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scene mai viste!!!! dalla Valtellina
scene mai viste!!!! dalla Valtellina
ECONOMIA
18 aprile 2012 – 16:24
(il testo qui riprodotto è stato inzialmente pubblicato sul blog di Stefano Filippi, che ringraziamo per avercelo segnalato)
Sono il titolare dell’unico istituto di ricerca di mercato di Firenze, verosimilmente di tutta la Toscana, Freni Ricerche di Marketing, una microimpresa di un titolare e 2 dipendenti.
Sono stato sottoposto per l’anno 2006 a un accertamento induttivo sulla base dello Studio di settore 2006 (SG41U) – Studi di Mercato e Sondaggi di Opinione. Secondo l’accertamento induttivo in un solo anno avrei nascosto al fisco oltre 130mila euro di fatturato.
Nel giugno 2009 sono stato convocato in contraddittorio a “rappresentare fatti, circostanze, situazioni” atte a giustificare lo scarto tra la mia dichiarazione dei redditi 2006 e l’importo risultante dall’accertamento induttivo.
In quell’occasione ho presentato una memoria difensiva dove spiegavo l’errore dell’accertamento induttivo. Lo studio di settore che mi riguarda è relativo a oltre 1700 contribuenti. In Italia esistono meno di 100 istituti di ricerca di mercato (fonte: Censimento Assirm 2007; Assirm è l’unica associazione di categoria del settore). Non esistono 1700 istituti di ricerca di mercato in tutta l’Europa e nemmeno negli Stati Uniti. Inoltre solo una ventina di istituti di ricerca di mercato fatturano meno di 5 milioni di euro e possono essere inclusi nello studio di settore. Tutte le altre imprese incluse nel mio studio di settore fanno attività diverse (marketing diretto, affitto salette, catering, call-center, psicologi, intervistatori, etc), anche incompatibili con la ricerca di mercato che, a differenza del marketing diretto, non può operare nella vendita e nella ricerca di clienti. Naturalmente le attività legate alla vendita sono molto più ricercate e retribuite di attività di natura esclusivamente conoscitiva come la ricerca di mercato.
Dopo 15 mesi vengo convocato alla Stanza 314 dell’Agenzia delle Entrate di Firenze in via Panciatichi. La funzionaria debutta leggendo una proposta di “chiusura semplificata della controversia fiscale” per uno “sconto” del 50% circa. L’importo che dovrei versare non viene nominato, mi viene fatto leggere da un foglietto, una specie di “pizzino”.
Ho chiesto di discutere invece della mia memoria difensiva che viene definita dalla funzionaria come “non rilevante”. Le ribadisco la non aderenza dello studio di settore, che non rappresenta assolutamente la mia attività.
In risposta sono stato anche invitato, visto che non ero soddisfatto, a lasciare l’Italia per trasferirmi in un altro paese.
Comunque secondo i funzionari le mie obiezioni allo Studio di settore erano irricevibili perché lo studio sarebbe stato elaborato con la collaborazione dell’associazione di categoria che rappresentava la mia attività la quale l’aveva anche approvato sottoscrivendolo.
Queste affermazioni dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Firenze sono state smentite da Assirm, che dello studio di settore SG41U non solo non era mai neppure stata informata ma successivamente aveva sempre affermato, inviando varie raccomandate al SOSE (la società che definisce gli Studi di Settore) che lo studio era statisticamente sbagliato fin dalle sue fondamenta (me ne ha rilasciato una dichiarazione ufficiale).
Mi sono dichiarato pronto a verificare insieme ai funzionari una a una le ragioni sociali delle aziende inserite nel mio stesso cluster (gruppo omogeneo) per dimostrare che non di istituti di ricerca di mercato si trattava (il settore è piccolo, ci si conosce tutti). I funzionari si sono rifiutati di farmi conoscere le ragioni sociali delle aziende inserite nel mio stesso cluster “per rispetto della privacy”!
Secondo i funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Firenze non aveva rilevanza che ero stato costretto a ridurre il personale da 4 a 2 dipendenti. E nessuna rilevanza hanno accordato al fatto che proprio nel 2006 ero stato costretto al ricovero in Cardiochirurgia per l’applicazione di 2 stent coronarici (ischemia cardiaca successiva a pregresso infarto miocardico).
Invece mi è stato fatto capire con linguaggio allusivo che mi poteva venire concesso un ulteriore sconto fino a circa il 30% dell’importo dell’accertamento induttivo. Quando ho rifiutato il capo-team della Stanza 314 mi ha spiegato che allora l’ufficio si vedeva costretto a contestarmi un ulteriore indizio di evasione, l’antieconomicità della mia impresa. Non aveva rilevanza che solo qualche settimana prima del contraddittorio avevo versato 22mila euro di tasse anticipate!
Il contraddittorio si è chiuso con la mia richiesta di una copia della “transazione” che mi avevano proposta, quella specie di “pizzino”; richiesta naturalmente respinta dai funzionari (“è un documento interno dell’Agenzia”).
Perché ho rifiutato la “transazione”? Perché le tasse io le ho pagate tutte, per il bel motivo che non posso fare altrimenti: nella ricerca di mercato si lavora solo con le aziende e in questa attività non esistono aziende disposte a rinunciare alla fattura o a sottofatturare! Qualche settimana fa ho partecipato ad un convegno di Assirm sugli studi di settore, ho raccontato il mio caso suscitando incredulità. Come ha commentato lo sconcertato rappresentante di uno dei maggiori istituti di ricerca: Ma di che cosa stiamo parlando? Mai sentito in questo settore di un’azienda che accetti di rinunciare alla fattura!
Sono ricorso contro l’avviso di accertamento alla Commissione Tributaria Provinciale la quale ha dato completamente ragione all’Agenzia delle Entrate. Siccome infatti i funzionari della Stanza 314 hanno dichiarato di aver valutato le mie giustificazioni ma di averle giudicate inadeguate, secondo la sentenza si dimostra che non sono stato in grado di spiegare lo scarto tra la mia dichiarazione dei redditi e l’importo presunto dall’accertamento induttivo basato sullo Studio di Settore SG41U. Si presuppone infatti l’imparzialità dei funzionari della Pubblica Amministrazione, che non hanno motivi personali per perseguire un contribuente onesto.
La realtà è completamente diversa: i funzionari dell’Agenzia delle Entrate hanno precisi obiettivi di fatturato da conseguire e sono “incentivati” con un bonus di fine anno! Agiscono da veri e propri avvocati dell’Erario che dichiarano tranquillamente ed impunemente il falso per vincere cause che avrebbero dovuto perdere!
A questo punto mi ritrovo in attesa dell’esito del ricorso in appello con oltre 200mila euro da versare a Equitalia (gli interessi galoppano), un esborso che mi costringerebbe a licenziare i miei ultimi 2 dipendenti e a chiudere l’attività. Scomparirebbe così dopo quasi 30 anni di attività l’unico istituto di ricerca di mercato esistente in Toscana.
Sì, mi sono posto il quesito se non sia questo in realtà il vero obiettivo della persecuzione che sto subendo…
La ringrazio per l’attenzione,
Vincenzo Freni
Parole chiave: agenzia delle entrate + fisco + freni ricerche di marketing + studi di settore
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Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/io-imprenditore-invitato-dal-fisco-ad-andarmene#ixzz1sQ4HxBad
Monti rafforza il suo ruolo di tecnico di fronte alla caduta di credibilità dei politici
Quando nell’aprile del 1992 la Lega Nord conquistò 55 seggi in Parlamento, il sistema politico italiano stava cadendo a pezzi sotto l’inchiesta sulla corruzione Mani Pulite. Umberto Bossi aveva fondato un partito all’opposizione che fomentava l’opposizione a “Roma ladrona”, presentandosi come cane da guardia dei partiti che incassavano denaro pubblico per i propri interessi. Vent’anni più tardi, gli uomini in camicia verde si sono trasformati nella nemesi di loro stessi. Secondo i pm di Milano, Napoli e Reggio Calabria, il tesoriere della Lega Francesco Belsito ha investito parte dei fondi del partito in Tanzania e Cipro, si è intascato denaro in nero e ha concesso non pochi privilegi alla famiglia del leader, Umberto Bossi. Tant’è che quest’ultimo, senza nemmeno essere indagato, giovedì (5 aprile, NdT) ha dato le dimissioni.
Il partito indipendentista non è l’unico che barcolla a causa di uno scandalo collegato alla gestione losca delle sue casse, proprio nel momento in cui l’Esecutivo di Mario Monti sta per varare riforme importanti. Il senatore Luigi Lusi, 50 anni, tesoriere della cattolica Margherita, si è intascato 13 milioni per comprare una casa di lusso e distribuire stipendi generosi con il denaro che ha sottratto alle casse del suo partito fino al 2011. La cosa più ridicola, se non fosse anche la più drammatica, è che la Margherita non esiste più dal 2007, dal momento in cui entrò a far parte dell’attuale Partito Democratico (PD). Filippo Penati, consigliere regionale del PD in Lombardia ed ex segretario del leader, Pierluigi Bersani, secondo i pm si è intascato tra il 2001 e il 2009, 2 milioni di euro di tangenti per una serie di appalti di un progetto immobiliare. A febbraio si è scoperto un buco di 26 milioni del partito di destra Alleanza Nazionale, staccatosi dal Popolo delle Libertà a causa della rottura del patto tra i leader, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi.
Mani pulite ha spazzato via una classe dirigente che finanziava i suoi partiti con denaro in nero. Ora i pm scoprono furti a fini personali. Belsito custodiva in cassaforte un faldone nominato The Family. Il figlio di Bossi, Renzo, ha comprato una laurea (130.000 euro), ha ristrutturato la casa di famiglia e ha pagato avvocati. “Il quadro è peggiorato”, commenta senza mezzi termini Carlo Galli, professore ordinario di Scienze Politiche presso l’Università di Bologna. “Stiamo assistendo a un feudalesimo moderno: si ruba per se stessi”, aggiunge Galli.
In Italia le forze politiche ricevono dallo Stato un rimborso elettorale in proporzione ai voti ricevuti e rendono conto di come li utilizzano a cinque revisori del Parlamento che, nonostante tutto, non possono controllare fatture o scontrini. In questo modo diventa molto semplice gonfiare le spese. Lusi, ad esempio, dichiarò tra il 2001 e il 2011 di aver pagato 12 milioni destinati a pubblicità e propaganda, ma in realtà ne spese solo sei. Cinque finirono nella sua società.
Gli scandali stanno creando lotte all’interno delle forze politiche e ne minano la credibilità. Adesso tocca alla Lega. Il più duro oppositore del Governo di Mario Monti ha perso l’1,2% di consensi in cinque giorni. Ma è un problema comune in tutto l’arco parlamentare. “La fiducia nei partiti si attesta tra il 4 e l’8% e negli ultimi mesi non ha fatto altro che peggiorare”, commenta il sociologo Renato Mannheimer, presidente di Ispo, che elabora statistiche per il giornale conservatore Il Corriere della Sera.
Dal canto suo, Ilvo Diamanti, che tramite il suo istituto Demos fornisce dati al giornale progressista La Repubblica, parla di “una terribile crisi tra i cittadini e la democrazia rappresentativa”. Entrambi gli esperti sono concordi sul fatto che in mezzo allo sconcerto generale, la bussola sia rappresentata dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, che gode di circa il 65% dei consensi, e che non si stia raffreddando l’atteggiamento verso Mario Monti. Nonostante le misure restrittive, le tasse e la severa riforma del mercato del lavoro che verrà realizzata questa settimana, il Professore e Primo Ministro gode del 50% dei consensi. “Cresce tra i votanti la sensazione che tutte le forze politiche siano corrotte, e che l’Italia possa farne a meno”, ha affermato Luca Comodo, dell’istituto statistico Ipsos. E se la politica fallisce, bisogna cercare rifugio nei tecnici.
Il Parlamento ha sul tavolo riforme importanti quali ad esempio la legge sul mercato del lavoro e la legge elettorale. La debolezza dei partiti non lascia ampio raggio d’azione al Primo Ministro. Al contrario, gli complica la vita. “Monti è lì perchè il Parlamento gli ha dato la fiducia”, argomenta Galli. “I partiti ora sono presi dal panico. Nervosi, preoccupati, possono arrivare a danneggiarlo più che essergli utile. Sono come un naufrago che sta per annegare e che si agita confusamente per aggrapparsi alla zattera. Con questa frenesia possono arrivare a rovesciarla”. Le forze politiche stanno cercando di recuperare il sostegno degli elettori come possono: “Non mi stupirei se il Popolo delle Libertà provasse a rialzarsi cercando di sedurre qualche votante della Lega, e mettendo i bastoni tra le ruote all’Esecutivo. Ha già preteso che le liberalizzazioni di Monti non si ripercuotessero sui tassisti, ora potrebbe esigere più flessibilità sulla riforma del lavoro”. Le municipali del 6 e del 7 maggio saranno la prima prova di fuoco del nervosismo che si respira in Italia.
fonte http://italiadallestero.info/
Gian Battista Bozzo, uno dei piu’ rispettati “veterani” del giornalismo economico italiano, comincia con questo articolo a collaborare a Wall Street Italia. Ha lavorato per molti anni a “Il Giornale”.
Parlo per un momento di economia reale. Negli ultimi giorni sono andato un po’ in giro per grandi imprese, sindacati e ministeri, e mi hanno detto un po’ di cose interessanti.
a) all’Enel segnalano un aumento delle bollette non pagate dalle famiglie;
b) al Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia segnalano strani “buchi” nei versamenti delle tasse, e c’è un certo timore per l’autotassazione di giugno;
c) alle organizzazioni del terziario e del commercio segnalano un anomalo trend di chiusure di piccole attività;
d) aumentano le imprese che non riescono a restituire le rate di leasing;
e) l’ormai inevitabile aumento dell’Iva (vedremo se a settembre-ottobre o all’inizio dell’estate) rappresenterà il colpo di grazia per i consumi interni;
f) aggiungo che né alle imprese né ai sindacati, come mi dicono esponenti molto importanti delle une e degli altri, importa un fico secco dell’articolo 18: sarebbe stato molto meglio lasciare le cose come stavano;
g) la caduta del Pil ( -1,9% secondo il Fondo monetario) impedirà il raggiungimento degli obiettivi di bilancio: servirà dunque un’altra manovra.
E’ ormai evidente che la cura da cavallo sta ammazzando l’animale. Il governo Monti sta seguendo pedissequamente le indicazioni contenute nella lettera della Bce della scorsa estate. Nulla di più, nulla di meno. Ma la Bce non è il Vangelo. Mario Draghi può almeno agire, come suggerisce Luca Ciarrocca, riducendo i tassi d’interesse a livelli americani? Forse vorrebbe farlo, ma non può. Le teste dure tedesche l’impediscono (non dimenticate che ha già ricevuto una lettera di protesta dalla Bundesbank contro gli ultimi ribassi). Ed è la Germania che comanda in Europa.
FONTE
Una delegazione radicale parteciperà alla fiaccolata organizzata a Roma da imprenditori e lavoratori per concentrare l’attenzione sui problemi complessivi del mondo del lavoro.
Noi radicali “Silenziosamente” proseguiamo la nostra vicinanza ai datori di lavoro e ai lavoratori vittime della crisi economica, crisi che ha reso evidente a tutti la necessità di riformare il Paese.
I problemi sollevati sono gravi, reali e necessitano di una risposta politica e legislativa urgente. Per questo motivo, sin dall’inizio della legislatura, i Radicali hanno depositato numerose proposte di legge contenenti soluzioni efficaci ai problemi evidenziati da imprenditori e lavoratori.
Proposte depositate in un momento in cui altre erano le urgenze della politica e nessuno ascoltava chi oggi si suicida.
Sin dal momento della fondazione dell’associazione spontanea di imprenditori “Imprese che resistono” (a cui aderiva l’imprenditore romano suicidatosi nei giorni scorsi) abbiamo dialogato per capire quali fossero le riforme necessarie. Imprese che resistono ha partecipato a tutti i nostri congressi, trovando uno spazio accogliente per dar voce alla propria preoccupazione, per evitare che si trasformasse in rabbia o disperazione.
Beltrandi ha depositato numerose soluzioni legislative, prima tra tutte una proposta per evitare i ritardi nei pagamenti, ritardi che tanto danneggiano le PMI, ed una seconda per l’adozione dell’iva per cassa,facendo si che le imposte si paghino al momento giusto e non in anticipo. Per i lavoratori invece, da sempre, chiediamo innanzitutto un sistema di welfare universale che li tuteli tutti, non solo alcuni. Una riforma equa e civile, irrinunciabile in momenti gravi come quello attuale, per garantire la coesione sociale.
Per questi motivi il deputato radicale Marco Beltrandi, Mario Staderini segretario di RI, il tesoriere Michele De Lucia, e Alessandro Massari, della Direzione nazionale, parteciperanno alla fiaccolata a Piazza del Pantheon, per proseguire il dialogo con chi paga sulla propria pelle il prezzo troppo alto delle mancate riforme.
Campagna dei radicali per la raccolta firme per l’abolizione del finanziamento pubblico, ci riproviamo, alla faccia dei signori A. B. C.
Ci dovrebbero spiegare perchè ai partiti servono i soldi per non essere “corruttibili” da parte dei poteri lobbistici ed alla fine, dopo tutti i milioni di euro di rimborsi presi sino ad ora, la cronaca parla solamente di come si sono spartiti i soldi per fini personali. E’ vero, non si fa di tutta l’erba un fascio, ma se la rabbia monta è perchè la gente è convinta che chi ha il potere decisionale, le teste di serie dei partiti, siano invece tutti uguali.
Ci occorrono prove e non parole per affermare che non sia vero.
Dopo gli ultimi scandali che hanno coinvolto le tesorerie di diversi partiti (basti pensare agli “investimenti” della Lega nord in Tanzania e ai milioni di euro fatti sparire dal tesoriere della Margherita, Lusi), la partitocrazia vuole farci ancora credere che il finanziamento pubblico è necessario e garantisce la democrazia, e che, se non ci fosse, la politica finirebbe in mano ai ricchi e ai grandi gruppi industriali. Obama ha già dimostrato che non è così, finanziando la sua campagna elettorale con una valanga di microdonazioni di importo inferiore a 100 euro e surclassando i repubblicani appoggiati dalle grandi lobby.
La verità è che i partiti vogliono continuare a pescare indisturbati denaro dalle tasche dei cittadini per pagare i loro apparati anzichè cercare il consenso, e quindi le sottoscrizioni, dei simpatizzanti.
Vogliono continuare ad eludere la volontà popolare: così come fecero dopo il referendum del 1993 con il quale i cittadini vollero abolire il finanziamento pubblico dei partiti, fatto rientrare dalla finestra l’anno seguente sotto il nome di “rimborso elettorale”. Cambiato il nome, il gioco è rimasto lo stesso: dal ’94 i partiti hanno incassato 2,7 miliardi di euro, pur avendo dichiarato spese elettorali per soli 700 milioni.
La Lista Bonino-Pannella è stata l’unica ad aver fruito davvero di rimborsi elettorali, avendo incassato meno di quanto speso in campagna elettorale per comprarsi l’informazione negatagli.
Ancora dubbi? Leggi il primo piano sulla truffa del finanziamento pubblico ai partiti.
Il tesoriere della Lega Belsito indagato: l’intervento di Michele De Lucia
Video – Emma Bonino: riproporremo ad ottobre il referendum contro il finanziamento pubblico dei partiti
No al finanziamento pubblico, sì all’autofinanziamento!
Occorre che i partiti siano finanziati dalle donazioni e dai contributi liberi e volontari dei loro iscritti e simpatizzanti, come noi radicali facciamo da anni.
1° con quest’iniziativa non si chiede di rinunciare al voto,diritto sacrosanto!
2° la spedizione della raccomandata sarà effettuata nel mese di giugno 2012
3°sarà comune un documento scricabile dal sito o su facebook dove si dirà a chiare lettere che il proprio certificato elettorale sarà dato in “CUSTODIA” al Presidente della Repubblica e nessuno perderà la possibilità di votare
4°eventualmente è possibile richiedere il duplicato del certificato al proprio Comune di residenza
“Sono profondamente grato a tutti gli italiani per la consapevolezza con cui stanno affrontando questo momento difficile”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo alla cerimonia di assegnazione dei collari d’oro al merito sportivo e dei diplomi d’onore, al Coni. Per restituire speranza al paese, ha aggiunto Monti, “e’ la classe dirigente a dovere fare di piu’: e’ l’impegno che condivido con tutti ed e’ un messaggio di speranza anche quello che voi donate agli italiani con le vostre imprese”, ha aggiunto Monti rivolgendosi alla platea composta da atleti ed atlete. Monti ha poi ricordato l’anno appena trascorso, all’insegna dei festeggiamenti per il 150esimo anniversario dell’unita’ d’italia: “durante tutto l’anno milioni di bandiere hanno sventolato dalle finestre delle case degli italiani e piu’ volte ha risuonato l’inno di Mameli. La speranza e’ che anche nel 2012 il tricolore e l’inno di Mameli continuino a sventolare e risuonare nelle case degli italiani”.
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da agi.it
Mi scusi Professor Monti … mi faccia capire, il precedente presidente del consiglio ci diceva che la CRISI era soltanto un’invenzione e occorreva essere positivi,ora lei ci chiede di cantare l’inno di Mameli e di sventolare le bandiere dalle finestre,crede che sia sufficiente questo per superare questo momentaccio? Mentre attendo una sua risposta, sono già davanti alla finestra che sto cantando l’inno di Mameli e con la bandiera mi stò dando da fare … perchè un signore passando davanti alla finestra,dove io egregiamente stò cantando il mio patriottismo,ha portato l’indice curvo alla tempia e con il resto della mano chiusa si è bussato per 3 volte la stessa?
Non sono d’accordo con tutto ciò che dice Benettazzo, ma in questo articolo c’è qualche profonda verità e vi chiedo di leggerlo e commentarlo perchè a mio avviso la riflessione che vi propongo sarà molto utile per affrontare i mesi e gli anni che stanno arrivando.
<<Potete lamentarvi, scioperare o peggio ancora suicidarvi ma il risultato non cambierà: stiamo vivendo una nuova selezione darwiniana sia sul piano imprenditoriale, professionale e familiare. Si salverà in qualità di imprenditore, lavoratore o padre di famiglia chi ha avuto più buon senso e lungimiranza degli altri negli anni passati, preservando il proprio patrimonio, continuando a risparmiare, limitando o proprio evitando il ricorso al debito, investendo nel nuovo che adesso sta emergendo, pensando come si suol dire fuori dal coro. Mi fanno ridere i servizi di inchiesta televisiva predisposti ad hoc dai talkshow italiani per cercare di suscitare la compassione dei telespettatori nei confronti di giovani coppie che si trovano adesso in difficoltà per il mutuo o gli eccessi di debito che hanno contratto con la loro banca. Sull’ultimo che ho visto veniva intervistata una giovane coppia in cui lei (in dolce attesa) lavorava a cottimo su chiamata in una cooperativa mentre lui faceva l’addetto in un call center. Si lamentavano del mutuo e inveivano con la banca perchè aveva inviato loro una comunicazione per il mancato pagamento delle ultime tre rate.
Iniziate pertanto ad entrare il prima possibile in sintonia con questo cambiamento, come imprenditori e lavoratori metabolizzate il fatto che solo voi con le vostre risorse, il vostro estro, talento e i vostri risparmi potrete supportare momenti di tensione e di ulteriore futura contrazione economica. Non ci sarà mai più quella serenità che ha contraddistinto la vita dei nostri genitori: quanto è stato garantito loro infatti adesso lo dovranno pagare proprio i più giovani paradossalmente con ingenti sacrifici e rinunce, vivendo in uno stato di insicurezza e disagio continui. Non confidate nella politica (presente o futura) per uscire dal tunnel: ci siamo entrati e non ne usciremo mai più. Cominciate a familiarizzare il più possibile sull’immagine che proiettarà il nostro paese tra una decina di anni: la maggior parte della popolazione ridotta in uno stato di povertà endemica, con livelli reddituali pavimentali, grande conflittualità sociale amplificata dalla presenza di maestranze extracomunitarie ed infine una piccola nicchia del paese molto ricca e benestante. Sostanzialmente il modello sudamericano degli anni settanta: tanti poveri e pochi ricchi>>.