Il male oscuro dell’Italia

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Quando si parla di gente attaccata alla poltrona, senza voler offendere nessuno, ma questi signori cosa hanno fatto per il nostro paese in questi ultimi 20 anni di presenza al parlamento?

Quando si parla di “Cambiamento” è da qui che occorre cominciare.

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Psicologi al lavoro, il Male Oscuro di fare Impresa

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In Italia soprattutto.

di Antonio Sgobba

C’era bisogno di uno psicologo per aiutare gli imprenditori in difficoltà? «Si, ce n’era bisogno. Vivono in questa condizione da tre anni e per tutto questo tempo non ne hanno parlato con nessuno», risponde Marzia Sgambelluri, 28 anni, una delle psicologhe coinvolte in «Terraferma», il progetto di Imprese che resistono nato dopo i diversi casi di suicidio tra imprenditori travolti dalla crisi.

A poche settimane dalla nascita del servizio incominciano ad arrivare i primi imprenditori nel suo studio. «Prima di tutto c’è una grande difficoltà a parlare del problema stesso. È forte la vergogna, si fa fatica ad ammettere di avere bisogno di aiuto», spiega la psicologa.

«Questo perchè si tratta di persone non abituate a trovarsi in questa posizione. Sono persone attive, capaci, di solito risolvono qualsiasi situazione da soli». Fino a quando arrivano i problemi. «Così l’immagine che avevano di sé inizia a sgretolarsi – continua Sgambelluri – Non riescono più a reperire in sé stessi le risorse per uscire dalle difficoltà, ma allo stesso tempo fanno fatica a pensare di dover chiedere aiuto».

In questi casi il sostegno dello psicologo a cosa può servire? «Noi cerchiamo di aiutarli a distinguere fin dove arriva la loro responsabilità personale e dove invece dipende da fattori esterni e di contesto. Altrimenti il rischio è che  assumano su di sé tutto  le responsabilità quando le cose vanno male», risponde la dottoressa.

Spesso a causa del senso di colpa si fa fatica persino a chiedere ciò che spetta di diritto. «Per esempio quando devono recuperare dei soldi che sono dovuti, per loro è difficile accettare di essere nella condizione di chiedere, noi cerchiamo di far capire che è lecito, che non è una cosa di cui vergognarsi o da vivere come un fallimento personale».

Ma il disagio dovuto alla situazione dell’azienda si riflette anche nei rapporti interpersonali. «A partire da quello con i dipendenti – continua la psicologa – io ho a che fare soprattutto con proprietari di piccoli imprese, conoscono bene chi lavora per loro. La decisione di licenziare delle persone per loro non è mai semplice. Pensano “Si fidavano di me, ora come faccio?”».

«Terraferma» è nato da un’idea di Massimo Mazzucchelli, piccolo imprenditore di Varese che ha coinvolto un gruppo di psicologi nell’iniziativa. «Per noi è una scelta etica. Non possiamo far finta che sia un periodo normale, per questo chiediamo una cifra simbolica», spiega la dottoressa Sgambelluri.

Lei è di Concesio, un piccolo centro in provincia di Brescia. «È un territorio molto colpito. Le conseguenze si vedono nella vita quotidiana. Già prima di dedicarmi a questo servizio avevo avuto la possibilità di osservare il fenomeno. La crisi non colpisce psicologicamente solo gli imprenditori. I sintomi più frequenti sono disturbi d’ansia, forte depressione. L’incertezza del futuro diventa un pensiero fisso. Non si sa quali siano le prospettive, il disagio viene da lì».

twitter@antoniosgobba

http://nuvola.corriere.it/2012/02/20/il-male-oscuro-di-fare-impresa/