IMPRESECHERESISTONO

Per chi vuole continuare a fare impresa

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PIETRO DI LORENZO … PARLA! radiocittabenevento

Pubblicato da ICR su gennaio 15, 2012

Tra gli imprenditori e lo Stato chi e’ stato il TRADITORE? IMPRESECHERESISTONO ing. Pietro Di Lorenzo Coordinatore Regione Campania

Tra gli imprenditori e lo Stato chi e' stato il TRADITORE? IMPRESECHERESISTONO ing. Pietro Di Lorenzo Coordinatore Regione Campania Tra gli imprenditori e lo Stato chi e’ stato il TRADITORE?
Molti giornali e organi di informazione dedicano ampio spazio agli
imprenditori, le loro storie, spesso dolorose e strappalacrime
riempiono pagine di quotidiani e contribuiscono ad  aumentare l’indice
di ascolto di trasmissioni televisive. Il massimo di “audience” si
raggiunge quando c’è il suicidio dell’imprenditore. Giornalisti
scatenati documentano tutto quello che è accaduto. Ma le storie sono
quasi sempre le stesse. E allora si finisce nelle pagine interne, nei
servizi televisivi notturni e comunque nel dimenticatoio. A chi vuoi
che interessa la fine di un imprenditore che magari ha sfruttato gli
operai?  Ha lucrato su finanziamenti facili? E magari  è anche fallito
dopo essere stato protestato?
Eppure in questa Italia che rischia di pagare un conto troppo salato e
di sacrificarsi senza far pagare i veri colpevoli del disastro
economico, qualcosa si può ancora fare. A patto che si cominci davvero
dal basso, o come si dice dal “territorio”. La vera sfida parte dalla
piccola impresa, che con estrema lucidità deve valutare la propria
possibilità di sopravvivenza. In particolare il settore manifatturiero
deve guardare in faccia la realtà produttiva ed economica. Inutile
farsi illusione. Lo STATO che apre le porte alla piccola impresa,
creando infrastrutture e servizi per consentire all’azienda di
svilupparsi e crescere, forse non è mai esistito. Il direttore di
Banca che vi chiama per proporvi fidi e prestiti a  condizioni
favorevoli è soltanto un sogno. Oggi dalla Banca vi chiama la
segretaria del Direttore che vi chiede perentoriamente di rientrare
nel fido o vi annuncia che il vostro assegno (impagato) sarà avviato
al protesto! Oppure vi chiama direttamente il notaio: siete anche voi
iscritti all’allegra brigata dei protestati!
Inutile domandarsi: “se per l’operaio licenziato c’è la cassa
integrazione perché per l’imprenditore fallito non c’è niente?”
Ci sentiamo traditi da questo STATO. Che ha pagato nell’anno 2010 ben
1.203.638.249 ore di cassa integrazione, pari a 150.474.781 giornate
lavorative! Ma uno Stato che paga oltre 19 miliardi di euro per non
lavorare che Stato è?
IMPRESECHERESISTONO
ing. Pietro Di Lorenzo
Coordinatore Regione Campania

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