Questo il bellissimo slogan che illustra i programmi che Intesa S.Paolo e Confindustria Piccola Industria hanno studiato insieme per sostenere le pmi Italiane.
Guardiamo il dettaglio dell’offerta.
In cosa consiste l’iniziativa ?
Si tratta di una particolare linea di credito predisposta dalla Banca a favore dei propri clienti.
A chi è destinata l’iniziativa?
L’iniziativa è destinata alle piccole e medie imprese (come definite dalla normativa comunitaria, secondo i seguenti parametri dimensionali: meno di 250 dipendenti e fatturato minore di 50 milioni di euro, oppure con totale attivo di bilancio fino a 43 milioni), imprese che hanno ottenuto dalla Banca l’anticipazione di crediti vantati verso propri clienti e che intendono dotarsi di uno strumento per poter meglio affrontare l’eventuale mancato incasso di tali crediti. .
Traduzione: linea di anticipo fatture e/o sbf .
“Capitale Circolante” rappresenta quindi uno strumento aggiuntivo per supportare queste aziende, con l’obiettivo di assorbire possibili tensioni di liquidità indotte dall’insolvenza della propria clientela.
Come si accede all’iniziativa?
L’impresa deve avanzare una domanda di concessione, a seguito della quale la Banca avvia alla fase istruttoria per accertare la “bancabilità” delle richieste. Primo scoglio … valutazione in base al rating, rating con il quale si è giustificato sin oggi il fatto che molti di noi non sono “convenientemente bancabili” per molti istituti.
Tecnicamente come si concretizza l’operazione?
Si tratta di una apertura di credito in conto corrente di tipo transitorio, con durata massima di 12 mesi, che deve essere assistita da garanzia consortile in misura non inferiore al 50%.
L’apertura di credito è operativa su un conto corrente dedicato sul quale vengono addebitati gli importi in precedenza anticipati dalla Banca – a valere su una distinta linea di credito di anticipo di portafoglio – relativi a crediti vantati dall’impresa verso propri clienti e rimasti insoluti alle rispettive scadenze.
Il saldo debitore di tale conto corrente dedicato produce interessi passivi nella misura concordata.
Secondo scoglio.. Banca Intesa San Paolo è una delle banche che ha aderito alla moratoria, nel quale già è prevista la possibilità di accedere ad un allungamento del credito (in questo caso insoluto) fino a 270 giorni senza costi aggiuntivi nè garanzie aggiuntive. Questo punto invece parla di garanzie al 50% dei consorzi fidi, il tutto si traduce in riduzione del rischio per la banca del 50% ed aumento di costi per il cliente. Inoltre si può allungare sino a 12 mesi, pagando interessi passivi trimestrali, che ci piacerebbe fossero già indicati, per trasparenza intendiamo. Questo si traduce in parole povere, il mio credito insoluto che la banca ha già anticipato in c/c con i relativi costi di anticipazione, si spostano per 12 mesi su un conto dedicato, per cui non mi vengono addebitati gli insoluti su c/c restando la disponibilità anticipata, ma tali importi spostati su altro conto generano un conto Rosso su cui andrò a pagare interessi sino allo sperabile pagamento.
Qual’é l’importo concedibile?
L’importo dell’apertura di credito non può essere superiore al 25% della linea di credito per anticipazione di portafoglio usufruita dal cliente, per un importo massimo di 250.000 euro.
Terzo, la moratoria non prevedere un limite di importi per lo spostamento delle scadenze dei crediti certi ed esigibili. Qui si prevede un massimo del 25% sul totale del fido concesso. Per molti di noi questi fidi hanno importi bassi. E poi, quanto ci costa la pratica per l’apertura della nuova linea di credito?
Come avviene l’azzeramento del conto corrente dedicato?
Alla fine dei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre di ogni anno, fino alla scadenza concordata, il saldo debitore del conto corrente dedicato sul quale opera la linea di credito viene azzerato, con addebito del saldo sul conto corrente ordinario, ove il cliente avrà predisposto idonea provvista.
Qui la cosa si fa nebulosa. Alla fine di ogni trimestre, contestualmente al calcolo delle competenze, il saldo del conto viene azzerato, per cui ogni 90 giorni e non 270 come da accordo abi, il debito viene girocontato sul c/c ordinario insieme presumiamo agli interessi debitori della nuova linea di credito e del c/c ordinario stesso. A queste scadenze il cliente se non ha ricevuto il pagamento del credito, dovrà predisporre copertura, ossia portare denaro per sanare l’eventuale sconfino generato. Questo è quello che capiamo, se i termini sono diversi occorrerebbe adeguata rettifica esplicativa. Dove sta il vantaggio per il cliente?
Rinvio rata mutui e leasing
Questo sostanzialmente è l’accordo abi a cui ha aderito la banca. Nulla di nuovo quindi, se non eventuali richieste di ulteriori garanzie da parte di soggetti terzi.
RICAP Moltiplica
qui sta il bello.
A chi si rivolge?
La linea di finanziamenti Ricap Pmi si rivolge alle piccole e medie imprese costituite in forma di società di capitale operanti nei settori industria, commercio, agricoltura, servizi, turismo e terziario in genere. Sono escluse le imprese attive nel settore immobiliare/edilizio.
In quale misura può essere concesso il finanziamento?
L’importo del finanziamento è correlato all’ammontare dell’aumento del capitale sociale dell’impresa cliente da parte dei soci, sino ad un multiplo di 4 volte, secondo la discrezionalità della banca.
Il finanziamento può essere concesso per un massimo di 5 milioni di euro e il versamento dell’importo dell’aumento deve essere effettuato prima della stipula del contratto di mutuo. Abbiamo chiesto chiarimenti alla banca che non ha ancora risposto, il nebuloso sta nel fatto che non si capisce se ,come versamento, si intenda il denaro che i soci hanno versato come finanziamento nel corso dell’anno, (noi imprenditori abbiamo questo bruttissimo vizio), oppure niente conta se non il danaro fresco fresco magari proveniente dallo scudo fiscale da versare ancora per poter inoltrare la richiesta.
Logica vorrebbe che se di sostegno reale si tratta, il finanziamento di un multiplo venga concesso già calcolando il denaro versato nel corso almeno del 2009, ma non mettiamo troppo le mani avanti, magari ci sbagliamo. Secondo, questo tipo di strumento è già stato inserito sempre nella moratoria abi a cui Banca Intesa ha aderito ad agosto 2009, ed anche su questo bullet dell’accordo attendiamo ancora delucidazioni pari a quelle di cui sopra da parte degli istituti bancari.
Qual’è la durata massima del finanziamento?
Il finanziamento è erogabile con una durata massima di 5 o di 10 anni, compreso l’eventuale preammortamento, determinata anche in funzione delle garanzie offerte.
Il rimborso avviene mediante un piano di ammortamento a quote costanti di capitale (piano italiano) ovvero in quote di capitale crescenti (piano di tipo “francese” calcolato sul primo tasso contrattuale).
RICAP Crescita Programmata
A chi si rivolge?
La linea di finanziamenti Ricap Pmi si rivolge alle piccole e medie imprese costituite in forma di società di capitale, operanti nei settori industria, commercio, agricoltura, servizi, turismo e terziario in genere. Sono escluse le imprese attive nel settore immobiliare/edilizio.
Quando e in quale misura può essere concesso il finanziamento?
Il finanziamento può essere concesso ed erogato in anticipo rispetto all’attuazione di un piano di rafforzamento patrimoniale dell’impresa in misura fino a due volte l’entità del rafforzamento stesso, con un importo massimo di 3 milioni di euro, secondo la discrezionalità della banca.
Gli apporti del piano di rafforzamento prestabilito devono avvenire, nel corso della durata del finanziamento, alternativamente o cumulativamente tramite aumento di capitale sociale, accantonamento utili ovvero finanziamento soci da postergare al mutuo.
Qual’è la durata massima del finanziamento?
La durata è compresa da un minimo di 3 anni e fino a un massimo di 5 anni. Il rimborso del finanziamento avviene mediante un piano di ammortamento a quote costanti di capitale (piano italiano).
Qui restiamo senza commenti.
Ecco illustrata a parer nostro la traduzione in parole povere, come noi del resto, dell’accordo a sostegno delle pmi di cui ringraziamo gli artefici e ci scusiamo se per “partito preso” o “diffidenza” non lo riteniamo così efficace.
Se ci siamo sbagliati nella lettura ne chiediamo scusa ed attendiamo rettifiche che utilizzeremo per meglio informare i nostri lettori.