ma la ripresa non doveva esserci nel 2012? …
Pubblicato da ICR su gennaio 26, 2012
Economia debole fino a metà 2012, rischi per l’occupazione
Salgono le imprese che prevedono un taglio degli addetti nei prossimi 3 mesi
Diario del Web (TMN) | Pubblicato mercoledì 25 gennaio 2012 alle 12.26
ROMA – La debolezza dell’economia italiana si protrarrà almeno fino a metà 2012. Prosegue, poi, il peggioramento del mercato del lavoro con il tasso di disoccupazione che ha raggiunto l’8,6% a novembre (7,9% in agosto). A fotografare la situazione dell’economia italiana è il Centro Studi di Confindustria nell’analisi mensile «Congiuntura Flash».
A fine 2011 – si legge nell’analisi – è salita ancora la quota di imprese che si aspettano una riduzione del numero di addetti nei successivi 3 mesi (25,0%) ed è diminuita quella di quante ne prevedono un aumento (8,1%). «Il deterioramento è in presa diretta con il crollo delle attese sulle condizioni economiche; mentre all’alba della recessione 2008-2009 le imprese erano state più ottimiste sul trattenimento dei lavoratori in azienda».
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Alessandro detto
Questo a testimonianza del fatto che le previsioni e gli economisti non hanno la sfera di cristallo e non sono affatto in grado di prevedere gli andamenti dell’economia nel medio e lungo periodo, ma le cosidette previsioni servono per cambiare l’andamento dei mercati e speculare suigli andamenti dei titoli. Se le previsioni della agenzie di rating fossero attendibili non ci si spiega per quale ragione non sono state in grado di prevedere una crisi di queste proporzioni. Ovviamente non sono un economista, ma credo che non ci voglia la laurea per capire certi andamenti di speculazione che portano guadagni ai pochi grandi i soliti noti a scapito dei piccoli risparmiatori, che, almeno in Iatalia sono sempre meno….meditate gente diceva un vchhio spot
Alessandro detto
…mi scuso per gli errori di battitura dovuti alla fretta
Claudio detto
Si ma anche questa è una previsione, secondo me, del tubo. I proveddimenti del governo Monti se non fossero drammatici farebbero ridere i polli, sono solo aumento di tasse e aumento di costi per tutti. Si tratta del colpo di grazia per l’economia e la piccola/media impresa italiana.
In una economia globale non sono solo le aziende ma anche gli stati che devono saper competere e gli stati possono competere in 3 direttrici principali:
1. Burocrazia snella
2. tassazione ridotta al minimo
3. certezza del diritto
Se non si soddisfano questi requisiti di certo non arrivano investimenti stranieri, non arrivano posti di lavoro, e non si sviluppano le aziende anzi le aziende ora anche quelle piccole tendono a delocalizzare, ad andarse dall’italia.
Allora visto che di tagliare le tasse non se ne parla, che la giustizia è allo sbando e che la burocrazia italiana e paragonabile ai peggiori paesi africani NON VEDO ALLORA COME SI POSSA PARLARE DI RIPRESA DOPO LA META’ DEL 2012.
FORSE SE CAMBIERANNO RADICALMENTE LE COSE, E DUBITO CHE QUESTO POSSA SUCCEDERE,
LA RIPRESA LE VEDREMO NEL 2022!
filippo albanese detto
Concordo con Alessandro e Claudio .Aggiungo inoltre che di ripresa non se ne parla per tutto questo anno e credo neanche nel prossimo. Siamo gente di buonsenso piu’che economisti,con le tasse in aumento ,il malcontento generale, le famiglie che non arrivano a fine mese,altri posti di lavoro che andranno perduti,i costi della politica che non sono stati toccati e non lo saranno per ora,. Inoltre, giustizia allo sbando,costo del lavoro insostenibile,zero credito alle aziende,le quali navigano a vista vivendo alla giornata..
Cosa si possa fare ,non lo so. Certo andiamo avanti perche’ la speranza e’ sempre l’ultima a morire.Comunque il clima e’ pronto per una buona bastonatura e pedate nel sedere a tutti quei papponi che stanno a Roma.Riprendiamoci il nostro Paese!!!!
Caro Claudio io non posso aspettare il 2022 , come tanti altri imprenditori l’eta’ ci condanna,Stai certo di una cosa, io come tanti altri “non abbandoneremo il vapore a se stesso”. Ho lavorato per 50 anni per costruire la mia azienda, e andro’ avanti…fino a quando il buon Dio mi concedera’ una salute adeguata per mio lavoro.
franco passeri detto
Cari AMICI purtroppo la crescita non abita piu’ in ITALIA,la nostra piccola e media impresa e’ da paragonare al benzinaio di GORIZIA ,vende il diesel a 1,70,mentre a 2 kilometri in SLOVENIA costa 1,25.Il gestore della pompa dice :esaurito il serbatoio chiudo!!! e’ inutile continuare.NOI siamo nella stessa situazione ,il mercato del manufatturiero e’ troppo squilibrato,giorno dopo giorno molte aziende chiudono lasciando per strada milioni di disoccupati sia in ITALIA che nei paesi occidentali compreso gli STATI UNITI . La situazione da NOI E’ DRAMMATICA le decisioni prese dal governo servono solo per imporre delle regole ad un sistema ormai degenerato ma il vero problema e’ il lavoro che non c’e'colpa della globalizzazione scellerata sleale.Parlano dell’art.18,contratto unico.cassa integrazione,sono cose che sono a posteriori della ripresa,ma nessuno si chiede :con tutte le migliaia di aziende chiuse dove li mettiamo i disoccupati!! ,cosa faranno le nuove generazioni!!!Dove troveranno altri pazzi imprenditori che investiranno nel nostro paese!!non piu’ competitivo.Bruciare miliardi di euro per non far fallire paesi colpiti dalla crisi non servono a niente ,il vero problema e’ rimettere in moto il LAVORO applicando delle regole che riequilibrino il mercato, se non si fa’ cosi non se ne uscira’ mai.saluti.
andrea detto
Sig. Passeri Lei ha perfettamente ragione sono veneto moltissime aziende o rami di aziende stanno delocalizzando in cekia stanno facendo i distretti che fino a poco tempo fa erano la ns. forza, vedo la mia azienda morente, voglio darmi delle colpe per non essermi accorto di quello che stava succedendo ma i comittenti ti dicono che un tornitore ceko prende 350 euro al mese mi chiedo nulla si puo’ fare, tutto questo in nome della globalizzazione sapendo che non si apriranno nuovi mercati ma vanno la solo per guadagnare di piu. in Italia si parla solo di cassa integrazione, e per “fortuna” della costa concordia
luca peotta detto
La tua Franco è una esatta analisi del sistema mondo! Ed io insisto per il sistema Italia … una soluzione per uscire da questo pantano c’è e ti assicuro è l’ultima spiaggia. Occorre gran coraggio!Per questo motivo sarà difficile che il governo attui quello che ti sto per dire,meglio continuare a raschiare. 1)aumento salari allineati alla media europea 2)diminuzione pressione fiscale almeno del 30% 3)stimolare la domanda interna (a fronte dell’aumento dei salari) 4)politiche industriali serie e costruzione immediata delle infrastrutture subito cantierabili 5)liberalizzazione del regime Iva 6)utilizzare la risorsa carceraria (bassa manovalanza)per sistemare le zone colpite da alluvioni … ci sarebbe altro ancora. Solo così lo stato potrà resistere.
luca peotta detto
o … parli del diavolo e spuntano le corna … beccatevi EURISPES
http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201201261726-ipp-rt10230-italia_depressa_salari_crescono_troppo_poco
Ugo Bernasconi detto
In questi giorni alla radio viene dato risalto ALL’INCONTRO tra ABI ed imprenditori e famiglie ( per farci percepire la vicinanza del mondo bancario) nel mio caso le banche mi son molto “VICINE” anzi direi di sentirle DIETRO…….SARÓ piú chiaro……..tassi passivi di utilizzo nel limiti di fido 12,75% tasso attivo 0,013. Piú vicine di cosí !