, Unicredit e BPM. Per Risanamento, si parla di un’esposizione debitoria intorno ad almeno 3 miliardi e mezzo di euro . All’attivo, immobili per un valore stimato in 4,1, ma che non hanno trovato compratori neanche per poco più di 2. A fronte di ciò, i 760 milioni di euro dichiarati dal piano bancario vedono solo 150 mio di apporto di capitale immediato, in una manovra per altro estesa sino al 2014.

8 comments on “UniCredit incontra imprenditore Pizzino in sciopero della fame

  1. Luca Matteja scrive:

    Sono Luca Matteja, Presidente di A.R.C.A. (Associazione Consulenti aziendali) che in Piemonte si batte a fianco di Impresecheresistono. Sono stato a Milano con l’imprenditore Pizzino a portare la solidarietà dei piemontesi e ho cercato di affiancare al meglio i referenti di Impresecheresistono Lombardia Laura Costato e Massimo Mazzucchelli. Voglio lanciare una provocazione agli amici imprenditori lombardi: in Piemonte siamo già scesi in campo in più di 1.000 imprese e stiamo ancora crescendo. Perchè l’imprenditoria lombarda non era presente in massa in queste serate in Piazza Cordusio??
    Forza lombardi: ci dimostrate sempre che noi piemontesi siamo i cugini poveri e lenti….unitevi in massa a I.C.R. e dimostrateci che in Lombardia sapete fare di più e meglio!!! Date una mano a Laura, Massimo e gli altri. E’ ora di uscire dalle aziende e unirsi in massa in questa battaglia per salvare l’Italia e le nostre imprese! Buon lavoro a tutti!!

    • UGO BERNASCONI scrive:

      Buonasera Luca, accetto e condivido la provocazione anche perchè è fondata ,in particolare in Brianza gli imprenditori pensano che dedicare del tempo a cambiare le regole sia inutile e facendo così succede immancabilmente che tutti se ne stanno in azienda e le cose peggiorano.
      Fortunatamente non siamo tutti di questo parere e ci stiamo organizzando per poter fare arrivare la ns voce nelle sedi competenti.
      Cordialità

  2. piero scrive:

    Buonasera Ugo
    Ho chiesto a Laura di portarle il mio invito per una riunione, visto che vuole uscire da casa venga a raggiungerci insieme a Laura.

  3. Luca Matteja scrive:

    Ottimo Ugo!! Questo è lo spirito giusto!! Ognuno deve rovistare nel proprio elenco di fornitori, clienti, amici che lavorano in proprio, amici che conoscono gente che lavora in proprio e creare questa rete di “nuovi uomini”. Non quelli che subiscono rassegnati “perchè tanto non cambia niente” ma quelli che comprendono che insieme possiamo riprenderci questa società! E rifiutare la logica del tipo “ho un’amico politico che mi aiuta, mi fa un favore a me e io ho risolto i miei problemi”. Questa è la logica che ha consentito al sud di tenere i cittadini sudditi di Cosa Nostra!! Se 10 di voi, coivolgono 20 persone a testa, e questi a lavoro volta parlano con i loro dipendenti….fra 3 giorni intasate in 3-4.000 persone il centro di Milano. Riprendiamoci questa società: i partiti non governano più i problemi!

  4. piero scrive:

    Caro Luca non condivido nemmeno una parola di quello da te detto.
    Primo perchè in Lombardia noi facciamo senza far cagnara , secondo perchè ritengo il discorso adesioni una cosa totalmente inutile.
    Se ti presenti con delle istanze valide poco importa se hai l’adesione di 100/1000/10000 imprese, se le richieste non sono fattibili puoi avere anche 1.000.000 di adesioni ma non ne cavi un ragno dal buco.
    Il presentare la proposta di legge regionale chiedendo agli artigiani di contrarre un’altro debito per pagare quello vecchi non può essere valido per il semplice motivo che tutti noi lo possimo già fare senza bisogno di una nuova legge, basta andare in banca e tra confidi e confiducia siamo già quasi coperti come garanzie .
    Se la Banca nonostante le garanzie sopra citate non ti fa credito non te lo fa nemmeno tramite la garanzia da te proposta.
    Altra cosa assurda che mi son trovato a leggere è il discorso di far pagare allo stato per 3 mesi i dipendenti che vengono richiamati in azienda.
    Se l’imprenditore ha il lavoro da dargli è giusto che li paghi lui, se invece non ha il lavoro non vedo perchè debbano rientrare e così facendo costare di più alla collettività.
    Le proposte che continuate a fare sono troppo insensate e non fattibili per mille motivi, ma quello che più mi spiace è il ripetersi della vostra contestazione a chi non è della vostra idea liquidandolo semplicemente con un “se non ti vanno bene le nostre proposte vai a scrivere altrove””.
    Se siete così sicuri di quello che dite date delle motivazioni sensate dele vostre scelte Rispondendo alle persone che obbiettano.

  5. Luca Matteja scrive:

    Caro Piero, mi pare che tu liquidi – senza conoscerla – la nostra proposta di legge. Perchè se tu la conosci, e qualche accenno nel merito lo fai (tuo riferimento all’anticipo di stipendio per i dipendenti) o l’hai letta e non l’hai capita…..oppure scusami, ma conosci poco la gestione aziendale. In ogni caso io non scrivo di andare a scrivere altrove, sono a tua disposizione per approfondire e chiarirtela: chiamami quando vuoi al num. 392.1125164. Chi parla di “contrarre nuovo debito”, LO RIPETO FINO ALLA MORTE, non l’ha capita!!! Una soluzione è tale se risolve i problemi, non se li aggrava!!! La nostra proposta prevede all’impresa di “RECUPERARE DENARO GIA’ SPESO O AVERNE PER ELIMINARE DEBITI, RILANCIARE LA PROPRIA PRODUZIONE, MIGLIORARE LA PROPRIA FINANZIABILITA'”. Abbiamo effettuato una simulazione su situazioni reali relative a oltre 500 imprese (ripeto 500 imprese) associate ad A.R.C.A. e migliora la vita di queste aziende nel 85% dei casi. Invito tutti cortesemente a parlare dopo che si sono valutate le cose! E poi un ultimo concetto: chi non condivide il banale concetto che in tanti qualcosa si ottiene (e credimi che noi piemontesi non siamo gente che fa caciara ma quando ci mettiamo una lezioncina la diamo al mondo intero…come mi pare stia avvenendo!!) allora è meglio che se ne stia nella sua azienda, non si lamenti più, continui a votare sti 4-5 partiti del cazzo che non sanno più che pesci piliare e sia contento e felice quando guarderà Berlusconi e Bersani che gli presentano le loro inesistenti ricette. Scusa Piero, non ce l’ho con te, ma in questo momento sono intransigente sul fatto che dobbiamo metterci d’accordo su 4-5 cose utili per le imprese e portarle avanti in modo compatto e senza tentennamenti. Altrimenti siamo morti! E credemi, personalmente la mia azienda non è decotta, gira alla grande….ma credo che sia da rifondare la nostra società. Scusate lo sfogo!!

  6. Luca Matteja scrive:

    Post scriputm: avete mai fatto con la vostra banca una operazione di “consolidamento debiti”??? Vale a dire, se uno ha i fidi utilizzati a tappo e non ha più spazio, prende il 70% del debito in scadenza nei prossimi 10-12 mesi e lo spalma su 5-6 o anche 7 anni!! Viene una rata contenuta, libera spazio sul fido, libera liquidità per le altre esigenze. Banale tecnica bancaria di base: la nostra proposta ammoderna alle esigenze di oggi questo concetto basilare.

  7. Laura scrive:

    BRAVO LUCA,
    continua ad informarci, tutto è utile per sostenere le aziende, soprattutto l’informazione su come gestire la crisi di liquidità ed il rapporto con le banche.
    Per cui, spiega meglio il concetto…
    grazie

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