IMPRESECHERESISTONO

Per chi vuole continuare a fare impresa

equitalia una truffa da 50 milioni di euro stanziati

Pubblicato da ICR su dicembre 13, 2011

Notizie che girano in rete e non solo…

Ministro Monti… prima di parlare di giustizia in onore di TagliaEquità, faccia un giretto in rete e si faccia una sua opinione tramite persone che vivono la terribile realtà di essere un “sorvegliato speciale” da parte del Grande Fratello Attilio Befera.

E’ un consiglio per non farle fare brutte figure..forse la sua è solo una svista!

24 Gennaio 2009

http://blog.libero.it/politicismo/6371042.html

 Il sistema funziona così. In caso di mancato pagamento di tasse, tributi e contributi, l’ente impositore provvede all’iscrizione nei ruoli del contribuente infedele (nome dell’interessato, valore del tributo, tassa o contributo evaso, sanzioni e interessi di mora), affinché si proceda a suo carico alla riscossione coattiva.
Chi finisce nei ruoli? “L’espresso” è entrato in possesso di una lista di debitori eccellenti, società e persone fisiche oggetto dell’attenzione degli esattori del Lazio.

Si va dall’ex sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi all’ex campione di tennis Adriano Panatta, dal ginecologo Severino Antinori all’attore Christian De Sica, dal regista a luci rosse Riccardo Schicchi al neosenatore del Pdl Giuseppe Ciarrapico. Ma a fare impressione sono soprattutto gli importi contestati.
In testa alla lista c’è l’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale di Roma (Ater) con ben 241 milioni di euro (Ici non pagata). Seguono l’Enel distribuzione (185 milioni); Metropolitana di Roma (30); l’Inpdap (24); Rete Ferroviaria italiana (10). E non è finita. Risultano avere pendenze con il fisco anche Raisat (2,5 milioni) e Rai spa (297 mila euro); Vigili del fuoco (oltre due milioni); Ambasciata libica (800 mila euro). Partiti come FI (1 milione), Ds (268 mila euro) e An (4 milioni); i ministeri dell’Interno (700 mila) e del Lavoro (400 mila) e persino l’Agenzia delle Entrate (1 milione 600 mila) e il gabinetto del ministro delle Finanze (altri 2 milioni di euro). Insomma, un autentico tesoretto per il quale si dovrebbe solo passare all’incasso. Invece proprio qui cominciano i problemi, legati proprio alla scarsa attendibilità dei ruoli, la prima causa del grande buco della riscossione.
BLUFF DELLE CARTELLE
Le cifre trasmesse dagli enti impositori si rivelano infatti spesso infondate, come “L’espresso” ha potuto verificare. Qualche caso: i 2 milioni e mezzo chiesti a Raisat? La cartella, assicurano a viale Mazzini, era sbagliata ed è stata annullata. I 24 milioni contestati all’Inpdap? «Abbiamo dimostrato che avevamo già pagato», giura il direttore generale Giuseppina Santiapichi. Ancora più intricata la partita Enel. Stando agli elenchi, le società del gruppo elettrico (tra le altre Enel distribuzione, Enel produzione e Enel spa) devono complessivamente oltre 261 milioni.
I vertici della società spiegano invece che la cifra esigibile ammonta a soli 7 milioni. Una riduzione che fa il paio con quella di Metropolitana di Roma che, iscritta a ruolo per 31 milioni, alla fine ha pagato solo 507 euro. Morale? I ruoli sono gonfiati da partite non riscuotibili almeno per il 60 per cento, stima il presidente di Equitalia Attilio Befera (e anche direttore dell’Agenzia delle Entrate), che nel conto mette i fallimenti, i crediti inesigibili e gli sgravi riconosciuti dagli enti impositori. Insomma, una débâcle. E non è che la prima.
BANCHE PIGLIATUTTO
La seconda causa del buco nero della riscossione è legata al comportamento dei concessionari del servizio. Da due anni il business è nelle mani di Equitalia, ma per decenni è stato affidato a società di riscossione create dalle principali banche italiane. Nella partita sono entrati quasi tutti: da Intesa-San Paolo a Unicredit; da Monte dei Paschi ad Antonveneta, senza trascurare una lunga serie di casse di risparmio e banche popolari.
Come hanno svolto il ruolo di esattori? In maniera disastrosa. «Anzitutto perché le banche azioniste delle società di riscossione, in evidente conflitto di interessi, non hanno mai avuto interesse a inseguire cittadini che nella maggior parte dei casi erano anche loro clienti agli sportelli», spiega Befera.« E poi perché i meccanismi dei compensi previsti per i concessionari hanno sempre garantito lauti guadagni». Si andasse o meno a bussare alla porta dei contribuenti infedeli.
Prima del 1999, con il sistema del “non riscosso come riscosso”, i concessionari anticipavano al fisco o all’Inps la cifra da incassare, che recuperavano poi riscuotendo o chiedendo rimborsi agli stessi enti in caso di inesigibilità dei ruoli. Successivamente, con un nuovo sistema: il contributo annuo (circa 500 milioni di euro) garantito dallo Stato ai concessionari al posto dell’aggio sulle cifre effettivamente riscosse. È in questo contesto che gli esattori bancari hanno via via perso interesse a snidare gli evasori, e hanno preferito inventarsi false riscossioni per potere poi chiedere i rimborsi all’erario. Una vera industria del malaffare.
TRUFFA CONTINUA
Se ne è accorta per tempo la Corte dei conti, che per anni ha denunciato lo scandaloso andazzo. L’ultima volta, con il procuratore generale Furio Pasqualucci che all’inaugurazione dell’anno giudiziario ha puntato il dito: «Le procedure di riscossione irregolari in numero così alto fanno ritenere che le violazioni di legge erano elevate a sistema». Le inchieste della Guardia di Finanza hanno infatti scoperto centinaia di migliaia di vicende caratterizzate da «false rappresentazioni di attività documentate in verbali dove venivano attestati accessi (irreperibilità) ed atti esecutivi (pignoramenti negativi) mai eseguiti». Cioè gli esattori fingevano di fare il loro dovere.
Clamoroso il caso di Unicredit, sanzionata dai giudici contabili con una condanna a 9 milioni di euro. Unicredit è stata chiamata a rispondere delle malefatte della Cassa di Risparmio di Trieste da lei incorporata e per molti anni concessionaria della stessa provincia. Dal processo è emerso che gli esattori incaricati dalla Crt di riscuotere le tasse avevano verbalizzato in migliaia di casi di essere andati presso altrettanti contribuenti senza trovare niente da pignorare o da incassare. Peccato che nei periodi indicati nei verbali gli stessi esattori risultassero essere in malattia o addirittura in vacanza in lontane isole tropicali.
Stesso spartito per un altro caso trattato dalla Corte dei conti e conclusosi con una condanna (21 milioni) a carico della Serit. La Serit, concessionario per la provincia di Teramo e al tempo della truffa posseduta dalla Banca popolare abruzzese e marchigiana (l’attuale Banca dell’Adriatico del gruppo Intesa-San Paolo), aveva creato «una vera e propria catena di montaggio» per la redazione di verbali falsi. E come trascurare la Gestline, succeduta alla Gerico come concessionaria per la riscossione a Trieste, anch’essa sanzionata dalla Corte dei conti? Anche in questo caso falsi verbali di irreperibilità di contribuenti erano stati redatti a migliaia dagli impiegati della Gerico.
ARRIVA LA SANATORIA
Ma tutto questo è servito a mettere sotto accusa le società concessionarie e le banche loro azioniste? Niente affatto. Lo Stato ha fatto finta di niente e ha riservato a coloro che lo avevano truffato un trattamento di favore. Anzitutto, con una miracolosa sanatoria messa in campo dal governo Berlusconi nel 2004 e dal procuratore Pasqualucci definita «un altro esempio di imponente perdita di sostanze pubbliche». La sanatoria ha infatti introdotto la possibilità di passare un colpo di spugna su tutte le illegalità connesse alla riscossione (le partite irregolari già accertate sarebbero oltre 200 mila) attraverso il pagamento di 3 euro per ciascun abitante residente nel territorio affidato.
Poi, con la “pubblicizzazione” del sistema, varata nel 2006, e con la quale Equitalia ha acquistato tutte le società di riscossione dalle banche. Un’operazione che in due anni si è tradotta in oltre 20 fusioni societarie e che a fine 2008 ridurrà il numero dei concessionari ad appena 21, uno per regione (una decina di anni fa erano oltre un centinaio). Cosa ci hanno guadagnato le banche venditrici? Anzitutto hanno avuto 140 milioni di euro in titoli emessi da Equitalia e che la stessa trasformerà in denaro sonante nel 2010.
Ma soprattutto si sono liberate dei circa 9 mila dipendenti delle società di riscossione, prontamente reclutati da Equitalia. Compresi quelli che in passato si erano resi protagonisti delle vicende truffaldine. Tra i tanti, i dipendenti della Serit di Teramo, transitati prima in una società del Monte dei Paschi e poi approdati in Equitalia Pragma, il nuovo agente della riscossione per le province di Chieti, Pescara, Teramo. E con questo esercito di fedelissimi lo Stato vorrebbe dare il colpo di grazia agli evasori fiscali.

Arrestato funzionario di Equitalia Polis  11.02.2010

Equitalia sotto processo: espropriazione per 63 euro

Rubava gli oggetti pignorati arrestato esattore di Equitalia

Aste pubbliche ed affari privati.

manager Equitalia – La sua società compra case ipotecate

Cancellarono gli interessi dei loro debiti: indagati4 funzionari di Equitalia

Napoli, Finanza e sequestri in Equitalia 23 indagati: ci sono funzionari e avvocati

BUFERA SU EQUITALIA, INDAGATI DUE DIRIGENTI

Ipoteche facili, Equitalia nella bufera

Ci sono bastati 5 mn per leggere in rete quanto sopra, se qualche “giustizialista” al governo con la bocca piena di belle parole come Etica, Giustizia, Legalità e Bene del Paese avesse magari un’oretta di tempo che noi non abbiamo perchè dobbiamo lavorare sul serio per guadagnarci la giornata, e stampare queste notiziole gioiose da far leggere al neo super ministro, ci farebbe davvero cosa utile! Equitalia va fermata, è un abominio indegno di ogni paese anche semi civile…

Una Risposta to “equitalia una truffa da 50 milioni di euro stanziati”

  1. ines simona detto

    Siamo tutti consapevoli che la disonestà fa parte del nostro DNA? Pertanto siamo destinati a vivere male nei tempi buoni !e nella Cacca (scusate)nei tempi grami ! Chiaro ?

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 171 other followers