da Affaritaliani.it

In Puglia arriva lo psicologo contro la crisi

Venerdì, 30 marzo 2012 – 09:21:00

Sei casi di suicidio di imprenditori registrati tra la provincia di Barletta – Andria – Trani e il Salento nel giro di soli tre mesi. La punta dell’iceberg di un fenomeno dettato dalla crisi economica. Morti forse evitabili se esistesse una rete di supporto psicologico. E parte ora proprio dal Salento, da Brindisi, dal presidente dell’Associazione psicologi indipendenti, Fabio Delli Santi, la proposta di attivare un servizio di sostegno a imprenditori in difficoltà. Gli impresari sono ancora restii a chiedere aiuto ma già vari psicologi hanno dato la loro disponibilità.

Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno la rete Terraferma, nata due mesi fa, opera grazie alla disponibilità di una ventina di psicologi sparsi in tutta Italia che hanno creato un’apposita rete di supporto. Impresecheresistono, invece, è un comitato spontaneo, nato a maggio del 2009 e composto per l’80% circa da piccole aziende che puntano a difendere l’impresa e l’occupazione. Sono presenti soprattutto nel Milanese e nel Triveneto, mentre Terraferma opera in quasi tutti i capoluoghi di regione. “Escluse la Sicilia, la Toscana, le Marche e la Puglia”, dice Laura Sanna, psicologa e coordinatrice di Terraferma a livello nazionale.

Proprio con Sanna si è già messo in contatto Delli Santi che, da presidente provinciale di Brindisi della onlus ‘Sos per la vita’, attiverà un intervento sulla stessa linea dei colleghi di Terraferma. “Infatti – afferma Delli Santi – creando un gruppo di psicologi e psicoterapeuti che esercitino nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto, in un momento di palese emergenza, si fornirà un servizio di supporto immediato in tutta l’area ionico-salentina”.

“Già dieci anni fa – dice Delli Santi – con Rita Tarantino, presidente regionale di ‘Sos per la vita’, rilevammo in molti reparti di Oncologia in Italia un allarmante livello di Burnout, sindrome che tra le conseguenze più estreme registra anche il suicidio di medici, infermieri, tecnici di laboratorio. Occupandomi da anni di rischio stress da lavoro correlato, sia per piccole e medie imprese che per multinazionali e corporation, posso garantire che la complessità relazionale della realtà lavorativa è difficilmente sintetizzabile. Bisogna accelerare il cambiamento culturale sulla tutela della salute emotiva e psicologica di chi lavora, dal dipendente al dirigente, che troppo spesso sottovaluta i primi segnali di allarme proprio del suo stress. Abbiamo attivato diversi professionisti su Brindisi, Lecce e Taranto, che rispondono, 24 ore su 24, al numero 393-5313353, oltre alla consulenza online”.

Cena a Mariano Comense

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Ringraziamo Antonella Lattuada per l’organizzazione della serata, tutti gli imprenditori e professionisti intervenuti, e con la certezza che riunire le imprese intorno ad un tavolo faccia bene allo spirito, sia fucina di idee, sia elemento di attiva coesione, ci auguriamo che i presenti si uniscano al nostro movimento e ci aiutino a crescere, migliorare, e dimostrare che la parte produttiva del paese è viva e pronta a reagire. Come ha ben detto un amico: ” noi produciamo Pil e non polvere” .

Quando ad evadere é l’agenzia delle entrate

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Dirigenti nominati senza il concorso pubblico previsto dalla legge. Arriva il condono del Governo

Più di 800 dei dirigenti dell’ente pubblico che vigila contro l’evasione fiscale di cittadini, imprese, partiti ed enti in tutta Italia, è stata scelta in maniera discrezionale, senza criteri di trasparenza ed è tenuta sulla corda della revoca. Infatti i dirigenti non sono di ruolo e dunque facilmente revocabili se non in linea con i superiori. A chi conviene tutto questo?
Ma la legge vigente è chiara e dopo le condanne del Tar all’Agenzia delle entrate, il Governo Monti presenta in Parlamento il “salva dirigenti”, un piccolo comma contenuto nella Legge semplificazioni.
FaiNotizia.it vuole raccontarvi una storia che pochi conoscono…

Immagine in linea 1

http://www.fainotizia.it/inchiesta/29-03-2012/dirigenti-nominati-senza-concorso-pubblico-contro-la-legge-arriva-il-condono

L’Agenzia delle Entrate, sottoposta alla vigilanza del Ministero dell’economia per quanto riguarda l’indirizzo politico, gode di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria.
Questa autonomia gestionale permette all’Agenzia di collocare le risorse umane, senza alcun controllo, nemmeno di spesa. Unico vincolo, come ogni Ente pubblico, il rispetto delle norme sull’accesso ai ruoli dirigenziali, consentito solo tramite concorso pubblico.
Peccato però che l’ultimo concorso pubblico risalga a 12 anni fa e che 800 attuali dirigenti dell’Agenzia, siano stati scelti tra i funzionari interni, senza criteri di trasparenza e senza concorso pubblico. Questo significa che i nominati che occupano un ruolo dirigenziale non sono dirigenti effettivi e possono quindi essere facilmente sollevati dall’incarico dai propri superiori.
Insomma la maggioranza dei dirigenti dell’Agenzia che vigila contro l’evasione fiscale di cittadini, imprese, partiti ed enti in tutta Italia, è stata scelta in maniera discrezionale ed è tenuta sulla corda della revoca.

Le pronuncie del Tar non è piaciuta all’Agenzia delle entrate che ha proposto ricorso dinnanzi al Consiglio di Stato, ricavandone, nelle more della discussione di merito, la sospensiva della eseguibilità della sentenza. L’agenzia ha dunque chiesto una norma di “copertura” al Governo.
Il governo Monti ha tentato prima con i decreti precedenti (Milleproroghe e Liberalizzazioni) e adesso con il decreto semplificazioni, approvato ieri al Senato ed ora alla Camera per l’approvazione definitiva, che contiene al comma 24 articolo 8 la norma “salva dirigenti”.

l’opinione di Luca Peotta su “L’INDRO” come ogni venerdi!

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La nostra ’Primavera’

Un imprenditore esasperato si incendia a Bologna come Mohamed Bouazizi, che diede il via alle rivolte arabe

Poi, l’altro ieri, Giuseppe C., 58 anni, si è appiccato fuoco davanti agli uffici dell’Agenzia delle Entrate di Bologna, e qualcosa, improvvisamente, è cambiato. E’ stata una mazzata in testa. Senza rendersene conto, questo Paese ha sovrapposto i due fermi immagine: Ben Arous, 4 gennaio 2011, il venditore ambulante Mohamed Bouazizi che si dà fuoco davanti al palazzo del governatore locale, e Bologna, 28 marzo 2012, Giuseppe C., piccolo imprenditore edile, che si dà fuoco davanti a Equitalia.

Giuseppe, che ha lasciato scritto su un biglietto “non sono un evasore, ho pagato poco, ma ho sempre pagato!”, ha firmato la condanna del ‘Sistema Italia’, e sono bastate poche ore perché le antenne più sensibili del ‘Sistema’ reagissero. Non è la crisi che uccide, è il ‘Sistema Italia’; quasi miracolosamente ieri, questa verità, è apparsa chiara a tutti.

da affariitaliani.it

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Crisi/ L’appello di un imprenditore: “Non voglio morire”

Venerdì, 30 marzo 2012 – 08:01:00
borsa manager crisi

Caro Direttore,
sono un imprenditore fermo da tre anni con tre figli.

Su questo non aggiungo altro perché spiegare e far capire che cosa passa  un padre di famiglia che per tre anni vive la sua quotidianità non potendola garantire… (papà mi serve un quaderno, papà non c’è latte, papà’ hanno staccato il gas).
Chiedere aiuti è diventato ulteriore dignita’ persa. Vorrei lavorare per un progetto che può salvare la mia famiglia, ma servono 20.000 euro che nessuno è riuscito a darmi. Ho inviato a tutte le e-mail della Regione Puglia per chiedere la possibilità di aprire una associazione per aiutare noi imprenditori ad andare avanti e non MORIRE nel modo in cui tanti colleghi fanno…nessuno mi ha risposto anche per dire non è possibile.

Perché le scrivo? Lei ha dimostrato di essere sensibile a questo argomento, forse è padre come noi, e penso che da una parte di Italia qualcuno per un momento capisca le mie parole.

Grazie per aver letto uno sfogo di uno dei tanti…..NESSUNO.

Cordiali saluti.

GIUSEPPE I.

 

una seconda possibilità ….

LA PROPOSTA

Una legge sui crac personali
ecco il piano salva-famiglie

Varato un ddl che prevede il fallimento individuale: “Seconda chance a chi va in rosso”. Il giudice potrà decidere piani di rientro che evitino il fallimento finanziario delle singole persone. Chi andrà in rosso avrà quindi una seconda chance e non si vedrà tutto pignorato. E potrà evitare di ricorrere agli usurai di ALDO FONTANAROSA

ROMA - Il Consiglio dei ministri approva un disegno di legge che regola, per la prima volta nella storia del Paese, il caso di bancarotta individuale. Il debitore meritevole, che abbia acceso un mutuo o un prestito in linea con il suo reddito del momento, non sarà più condannato alla morte civile, non sarà più un pignorato per la vita.

“Il giudice – spiega il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Zoppini, padre del provvedimento – potrà guidare questo debitore verso una ristrutturazione ragionata della sua esposizione. Noi non vogliamo certo incoraggiare la corsa ai debiti. Non vogliamo neanche che una persona perda per sempre il diritto al consumo solo perché si è ammalata, ha divorziato, ha perso il posto di lavoro”.

Il disegno di legge, che modifica la legge sull’usura del gennaio 2012, salvaguardia creditori speciali (come una ex moglie che riceve gli alimenti) e non autorizza la cancellazione dei debiti verso lo Stato, ma solo la rateizzazione. Ma alla fine di un percorso complesso, saldate una parte delle proprie obbligazioni, il consumatore potrà beneficiare della cancellazione di tutti i suoi debiti e “godere  -  spiega Zoppini  -  di una seconda possibilità”

 

http://www.repubblica.it/economia/2012/03/27/news/una_legge_salva-famiglie-32260167/
 

Bravi … state facendo un ottimo lavoro!!!

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Imprese Che Resistono anche in Alto Lago

Il movimento, in espansione dalla Valtellina, per i piccoli e medi imprenditori.

I fondatori di Icr Valtellina-Alto Lario

Un nuovo movimento si sta espandendo in Alto Lario dalla Valtellina: si chiama Imprese Che Resistono e raccoglie circa 200 piccoli e medi imprenditori che, con la forza data dall’unione, fanno fronte comune contro la crisi del settore.

I TEMI DEL GRUPPO

La mancanza di liquidità, l’enorme difficoltà a riscuotere i crediti, i ritardi nei pagamenti sempre  più inaccettabili anche da parte degli Enti pubblici, la progressiva diminuzione del lavoro, la sorte delle proprie aziende nelle mani delle banche: questi sono i temi che maggiormente preoccupano gli imprenditori di Icr (Imprese che Resistono). Loro interlocutori sono stati finora le istituzioni, le associazioni di categoria, le banche del territorio e le rappresentanze sindacali della provincia di Sondrio.

 

AFFRONTARE INSIEME LA CRISI

Il gruppo sta rivolgendo ora la propria  attenzione alle realtà economiche dell’Alto Lario. Obiettivo principale è confrontarsi e condividere lo stato di emergenza con le vicine imprese del Lago di Como, fare rete con chi è titolare di attività e aziende allo scopo di unire le forze e trovare insieme opportune contromisure per fronteggiare la crisi.

È Lorenzo Noghera, titolare di un’impresa edile a Gravedona ed Uniti, a presentare il gruppo di cui fa parte: «Imprese che Resistono è stato fondato in Piemonte dall’imprenditore Luca Peotta allo scopo di informare i  politici e l’opinione pubblica dei problemi che  affrontano  quotidianamente le piccole e medie imprese, che rappresentano il cardine dell’economia italiana. Questo movimento ha cominciato ad operare anche in Valtellina dove in breve tempo ha raggiunto il consenso e l’adesione di moltissimi imprenditori».

 

ANCHE IN ALATO LAGO

«Ora prova a espandersi in Alto Lario – prosegue Noghera -, cercando di raccogliere le adesioni di coloro che condividono i medesimi problemi. Insieme si discutono e analizzano la gestione delle commesse, la tutela del credito, la gestione dei finanziamenti e i rapporti con le banche, i rapporti con il personale e i sindacati, i costi del lavoro legati alle tasse e ai costi fissi, portando le nostre istanze all’attenzione della stampa e della politica locale e nazionale».

Gli imprenditori valtellinesi dell’Icr, infatti, che nel maggio dello scorso anno avevano presentato un documento di protesta in cui erano stati esposti tutti i temi che da lì a breve sarebbero diventati di stretta attualità nazionale, sono stati anche ospiti a febbraio della trasmissione televisiva “Piazza Pulita” di La7, con un collegamento in diretta dall’auditorium di Morbegno.

 

UNA SPERANZA CHE NON PUO’ MANCARE

«Rating è diventata la parola più utilizzata dalle banche, ma è una parola che ci sta uccidendo e per colpa della quale dovremo lasciare a casa i nostri dipendenti», affermano gli imprenditori valtellinesi, mentre Patrizia Zanotta, titolare della Welding Srl di Delebio e coordinatrice del gruppo Icr Valtellina, riferendosi ai costi della burocrazia e all’elevata tassazione che sta mettendo in difficoltà le imprese, commenta: «Ci sta venendo a mancare anche la speranza di continuare a lavorare».

Per chi fosse interessato a contattare Imprese che Resistono Valtellina – Alto Lario, può rivolgersi a: Patrizia Zanotta (Welding Srl) tel. 0342.682187; Gianfranco Conti Manzini (ECM Delebio) tel. 0342.682203; Lorenzo Noghera (Noghera Costruzioni Srl) tel. 0344.90028; e consultare il sito: www.impresecheresistono.org.

 

A cura di Elisa Denti

Fonte: Imprese che Resistono

Dal Blog di Beppe Grillo.

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“Caro Beppe, sono un piccolo imprenditore in procinto di dare le dimissioni da me stesso. E’ qualcosa che mi pesa, che mi pesa molto. Di notte sento un’oppressione sul petto come se qualcuno fosse seduto sopra di me. Ho una piccola società di servizi, 20 persone. O forse è più corretto dire che è la società che possiede me. Gli ho dedicato 12 ore al giorno per anni. Nei giorni festivi “solo” 4 o 5. Ho resistito fino ad ora un po’ per orgoglio e per non mettere in mezzo alla strada una ventina di famiglie. E’ dura guardare negli occhi qualcuno che ha cercato di costruire qualcosa insieme a te per anni e dirgli “E’ finita!”. Non ho mai avuto agevolazioni da questo Stato, ma solo controlli occhiuti, tasse, burocrazia. Ho sempre pagato con regolarità i miei fornitori, se ho sgarrato è stato di qualche settimana, forse un mese nei casi di necessità, ma lo Stato pretende che paghi l’Iva anticipata sulle fatture che emetto e che sono pagate a babbo morto, in qualche caso mai. E cosa puoi fare? Un’azione legale per una fattura non incassata? E quanto ti costa? Se tu hai un debito con lo Stato devi pagare pronta cassa, se invece lo Stato ha un debito con te puoi morire di fame o, come prospetta il ministro Passera, essere pagato con titoli di debito pubblico. Cosa ci faccio? Li do ai bambini per giocarci con le figurine? Pago i miei debiti con il debito dello Stato? I clienti ritardano i pagamenti di mesi, e li capisco. Le banche mi rifiutano un fido per coprire i costi di 2/3 mesi di attività nonostante abbia sempre chiuso i conti con un pareggio o un utile, non un granché ma sempre un utile. A che servono le banche se non supportano le imprese? Per me potrebbero chiudere. Da oltre un anno oltre all’imprenditore faccio quindi anche da banca. Non voglio indebitarmi con degli avvoltoi. Lascio qualunque emolumento mi spetti nella società. Così sono riuscito a pagare gli stipendi (puntualmente!) delle persone che lavorano con me. Mi sono accorto che vivevo come un automa per pagare le tasse al mio socio occulto, lo Stato. Mi sono accorto di lavorare senza remunerazione, in realtà mi finanziavo (!?) l’attività, e che per vivere divoravo il piccolo patrimonio che mi hanno lasciato i miei vecchi dopo una vita di lavoro. Mi sono accorto che passo con la mia famiglia solo ritagli di tempo e mai sereno, ma sempre preoccupato e nervoso per le scadenze, per i contratti. Non sono nato per fare l’eroe. Per ora chiudo la mia piccola azienda e chiedo scusa ai miei colleghi, li ho sempre considerati tali e non dipendenti. Un saluto”.

Massimiliano R.

Riceviamo e pubblichiamo da: Giancarlo Pagliarini

Buongiorno.  Allego un mio articolo pubblicato questa mattina.
Questa “proposta Rubik” finalizzata a far pagare le tasse ai signori che hanno portato illegalmente dei quattrini nelle banche Svizzere mi sembra  interessante.
Fa piacere vedere che il presidente di una banca Svizzera dichiara  “Separando la protezione della sfera privata dal tema dell’evasione fiscale, in futuro risulteremo non attrattivi per chi cerca di eludere il fisco, ma resteremo certamente la piazza preferita da chi desidera il miglior servizio possibile”
Il Governo tedesco ha firmato e sta discutendo questo argomento con  alcuni lander ,  mentre fa molto  piacere vedere che la Gran Bretagna ha già deciso di far votare l’adesione alla “proposta Rubik” dal Parlamento.
Da noi l’argomento non mi sembra sia gestito nel modo più razionale, e infatti  il 7 Dicembre 2011 su Infoinsubria Mario Besani ha dovuto scrivere un articolo intitolato “Accordo fiscale: Monti fa il Tremonti”…. Ecco perché, se avete tempo e voglia, vi chiedo di far “girare”  questo testo sulle vostre mailing list.
Cordialità
Giancarlo Pagliarini, 29 marzo 2012
Tasse e accordi fiscali con la Svizzera

L’ennesimo dramma unisce Operai ed Imprenditori! ORA BASTA!

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(Riceviamo e pubblichiamo)
San Giovanni in Persiceto, BO

Nel mio ruolo di Delegato Regionale per l’Emilia Romagna di ImpreseCheResistono sento forte la necessità di esprimere il mio sincero dolore misto a rabbia per le sorti del Piccolo Imprenditore di Ozzano dell’Emilia, che ha deciso, con un gesto clamoroso (darsi fuoco davanti alla Sede dell’Agenzia  delle Entrate) di denunciare il proprio insostenibile e lacerante disagio frutto dell’ insopportabile situazione debitoria con lo Stato.

Oltre ad esprimere sincera solidarietà alla famiglia, invito tutti coloro che sentono il loro disagio prossimo a superare la soglia dell’autoconservazione a non mollare e non compiere gesti disperatamente inutili: vi prego dal profondo del cuore di fare riferimento al nostro Movimento Spontaneo apartitico ICR, che ha messo a disposizione a persone che si trovano in queste terribili condizioni il servizio di supporto psicologico gratuito “TerraFerma” (cliccare QUI).

Pensando anche all’ennesima tragedia di qualche ora fa, che ha visto un operaio compiere a Verona lo stesso gesto autodistruttivo in quanto senza stipendio da quattro mesi, mi rivolgo prima di tutto alla sua famiglia – per esprimere anche a loro la mia totale solidarietà – ma soprattutto a coloro che potrebbero evitare assurde tragedie come queste e che hanno il dovere di prevenirne di future.

E’ giunta l’ora, una volta per tutte, di affrontare alla radice le vere cause di tutto questo.

Per questo motivo indirizzo a coloro che hanno il reale potere di agire per il Bene Comune l’esortazione di Mario Soares, ex Presidente del Consiglio (76-78 e 83-85) e successivamente Presidente della Repubblica (86-96) del Portogallo che ebbe a dire:

Stiamo assistendo all’approvazione di “misure di grande violenza contro le persone più povere, quelle che non hanno più un lavoro o che lo stanno perdendo. Questa austerità produce disoccupazione e recessione economica in TUTTI I Paesi: Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia e presto anche Francia. Stiamo arrivando al punto che in Europa MILIONI di Persone fanno fatica a trovare i soldi PER MANGIARE.

La Crisi ci RIGUARDA TUTTI! Ne usciremo solo se si sarà solidali tra i Paesi ricchi dell’Europa e quelli più poveri.

Il Progetto Europeo dovrebbe essere un Progetto di Democrazia, di Benessere Sociale ma tutto ciò sta svanendo e la Pace rischia di essere messa in gioco. La Politica del Cancelliere Merkel è pericolosa soprattutto per la Germania!

Ciò che importa davvero è il bene delle Persone non la stabilità dei Mercati: la Troika (BCE, UE, FMI) sta salvando gli Stati, ma ne sta sterminando i Popoli!”

La triste riflessione è che proprio il Portogallo, diligente nel rispettare la “RoadMap” di Bruxelles, si trova esso per primo nella situazione drammatica alla quale siamo destinati tutti, se le cose non dovessero cambiare.

Vogliamo fare qualcosa, democraticamente TUTTI INSIEME !?! 

Maurizio Anselmi

FONDO SALVA IMPRESE: BASTA DIRE MINCHIATE!

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Buon giorno a tutti.

Ho sentito da molte persone chiedere la creazione di un fondo da dare ai Confidi per aiutare le imprese in difficoltà.

Nel 2007 è stato firmato da ABI, Ministero dell’Interno, associazioni di categoria, e altre istituzioni un accordo quadro, basato sulla  Legge 108/96, art. 15 che prevede l’istituzione del fondo antiusura. Questo fondo dovrebbe essere utilizzato in parte per aiutare le vittime dell’usura e in parte per la prevenzione dal fenomeno dell’usura di soggetti in difficoltà finanziaria. Questa seconda opzione di fondo può essere utilizzata da alcune fondazioni presenti sul territorio nazionale, ma soprattutto dai Confidi che devono creare una linea di garanzie separata da quella ordinaria per gestire le emergenze. Nel caso della prevenzione i fondi sono destinati dal Ministero del Tesoro. I Confidi conoscono questa opportunità, le Banche, numerose, hanno firmato l’accordo quadro, il numero verde del Ministero dell’interno ha detto, testuali parole: “I fondi ci sono, ma non vengono usati”. Ed infatti, ho parlato con il responsabile di una banca che ha firmato l’accordo e non ricordava bene cosa fosse, una fondazione dice che i fondi ci sono, un confidi dice che la possibilità c’è.

Allora la mia domanda è stata, perchè queste possibilità vengono poco pubblicizzate e soprattutto perchè non vengono per nulla utilizzate?

Perchè bisogna entrare nel merito di ogni soggetto in difficoltà – mi è stato risposto – e se dalla documentazione risulta già che il debito non verrà ripagato, quest’opportunità non viene nemmeno presa in considerazione. Questi strumenti di garanzia vanno presi con le pinze perchè riguardano situazioni delicate.

E lo dite a noi?

Quelli che in questa guerra lottano in trincea con la baionetta perchè  i rifornimenti di munizioni non arrivano siamo noi! Qualcuno mi dica se esagero!

I fondi, poi, servono come garanzia e non coprono tutto il debito. La banca che eroga il finanziamento, se il debitore non paga, si presenta all’incasso e fondazioni e confidi  a quel punto devono pagare.

La conclusione è questa: i fondi sono stati stanziati, i canali per utilizzarli ci sono come le persone che ne hanno bisogno. Il problema è che i meccanismi per destinarli si basano sulla prospettiva di restituzione del debito. Il nodo è: mancano le prospettive – e su questo sappiamo tutti bene che molto spesso è così – o chi le valuta, in questo momento, è troppo rigido?

Quando qualcuno capirà che bisogna cominciare a creare le basi per dare nuove prospettive alle imprese italiane altrimenti chiuderemo tutti?

NOTIZIE DAL FRIULI – VENEZIA GIULIA di Enrico Rossini

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Ciao a tutti, desideravo portarvi a conoscenza di alcune vicende a mio avviso preoccupanti che si stanno verificano nella mia regione, normalmente tranquilla. Molte imprese anche qui non hanno più accesso al credito ed è necessario lavorare in attivo. Credo che non devo illustrarvi tutte le problematiche che da questo deriva oltre a dover far fronte a tutti i pagamenti che ormai fioccano da ogni dove.

Con questa stretta molti imprenditori sono disperati. Grazie alle apparizioni televisive di Luca ed altri sono stato contattato da diversi imprenditori soprattutto piccoli della regione e sono andato ad incontrarli. È stata un’esperienza molto forte poiché mi hanno raccontato la loro esperienza, ma trovarsi di fronte ad una mamma con 3 figli che non sa dove sbattere la testa o un imprenditore edile che vuole farla finita confesso non è stato facile.

La cosa che da alcuni di questi incontri è emersa secondo me preoccupante è la seguente. Questi imprenditori in difficoltà non hanno credito da parte della banche e non sanno come portare avanti l’azienda. Un bel giorno arrivano da loro delle persone piuttosto distinte che di loro sanno praticamente tutto (soprattutto i debiti) e che, in soldoni, gli offrono la possibilità di sistemare i loro debiti a fronte di un semplice servizio: fare i prestanomi per loro. Non so se questa è mafia ma in questa regione storie di questo tipo non le ho mai sentite. Alcuni di loro hanno cercato di andare dalla giustizia ma non c’è alcun tipo di reato; c’è chi ha informato la politica che non ha fatto nulla; c’è chi è andato dalle associazioni di categoria (in un caso Confindustria) che gli ha praticamente snobbati. Hanno visto la TV e sono arrivati da noi almeno per sfogarsi, per trovare qualcuno che gli ascolti.

All’inizio pensavo fosse qualcosa di isolato ma dagli incontri che ho fatto, non mi sembra lo sia, anzi, si sta propagando. La parte brutta è che gli imprenditori strozzati, stanno pensato seriamente ad accettare tale proposta poiché disperati.

AGI.it

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13:22 28 MAR 2012

(AGI) – Bologna, 28 mar. – Un uomo di 58 anni, residente ad Ozzano Emilia, ha riportato gravi ustioni in tutto il corpo dopo essersi dato fuoco dentro ad un’auto parcheggiata nel piazzale di via Nanni Costa, davanti ad una delle sedi dell‘Agenzia delle entrate di Bologna. Gli agenti della polizia municipale, allertati da un cittadino, alle otto e venti di questa mattina hanno trovato l’uomo fuori dalla sua vettura (una Fiat Punto) in fiamme.

Il 58enne e’ stato trasportato con il codice di massima gravita’ all’ospedale Maggiore di Bologna e successivamente ricoverato al centro grandi ustionati di Parma. Secondo una prima ipotesi il folle gesto sarebbe stato dettato da problemi di tipo economico. Infatti, sono state trovate alcune lettere in cui l’uomo lamenterebbe contenziosi tributari.

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco ed il personale del 118. Dell’episodio e’ stato informato il pm di turno Massimiliano Rossi che ha aperto un fascicolo e disposto ulteriori verifiche.

 

 

http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201203281322-ipp-rt10113-si_da_fuoco_davanti_agenzia_entrate_a_bologna_grave_un_58enne

e Monti parlo’ ….

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http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201203241707-ipp-rt10103-monti_le_tasse_aumentate_ma_non_si_poteva_fare_diversamente

 

(AGI) – Cernobbio, 24 mar. – “In passato sono state ascoltate troppo le categorie” perche’ la politica cercava consensi a tutti i costi. E, ora, “credo che sono stato chiamato per rimediare ai mali fatti nei decenni”. Cosi’ il premier Mario Monti ha esordito nel suo intervento al Forum Confcommercio di Cernobbio. Il testo della riforma sul mercato del lavoro e’ stato approvato “salvo intese” nel senso che “nessuno si illuda che significhi che forze importanti che abbiamo ascoltato ma esterne al governo, possano in qualche modo intervenire”. Si tratta cioe’ di “un processo di affinamento di un testo complesso ma non e’ aperto a contributi esterni”. Lo ha precisato il premier Mario Monti al Forum Confcommercio, ribadendo che ora la parola spetta al Parlamento. Le tasse? “Abbiamo dovuto aumentarle, non potevamo fare diversamente”: lo ha detto il premier Mario Monti spiegando che e’ stata “la colpevole tardivita’”, in passato, a compiere determinati passi a far si’ che sia cosi’ difficile “mettere l’Italia sul sentiero della crescita e sulla diminuzione delle tasse”. “Teniamo basse le aspettative, il paese non e’ in una situazione brillante in cui si possano fare e ascoltare credibilmente promesse”. Lo ha affermato il premier Mario Monti, al Forum Confcommercio di Cernobbio, invitando quindi a non lasciarsi andare a illusioni su ricette miracolistiche.

“Qualunque sia l’esito di questo governo, che mi auguro sia positivo, non cerchero’ il consenso che non ho cercato fino ad adesso”. Lo ha sottolineato il premier Mario Monti, nel corso del suo intervento al Forum di Cernobbio. “A differenza degli altri uomini e donne politici e politiche non ho cercato questa posizione”, ha aggiunto.