IMPRESECHERESISTONO

Per chi vuole continuare a fare impresa

Archivio per 6 gennaio 2012

ecco una fonte ufficiale ARTICOLO TRE/EURES

Pubblicato da ICR su gennaio 6, 2012

IN MOLTI MI CHIEDONO LA FONTE DELLE NOTIZIE DEI 2800 CASI DI SUICIDIO  DA PARTE DI IMPRENDITORI DAL 2009! NON E’ UNA MIA INVENZIONE … CI SONO NOTIZIE BEN PIU’ AGGHIACCIANTI … LEGGETE QUI!…

La crisi uccide. Un italiano al giorno si è tolto la vita per via della disoccupazione

Terribili i risultati di un’indagine commissionata da Eures, istituto di ricerche economiche e sociali, che ha esaminato il drammatico aumento di suicidi in concomitanza con la crisi economica che si sta abbattendo con particolare foga sul nostro Paese. Secondo l’indagine almeno un disoccupato al giorno si sarebbe tolto la vita solo nel 2009.

- D.C. – 3 gennaio 2012- Secondo gli agghiaccianti risultati di un’indagine commissionata dalla Eures, istituto di ricerche economiche e sociali, chiamata esemplificativamente: “Il suicidio in italia ai tempi della crisi. Caratteristiche, evoluzioni e tendenze”, un disoccupato italiano al giorno si sarebbe tolto la vita per colpa degli effetti devastanti della crisi economica sul tessuto sociale del Paese. L’indagine per la verità ha preso in esame solo il 2009, l’anno che diede origine agli spettri della crisi per colpa del crac finanziario della Lehman Brothers. Il crac del colosso americano, avvenuto sul finire del 2008, aveva fatto ricorrere molte aziende alla cassa integrazione, provocando centinaia di fallimenti tra le aziende di tutto il mondo.

Inutile dire che ci sarebbe una stretta relazione tra la crisi economica e l’aumento del 5,6% del numero di suicidi in Italia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se nel 2008 infatti in Italia vi erano stati 2.828 casi di suicidio, nel 2009 il numero è salito tragicamente al 2.986, un aumento che non si spiegherebbe se non mettendolo in relazione con il cattivo andamento dell’economia e dell’occupazione. Ancora più curioso che l’aumento in questione abbia riguardato sia le donne (+1,6% rispetto al 2008), sia gli uomini (+5,6% rispetto al 2008). Vi è però ancora un altro dato, agghiacciante, che rende ancora più palese la diretta interdipendenza tra crisi economica e crisi interiore degli italiani. Ad aumentare vertiginosamente infatti nel 2009 sono stati i suicidi compiuti da disoccupati, che hanno fatto registrare un aumento del 37,4% rispetto al 2008, un aumento che non può assolutamente essere casuale. A uccidersi quasi sempre uomini adulti, espulsi dal mercato del lavoro o che non sono mai riusciti a entrarvi. Sono ben 85 infatti le persone che si sono suicidate dopo aver vanamente cercato la prima occupazione.

Particolarmente colpito da questo dramma sociale sarebbe stato il nord del paese, dove si sarebbero registrati ben il 53,6% dei casi totali. Anche in termini relativi il nord conferma i valori più alti, con 5,8 suicidi ogni 100 mila abitanti, a fronte dei 4,8 del centro e dei 4 del sud. Ma il Mezzogiorno ha poco da essere contento dato che ha fatto registrare un aumento dell’11% nei suicidi proprio nel 2009, segno inequivocabile che la crisi economica ha colpito, e duramente, in tutta Italia. Visto il cattivo andamento dell’economia mondiale ed europea il fenomeno potrebbe purtroppo far registrare un ulteriore incremento anche per il 2010 e il 2011, e ultimamente sono saliti alla ribalta della cronaca anche i suicidi degli imprenditori, sempre più lasciati soli e impossibilitati nel mandare avanti le proprie attività.

I disoccupati italiani insomma vedrebbero sempre di più il proprio futuro contrassegnato dall’incertezza, e sono sempre di più coloro i quali decidono di farla finita, non avendo più alcun appiglio cui aggrapparsi all’interno della società. La crisi uccide e lascia soli i disoccupati, costretti non solo a cercarsi un impiego, ma anche a resistere alla “guerra tra poveri” che rischia di divampare a causa della miseria. La speranza è che il governo e le istituzioni possano finalmente ascoltare l’urlo disperato proveniente dalla società civile, quella che subirà direttamente e sulla propria pelle il rigore che bisognerà imporre ai conti del paese. Certo è che una classe politica che per anni ha minimizzato se non negato la crisi, arrivando persino a colpevolizzare i giovani disoccupati, dovrà un giorno storicamente rendere conto delle proprie responsabilità di fronte a un paese, l’Italia, che rischia di uscire dalla crisi con le ossa rotte. Ora alcuni politici “scoprono” il problema della disoccupazione, ma ormai sembra essere troppo tardi per recuperare il tempo perduto.

http://www.articolotre.com/2012/01/la-crisi-uccide-un-italiano-al-giorno-si-e-tolto-la-vita-per-via-della-disoccupazione/55016

Pubblicato in: Icr | 4 Commenti »

articolo su targatocn.it quotidiano online della Provincia di Cuneo

Pubblicato da ICR su gennaio 6, 2012

2012/01/06/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/una-moria-continua-di-posti-di-lavoro-anche-nella-provincia-granda.html

Perdita continua di posti di lavoro anche nella Provincia Granda

Il coordinatore di “Imprese Che Resistono” Luca Peotta: “Il problema è il costo del lavoro. Serve ridurlo e lasciare più soldi nelle tasche dei lavoratori per spingere i consumi interni

“Cassa integrazione per i dipendenti dello stabilimento Miroglio di Saluzzo”, “scade la cassa integrazione per 89 ex dipendenti della Neograf di Moretta”, “mobilitazione dei dipendenti Alpitour Cuneo”, “procedura di liquidazione per l’Alpina Parquet Spa di Magliano Alpi”, “cassa integrazione all’Ipm S.p.A. (Industria Plastica Monregalese) di Mondovì”. Sono solo alcune delle notizie relative al mondo del lavoro e delle imprese apparse sui giornali della Provincia di Cuneo nel mese di dicembre 2011. Una moria continua di posti risucchiati dalla crisi anche nella ricca Provincia Granda. Anche qui, grandi, piccole e medie imprese faticano a stare sul mercato. Per capire meglio cosa sta succedendo abbiamo sentito telefonicamente Luca Peotta imprenditore e coordinatore del Comitato Nazionale di “Imprese Che Resistono” un Movimento spontaneo nato nel 2009 dall’idea di Peotta in un periodo di crisi.

Signor Peotta, cosa sta accadendo?

“Il problema è la globalizzazione incontrollata senza regole. La Valeo di Mondovì ha mandato in Turchia parte degli impianti dove il costo del lavoro è più basso. Così imprenditori e manager guadagnano di più e in Italia rimangono le cose che richiedono qualità e più precisione. Sono le grandi aziende a trasferire la produzione all’estero. Le piccole e medie imprese italiane della Provincia di Cuneo ricche di storia e tradizione famigliare non vanno in Cina, in India, etc.. Il problema è il costo del lavoro tra i più alti in Europa. Se fosse ridotto e si lasciassero più soldi nelle tasche dei lavoratori i consumi interni migliorerebbero. Il nostro paese è un condominio dove la gente che lavora ha pochi soldi in tasca e questo significa ridurre i consumi interni. Senza consumi non c’è lavoro e la gente sta a casa a girarsi i pollici o va a rubare”.

In tutto questo ci sono anche gli imprenditori suicidi …

“Secondo un articolo di Panorama, in questi primi giorni dell’anno sono già dieci. Dal 2009 ad oggi sono 2.800 gli imprenditori che si sono tolti la vita e di cui si ha notizia. Ci sono anche altri casi, dove le famiglie preferiscono non divulgare il reale motivo del decesso per vergogna o per evitare problemi con la cerimonia funebre”.

Come stanno gli imprenditori della Provincia di Cuneo?

“Non se ne parla. Qui bene o male ci conosciamo tutti e c’è la vergogna del “io non ce l’ho fatta”. E’ difficile da ammettere. Anche “Imprese Che Resistono” nonostante è nata a Villafalletto in Provincia di Cuneo è costituita da più aziende di Torino che hanno avuto più apertura morale rispetto ai cuneesi tutti molto ovattati, coperti, attenti a non far sapere che”.

In questo momento difficile cosa chiedete al Governo che si appresta a fare una riforma del lavoro e per la crescita?

“La riforma del lavoro la fai quando il lavoro c’è. Il problema sono le politiche industriali, quelle che portano lavoro nel Paese. Noi siamo stati un Paese che l’anno scorso è rimasto senza ministro per le Politiche industriali per sette mesi. Questo buco si paga. E anche questo Governo sta andando nella direzione opposta a quella dove dovrebbe andare”.

Quali aiuti servono alle piccole e medie imprese oggi?

“Servirebbe la certezza dei pagamenti da parte degli Enti pubblici. Il nostro Governo ha nelle casse 90 miliardi di euro da dare alle aziende che hanno lavorato per la pubblica amministrazione non pagati per il Patto di Stabilità. Come fai ad andare avanti senza i soldi da avere? Ti rivolgi agli usurai? Ti rivolgi in banca. Ci sono imprenditori che hanno fatto un mutuo per pagare le tasse. Ancora, dopo due anni e mezzo di battaglie non abbiamo visto l’Iva per cassa, ovvero pagare l’Iva nel momento in cui il cliente paga la fattura, non al 18 del mese”.

E l’evasione fiscale?

“Il lavoro nero sta dilagando. Se non ci sono regole tutti cercano di fare i parassiti per il s’arrangi chi può. Dove avevamo la certezza dell’evasione abbiamo scudato al 5% il rientro dei soldi dai paradisi fiscali. Nelle cassette di sicurezza della Svizzera ci sono 140 miliardi di euro di evasori italiani. Andiamo a vedere di chi sono e non scudiamo. Dall’altra parte l’Inps scrive a 450 mila pensionati e chiede un libretto, un conto corrente o una carta prepagata dove versare la pensione oltre i mille euro”.

Qual è il rovescio della medaglia?

“Da marzo 2012 le banche si vedranno aperti 450 mila conti correnti. Questo Governo ci farà pagare 34 euro per ogni conto corrente. 34 euro per 450 mila fa un bel malloppo di soldi”.

Quali sono le vostre proposte?

“Blocco esecutività Equitalia, credito diretto alle imprese, riduzione IRAP, certezza dei pagamenti, IVA all’incasso, prolungamento CIGO. C’è da mettere più soldi nelle tasche degli italiani o non arriviamo da nessuna parte. I governi si sono fatti gli affari loro, sono distanti dalla gente, scollati dalle esigenze pratiche di imprese e lavoratori. Serve che le parti sociali come la nostra vengano assolutamente ascoltate”.

Gisella Divino

Pubblicato in: Icr | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 171 other followers