Troviamo un lavoro ad Angelo di Parma: aiuteremo così tutta la sua Famiglia!

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(riceviamo e pubblichiamo)

Carissimi,
ieri verso mezzogiorno ho ricevuto una telefonata straziante, ma allo stesso tempo estremamente dignitosa.
Al telefono c’era Silvana, moglie di Angelo, che dopo aver sentito parlare in una trasmissione televisiva di Imprese Che Resistono – trovando il mio recapito quale Delegato Regionale per l’Emilia Romagna – ha preso il telefono e mi ha chiamato.
La loro “storia“ è una delle tante che siamo purtroppo obbligati a subire da troppo, troppo tempo!

Nel 1995 circa “salgono” a Parma. Sono originari di Lecce, hanno due figli e proprio per un problema di salute di uno dei ragazzi , decidono di spostarsi al Nord. Tante speranze, tanta volontà, tanta voglia di fare e il forte desiderio di far studiare i loro ragazzi, affinché possano aspirare  ad una vita migliore.
Angelo fa – anzi faceva – l’elettricista. SI! … faceva, perché a causa di pagamenti arretrati non versati ad INPS ed INAIL (si parla di circa 40.000 € euro fino al 2010); oggi Angelo ha un debito che non è esagerato definire “mostruoso” (oltre 200.000 € con  tutte le varie more, diritti d’esazione e gli interessi maturati e maturandi).
Sono poi anche state messe le “ganasce fiscali” all’unico mezzo a disposizione e, a fronte della sua situazione “irregolare”, ovviamente non gli viene rilasciato il D.U.R.C. (Documento Unico di Regolarità Contributiva), e gli viene chiesto invece di pagare rate da circa 3.000 euro mese. Questo gli impedisce – di fatto – di lavorare, per iniziare a ridurre il debito, che ovviamente non può far altro che aumentare.
Come se non bastasse, erano proprietari della casa di famiglia, a Lecce: 200 mq. circa che gli è stata messa all’asta e della quale non sanno più nulla, nemmeno se sia stata effettivamente venduta e a quanto…
Non hanno più nulla, a parte la disperazione e l’abbandono da parte di tutti, compresa la loro Associazione di Categoria.

Ieri, sempre parlando al telefono con Silvana, ad un certo punto ho compreso che  si trovava in una situazione psicologica disperata; non potevo abbandonarla a sé stessa, bensì dovevo in qualche modo “smuoverla da pensieri cattivi”.
Ho allora chiamato il “nostro” Luca  Peotta (Fondatore e Presidente di ICR) con il quale abbiamo continuato la conversazione a tre, prendendoci l’impegno concreto di contattare Equitalia per verificare la possibilità di fornire un reale aiuto.
L’obiettivo era di permettere a questa Famiglia di ritornare a vivere, potendo riprendere a lavorare, e attraverso la  ri-schedulazione del debito in misura oggettivamente più sostenibile, iniziare a sanare la propria posizione.
Luca ha dunque telefonato all’Agenzia delle Entrate ed il meccanismo si è subito messo in moto ed ha subito la signora Silvana di quanto era stato fatto in favore di suo marito.

Questa mattina arrivando in ufficio ho pensato ancora a Silvana e Angelo: sentivo la necessità di capire “più da vicino” questa Famiglia, queste Persone: i loro disagi, la loro verità, la loro sincerità.
Ho allora preso il telefono e li ho chiamati, dicendogli che da lì ad un paio d’ore sarei andato a trovarli a Parma.

Quando sono arrivato, erano lì ad aspettarmi: mi hanno fatto entrare nella loro casa e mi hanno “subito abbracciato” con i loro sguardi. ‘GRAZIE DI ESSERE QUI’ mi ha detto Silvana (con le lacrime agli occhi). Mi hanno fatto visitare il loro appartamento: due stanze più il bagno; un letto in cucina dove dome il figlio grande  (circa 30 anni) e altri due nella loro camera da letto (uno per il figlio più piccolo di 23 anni ). Il loro frigorifero è vuoto perché Angelo da ben 8 mesi – a causa dell’impossibilità di ottenere quel “maledetto DURC” – non riesce a trovare uno straccio di lavoro.

Le persone che avevo davanti erano e sono persone vere, oneste e piene di dignità, che non vogliono assolutamente elemosine, ma chiedono unicamente un lavoro per Angelo, che permetta loro di restituire piano piano quello che è dovuto.
Ho parlato a lungo con loro, poi ho chiamato l’Agenzia delle Entrare per alcuni chiarimenti e subito dopo abbiamo continuato a parlare delle loro aspirazioni di persone semplici – come tanti di noi – ma ricche di valori e grande dignità!
Il figlio più piccolo è arrivato al 4° anno di Università (Facoltà di Giurisprudenza) e sognano di vederlo “Dottore”; l’altro lavora e guadagna già qualcosa, riuscendo così, in qualche modo, a provvedere a sé stesso, sempre con l’obiettivo di crearsi un futuro migliore.
Silvana, da quando è “salita” da Lecce, non si è mai spostata da Parma e, a parte arrivare a “sognare di poter comprare” le medicine delle quali ha bisogno e che non può permettersi, desidera da sempre di fare un viaggio a Venezia, vedere sistemati i figli e … un lavoro come dipendente per il marito Angelo, affinché, finalmente, possa tornare ad avere un reddito mensile certo!

Non mi ero sbagliato sul conto di Silvana ed Angelo … e ne ho avuto conferma proprio andando nella loro casa: ho trovato una vera Famiglia Italiana, composta da Persone serie, oneste e … con una parola sola.
È davvero triste vedere Persone per bene, venir stritolate da un Sistema che, come al solito, è capace solo di “fare la voce grossa” con migliaia di famiglie come questa!
Vergogna: l’equità è ben altra cosa!

Carissimi,
sono qui a chiedere – a fronte di quanto ancora una volta ho “toccato con mano” – a tutti coloro che possono, di darsi da fare per aiutare Silvana, Angelo ed i loro figli: ne hanno veramente bisogno e se lo meritano.
Dunque, chiunque si senta in condizioni di aiutare concretamente questa famiglia, offrendo ad Angelo un’opportunità concreta di lavoro, non esiti a contattarmi (335 7473186 – maurizioanselmi @ esox.it) e sarò ben felice di comunicare tempestivamente i dati, per contattarli immediatamente: Angelo è un elettricista con una lunghissima esperienza, disposto anche a chiudere la sua partita IVA e a farsi assumere come Dipendente, anche a progetto!

Grazie, non solo a nome di Imprese Che Resistono, ma anche a titolo personale: scopro infatti ogni giorno sempre di più, che aiutare gli altri significa aiutare un po’ anche se stessi.
Grazie ancora per quanto potrete fare per questa grande Famiglia.

Maurizio Anselmi

CONFEDERARE IL DISSENSO

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La proposta di ICR: unire tutte le voci critiche per far cambiare rotta al palazzo

Ritenendo di fondamentale importanza quello che tutte le voci, dalla rete e non, stanno cercando di fare nel tentativo di farsi sentire ai piani alti del governo, Imprese che Resistono propone di riunire tutti i dissensi in un unico coro. Riusciremmo così a raggiungere quella ’massa critica’ che è fondamentale per portare avanti una qualsiasi idea di cambiamento.

I vari movimenti nati dallo scoppio di questa crisi stanno cercando di portare l’attenzione su problemi che quasi sempre ci sembrano fondamentali per la nostra tutela. Ma purtroppo la frammentazione delle voci, siano di protesta o di proposta, fa in modo che per quanto ci si agiti o si dibatta, ogni buona ragione si trasformi in una piccola goccia in un mare di chiacchiere. Imprese che Resistono crede fermamente che sia giunto il momento di ’confederare’ lo scontento generale in un’unica forza, necessaria a oliare gli ingranaggi della partitocrazia e costringerla a guardare di nuovo il bene del paese, abbandonando ogni conflitto di interessi.

Riteniamo che per quanto possano essere differenti gli obiettivi e le problematiche espresse da ciascun movimento, la madre di tutti i mali sia una sola e si possa identificare senza timor di errore proprio in coloro che dovrebbero risolvere i problemi del paese. 

Siamo tutti consapevoli del periodo estremamente critico che l’Europa intera sta attraversando, e siamo tutti altrettanto certi che la politica fiscale sin qui attuata dal governo Monti come da chi lo ha preceduto, sia ancora miope e inefficace, fallimentare e intellettualmente disonesta.

Dobbiamo quindi smettere di urlare cose che sci sono già chiare da tempo: occorre agireriprendendosi il diritto governare il nostro paese, il nostro futuro e quello delle generazioni a venire. La confederazione dei movimenti dovrà lavorare per questo, lavorare per mandare un messaggio forte, chiaro e che non potrà essere più frainteso o manipolato.

Come qualcuno ha dichiarato di recente, “ In Italia è in atto una guerra fra classi, quella di chi lavora e produce ricchezza e quella dei parassiti”. Bene, occorre che si chiariscano una volta per tutte gli schieramenti.

fonte: 
http://lindro.it/Confederare-il-dissenso,9297#.T-2_JRc0Pbg

VARESE: CONVENZIONE IMPRESECHERESISTONO – MUTUA SANITARIA BESNATESE

Dal 1 Luglio 2012, sarà attiva la convenzione tra Impresecheresistono e la Mutua Saniaria Besnatese (MSB)
La convenzione riguarderà le aziende aderenti ad Impresecheresistono della provincia di Varese e permetterà agli imprenditori aderenti, ai loro dipendenti e alle loro famiglie (coniuge e figli) di usufruire di condizioni agevolate presso la struttura della MSB per le visite specialistiche.
Per poter usufruire della convenzione è richiesto, ad ogni azienda facente parte del movimento e ubicata in provincia di Varese, il versamento alla Mutua Sanitaria Besnatese di una “quota sociale” simbolica  di 60€/anno (2012) che permetterà l’accesso alle tariffe agevolate per i propri dipendenti e relative famiglie. Nulla verrà versato da e per Impresecheresistono che si occuperà solo di presentare le aziende.
Qui trovate la convenzione e i servizi offerti dalla Mutua Sanitaria Besnatese.

IMPRESECHERESISTONO DIVENTA MATERIA DI STUDIO

Come già accennato più volte Impresecheresistono, dalla metà di luglio, sarà alla base di una tesi di laurea in Economia e Gestione d’impresa per uno studente dell’università Liuc di Castellanza (www.liuc.it/).

Rinnovo quindi l’invito, a chi di noi aderenti non l’avesse già fatto, a compilare il questionario che potete scaricare seguendo questo link ( icr-questionario26-06 ) o che riceverete per posta elettronica e ad inviarlo a massimo@fmpack.com o stamparlo e spedirlo a mezzo fax allo 0331275719.

Lo studio fatto per la tesi ci darà la possibilità di capire come un po’ meglio come le imprese aderenti del movimento Impresecheresistono possono collaborare per cercare di superare questo momento economico tanto negativo.

Ringrazio le centinaia di aziende che hanno già compilato e inviato il questionario.

iniziamo da qui! SPORTELLO AMICO “EQUITALIA”

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Città

Sportello

Orari

MILANO

VIA LIBERO TEMOLO 1, ANG. VIALE DELL’INNOVAZIONE

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.20 alle 13, semifestivo dalle ore 8.20 alle 11

MILANO

VIA SAN GREGORIO, 55/53

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.20 alle 13, semifestivo dalle ore 8.20 alle 11

TORINO

VIA ARSENALE, 23

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.20 alle 13, semifestivo dalle 8.20 alle 11.50

GENOVA

VIA G. D’ANNUNZIO, 34

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.20 alle 13.20, semifestivo dalle 8.20 alle 11.50

FIRENZE

VIA BARACCA, 134/A

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.20 alle 13, semifestivo dalle 8.20 alle 11

BOLOGNA

VIA TIARINI, 37

Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 8.25 alle 13.25, giovedì dalle 8.25 alle 13.25 e dalle 14.25 alle 15.45
Nei giorni semifestivi: dalle 8.25 alle 11.25

L’apertura pomeridiana del giovedì è sospesa nel mese di agosto e nei giorni semifestivi.

PESCARA

VIALE D’ANNUNZIO, 91

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.20 alle 13, nei giorni semifestivi chiusura alle 11

ROMA

VIA CRISTOFORO COLOMBO, 271

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.35 alle 13.30, semifestivo dalle 8.35 alle 12.45

ROMA

VIA AURELIA, 477

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.35 alle 13.30, semifestivo dalle 8.35 alle 12.45

ROMA

VIA PALMIRO TOGLIATTI, 1545

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.35 alle 13.30, semifestivo dalle 8.35 alle 12.45

ROMA

VIA DELLA MARINA, 34/38

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.35 alle 13.30, semifestivo dalle 8.35 alle 12.45

NAPOLI

VIALE  KENNEDY, 7/15

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.10 alle 13.10 semifestivo dalle 8.10 alle 11.10

NAPOLI

CORSO MERIDIONALE, 52

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.10 alle 15.30, semifestivo dalle 8.10 alle 11.10

NAPOLI

VIA SAN GENNARO AL VOMERO, 12

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.10 alle 15.30, semifestivo dalle 8.10 alle 11.10

COSENZA

VIA XXIV MAGGIO, 45/N

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 13.30, semifestivo dalle 8.30 alle 11.45

FOGGIA

VIA PORTOGALLO, 12/18

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 13.30, semifestivo dalle 8.30 alle 11.45

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24 Maggio 2012, Impresecheresistono incontra Attilio Befera

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COMUNICATO STAMPA

L’Agenzia delle Entrate incontra “Imprese che resistono”

Mano tesa ai piccoli imprenditori in difficoltà, al via i desk di ascolto

 

Si intensifica il dialogo fra l’Agenzia delle Entrate e le “Imprese che resistono”, il movimento nato per dar voce alle tante aziende italiane, soprattutto le piccole, più colpite dalla crisi economica. I vertici dell’Agenzia, infatti, hanno ricevuto nella sede nazionale di Roma dell’Amministrazione finanziaria il presidente dell’associazione, Luca Peotta, accompagnato da: Giorgia Frasacco, Antonella Lattuada, Danilo Marchetti e Marco Pomaro.

Nel quadro dell’attuale scenario economico, l’incontro si propone di rafforzare il canale di comunicazione, avviato nelle scorse settimane, per garantire punti d’ascolto sull’intero territorio nazionale.

Con l’obiettivo di fornire una risposta rapida ed efficace alle situazioni più complesse e critiche, nei prossimi giorni sarà aperto un canale di dialogo diretto tra i referenti locali di “Imprese che resistono” e le Direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate.

Parallelamente, anche presso le direzioni regionali di Equitalia saranno aperti, nelle prossime settimane, analoghi desk di ascolto per le situazioni più complesse.

L’iniziativa si affiancherà al servizio già attivato da Equitalia “Sportello dedicato”, uno spazio cui il cittadino può rivolgersi per ricevere assistenza mirata, già aperto in dieci città e che sarà esteso a tutte le province entro l’estate.

 

Roma,  24 maggio 2012

Ufficio Stampa

Agenzia delle Entrate

Via C. Colombo, 426 c/d

00145 Roma

( 06 50545093  7 06 50762485

www.agenziaentrate.gov.it 

 

Impresecheresistono Programma un Business Matching

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Ci stiamo muovendo per promuovere un Business Matching tra imprese appartenenti a Impresecheresistono e altre imprese che vorranno partecipare all’iniziativa.

Lo scopo è approfondire la conoscenza personale ed imprenditoriale alla ricerca di nuovi partner, di nuove partnership, di nuove idee,  di nuove alternative.

Cercheremo di creare uno spazio dedicato ad ogni settore, e dare ad ognuno dei partecipanti il tempo di presentarsi, presentare la propria azienda ed il proprio prodotto.

Crediamo sempre più che occorra incontrarsi sia per crescere come movimento in merito alle proteste e alle proposte.

A breve i dettagli.

Monza e le imprese che resistono «Tiriamo fuori gli attributi»

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Monza- Erano in 150, forse di più, allo Sporting di Monza per ascoltare i responsabili del movimento ‘Le imprese che resistono’ nato in Piemonte nel 2009, e gli imprenditori che si sono scontrati con la burocrazia. Moltissime le partite Iva, avvocati e liberi professionisti che non hanno voluto perdere l’occasione di incontrare e confrontarsi con Luca Peotta, Laura Costato, Antonella Lattuada, Isabella Brusa e l’economista Gerardo Coco dell’istituto Bruno Leoni. Starordinaria, poi, la vicenda raccontata dall’imprenditore monzese Stefano Boniforti che avrebbe voluto aprire un negozio di vendita e noleggio di bici elettriche e segway ma ha dovuto fare i conti con la burocrazia comunale. «É ora di tirare fuori gli attributi – ha detto Peotta – Non siamo più competitivi perché non sappiamo più lavorare o perché abiamo un costo del lavoro e una pressione fiscale troppo alti? Paghiamo il risultato di una politica italiana che è fallita e ha fallito».
Il servizio completo e tutti dettagli su il Cittadino di Monza e Brianza di giovedì 21 giugno.


http://www.ilcittadinomb.it/stories/Economia/296881_le_imprese_che_resistono_adesso_si_arrabbiano/

Public Policy … di Gaetano Veninata

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ECONOMIA, LE PMI CHE “RESISTONO”: SBLOCCARE SUBITO L’IVA PER CASSA

INTERVISTA A LUCA PEOTTA, IMPRENDITORE E ANIMATORE DI “IMPRESE CHE RESISTONO”

 

(Public Policy) – Roma, 13 giu – (di Gaetano Veninata) “Se

dovessi scegliere cosa chiedere al Governo? L’Iva per cassa

estesa fino ai 3 milioni di euro di fatturato, senza

pensarci su due volte”. Non ha dubbi Luca Peotta,

imprenditore e animatore di “Imprese che resistono”, un

gruppo di Pmi che si sono associate per “resistere alla

crisi” (“Siamo 4 mila, in continuo aumento”).

Il problema dei ritardi nei pagamenti dello Stato, delle Pa

e dei grandi gruppi industriali nei confronti delle piccole

e medie imprese raggiunge ogni giorno nuovi record negativi:

ritardi che vanno dai 90 ai 180 giorni, miliardi di euro in

attesa di essere sbloccati.

C’è una direttiva europea, entrata in vigore il 15 marzo

2011 e da recepire entro lo stesso mese del 2013, che impone

il limite di 30 giorni (60 solo in casi eccezionali); e ci

sono mozioni, proposte di legge e decreti (quattro, per la

precisione, presentati il 22 maggio) che disciplinano i

rapporti di credito e debito tra Pa e imprese fornitrici.

Eppure la situazione rimane “esplosiva”, per Peotta, perchè

di concreto, finora, “non c’è nulla”.

D. Qual è la situazione reale delle piccole e medie imprese

in Italia?

R. Per quanto riguarda il pubblico ci sono tra i 70 e gli

80 miliardi di euro che lo Stato non sta pagando alle Pa,

perchè poi le Pa li devono dare a noi. Dall’altra parte ci

sono i rimborsi Iva e anche lì siamo in alto mare; poi c’è

una situazione di debiti tra privati che non è certo rosea.

Il problema è che mentre gli altri Stati membri si sono

preoccupati 7 anni fa di portare a regime un provvedimento

che garantisse senza clausole la certezza dei pagamenti, da

noi la legge termina con tre magiche parole: “Salvo diversi

accordi”. A noi basterebbe anche la certezza dei 60 giorni

(e non dei 30, come dice l’Europa): è pur vero che in

Francia e Spagna in 45-30 giorni pagano, addirittura in

Germania bonificano due volte al mese.

D. Cosa ha fatto finora il Governo per dare ossigeno alle

Pmi in difficoltà?

R. Guardi, quando è arrivato il Governo Monti noi abbiamo

esultato, eravamo molto fiduciosi. Poi vai a vedere i

provvedimenti presi, e trovi l’Imu. Francamente siamo

delusi, stiamo ancora aspettando qualcosa. All’inizio si era

millantato il tribunale ad hoc per le imprese, ma io non ho

ancora visto niente. Non capiscono che se le diatribe

industriali uscissero fuori dal recinto della giustizia ne

guadagnerebbero tutti: adesso basta un pretesto tecnico per

non pagare, e l’imprenditore deve iniziare tutta una trafila

burocratica che se va bene porterà a sentenza dopo 5 anni.

Hai il tempo di morire.

D. Con il decreto liberalizzazioni sono stati sbloccati 5,7

miliardi di euro per il pagamento dei debiti delle pubbliche

amministrazioni, 2 miliardi dei quali pagabili alle imprese

in titoli di Stato.

R. E’ una goccia nel mare, non è assolutamente sufficiente,

perchè siamo in una situazione critica e più aspettiamo più

le aziende chiudono. Non bisogna sottovalutare inoltre il

lato burocratico del problema: mettiamo il caso che io abbia

un appalto pubblico e lo Stato non mi paga; succede che io

non riesco a mia volta a pagare i miei creditori e non

riesco a mettere a posto la mia documentazione. Che cosa

succede? Succede che non mi viene dato il ‘durc’ (documento

unico di regolarità contributiva, è l’attestazione

dell’assolvimento, da parte dell’impresa, degli obblighi

legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail e

Cassa edile, ndr), ovvero quel foglietto magico che ti

permette di avere l’appalto o  di partecipare alle gare

pubbliche. Senza, non lavori più, è un cane che si morde la

coda.

D. C’è un provvedimento che ritenete più urgente degli

altri?

R. Oggi come oggi sarebbe fondamentale l’Iva per cassa

estesa fino ai 3 milioni di euro di fatturato. Sarebbe un

provvedimento a costo zero per lo Stato che diventerebbe una

piccola boccata d’ossigeno per noi. Oggi la norma parla

invece di fatturati non superiori ai 200 mila euro, una

stupidaggine che così com’è permette a qualcuno di fare del

‘nero’. (Oggi le imprese versano l’Iva nel mese di emissione

della fattura, anche se non è stata pagata. In sostanza

anticipano liquidità. L’Iva per cassa gli consentirebbe di

versarla solo quando effettivamente incassano, ndr).

D. Come vanno i rapporti con Equitalia?

R. Sono stato due settimane fa da Attilio Befera (direttore

dell’Agenzia delle entrate, ndr) e direi che la situazione è

migliorata, ha avuto modo di ascoltarmi per due ore e un

quarto, diciamo che l’ho ‘stremato’. Credo che abbiano

capito che è meglio prenderne pochi, ma buoni. Basterebbe un

po’ di buon senso, capire che chi ha sempre pagato e si

trova ora in difficoltà va aiutato, non messo ulteriormente

nei guai.(Public Policy)

 

Paolo Barnard scrive …..

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ECONOMICIDIO. Ultimo appello agli imprenditori.

Ricordate chi sono io? Sono il giornalista che 4 anni fa gridò BASTA! con sta ‘industria della denuncia e dell’indignazione’, piantatela di drogarvi d’informazione che v’indigna, tanto poi non fate un accidenti. Ci vuole IL CORAGGIO, dissi, metterci il corpo e il rischio, se no quelli se la ridono di tutti voi impegnati. Mi avete ascoltato? No. E ora siamo all’ECONOMICIDIO dell’Italia. Bravi.

Qualcuno ha forse pubblicamente dichiarato che non pagherà le tasse criminali di Mario Monti strumento di distruzione del Paese pensate ad hoc dal sistema Neoclassico? Qualcuno ci metterà il corpo e straccerà la cartella dell’IMU? E non chiedo l’eroismo del singolo poveretto che verrebbe triturato dall’Agenzia delle Entrate, ma almeno fare gruppi compatti, prendersi avvocati che vi rappresentino e fare muro nazionale con tanto di cassa di solidarietà. Qualcuno ci ha pensato?

NO. E ora siamo all’ECONOMICIDIO dell’Italia.

Quando ho fatto appello ai 2180 di Rimini per denunciare nelle Procure Mario Monti e Giorgio Napolitano per crimini contro la nazione, 2000 di loro hanno ribattuto “tengo famiglia…”, spariti come i topi. E i pochissimi coraggiosi che invece hanno denunciato non hanno i numeri oggi per farci niente con il loro coraggio. Complimenti platea di Rimini,

BRAVI. E ora siamo all’ECONOMICIDIO dell’Italia.

La Rete, l’ho già scritto e riscritto, fa ridere. Conclusione: credere di fermare l’ECONOMICIDIO dell’Italia con voi e con la cosiddetta gente è una sciocchezza. La gente non ha tempo ed energia per capire, studiare e lottare, incolpevoli o colpevoli non importa, di fatto sono inutili. Voi non servite a niente, non cambierete mai nulla perché non avete coraggio.

ULTIMO APPELLO, AGLI IMPRENDITORI (cioè, a tutti quegli imprenditori che non si fanno guidare da uno come Luca Peotta di Imprese che Resistono, e che resistono all’ignoranza di Peotta, in primo luogo. Per salvare l’imprenditoria italiana, il sopraccitato signore si allea ai Radicali di Emma Bonino, e snobba la MMT. Emma Bonino = falco liberista pro Euro, scuola di Delors, di casa alla Friedrich Naumann Foundation gemella della Friedrich August Hayek Foundation = i profeti della distruzione delle sovranità monetarie degli Stati = la distruzione dell’economia delle imprese e dell’occupazione. Peotta, il Nobel ti è molto lontano).

Dobbiamo riunire il maggior numero di imprenditori possibile per un evento a fine Agosto, se non prima, dove assieme a Warren Mosler, Marshall Auerback, Stephanie Kelton, e forse Giulio Sapelli, io e Gianluigi Paragone possiamo illustrare in modo autorevole ed esaustivo come l’alleanza della piccola e media impresa italiana può non solo salvare se stessa, ma tutta l’economia e la democrazia del Paese, chiedendo un’uscita pilotata dall’Eurozona e la MMT come politica economica nazionale. L’Italia mangia perché ci sono le piccole medie imprese, e se queste si rendono conto del potere che hanno possono vincere questa guerra.

Trovare imprenditori, sottoporgli come prima cosa questo:


http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=345

sottolineando che si tratta di materiale di alto livello accademico con un diretto allaccio all’immediata salvezza dell’imprenditoria e dell’occupazione italiana. Dirgli di leggerlo e di scrivermi per iniziare a raccogliere adesioni per l’evento di cui sopra. Sono personalmente disponibile a incontrarli in gruppi per illustrargli preventivamente la teoria e l’applicazione della MMT. Essere seri e competenti nell’approccio con gli imprenditori, importante.

altra iniziativa Radicale …. venerdì 15 giugno 2012 a Padova

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Convegno e presentazione Appello “Liquidità alle imprese, più ossigeno al Paese”

Padova, Villa Ottoboni, con Marco Pannella, Emma Bonino, Michele De Lucia, Mario Staderini

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15/06/2012 – 10:30

Dall’inizio della legislatura, i Radicali hanno condotto battaglie politiche per dare voce ai bisogni veri delle imprese – la vera “pancia del Paese” – attraverso la presentazione di proposte di legge ignorate con arroganza dal Palazzo. Proposte che, ad esempio, hanno avanzato per la prima volta in Parlamento soluzioni concrete alla questione del ritardo dei pagamenti, non solo da parte della PA.

Oggi torniamo a proporre iniziative capaci di dare ossigeno e liquidità alle imprese, con proposte nate dall’ascolto del mondo produttivo e non nelle sterili esibizioni mediatiche delle kermesse imprenditoriali.

L’appello verrà presentato venerdì 15 giugno 2012 a Padova, presso Villa Ottoboni, a partire dalle ore 10:30, durante un convegno.

Come raggiungere Villa Ottoboni»

È invitato a partecipare all’evento il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.

Saranno ospiti del convegno:

Emma Bonino, vicepresidente del Senato;

Giuseppe Bortolussi, Cgia di Mestre);

Marco Pannella, presidente del Senato radicale;

Paolo Martini, direttore di Radio Radicale;

Marco Beltrandi, deputato radicale;

Michele De Lucia, tesoriere di Radicali italiani;

Mario Staderini, segretario di Radicali italiani;

Alessandro Massari, direzione di Radicali italiani;

Luca Peotta e Pino Scalenghe, Imprese che resistono;

e molti altri.

L’iniziativa è aperta a tutte le forze politiche, economiche e sociali che vogliano aderirvi

Firma l’appello