Vergogna,vergogna 1000 volte vergogna,dov’è lo Stato?????

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(ANSA) – TORINO, 31 AGO – E’ morto nell’auto che dallo scorso giugno, quando lui e la sorella erano stati sfrattati per morosita’, era diventata la sua casa. Silvio Garino, 65 anni, e’ stato stroncato da un malore la scorsa notte a Lanzo Torinese. I due fratelli, entrambi pensionati ma con un reddito molto basso, erano alla ricerca di una casa dopo lo sfratto che li aveva costretti a vivere nella Fiat Punto.

MILIARDI DI EURO BRUCIATI IN BORSA,ALCUNI GIORNI FA’ E POVERI CRISTI COME QUESTI NEL 2011 CI LASCIANO LA VITA?ALTRO CHE MANOVRA ECONOMICA,CARI POLITICI IL SORRISO(DURANTE LE INTERVISTE) SUI VOSTRI VOLTI BEN ABBRONZATI DEVE SPARIRE … VERGOGNA!!!!

Queste NON sono impresecheresistono,sono persone che fanno imprese(!)per resistere a vivere…! Che per un attimo vi salga la vergogna a leggere notizie simili e qui non è un problema di essere più fortunati o meno fortunati,il problema è che si è perso il buon senso e stà dilagando come non mai il menefreghismo!

colgo l’occasione per porgere la mia elevatissima indignazione!!!

 

 

Precari, e per questo anche senza tetto

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«Si tratta di cinquantenni che hanno perso il posto di lavoro e che all’inizio dell’estate sono scesi in Riviera, da Cuneo, da Varese con la speranza di trovare un posto di lavoro stagionale nel turismo. Altri hanno speso tutti i “bonus” possibili presso i centri di assistenza delle loro città e si presentano da noi. Perdere il lavoro dai 40-45 anni in su è un dramma, chi ti assume più.


http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2011/08/27/AOh7wUy-precari_anche_questo.shtml

RAI – Cominciamo bene farà il punto sulla crisi

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Ospiti in studio, a formare un parterre quantomai variegato e degno d’un approfondimento da prima serata: Maurizio Landini, segretario generale della FIOM; Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, l’on. Guido Crosetto (PdL), Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, Aldo Giannuli ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, Francesca Zaccariotto presidente della Provincia di Venezia, Irene Tinagli docente di Economia all’Università Carlos III di Madrid, Luca Peotta di “Impresecheresistono” e Paolo Barrai di Mercato Libero.


http://www.tvblog.it/post/26813/rai-cominciamo-bene-fara-il-punto-sulla-crisi

Corriere della Sera

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LA CRISI, IL LAVORO

Confartigianato: all’Italia record
Ue della disoccupazione giovanile

Ma calano le iscrizioni agli istituti professionali e le imprese faticano a reperire manodopera specializzata

LA CRISI, IL LAVORO

Confartigianato: all’Italia record
Ue della disoccupazione giovanile

Ma calano le iscrizioni agli istituti professionali e le imprese faticano a reperire manodopera specializzata

MILANO – Questa volta è la Confartigianato a lanciare l’allarme e , anzi, a confermare un dato tristemente noto: L’Italia detiene il record negativo in Europa della disoccupazione giovanile. Sono 1.138.000 gli under 35 senza lavoro, è stato calcolato dall’Ufficio Studi dell’Associazione degli artigiani. A stare peggio sono i ragazzi fino a 24 anni: il tasso di disoccupazione in questa fascia d’età è del 29,6%: uno su 3 è senza lavoro, rispetto al 21% della media europea. Il rapporto conferma tuttavia il paradosso italiano: aumentano le iscrizioni ai licei e calano quelle agli istituti professionali. Mentre le imprese faticano a trovare manodopera specializzata e artigiani.

LA SICILIA E LA MEDIA NAZIONALE- Il primato negativo a livello nazionale è della Sicilia con una quota di disoccupati under 35 oltre il 28%. E se la media italiana si attesta al 15,9%, va molto peggio nel Mezzogiorno dove il tasso sale a 25,1%, pari a 538.000 giovani senza lavoro. Tra il 2008 e il 2011, anni della grande crisi gli occupati under 35 sono diminuiti di 926.000 unità. Nella classifica delle regioni seguono la Campania con il 27,6% di giovani senza lavoro, la Basilicata (26,7%), Sardegna (25,2%). Conviene invece andare in Trentino Alto Adige dove il tasso di disoccupazione tra 15 e 34 anni è contenuto al 5,7%, oppure in Valle d’Aosta con il 7,8%, Friuli Venezia Giulia con il 9,2%, la Lombardia con il 9,3%. Ma non sono solo i giovani le vittime della crisi del mercato del lavoro italiano. Il rapporto di Confartigianato segnala il peggioramento della situazione per tutti. La quota di inattivi tra i 25 e i 54 anni arriva al 23,2%, a fronte del 15,2% della media europea, e tra il 2008 e il 2011 è aumentata dell’1,4% mentre in Europa è diminuita dello 0,2%.

TUTTI AL LICEO, MANCA MANODOPERA - In un contesto così critico, il rapporto di Confartigianato rivela paradossi tutti italiani sul fronte dell’istruzione e della formazione che prepara al lavoro. Per il prossimo anno scolastico 2011-2012, infatti, è previsto un aumento del 3% degli iscritti ai licei e una diminuzione del 3,4% degli iscritti agli istituti professionali. Nel frattempo, le imprese italiane, nonostante la crisi, denunciano la difficoltá a reperire il 17,2% della manodopera necessaria.

LA VIA DELL’APPRENDISTATO - Una strada per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro è quella dall’apprendistato, sostiene Confartigianato. Gli apprendisti in Italia sono 592.029. In particolare l’artigianato è il settore con la maggiore vocazione all’utilizzo di questo contratto: il 12,5% delle assunzioni nelle imprese artigiane avvengono infatti con l’apprendistato, a fronte del 7,2% delle aziende non artigiane. «La riforma dell’apprendistato voluta dal Ministro Sacconi – ha affermato il Segretario Generale Cesare Fumagalli – potrá contribuire a ridurre la distanza tra i giovani e il mondo del lavoro. Da un lato, i ragazzi potranno trovare nuove strade per imparare una professione, dall’altro le imprese potranno formare la manodopera qualificata di cui hanno necessità».

 

Paola Pica

da “LA STAMPA” … si salvi chi puo?

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ROMA
Forse un Consiglio dei ministri a ferragosto, nel giorno clou delle vacanze estive, quando il Paese si ferma ma il governo invece lavora, dimostrando agli italiani che Berlusconi ce la sta mettendo tutta per salvare l’Italia dal baratro. E che tutti devono fare sacrifici per non mandare la nostra economia a fondo. Un appuntamento e una data simbolica per far capire che il momento è drammatico. L’idea di un Cdm il 15 agosto sta circolando con insistenza tra i ministri, ma la convocazione non è stata ancora decisa.

L’unica cosa certa, per il momento, è che le misure richieste dalla Bce non verranno prese questa settimana visto che domani c’è l’incontro con le parti sociali e giovedì Tremonti dovrà parlare alle commissione parlamentari. Poi bisognerà mettere tutto nero su bianco e prendere delle decisioni che faranno male agli italiani, soprattutto se verrà messa mano alle pensioni. E su questo punto, quelle di un incisivo intervento sul sistema previdenziale, non c’è un’unità di intenti.

Bossi lo ha detto chiaro e tondo a Tremonti nell’incontro di Gemonio: è logico che qualcosa si dovrà fare su questo terreno, ma non si può usare la scure, non si può innalzare l’età pensionabile per le donne, ritardare eccessivamente gli assegni di anzianità. Insomma bisogna salvaguardare la pace sociale, trovare un’intesa con le parti sociali, altrimenti in autunno potremmo ritrovarci nelle piazze rivolte tipo quelli londinesi di questi giorni. Così ragiona il leader della Lega che non nega l’emergenza. Anche sulle liberalizzazioni è meglio andarci piano. C’è tanto da sforbiciare, ma è meglio evitare il massacro sociale.

l’articolo continua ma preferisco postarne solo un pezzo!!! E’sufficiente

 

ALLA FACCIA DEL BICARBONATO DI SODIO … !!!!

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 ROMA, 8 agosto (Reuters) - L'anticipo al 2013 dell'obiettivo
del pareggio di bilancio porterà ad un aumento della pressione
fiscale al 44,3%, secondo le stima della Cgia (Associazione
artigiani e piccole imprese) di Mestre.
 "Come era facilmente preventivabile, l'anticipo della
manovra correttiva farà aumentare la pressione fiscale a livelli
record mai toccati in passato.  Se le previsioni, prima della
manovra correttiva, ci segnalavano una pressione fiscale nel
2013 al 42,6%, per raggiungere il pareggio di bilancio, gli
effetti della manovra correttiva faranno salire il carico
fiscale nel 2013 al 44,3%.  Un 1,7% in più, rispetto alla
previsione pre-manovra, che fa veramente paura", dichiara
Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia.
 Secondo la Cgia, il punto massimo di pressione fiscale
raggiunto in passato è avvenuto nel 1997, quando raggiunse, dopo
l'introduzione della cosiddetta eurotassa, il 43,7%.
 In una simulazione, condotta utilizzando le previsioni di
finanza pubblica del Def 2011, le maggiori entrate fiscali
previste dalla manovra correttiva per il 2012 (pari a 6.081
milioni), sono state aumentate di 4 miliardi che arriveranno dal
taglio delle esenzioni e agevolazioni fiscali, inizialmente
previste nel 2013 e adesso anticipate al 2012. Mentre le
maggiori entrate fiscali previste per il 2013 (pari a 12.774
milioni), sono state sostitute da quelle previste inizialmente
per il 2014, pari a 28.284 milioni.



ICR E MERCATO LIBERO: LA RISPOSTA DI PAOLO BARRAI

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MESSAGGIO A MAURIZIO DI ICR – IMPRESE CHE RESISTONO

HO RICEVUTO QUESTO COMMENTO DA PARTE DELL’AMICO MAURIZIO ANSELMI, MEMBRO DI ICR – IMPRESE CHE RESISTONO:
IN MAIUSCOLO I MIEI COMMENTI ALLA SUA LETTERA E DI SEGUITO LA MIA RISPOSTA

MA PRIMA VI RICORDO CHE MERCATO LIBERO HA APERTO UN NUOVO SERVIZIO PER GLI IMPRENDITORI CHE FANNO INNOVAZIONE O CHE FANNO PROFITTO E CHE VOGLIONO VALUTARE LO SPOSTAMENTO DELLA ATTIVITA O DI UNA PARTE, NEL CANTON TICINO.

ABBIAMO UN PARTNER A LUGANO CHE SVOLGE UN OTTIMO LAVORO DI CONSULENZA.

Primo incontro gratuito

chi fosse interessato a meno burocrazia, a pagare meno tasse trasferendosi a pochi chilometri da Milano per sfruttare la benevola situazione del Ticino ci scriva a mercatiliberi@gmail.com indicando il settore di attivita e il numero di dipendenti e la disponibilita a un incontro informativo.
————————————————————————————-

2011 15:15
Maurizio Anselmi ha detto…
Pubblicato sul Blog ufficiale ICR
Caro Paolo,
non posso nascondere la grande amarezza nel leggere quei contenuti, che ancor’oggi non riesco a spiegarmi come possano essere usciti “dalla tua penna”!
Come Maurizio Anselmi e come Delegato Regionale ICR, ciò che ferisce profondamente è quanto letto a proposito di noi Imprese iscritte.

MAURIZIO NON CAPISCO A COSA TI RIFERISCI, MA ANDIAMO PER GRADI

Tengo allora a precisare, cercando di descrivere meglio a te -ma soprattutto ai tuoi molti lettori- ciò che invece ICR rappresenta veramente: una mescola di micro, piccole e medie Imprese fatta perlopiù da PERSONE oneste,capaci,determinate e non rassegnate a subire passivamente gli effetti devastanti di quanto sta accadendo alla nostra Economia, che “qualcuno” -nemmeno più in Italia- sta imponendo al di sopra delle loro teste.

CONCORDO NELLA MANIERA PIU ASSOLUTA

Caro Paolo,possibile che tu non ti sia accorto che la maggior parte delle micro-piccole e medie imprese non “ce la fa più” oramai dalla fine del 2008?
E’ mai possibile che, tutto d’un colpo, gli imprenditori si siano “rincoglioniti” -tutti insieme- e non sappiano più lavorare, confrontarsi con Mercato, Concorrenza ed Innovazione? Io dico di no!

CARO MAURIZIO, POSSIBILE CHE TU NON TI SIA ACCORTO CHE E DAL 2007 CHE MERCATO LIBERO AVVISA DI QUESTA SITUAZIONE? CHI HA DELOCALIZZATO COME TE E SOPRAVISSUTO, GLI ALTRI STANNO PERDENDO QUESTA E UNA SEMPLICE REALTA DEI FATTI

Forse, allora, sarebbe davvero il caso che anche il tuo Blog concentrasse maggiormente l’attenzione sulle Cause Reali che hanno portato a questo disastroso “Cambiamento Epocale”: Globalizzazione malgestita, Desertificazione dei Distretti a favore dei soliti “amici degli amici”, che delocalizzano in Paesi compiacenti (sfruttando le popolazioni senza offrire loro reali opportunità di crescita personale ed intellettuale), ecc …

DUE CONSIDERAZIONI MAURIZIO

1) QUESTO BLOG E STATO FRA I PRIMI IN ITALIA A CONCENTRARSI SULLE CAUSE REALI E IL FATTO CHE TU SOTTOLINEI QUESTO ASPETTO VUOL DIRE UNA COSA SOLA: NON LEGGI CON ATTENZIONE QUELLO CHE SCRIVIAMO DA ANNI!
IL CONCETTO DI DESERTIFICAZIONE LO ABBIAMO INTRODOTTO PROPRIO NOI E IL GRANDE BLUFF E POI E STATO UTILIZZATO DA PERSONE COME TE.

2) TU PARLI IN UN MODO E POI AGISCI IN UN ALTRO. NON SEI TU CHE HAI DELOCALIZZATO IN ROMANIA SFRUTTANDO UN PAESE E DELLE PERSONE CON COSTI PIU BASSI? QUALE DIFFERENZA FRA TE E GLI ALTRI CATTIVONI?

ma andiamo pure avanti!

CONCORDO

Cosa ne pensi dell’eccessiva –ed indegna– protezione nei confronti della c.d. “Industria Finanziaria” (Banche ed Istituti vari), anziché l’opportuna attenzione necessaria per sostenere le Imprese Produttive, con azioni di stimolo concreto e con reali Politiche Industriali di lungo periodo?

MAURIZIO, MI STUPISCI, SEI TU CHE HAI IMPARATO DA BLOG COME IL MIO IL CAOS CREATO DALLE BANCHE E DALLA FINANZA E ORA MI CHIEDI COSA NE PENSO? MA TI PONEVI IL PROBLEMA QUANDO, GRAZIE A UN CREDITO CONCESSO DALLE BANCHE FACILMENTE …PICCOLI E MEDI IMPRENDITORI LAVORAVANO CRESCEVANO, E GUADAGNAVANO? IL MERITO ERA IN QUELLA ECONOMIA MALATA E DROGATA DALLA LEVA FINANZIARIA. ORA CHE LA RIDUCONO NON TI VA BENE? MAH…MI LASCIA DEI DUBBI…

Ah … senza dimenticarci di una Classe Politica indegna che, se quella della “Prima Repubblica” lasciava davvero a desiderare, questa … (ne lascio a te la definizione).

SULLA CLASSE POLITICA SONO IL PRIMO CHE NE PARLA MALE SIA DI DESTRA CHE DI SINISTRA. MI SEMBRA INVECE CHE ICR CERCHI SEMPRE UN DIALOGO CON LE FORZE POLITICHE? SIETE VOI CHE CERCATE UN DIALOGO CON QUESTA GENTE NON MERCATO LIBERO. RICORDATI CHE CHI CERCA UN DIALOGO VUOL DIRE CHE CREDE IN QUELLA POLITICA …QUINDI….NON SEI MOLTO COERENTE

E’ lapalissiano che, come tu dici, Lugano potrebbe essere meglio del Cantone Vallese…ed è altrettanto vero che uno Stato “gradisce” Imprese solide rispetto a quelle in difficoltà…permettimi la battuta …ti piace “vincere facile”!?!

NO! STAI SBAGLIANDO COME UN ERRORE E TUTTO IL CONTENUTO DELLA TUA LETTERA.
IO HO MESSO IN CONTATTO,COME BEN SAI, ICR (LUCA PEOTTA E LAURA COSTATO) CON IL VALLESE MA COME BEN SAI..ERA PER CERCARE DI SVEGLIARE LA NOSTRA POLITICA CON UN AFFRONTO MEDIATICO.
TU SEI STATO CON ME IN VALLESE E TI SEI RESO CONTO CHE ERA UNA UTOPIA TRASFERIRE DELLE AZIENDE IN DIFFICOLTA IN SVIZZERA.

LAURA COSTATO DI ICR LOMBARDIA BEN SI E RESA CONTO E ORA CERCA DI DELOCALIZZARE IN PAESI A COSTI PIU BASSI…GLI STESSI CHE TU HAI ATTACCATO NELA TUA PRECEDENTE AFFERMAZIONE E GLI STESSI DOVE LA TUA IMPRESA E ANADATA. UN PO DI COERENZA NON GUASTEREBBE..
TU DOVRESTI RINGRAZIARMI CHE STO APRENDO GLI OCCHI DI TANTI [PICCOLI E MEDI IMPRENDITORI IN DIFFICOLTA CHE PENSANO ALLA SVIZZERA COME UN PARADISO!

SBAGLIATISSIMO! GLI INCENTIVI VERI SONO SU UNA RIDUZIONE DELLE TASSE SUGLI UTILI. CERTO ANCHE MINORE BUROCRAZIA …MA CON COSTI NON CERTO DA MOLDAVIA…
LA SVIZZERA PREMIA LA INOVAZIONE LA CRESCITA L ECCELLENZA IL PROFITTO! NON CHI FA FATICA A TROVARE UN FINANZIAMENTO.

MERCATO LIBERO HA APERTO GLI OCCHI DI CENTINAIA DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE CHE LEGGENDO IL SITO DI ICR PENSAVANO DI TROVARE L AMERICA IN SVIZZERA.

FORSE DOVRESTE FARE DI PIU VOI …MERCATO LIBERO ANCHE IN QUESTA OCCASIONE STA FACENDO APRIRE GLI OCCHI MENTRE TU E ICR COSA AVETE FATTO CON IL VALLESE.

LAURA COSTATO HA RINUNCIATO AD ANDARCI E NON MI SEMBRA DI AVER LETTO I MOTIVI VERI SUL VOSTRO SITO.

POI LI DICO IO …E TU MI ATTACCHI??? MAURIZIO CARO…RIFLETTI ATTENTAMENTE…

Caro amico mio, sono ben più complesse le ragioni VERE delle oggettive difficoltà di chi, facendo Impresa come me (dal 1986 mi pago lo stipendio con il sudore del mio lavoro… e da due anni, purtroppo,mi concedo solo magri rimborsi),si trova oggi di fronte a questa situazione,mai verificatasi prima nella Storia!

LA GLOBALIZZAZIONE IMPONE SCELTE DIFFICILI, IMPONE ALLE AZIENDE DI INNOVARE, AGLI IMPRENDITORI DI UNIRSI, TROVARE ECONOMIA DI SCALA …FARE GRUPPO E SVILUPPARSI SENZA ATTENDERE AIUTI GOVERNATIVI CHE NON ARRIVERANNO.

ICR DOVREBBE AVERE QUESTO COMPITO. LO STA SVOLGENDO? O STA ANCORA PREGANDO I POLITICI DI AIUTARLI? LO SAI CHE NON AVVERRA….LO DICO DA MESI E MESI

Te lo ripeto: non bisogna cercare risposte solo nella presunta (ed in qualche caso, oggettiva) incapacità imprenditoriale, ma bensì in una situazione Italiana, Europea ed Internazionale, che vede i “soliti noti”, come al solito, muoversi solo per aumentare i propri profitti a dismisura, causando, di fatto, un vero e proprio “Genocidio Economico”, che non guarda in faccia a nessuno!
Permettimi dunque di non sentirmi -insieme a tutti i miei “colleghi” di ICR- un “povero idiota incapace di badare alla propria Impresa, Famiglia e Collaboratori tutti, senza riuscire più a tener fede con responsabilità ai propri impegni”.

NESSUNO HA DATO DELL IDIOTA, NON METTERMI IN BOCCA COSE CHE NON HO DETTO!

Estinguermi, darwinianamente, come suggerisci tu … NON MI STA BENE e continuerò a portare avanti – nonostante tutto e grazie a Movimenti apartitici come ICR – ogni azione possibile non solo per “resistere” ma, soprattutto, per “reagire” a questa vergognosa situazione GLOBALE, che non possiamo continuare a “nascondere dietro al dito” della “Crisi che sta per finire”…

SE VUOI ESTINGUERTI SEI PADRONE DI FARLO. OGNUNO E ARTEFICE O CARNEFICE DEL SUO FUTURO. DARWIN AVEVA RAGIONE. TU DEVI FARE UNA SCELTA …O CRESCI E TI SVILUPPI O MUORI.

Mi auguro dunque che tu abbia esternato troppo affrettatamente il tuo pensiero in quel post e mi farebbe davvero molto piacere vedere riconfermata l’impressione avuta di una persona che -piena di entusiasmo- si è unita a noi Imprenditori aderenti ad ICR,per visitare la Svizzera,Cantone Vallese,con l’intento di valutare nuove opportunità.
Maurizio

MAURIZIO MI AUGURO CHE TU ABBIA ESTERNATO TROPPO AFFRETTATAMENTE IL TUO PENSIERO IN QUESTO POST E MI FAREBBE MOLTO PIACERE VEDERE RICONFERMATA LA IMPRESSIONE AVUTA DI UNA PERSONA VERA PIENA DI ENTUSIASMO CHE CERCA DI AIUTARE LE IMPRESE E NON LE COINVOLGE IN PROGETTI UTOPICI COME LA SVIZZERA…SE LE IMPRESE NON HANNO LE CAPACITA FINANZIARIE E REDDITTUALI PER AFFRONTARE IL PAESE ELVETICO.

COME PENSI DI FARE PROFITTO CON IL FRANCO SVIZZERO A 1,15? ALLORA DITE APERTAMENTE CHE IL VALLESE NON VA BENE PER ICR MA SOLO PER CHI HA UN BUSINESS IN CRESCITA E PROFITTEVOLE.
SOLO ALLORA FARETE IL BENE DEI VOSTRI ASSOCIATI!

SEGUE LA LETTERA A MAURIZIO

caro Maurizio, sono veramente sorpreso da questo tuo post.

Sono in vacanza e quindi saro telegrafico:

1) Mercato Libero ha organizzato l incontro fra ICR e il vallese e come in accordo con LUca Peotta il motivo era FAR PARLARE DI ICR attirando l attenzione dei media.

2) Il vallese (e la svizzera) si sono rivelati assolutamente inutili per imprese in difficolta.

3) Lo ha ben capito Laura Costato che ha deciso di abbandonare il progetto e concentrarsi in una zona dove i costi sono inferiori.

4) Lo hai ben capito tu che hai da tempo delocalizzato in zone povere e con bassi costi

5) Mercato libero lo ha voluto spiegare alle sue migliaia di lettori che ancora oggi sperano di trovare in Svizzera l aiuto che in Italia non hanno.

6) La Svizzera ha poca burocrazia, aiuta tanto le imprese che vanno bene e che sono innovative (e che non hanno bisogno di finanziamenti). Infatti il maggior vantaggio a fronte di costi leggermente piu alti E LA DETASSAZIONE DEGLI UTILI!!!

Quindi Mercato Libero sta aiutando a non perdere tempo in Svizzera ai tanti imprenditori che invece hanno bisogno della Moldavia o della Romania.

Noi siamo stati di valido aiuto …forse tu lo sei stato un po meno…

In Italia chi spera nella politica o nei sindacati o nelle regioni SBAGLIA!

In Italia sopravvive (legge darwiniana) chi si unisce, chi fa qualcosa delocalizzando o facendo gruppo e tagliando i costi.

Altrimenti si aspetta che arrivi una grande patrimoniale…una mega svalutazione che aiuti l impresa ..e un governo illuminato che guidi l italia nella ripresa.

IO INTANTO NEL MIO BLOG INSEGNO A NON ASPETTARE E A NON ILLUDERSI DIETRO A SOGNI (VALLESE) IRREALIZZABILI

PERCHE QUESTA E LA REALTA…IL RESTO ARIA FRITTA.

Attendo un tuo cortese cenno di risposta sperando che tu abbia mal interpretato il mio messaggio.

Anzi ICR dovrebbe ringraziarmi per aver aiutato a far chiarezza verso un sogno (il vallese) che non e alla portata di chi e in difficolta.

Mercato Libero

Articolo su ICR apparso su Mercatolibero: un Delegato chiede chiarimenti

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Replica del Delegato Regionale E.R. Maurizio Anselmi all’articolo apparso su MERCATOLIBERO del 21 Luglio 2011, (del quale  riportiamo un estratto in calce).
Riceviamo e pubblichiamo la versione completa, opportunamente inviata all’omonimo Blog, in attesa di pubblicazione.
 
Caro Paolo,

sono venuto a conoscenza solo da poco del post da te pubblicato su Mercato Libero del 21 Luglio, relativo al viaggio esplorativo in Svizzera, effettuato insieme a te; non posso nasconderti la grande amarezza ed enorme delusione nel leggere quei contenuti, che ancor’oggi non riesco a spiegarmi come possano essere usciti “dalla tua penna”!

Sia come Maurizio Anselmi che come Delegato Regionale di ICR, ciò che ferisce profondamente è quanto letto a proposito delle Imprese iscritte al nostro Movimento Spontaneo, descritte come “aziende decotte in cerca di finanziamenti, che le Banche non daranno”.

Tengo allora a precisare, cercando di descrivere meglio a te – ma soprattutto ai tuoi molti lettori – ciò che invece ICR rappresenta veramente: una mescola di micro, piccole e medie Imprese fatta da PERSONE oneste, capaci, determinate e non rassegnate a subire passivamente gli effetti devastanti di quanto sta accadendo alla nostra Economia, che “qualcuno” – nemmeno più in Italia – sta imponendo al di sopra delle loro teste.

Caro Paolo, possibile che tu non ti sia accorto che la maggior parte delle micro-piccole e medie imprese non “ce la fa più” oramai dalla fine del 2008?

E’ mai possibile che, tutto d’un colpo, gli imprenditori si siano “rincoglioniti” – tutti insieme – e non sappiano più lavorare, confrontarsi con Mercato, Concorrenza ed Innovazione?  Io, francamente, dico di no!

Forse, allora, sarebbe davvero il caso che anche il tuo Blog concentrasse maggiormente l’attenzione sulle Cause Reali che hanno portato a questo disastroso “Cambiamento Epocale”: Globalizzazione malgestita, Desertificazione dei Distretti a favore dei soliti “amici degli amici”, che delocalizzano in Paesi compiacenti (sfruttando le popolazioni senza offrire loro reali opportunità di crescita personale ed intellettuale), ecc … ma andiamo pure avanti!

Cosa ne pensi dell’eccessiva – ed indegna – protezione nei confronti della c.d. “Industria Finanziaria” (Banche ed Istituti vari), anziché l’opportuna attenzione necessaria per sostenere le Imprese Produttive, con azioni di stimolo concreto e con reali Politiche Industriali di lungo periodo?

Ah … senza dimenticarci di una Classe Politica indegna che, se quella della “Prima Repubblica” lasciava davvero a desiderare, questa …… (ne lascio a te la definizione).

E’ lapalissiano che, come tu dici, Lugano potrebbe essere meglio del Cantone Vallese … ed è altrettanto vero che uno Stato “gradisce” Imprese solide rispetto a quelle in difficoltà… permettimi la battuta … ti piace “vincere facile”!?!

Caro amico mio, sono ben più complesse le ragioni VERE delle oggettive difficoltà di chi, facendo Impresa come me (dal 1986 mi pago lo stipendio con il sudore del mio lavoro… e da due anni, purtroppo, mi concedo solo magri rimborsi), si trova oggi di fronte a questa situazione, mai verificatasi prima nella Storia!

Te lo ripeto: non bisogna cercare risposte solo nella presunta (ed in qualche caso, oggettiva) incapacità imprenditoriale, ma bensì in una situazione Italiana, Europea ed Internazionale, che vede i “soliti noti”, come al solito, muoversi solo per aumentare i propri profitti a dismisura, causando, di fatto, un vero e proprio “Genocidio Economico”, che non guarda in faccia a nessuno!

Permettimi dunque di non sentirmi – insieme a tutti i miei “colleghi” di ICR – un “povero idiota incapace di badare alla propria Impresa, Famiglia e Collaboratori tutti, senza riuscire più a tener fede con responsabilità ai propri impegni”.

Estinguermi, darwinianamente, come suggerisci tu … NON MI STA BENE e continuerò a portare avanti – nonostante tutto e grazie a Movimenti apartitici come ICR – ogni azione possibile non solo per “resistere” ma, soprattutto, per “reagire” a questa vergognosa situazione GLOBALE, che non possiamo continuare a “nascondere dietro al dito” della “Crisi che sta per finire”…

Insieme dobbiamo iniziare una VERA  e PROPRIA Rivoluzione Democratica e Liberale: … CI STAI?

Mi auguro dunque che tu abbia esternato troppo affrettatamente il tuo pensiero in quel post e mi farebbe davvero molto piacere vedere riconfermata l’impressione avuta di una persona che – piena di entusiasmo – si è unita a noi Imprenditori aderenti ad ICR, per visitare la Svizzera, nel Cantone Vallese, con l’intento di valutare nuove opportunità.

Stammi bene, Maurizio

Post apparso su MERCATOLIBERO 21-07-2011

“Come molti di voi si ricordano MERCATO LIBERO ha messo in contatto il gruppo di amici di IMPRESE CHE RESISTONO con il cantone Vallese in svizzera. 

Era un affronto mediatico. Il tentativo estremo di smuovere la casta politica al fine di cercar di aiutare una piccola e media impresa che muore.

Sono nate le famose trasmissioni televisive delle iene, di report e LA7….

Dopo oltre 18 mesi ANCORA NULLA DI FATTO.

MERCATO LIBERO HA CAPITO FIN DA SUBITO CHE IL VALLESE NON ERA ADATTO PER LE IMPRESE ITALIANE….TROPPO LONTANO, UNA LINGUA DIFFERENTE, UNA ZONA POCO INTERESSANTE PER LO SVILUPPO DELL’IMPRESA ITALIANA! E QUINDI ABBIAMO SUBITO PRESO LE DISTANZE DAL PROGETTO.

MA SOPRATUTTO MI SONO RESO CONTO DI UN ERRORE…NON VALE LA PENA CERCARE DI SALVARE IMPRESE IN DIFFICOLTA’ COMPETITIVA.

NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI E’ TROPPO TARDI!!!

MEGLIO FOCALIZZARSI SU AZIENDE CHE VANNO BENE, ALL’AVANGUARDIA TECNOLOGICA, CON UNA FORTE QUOTA DI MERCATO DA DIFENDERE, CON UN TASSO DI CRESCITA INTERESSANTE, E SOPRATUTTO CON PROFITTI DA DIFENDERE!!!

Prima di me lo ha capito la SVIZZERA. I cantoni fanno a gara per attirare le BUONE AZIENDE ..NON QUELLE DECOTTE IN CERCA DI FINANZIAMENTI CHE LE BANCHE NON DANNO…”

Il problema rifiuti? Nei paesi civili si risolve così…

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Noi sprofondiamo nella nostra burocrazia, negli appalti agli amici degli amici e via discorrendo, trasformando il problema rifiuti in “affare rifiuti”. In altri paesi, dove la politica governa nell’interesse per il bene pubblico, ecco come il rifiuto diviene un affare comune. 

DA NOI INVECE L’AFFARI RIFIUTI SI TRADUCE COSI’

Cresce la paura dei cittadini per le sorti dei loro risparmi e diminuisce la fiducia sul sistema bancario.

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Teleborsa) – Roma, 2 ago -

Questo emerge dall’ultimo sondaggio Hobo-Quaeris condotto meno di una settimana fa su un campione rappresentativo della popolazione italiana composto da 497 cittadini maggiorenni residenti nel territorio nazionale, suddiviso per sesso, per età, condizione occupazionale e grado d’istruzione. Agli intervistati è stato chiesto di esprimersi relativamente all’attuale situazione di crisi finanziaria e al rapporto tra i cittadini e le banche.

Per quanto riguarda la paura per i propri risparmi, ben il 63,2% degli intervistati dal Gruppo di ricerca si dichiara preoccupato: oltre la metà di questi (il 33,1%) è addirittura molto inquieto al riguardo. Il 35,1% si dice invece poco o per niente preoccupato della situazione. Tra coloro che temono maggiormente per i propri risparmi troviamo in questo periodo soprattutto le donne con uno scarto di oltre dieci punti percentuali rispetto agli uomini, la fascia dei 25-34enni, i residenti nel Centro Italia e nelle Isole maggiori, principalmente gli abitanti dei capoluoghi, e coloro che hanno un titolo di studio minore. Nella ricerca emerge come, rispetto alla crisi finanziaria, ben il 33,1% si dichiari molto preoccupato. D’altro canto solo il 15,8% non manifesta nessun timore per la situazione. Così, sommati al 19,3% dei poco preoccupati, il sondaggio rileva una percentuale di non preoccupati pari al 35,1%.

Passando alla seconda parte del sondaggio, il 19,8% del campione, dunque un intervistato su cinque, ritiene che nel corso dell’ultimo anno il proprio rapporto con gli istituti di credito sia peggiorato, mentre secondo un’ampia maggioranza del 61,1% si è mantenuto stabile, e solo per il 3,8% la relazione è migliorata. C’è maggior sfiducia tra le donne, gli over 45 anni, che si attestano sopra al 20% su tutte e tre le fasce dell’età adulta, i non occupati, anche questo dato supera il venti per cento, coloro che hanno solo un titolo di studio elementare o licenza media superiore e tra i residenti nel Nord e nelle Isole, soprattutto nei capoluoghi. L’altro dato interessante che emerge dalle risposte riguarda la mancanza di conoscenza e di opinione di ben il 15,3% degli intervistati. Soprattutto le donne (con il 21,7% del campione femminile), oltre il 20% anche per quanto riguarda la fascia dei giovani (18-24 anni) che per gli over 65, e il 20,5% dei non occupati.