ICR sostiene l’iniziativa dell’Onorevole Marco Beltrandi.

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(aggiornamento del 1 Febbraio 2012)

A sostegno dell’iniziativa non violenta di sciopero della fame intrapresa 8 giorni fa dall’On. Marco Beltrandi, per sollecitare risposte dal Governo sui ritardi dei pagamenti alle Piccole e Medie Imprese, ICR ha deciso non solo di dare visibilità all’iniziativa, ma di parteciparvi attivamente con alcuni dei propri aderenti.
Antonella Lattuada, Laura Costato e primo fra tutti il Presidente Luca Peotta per 4 giorni si sono già associati all’iniziativa ed oggi, idealmente, “passano il testimone” a tutti coloro che vorranno seguire il loro esempio.

Tutti gli Aderenti ad ICR – ma non solo – che si sentiranno dunque di sostenere l’iniziativa con con questo gesto concreto (anche per ottenere una maggiore attenzione mediatica nei confronti dell’azione portata avanti dall’On. Beltrandi) potranno aderire allo sciopero della fame per 1 o più giorni, seguendo questa modalità:

 Tre cappuccini al giorno, con una bustina di zucchero.

Chi vorrà aderire a questa azione non violenta dovrà cliccare sul tasto commenti , scrollando sino in fondo e lasciando il proprio, indicando “Nome”, “Cognome”, “Città”, “data di inizio” e “numero di giorni di partecipazione”.

Grazie sin da ora a tutti coloro che già dalla mezzanotte di oggi (o dei prossimi giorni) vorranno aderire …

PIU’ SIAMO E PIU’ CONTIAMO!

In concomitanza con l’iniziativa non violenta dell’On. Beltrandi Radio Radicale ha contattato alcuni membri di ICR, che hanno aderito allo sciopero della fame, chiedendo loro le motivazioni che li hanno spinti ad intraprendere questa protesta.
Con l’occasione sono stati toccati tutti i temi portati avanti da tempo dal nostro Movimento.
Attendiamo i vostri commenti.

Le interviste pubblicate da Radio Radicale sono disponibili ai seguenti links:

DAL PUNTO 00:25:40

Notizie dalla rete.

Le notizie in rete oggi sul nostro movimento.

http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/264912_novanta_imprenditori_in_trincea_pronti_a_resistere_alla_crisi/

http://notizie.radicali.it/articolo/2012-01-31/editoriale/radicali-parlamento

http://www.vaol.it/it/notizie/le-imprese-che-resistono-chiedono-piu-attenzione.html

http://www.radioradicale.it/scheda/344775

http://www.lombardianews.it/sondrio/articolo/le-imprese-che-resistono-chiedono-pi-credito-131414.html

PETIZIONE: INAIL, NO CLICK DAY!

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Impresecheresistono promuove una nuova petizione per chiedere che i fondi destinati dall’INAIL per la sicurezza nelle imprese siano destinati in modo più trasparente.

32 petizioni firmate!

Attendiamo le adesioni alla petizione fino al 15 febbraio!

Petizione in formato PDF

Petizione in formato doc

In calce al documento gli indirizzi a cui spedire la petizione timbrata e firmata.

Direttiva Ue sui ritardati pagamenti tra imprese: intervista a Gianfranco Polillo sull’incontro con una delegazione di Imprese che resistono

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http://www.radioradicale.it/scheda/344783/direttiva-ue-sui-ritardati-pagamenti-tra-imprese-intervista-a-gianfranco-polillo-sullincontro-con-una-dele

Ringraziamo l’On.Polillo per la diponibilità accordotaci e Stefano Imbruglia per il supporto.

All’On.Polillo abbiamo proposto i quattro punti di ICR.

Contiamo che un governo tecnico possa superare gli *ostacoli* della politica.

Onorevole, i rapporti tra privati si regolano in tutta Europa…

“TERRAFERMA – spazio di ascolto e di supporto psicologico”

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Una rete di psicologi per dare ascolto a piccoli imprenditori e lavoratori in difficoltà.

Parte l’iniziativa TERRAFERMA -spazio di ascolto e di supporto psicologico- promosso dal movimento spontaneo Impresecheresistono.

L’iniziativa consiste nell’avere creato una rete di psicologi che hanno dato la loro disponibilità a fornire ascolto e supporto telefonico gratuito alle persone che ne hanno bisogno.

La rete TERRAFERMA conta già nove psicologi dislocati in Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia, Lazio e Abruzzo, ma Impresecheresistono spera di poter contare almeno su una persona per ogni regione.

“Lo scopo di una rete così diffusa è quello di garantire, se ce ne fosse bisogno, anche di un percorso personale, svolto faccia a faccia con lo psicologo più vicino”, a questo punto però il servizio sarà a pagamento, ma con una tariffa adeguata alla disponibilità di ogni persona.

I numeri di telefono e gli indirizzi di posta elettronica della rete TERRAFERMA sono:

Coordinatore del progetto
Massimo Mazzucchelli
3453161140
massimo@fmpack.com

Annalisa Bucciol – Veneto
3490516602
annb_601@yahoo.it

Aquilano Lucia – Lombradia Sud
3467776354
aquilanoluci@yahoo.it

Brusa Isabella per Lombardia Nord
3283717062
i.brusa@tiscali.it

Marzia Sgambelluri – Lombradia Est
3281767899
marzia.sgambelluri@hotmail.it

Daniele Pavese – Liguria
3336155465
danielep82@yahoo.it

Calisse Maria Vittoria  – Emilia
3381719281
mariavittoriacalisse@gmail.com

Laura Sanna – Lazio
3478782080
dlaurasanna@libero.it

Rellini Cecilia – Lazio
3332019352
ceciliarellini@alice.it

Di Giuseppe Graziella – Abruzzo
3475987172
graziella.digiuseppe@virgilio.it

ma la ripresa non doveva esserci nel 2012? …

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Economia debole fino a metà 2012, rischi per l’occupazione

Salgono le imprese che prevedono un taglio degli addetti nei prossimi 3 mesi

Diario del Web (TMN) | Pubblicato mercoledì 25 gennaio 2012 alle 12.26

Economia debole fino a metà 2012, rischi per l’occupazione

ROMA – La debolezza dell’economia italiana si protrarrà almeno fino a metà 2012. Prosegue, poi, il peggioramento del mercato del lavoro con il tasso di disoccupazione che ha raggiunto l’8,6% a novembre (7,9% in agosto). A fotografare la situazione dell’economia italiana è il Centro Studi di Confindustria nell’analisi mensile «Congiuntura Flash».
A fine 2011 – si legge nell’analisi – è salita ancora la quota di imprese che si aspettano una riduzione del numero di addetti nei successivi 3 mesi (25,0%) ed è diminuita quella di quante ne prevedono un aumento (8,1%). «Il deterioramento è in presa diretta con il crollo delle attese sulle condizioni economiche; mentre all’alba della recessione 2008-2009 le imprese erano state più ottimiste sul trattenimento dei lavoratori in azienda».

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Fate presto!!

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Il Fatto quotidiano – “FATE PRESTO”, APPELLO DI 30 DEPUTATI

beltrandi,misiani,direttiva ue, ritardi di pagamentoSciopero della fame per il Ddl Beltrandi-Misiani contro i ritardi

La lettera-appello il governo l’ha ricevuta giovedì scorso. Ma ancora ieri, sentito in audizione al Senato, il ministro Corrado Passera sul “disastro” dei debiti della Pubblica amministrazione con le imprese italiane ha detto solo che cosa non si può fare. Non si può usare la Cassa depositi e prestiti perché si mettono a rischio i conti dello Stato. Non si possono nemmeno emettere titoli di Stato perché “sarebbero debito pubblico”. Quindi? “Dobbiamo trovare dei modi per procedere al ripagamento del passato senza rimettere in discussione gli obiettivi del pareggio”. Finora hanno trovato 5 miliardi, ma ne servono almeno altri 60, anche se c’è chi arriva a calcolare debiti per 90 miliardi di euro. E servono in fretta perché ci sono centinaia di aziende in crisi di liquidità, che rischiano di chiudere perché nessuno paga il lavoro che hanno fatto.

Ce lo dice anche l’Unione europea, ma da noi da sei mesi aspettiamo a recepire quella direttiva. Scade nel marzo 2013 e il ministro Passera assicura solo che proveremo a farla nostra “in anticipo rispetto alla scadenza”. Sono le uniche risposte che ha saputo dare alla lettera-appello che a lui e a Monti è arrivata una settimana fa. A scriverla sono trenta deputati di tutte le forze politiche, capitanati dal Radicale Marco Beltrandi e dal Pd Antonio Misiani.

Allegato: l’articolo de Il Fatto quotidiano

Il primo da lunedì a mezzanotte è in sciopero della fame. L’altro si affanna a spiegare le ragioni di una battaglia “che va avanti da più di un anno, anche se nessuno ne parla”. Racconta degli “enormi ritardi nei pagamenti” che hanno messo in crisi le piccole imprese italiane. Non le paga lo Stato e non le pagano le grandi aziende, a cui sono costrette, loro malgrado, a fare da ’banca’”. “Si tratta di decine di miliardi di euro di crediti non saldati – spiega Misiani – La Cgia di Mestre ci dice che un terzo dei fallimenti riguarda imprese che sulla carta sono economicamente sane, ma che nella pratica non riescono a riscuotere crediti”.

Beltrandi e Misiani hanno presentato una proposta di legge per il recepimento immediato della direttiva europea. “Il governo sostiene che il pagamento dei ritardi della Pubblica amministrazione provocherebbe ricadute su conti pubblici. Si può vedere di procedere in maniera graduale – ha spiegato a Radio Radicale – va bene tutto purché si esca dal disastro in cui ci ritroviamo adesso. Ma sulle transazioni tra privati il governo ha il dovere di intervenire immediatamente, visto che non costa un euro allo Stato: ci sono grandi imprese che hanno contemporaneamente le casse piene e miliardi di euro di debiti”.

La situazione più drammatica riguarda il settore della sanità, dove le imprese per incassare quanto dovuto “aspettano fino a 3-4 anni”. Ma non è messa bene nemmeno l’edilizia: degli 800 mila posti di lavoro persi in Italia dall’inizio della crisi – denuncia l’Ance – 350 mila sono nelle aziende di costruzioni.

Oggi il ministro Passera sarà sentito anche alla Camera per il question time. Il Pd Francesco Boccia ha già pronta la domanda: “Quali sono le linee che il governo intende seguire?”. Se lo chiedono anche gli ispettori che Eurostat ha inviato a Roma per verificare se questi miliardi siano ‘solo’ debito commerciale o se si è già trasformato in debito pubblico.

(pa.za.)

Il progetto Sba parte dalla Lombardia

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Ascoltare e fare proprie necessità e richieste delle Pmi del territorio; monitorare l’applicazione dello Small business act e infine predisporre una serie di proposte di intervento concrete e attuabili: è questa la road map di SbaLombardiaLab, progetto varato dalla Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia in collaborazione con le principali associazioni regionali di categoria, che oggi viene presentato a Milano.

Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/kkGy5

AH AH AH AH….

SELEZIONATE DALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA….. AH AH AH

QUALI??

OFFRIAMO DEI CANDIDATI.  ;-)

 

da “La Stampa” di Cuneo

Confartigianato Cuneo chiede ai sindaci della Granda la riduzione dell’IMU e il mantenimento dell’attuale addizionale comunale IRPEF

L’applicazione dell’aliquota base comporterebbe un incremento di prelievo del 20%

 

Cuneo – Confartigianato Imprese Cuneo ha rivolto, tramite lettera, un appello ai 250 sindaci della Granda affinché provvedano a mitigare l’impatto dell’IMU sul comparto artigiano. Nel testo si va ad evidenziare la critica situazione che verrà a determinarsi per le imprese, a seguito del passaggio dall’ICI all’IMU, con riferimento agli immobili strumentali posseduti.

Un’analisi condotta dal Centro Studi dell’Associazione ha sottolineato come il passaggio dalla attuale aliquota ICI, pari in media al 6,49 per mille alla nuova IMU, con aliquota base del 7,6 per mille porterebbe ad un incremento di prelievo sulle imprese di circa 812 milioni di euro a livello nazionale, che salirebbero a 3 miliardi nel caso le Amministrazioni Comunali si avvalessero della facoltà di incrementare l’aliquota base portando al 10,6 per mille. Lo studio ha inoltre rilevato l’impatto a livello provinciale, e per la Provincia di Cuneo l’applicazione dell’aliquota base comporterebbe un incremento di prelievo del 20% circa che, sommato alla rivalutazione del 60% delle rendite catastali porterebbe ad un maggior onere del 55% ed addirittura dell’80% nel caso le Amministrazioni Comunali si avvalessero della facoltà di aumentare del 3 per mille l’aliquota base.

“L’attuale situazione di crisi e le conseguenze che ne discendono (stretta creditizia, ritardi nei pagamenti, calo delle commesse, ecc…) – commenta Domenico Massimino presidente provinciale di Confartigianato Imprese Cuneo – dovrebbe indurre gli amministratori a comportamenti virtuosi per non gravare ulteriormente sul sistema imprese, già profondamente provato. Per tal motivo, riteniamo essenziale che non soltanto non si provveda all’aumento dell’aliquota base dell’IMU ma, se possibile, alla sua diminuzione, così come non si provveda all’aumento dell’addizionale comunale IRPEF che andrebbe a sommarsi all’aumento già operato a livello regionale (+0,3%). Pur disposti a condividere con le altre realtà economiche l’impegno e i sacrifici necessari a risollevare le sorti del nostro Paese, non possiamo dimenticare che la tenuta del tessuto imprenditoriale costituisce, più che mai oggi, una garanzia per il nostro territorio e, dunque, deve essere preservata da ulteriori appesantimenti fiscali che rischiano di comprometterne definitivamente la vitalità”.

 

COMUNICATO…COMUNICATO…COMUNICATO

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BELTRANDI (RAD.): “DALLA MEZZANOTTE DI STASERA INIZIO SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DA GOVERNO SU RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE”

http://www.radicali.it/comunicati/20120123/beltrandi-dalla-mezzanotte-di-stasera-inizio-sciopero-della-fame-risposte-da-gov

“ E anche perché sia ripristinata la piena funzionalità operativa della Commissione di Vigilanza sulla Rai”

 

Roma, 23 gennaio 2012. “Dalla mezzanotte di questa sera inizierò uno sciopero della fame ad oltranza che ha due obiettivi. Il primo obiettivo è quello di aiutare  il Governo Monti, nel quale ripongo massima fiducia, a recepire nel più breve tempo certo in Italia la Direttiva europea sui ritardi di tutti i  pagamenti alle piccole e medie imprese e ai professionisti. E’ una questione di diritti negati sia da carenze normative intollerabili, e denunciate da tempo anche con la presentazione in parlamento della proprosta di legge Beltrandi – Misiani, firmata da tutti i gruppi politici eccetto la Lega Nord, sia dal non funzionamento della giustizia civile, per il quale da tempo i radicali chiedono l’unico rimedio strutturale adeguato, l’amnistia. E’ una questione fondamentale per salvare aziende e vite umane, oltre a posti di lavoro, e a quella crescita economica ritenuta essenziale anche per l’equilibrio dei conti pubblici. Occorre una  risposta in tempi certi e brevi a tutto questo, perché il denaro è degli imprenditori, dei professionisti, dei lavoratori che hanno svolto il loro lavoro.

Il secondo obiettivo è teso al superamento degli ostacoli di natura amministrativa (apparentemente), relativi al monitoraggio delle presenze nelle Commissioni parlamentari bicamerali dei Deputati,  che impediscono da oltre tre mesi il funzionamento pieno in sede deliberante della Commissione di Vigilanza sulla Rai, in una fase molto delicata del servizio pubblico radiotelevisivo, a seguito di una decisione presa dai Questori della Camera per molti versi incomprensibile ed incredibilmente non ancora superata. Forse sarebbe bene ricordare che detta Commissione parlamentare svolge un lavoro serio, e compiti di rilevanza costituzionale esprimendo la voce del Parlamento sull’esercizio del servizio pubblico radiotelevisivo, e ha necessità di riprendere al più presto la propria attività non solo di audizioni ma deliberante.

Sacrifici Vincolati?

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Drago o Somaro?

Ci riproponiamo il quesito, visto che ancora oggi la Bce ha “regalato” 528 miliardi di euro alle banche e queste ultime hanno preso 528 mld di euro e li hanno riversati in Bce.

Si parla di Credit Crunch? Si parla di sostenere il paese? Ma quali sono gli operatori economici del paese a cui viene demandata la responsabilità di immolarsi sull’altare del sacrificio per la salvezza  italica?

Quando le grande aziende è tempo che hanno abbandonato il Titanic Italia, quando le medie aziende stanno seguendo da tempo questo esempio, rimangono che solo le piccole e micro le quali  per ragioni di sentimento patriottico o di radici troppo (ad oggi) profonde, lottano da sole, attaccate da tutto il sistema burocrato-fiscale-bancario, nel tentativo di Resistere ed attendendo che da lassù, nel mondo della chiacchiera oggi tecnica, qualcuno si svegli e decida di prestare soccorso a chi lavora duramente per pagare l’inefficienza sistemica italiana.

Avanti con le liberalizzazioni, così magari taxi e medicinali smuoveranno il pil italiano, con le reti di distribuzione, con i gestori dei benzinai, dichiarando che con queste liberalizzazioni,  i cui effetti benefici se si vedranno e se ci saranno, impatteranno nel medio e lungo periodo, stiamo salvando il belpaese.

Avanti con l’articolo 18, come panacea a tutti i mali, con la riforma della cassa integrazione e via via discorrendo di inezie e facezie.

Ma il credito? il credito senza il quale non si può parlare di innovazione, di sviluppo, di sostegno, di ristrutturazione….. silenzio stampa, si apriamo le aziende con un euro, grande idea, ma queste nuove aziende chi le finanzierà nei propri piani industriali? Apriamo le aziende con un euro, e dopo 2 giorni queste aziende senza credito si troveranno montagne di impostine suppostine da pagare… grande grandissima idea per lo sviluppo.

Egregi signori ministri, tecnici e assimilati, ma vogliamo pensare di mettere dei vincoli imprescindibili alle banche, quali operatori economici finanziari indispensabili alla crescita ed allo sviluppo, secondo i quali questi istituti non possono finanziarsi in BCE al tasso regalo dell’1% se non 0,50%  a meno che non riservino una percentuale conveniente dell’approvvigionamento all’erogazione del credito per “liquidità”, per “ristrutturazione”, per “sviluppo ed innovazione” delle aziende Italiane?  Se oggi il fare credito non risulta conveniente per le banche è possibile che risulti conveniente alla BCE stampare moneta da conservare nei propri forzieri? Non la stampi neppure, scriva su un foglietto l’importo erogato e risparmiamo carta ed inchiostro e spazio, salviamo almeno gli alberi….

Vincoliamo i prestiti alle banche o smettiamo di regalare denaro e metterlo a far polvere… oppure si pensi ad un organismo finanziario a garanzia statale a cui venga preposta l’erogazione del credito diretto alle aziende saltando piè pari le banche che non fanno il loro lavoro.

Tecnici di Roma, vogliamo fare qualcosa che nel breve, brevissimo tempo possa ridare ossigeno al paese?

Andate nelle sedi centrali delle banche italiane, a vedere quali sono gli importi destinati al credito per il 2012, e fate un rapporto con quanto erogato dalla BCE agli stessi istituti, da questi numeri verrà fuori un dato esaltante e congruo più di uno studio di settore sulla realtà della “stretta” in Italia, senza bisogno di studi.  

Andate avanti voi che a noi ci viene da ridere….

COMUNICATO STAMPA INVIATO A TUTTA LA STAMPA NAZIONALE

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COMUNICATO STAMPA DI : “IMPRESECHERESISTONO”-movimento spontaneo PMI -

Villafalletto,  22 Gennaio 2012

DECRETO   CRESCITA   ITALIA:

 

Accogliamo con soddisfazione l’istituzione  del “tribunale per le imprese” contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni varato dal governo Monti.

Siamo profondamente delusi dal mancato intervento sull’annosa questione dei termini  dei pagamenti  non solo della Pubblica Amministrazione, ma anche tra aziende private.  Un problema che solleviamo da oltre 2 anni nel silenzio assordante delle associazioni di categoria.

Quello dei ritardi dei pagamenti, dopo il calo dei fatturati, è la principale causa di chiusura delle aziende e della conseguente perdita di posti di lavoro, sottolineiamo il gravissimo fenomeno dei suicidi di parecchi imprenditori che ultimamente molti media hanno riportato.

Inascoltati dal governo precedente, da oltre due anni tentiamo di sottoporre l’attenzione  i seguenti  provvedimenti, che se adottati velocemente  potrebbero salvare migliaia di aziende dalla chiusura:

1)- BLOCCO IMMEDIATO DELL’ESECUTIVITA’ DI EQUITALIA : predisposizione di una moratoria dei debiti fiscali senza applicazione di sanzioni con applicazione di interessi pari a quelli del costo attuale del denaro in BCE.

2)- PROVVEDIMENTO IVA PER CASSA : versamento dell’imposta al momento del pagamento della fattura e prevedendo l’impossibilità di registrazione per il debitore della stessa fino all’avvenuto saldo del dovuto ( a sostegno della liquidità aziendale e a riduzione degli onerosi quanto insussistenti impieghi bancari)

3)- LEGGE SUI PAGAMENTI : regolamentazione di tutte le transazioni commerciali sulla media europea, a 60 giorni dall’emissione della fattura. ( legge Bertrandi/Misiani presentata in collaborazione con ICR, mai discussa e mai sostenuta da alcuna associazione di categoria ).

4)- RIFORMA FISCALE : azzeramento dell’Irap per le società in perdita. Per le persone giuridiche, detrazione totale di tutte le spese sostenute dalle persone fisiche dalle dichiarazioni dei redditi, relative a contributi pagati ai collaboratori famigliari, spese mediche, spese di manutenzioni, scolastiche, ecc … a parità di altri stati europei, finalizzata alla reale emersione del lavoro nero e dell’evasione che sta devastando il paese.

Siamo fiduciosi che il governo, che sembra voglia affrontare e risolvere i nodi  che strangolano l’economia italiana, intervenga anche sui temi che sottoponiamo .

Distinti saluti

COORDINATORE NAZIONALE  DI “IMPRESECHERESISTONO”

Luca Peotta

da clandestinoweb….

Di VALERIA MENCARELLI – Ad essere uscito e’ solo il testo provvisorio, ma gia’ promette urla di disapprovazione e proteste di massa. Le liberalizzazioni annunciate dal governo Monti iniziano a prendere forma in una bozza che verra’ probabilmente modificata con le consultazioni tra ministri e i sindacati di categoria. Ma la base c’e', quindi vediamo in dettaglio che cosa cambia rispetto al passato e quali sono le cose su cui ci sara’ battaglia.

TAXI - Iniziamo dalla categoria su cui si hanno meno certezze, dati gli ultimi sviluppi. La bozza prevede l’incremento del numero delle licenze, la possibilita’ dei titolari di averne piu’ di una, nuove licenze part-time, maggiore flessibilita’ negli orari di lavoro, l’introduzione del decreto di extraterritorialita’ che permettera’ di operare al di fuori del territorio della licenza. Previsti poi nuovi servizi come il taxi collettivo e maggiore liberta’ nelle tariffe e nella pubblicizzazione delle stesse.

PROFESSIONI - Vengono abolite le tariffe minime e massime e c’e’ l’obbligo per il professionista di fornire il preventivo scritto al cliente. Tirocini e praticantati saranno possibili anche nel biennio finale dell’universita’. Nota speciale poi per i notai per cui saranno creati 1500 nuovi posti da quest’anno fino al 2014.

FARMACIE - Inserito l’obbligo per i medici di famiglia di prescrivere farmaci generici equivalenti nelle ricette. Come anticipato, viene liberalizzato l’orario delle farmacie, che possono anche fornire sconti ai clienti su tutti i farmaci, dandone previa comunicazione. Confermata la vendita nelle parafarmacie dei farmaci di fascia C (ma solo nelle regioni in cui non e’ stato assegnato almeno l’80% delle nuove farmacie messe a concorso entro la data del primo marzo 2013). Confermato anche il quorum di 3mila abitanti ogni farmacia, che si traduce nell’apertura di 5mila nuove farmacie.

CARBURANTE – Liberalizzata la distribuzione del carburante: i gestori potranno rifornirsi da qualsiasi produttore e le clausole di esclusiva non potranno valere piu’ del 50% della fornitura. I distributori potranno poi vendere prodotti “non oil” come tabacchi o bevande e, se si trovano fuori citta’, non avranno limiti per il self-service. Possibilita’ di riscattare gli impianti in qualsiasi momento, previo indennizzo.

GAS - Arriva la separazione tra Snam rete gas ed Eni, gestore del servizio. “E’ l’unico metodo – si legge nella bozza – per attuare un effettivo mercato concorrenziale nel gas naturale”. Varato poi un nuovo metodo di calcolo per le bollette, che risultera’ in tariffe piu’ leggere per scuole e clienti con reddito basso.

FISCO – Continua la dura lotta all’evasione, ma un aiuto arriva a chi ha pendenze con Equitalia. “In un momento in cui gli equilibri economici di una miriade di aziende e famiglie sono in gioco”, si potra’ usufruire di una rateazione a “rate inizialmente piu’ basse per poi crescere progressivamente al compimento del primo anno, divenendo costanti al raggiungimento del terzo”. L’ipoteca sulla casa scattera’ solo alla seconda rata consecutiva non pagata.

IMPRENDITORIA GIOVANILE – Meritocrazia e spazio ai giovani. Nel decreto liberalizzazioni e’ introdotto un articolo che permette di aprire una societa’ semplificata a responsabilita’ limitata con un capitale minimo di un euro. La condizione e’ che i soci siano tutti under 35 per tutta la durata della societa’.

SERVIZI PUBBLICI – Viene tolto l’obbligo di affidare i servizi alle gare d’appalto per contratti inferiori a 200mila euro. Oggi la soglia stabilita e’ invece di 900mila euro. E’ la cosiddetta gestione “in house”, “consentita per un periodo massimo di cinque anni a decorrere dal 31 dicembre 2012 nel caso di azienda risultante dalla fusione di preesistenti gestioni dirette”.

decreto cresci italia …da “Panorama.it”/ Economia

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PER LE IMPRESE. Il decreto sulle liberalizzazioni dovrebbe aiutare lo sviluppo delle imprese giovanili, grazie alla norma che sancisce la nascita della Società semplifica a responsabilità limitata: consente agli under 35 di aprire una nuova azienda con 1 euro e senza bisogno di ricorrere a un atto notarile, ma solo con il controllo del Registro delle imprese.

Inoltre, la nascita del Tribunale delle imprese dovrebbe aiutare a snellire le vertenze giudiziarie che riguardano il mondo imprenditoriale e quindi a renderlo più interessante anche agli occhi degli investitori stranieri spesso disincentivati dall’entrare nel nostro mercato proprio a causa dell’incertezza normativa e delle lungaggini dei procedimenti giudiziari.

Il rafforzamento e la competitività maggiore, invece, dovrebbe arrivare dalle norme che tutelano le micro imprese dalla concorrenza sleale delle grandi, oltre che dai provvedimenti che favoriscono le aggregazioni delle aziende che operano nei servizi pubblici locali nella direzione di una semplificazione e una riduzione degli sprechi (anche per i conti pubblici).

 

Imprese che resistono alla crisi economica

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La crisi economica colpisce quasi tutti, ma loro in particolare. Così le piccole imprese italiane hanno costituito un loro “movimento”: ImpreseCheResistono. Ecco le loro proposte

Movimento di piccole e medie imprese che vogliono resistere alla crisi. Le loro proposte riguardano tasse, tempi e certezza dei pagamenti, rapporto con le banche, ammortizzatori sociali. Con Laura Costato, referente per la Lombardia, abbiamo parlato degli interventi che ImpreseCheResistono ritiene più urgenti.
http://www.abcrisparmio.it/guide/economia/imprese-che-resistono-alla-crisi-economica