Manovra finanziaria 2011, che dire, niente di nuovo all’orizzonte.

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Basta leggere pochi punti di questa manovra per capire che al solito nulla cambia.

Aumento dell’Iva, (conseguente aumento dei prezzi al consumo), il ritorno del Superbollo, il ritorno del ticket e via discorrendo, e viene voglia di picchiare la testa nel muro.

Unica bella novità la previsione di tassazione per le transazioni finanziarie delle banche, bella novità che sarà l’unica forse a non essere approvata per passare poi sotto ad un “però ci ho provato” consolatorio.

Di nuovo sotto il sole nulla, in tutti i momenti di crisi passati la manovra approntata per fare fronte all’”emergenza” è sempre stata una fotocopia di questa, con la conseguenza comprovata che MAI e dico MAI il debito pubblico è sceso di un solo punto, eccenzion fatta per il governo Prodi che mise quella famosa Una Tantum che avrebbe restituito dopo l’entrata dell’Euro. E noi stiamo ancora aspettando la restituzione. Quindi, altra aria fritta per coprire con la coperta corta una emergenza che senza vere riforme non farà altro che colpire ancora una volta le tasche oramai vuote dei cittadini.

Saremo disfattisti? Dimostrino dati alla mano quando un aumento delle tassazioni, qualunque esse siano state, o i tagli al pubblico, abbiano avuto come risposta un calo del DP.

Questi devono andare tutti a casa, tagliamo i loro posti e poi ne riparliamo.

La Storia incredibile di Paolo Landi, Imprenditore Bolognese (Scarica il libro e diffondilo)

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(Riceviamo la richiesta e la pubblichiamo, come fonte di informazione)

Il “libro-testimonianza” che scaricherai (e che ti invitiamo a leggere e diffondere il più possibile) ripercorre la storia e le peripezie di Paolo Landi, un Imprenditore bolognese “come tanti” che, dalla mattina alla sera – a causa del solo sospetto (poi rivelatosi infondato) di aver collaborato con la Criminalità Organizzata, oltre agli inevitabili problemi con la G.d.F. – é passato dall’essere “Uomo di Successo” con famiglia, Imprese che davano da lavorare a centinaia di dipendenti, proprietario di case, auto ecc… a divenire un vero e proprio nullatenente, che oggi vive in affitto e sbarca il lunario come piadinaro!

Il Libro è stato realizzato da un ex Professore e Preside di Istituto frequentato da Paolo, il Prof. Carlo Monaco, in seguito anche vice-sindaco di Bologna con Guazzaloca ed antagonista nelle elezioni di V.Errani alla Regione Emilia Romagna.

E’ semplicemente allucinante ripercorrere le tappe che hanno portato oggi Paolo – che ha deciso di “non mollare” – ad aprire un’attività di piadine e crepes in Via Indipendenza nel Centro di Bologna.

Oggi realizza personalmente, con amore e tanto orgoglio, prelibatezze dolci e salate, dopo aver pensato molte, troppe volte, di …. “farla finita”!

Scegliere il suo locale non é solo un “atto di bontà” (sono infatti buonissime) ma un piccolo, grande gesto nei confronti di una PERSONA che, nonostante tutto, sceglie di “restare dirito” e lottare perché … imprenditori non si diventa: è una “malattia” dalla quale non si riesce, non si può guarire!

Grazie Paolo per la splendida lezione che hai saputo insegnarci: non mollare!

Cliccare sull’immagine del libro per scaricarlo in versione PDF
Verrà proposto di scaricare un file in formato ZIP…
abbiate pazienza … sono 33 pagine!

vuoi vedere che i soldi sono proprio finiti???

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24/06/2011 03.51.40

Costi della politica Ecco i tagli di Tremonti
ROMA
Auto blu con cilindrata al massimo 1600 cc, un’unica giornata elettorale per referendum ed elezioni (Election day), ministri senza voli di Stato. Perché è la politica a dover «dare il buon esempio». I tagli ai costi di “Palazzo”, annunciati da Tremonti, prendono forma con un documento (.PDF) che, nero su bianco, elenca i capitoli di spesa su cui intervenire.

Il documento preparato dal Tesoro, anticipato da LaStampa.it, si compone di sette capitoli: compensi europei, auto blu, aerei blu, azzeramento di benefits e vitalizi, riduzione dotazioni “organiche”, finanziamento dei partiti ed “Election day”. Il ministro dell’Economia quindi accelera con il suo progetto, dopo l’accenno al taglio dei costi della politica fatto pochi giorni all’assemblea di Confartigianato. In quella circostanza Tremonti aveva aperto all’ipotesi di una riforma fiscale con tre sole aliquote sostenendo che le risorse sarebbero arrivate da diverse voci, a cominciare proprio dalla politica.

IL DOCUMENTO
Il documento, anche se senza cifre, prevede il livellamento remunerativo dei compensi pubblici tra dipendenti italiani ed europei. Per le auto blu si prevede inoltre che non potranno essere sostituite. Gli arei blu saranno riservati solo al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato e al Presidente del Consiglio. Per altri casi servirà specifica autorizzazione. Niente telefono, ufficio o auto di servizio per che scade da incarico pubblico. E neanche pensione o vitalizio. È escluso il Presidente della Repubblica. Si tagliano anche le dotazioni finanziarie a Senato Camera e organi costituzionali. Ma anche autorità indipendenti. Tagli in arrivo anche ai finanziamenti ai partiti, alle spese elettorali che dovrebbero essere erogate in proporzione alla durata della legislatura.

tira la corda … tira … tira … che si strappa!!!

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COMUNICATO STAMPA 22.06.2011

Economia

RIFIUTI, CONTRIBUENTI.IT: PROCLAMATO LO SCIOPERO DEI BOT A FAVORE DEL SUD.

ROMA – - Scatta la rivolta dei contribuenti italiani contro l’emergenza rifiuti in Campania. A sostegno dell’intervento della Commissione UE, l’Associazione Contribuenti Italiani annuncia per prossimo mese di luglio “Lo sciopero dei BOT” dei contribuenti italiani , iniziativa di lotta, a cui stanno valutando di aderire anche Lo Sportello del Contribuente, Lo Sportello Antiusura, Lo Sportello diversamente abili, Lo Sportello Immigrati, Lo Sportello Colf, Lo Sportello PMI e Lo Sportello Onlus.
”L’emergenza rifiuti che attraversa tutta la Campania e scredita tutto il Paese – spiega Contribuenti.it – necessita una dura lotta, ferme prese di posizione e la partecipazione di tutti. L’incessante escalation dei rifiuti che inondano strade e marciapiedi deve cessare quanto prima.
Con la proclamazione dello stato di agitazione dei Contribuenti Italiani si intende protestare contro uno Stato inerte che, nonostante l’aumento della tassa rifiuti, continua ad umiliare e a deturpare l’immagine del paese all’estero, distruggendo l’economia del Sud, come accertato dall’indagine degli ispettori della UE.
“Siamo dinanzi ad un disastro ambientale e sanitario senza precedenti le cui cause principali sono gli affari che ruotano intorno ai rifiuti – afferma Vittorio Carlomagno – presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani -. Di questa situazione assurda pagano le conseguenze tutti i contribuenti.
L’immobilismo della Pubblica amministrazione è infatti la causa principale dell’emergenza rifiuti in Campania e si ritorcerà contro coloro che speculano sui cittadini della Campania.
“Dal primo luglio valuteremo se astenerci dall’acquisto dei Titoli di Stato italiani fino alla fine dell’anno – conclude Vittorio Carlomagno – preferendo obbligazioni della Bei (Banca europea degli investimenti) e della Bers (Banca europea per lo sviluppo economico). In tal modo sosterremo l’azione della UE proteggendo i nostri risparmi. Infatti le loro obbligazioni europee, a differenza di quelle italiane, godono tutte della «tripla A»: dispongono cioè del rating più elevato in assoluto.
Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani
L’ufficio stampa – Infopress 0642828752

Articolo su Evento ICR Emilia Romagna del 23 Giugno – ECONOMIA ITALIANA.IT

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Si ringrazia

per questo bell’articolo pubblicato il 21 Giugno 2011

ImpreseCheResistono

Quanto è difficile oggi fare impresa in Italia!


Oramai da troppo tempo in Italia imprenditori, consumatori, risparmiatori, lavoratori e semplici cittadini sono in difficoltà economica e finanziaria a causa dell’intollerabile burocrazia e delle vessazioni che sono costretti a subire, tanto che oggi continuare a lavorare e ad investire serenamente è diventata quasi un’utopia. Giovedì 23 giugno prossimo, ICR-ImpreseCheResistono – Gruppo spontaneo nazionale di micro, piccole e medie imprese, apartitico e trasversale alle associazioni di categoria – organizza un incontro per fare il punto sulla situazione e per trovare soluzioni efficaci e assolutamente lecite per continuare a fare ancor oggi impresa in Italia.

All’evento ad ingresso libero, che si svolgerà a partire dalle ore 16.30 presso Ca’ de Mandorli in via Idice 24 a San Lazzaro di Savena (BO), sono chiamati a partecipare non solo imprenditori, ma anche dipendenti, collaboratori, partite IVA, associazioni, amministrazioni locali, esponenti politici di qualunque partito e semplici insoddisfatti dell’attuale situazione economica italiana, per affrontare insieme temi importanti quali Lavoro e Politiche Industriali Locali e trovare soluzioni concrete a breve e medio termine.
All’evento interverranno gli imprenditori Luca Peotta, Fondatore e Presidente di ICR; Pino Scalenghe, Direttivo Nazionale; Michael F. Forni, Responsabile Comunicazione; Maurizio Anselmi, Delegato Regionale. Gli argomenti affrontati riguarderanno, tra gli altri, le tentazioni delle multinazionali e delle grandi imprese italiane a fuggire verso Est, con un conseguente calo delle prospettive produttive, oltre alla pressione fiscale, il sistema di welfare inefficiente e l’indifferenza politica e delle banche.
ICR-ImpreseCheResistono è un Gruppo di imprese costituite in Comitato nel 2009, composto per l’80% circa da piccole aziende del settore manifatturiero. L’obiettivo di questa realtà è valorizzare la “forza lavoro” italiana in difesa di impresa e occupazione.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.impresecheresistono.org.

(riproduzione riservata)

La lista delle pensioni che paghiamo agli ex parlamentari – lettera B

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come chiedere agli italiani “lacrime e sangue” mettendosi in taschi i soldi che noi sudiamo tutti i giorni… non sarebbe ora di mandarli tutti a casa? La pensione se la devono guadagnare come noi, anni di lavoro e contributi versati.

Cominciamo anche da qui….

Sono oltre 2.200 gli ex parlamentari a cui paghiamo la pensione. Politici che, magari, hanno passato anche un giorno solo sugli scranni del Parlamento (Camera o Senato non fa differenza). Ecco la lista di chi sono e di quanto prendono (al lordo delle tasse) ogni mese.

 

Dopo il nome e il cognome, sono riportati il numero di anni di contributi versati (reali o figurativi). Poi l’importo dell’assegno mensile tuttora percepito e la Camera di provenienza. I dati sono aggiornati al 2007.

Per la lista della lettera C, clicca qui. 

Per la lista delle lettere D ed E, clicca qui

Per la lista dalle lettere F e G, clicca qui

Per la lista dalla H alla M, clicca qui. 

Per la lista dalla N alla R, clicca qui. 

Per la lista dalla S alla Z, clicca qui.

 fate un  totale solo della lettera B, moltiplicatela per i mesi ed il conto è fatto!
 
NOME COGNOME ANNI IMPORTO PARLAMENTO
Paolo Babbini 15 6.590 Camera
Romano Baccarini 10 4.725 Senato
Domnico Bacchi 15 6.590 Camera
Giovanni Bacciardi 5 3.108 Camera
Silvano Bacicchi 15 6.590 Senato
Licia Badesi 5 3.108 Camera
Ennio Baiardi 10 4.725 Senato
Laura Balbo 10 4.725 Camera
Alfredo Baldani Guerra 10 4.725 Camera
Roberto Baldassari 15 6.590 Camera
Vincenzo Baldassi 15 6.590 Camera
Vinicio Baldelli 5 3.108 Camera
Guido Baldo Baldi 58 3.108 Camera
Carlo Baldi 34 9.947 Senato
Nello Balestracci 15 6.590 Camera
Renato Ballardini 25 9.387 Camera
Carlo Ballesi 10 4.725 Senato
Maurizio Balocchi 15 6.590 Camera
Enzo Balocchi 5 3.108 Camera
Paolo Bampo 15 6.590 Camera
Angiolo Bandinelli 5 3.108 Camera
Arnaldo Baracetti 15 6.590 Camera
Francesco Barbaccia 9 4.351 Camera
Francesco Barbalace 15 6.590 Camera
Luigi Barbaro 10 4.725 Senato
Maria Immacolata Barbarossa 10 4.725 Camera
Augusto Antonio Barbera 25 9.387 Camera
Paolo Barbi 25 9.387 Senato
Giuseppe Antonio Barbieri 5 3.108 Camera
Silvia Barbieri 20 8.455 Senato
Gennaro Barboni 5 3.108 Camera
Luciano Barca 35 9.947 Senato
Pietro Barcellone 5 3.108 Camera
Martino Bardotti 12 5.471 Camera
Antonio Bargone 15 6.590 Camera
Roberto Barontini 5 3.108 Camera
Francesco Barra 5 3.108 Senato
Enzo Bartocci 5 3.108 Camera
Mario Andrea Bartolini 15 6.590 Camera
Luigi Baruffi 10 4.725 Camera
Franco Bassanini 35 9.947 Senato
Piero Bassetti 8 3.978 Camera
Augusta Bassi Lagostena 5 3.108 Camera
Renato Bastianelli 13 5.844 Camera
Attilio Bastianini 10 4.725 Camera
Giovanni Vittorio Battafarano 15 6.590 Senato
Adolfo Battaglia 27 9.636 Camera
Nereo Battello 10 4.725 Senato
Giampiero Beccaria 5 3.108 Senato
Paolo Becchetti 10 4.725 Camera
Ada Becchi 5 3.108 Camera
Angelo Becciu 5 3.108 Camera
Tino Bedin 15 6.590 Senato
Marisa Bedoni 5 3.108 Senato
Carole Beebe 15 6.590 Camera
Eriase Belardi 15 6.590 Camera
Corrado Belci 20 8.455 Camera
Salvatore Bellafiore 6 3.232 Senato
Vito Bellafiore 6 3.232 Senato
Nicola Bellisario 5 3.108 Camera
Antonio Bellocchio 20 8.455 Camera
Antonio Belloni 5 3.108 Senato
Italo Bellotti 5 3.108 Camera
Costantino Belluscio 15 6.590 Camera
Alberto Bemporad 16 6.963 Camera
Ugo Benassi 5 3.108 Senato
Tullio Benedetti 10 4.725 Senato
Gianfilippo Benedetti 26 9.512 Camera
Alida Benedetto 5 3.108 Camera
Hans Benedikter 25 9.387 Camera
Luciano Benetton 5 3.108 Senato
Luigi Benevelli 10 4.725 Camera
Roberto Benvenuti 10 4.725 Senato
Claudio Beorchia 20 8.455 Senato
Alessandro Bergamo 10 4.725 Camera
Piergiorgio Bergonzi 15 6.590 Senato
Luigi Berlinguer 13 5.844 Senato
Alcide Berloffa 20 8.455 Camera
Antonio Bernardi 8 3.978 Camera
Marzio Bernardinetti 20 8.455 Senato
Carlo Bernardini 5 3.108 Senato
Vinicio Bernardini 10 4.725 Camera
Anna Maria Bernasconi 10 4.725 Senato
Ivana Bernini 5 3.108 Camera
Carlo Bernini 5 3.108 Senato
Giorgio Bernini 5 3.108 Camera
Bruno Bernini 15 6.590 Camera
Gaetano Berretta 5 3.108 Camera
Giovanni Bersani 31 9.947 Senato
Eletta Bertani 10 4.725 Camera
Pierantonino Berte’ 20 8.455 Camera
Antonio Berti 10 4.725 Senato
Lionello Bertoldi 5 3.108 Senato
Danilo Bertoli 10 4.725 Camera
Giuseppina Bertone 5 3.108 Camera
Raffaele Bertoni 10 4.725 Senato
Lamberto Bertucci 5 3.108 Camera
Maurizio Bertucci 15 6.590 Camera
Felice Carlo Besostri 5 3.108 Senato
Giovanni Bettini 5 3.108 Camera
Vincenzo Bettiza 5 3.108 Senato
Mario Bettoli 10 4.725 Camera
Monica Bettoni 20 8.455 Senato
Francesco Bevilacqua 15 6.590 Senato
Paolo Bevilacqua 10 4.725 Senato
Pasqualino Biafora 10 4.725 Camera
Ferruccio Biagini 10 4.725 Camera
Tommaso Biamonte 15 6.590 Camera
Romana Bianchi 20 8.455 Camera
Vincenzo Bianchi 10 4.725 Camera
Giovanni Bianchi 15 6.590 Camera
Alfredo Bianchini 5 3.108 Camera
Oddino Bo 10 4.725 Camera
Giovanna Bochicchio Schelotto 10 4.725 Senato
Giuseppe Bodo 5 3.108 Senato
Guido Bodrato 32 9.947 Camera
Ludovico Boetti Villanis 5 3.108 Camera
Giuliano Boffardi 10 4.725 Camera
Ines Boffardi 20 8.455 Camera
Carlo Boggio 20 8.455 Senato
Luigi Boggio 5 3.108 Camera
Ugo Boghetta 15 6.590 Camera
Giorgio Bogi 39 9.947 Camera
Mario Giovanni Boi 5 3.108 Camera
Franco Boiardi 5 3.108 Camera
Anselmo Boldrin 15 6.590 Camera
Benito Bollati 10 4.725 Camera
Rodolfo Pietro Bollini 25 9.387 Senato
Giacomo Bologna 20 8.455 Camera
Marida Bolognesi 20 8.455 Camera
Vincenzo Bombardieri 15 6.590 Senato
Adriano Bompiani 20 8.455 Senato
Umberto Bonaldi 15 6.590 Senato
Gilberto Bonalumi 25 9.387 Senato
Michele Bonatesta 10 4.725 Senato
Emilio Bonatti 5 3.108 Senato
Massimo Bonavita 15 6.590 Senato
Renzo Bonazzi 15 6.590 Senato
Livio Boncompagni 10 4.725 Camera
Giorgio Bondi 10 4.725 Senato
Luca Boneschi 5 3.108 Camera
Andrea Bonetti 13 5.844 Camera
Piera Bonetti 10 4.725 Camera
Franco Bonferroni 20 8.455 Senato
Daria Bonfietti 15 6.590 Senato
Casimiro Bonfiglio 5 3.108 Camera
Emo Bonifazi 15 6.590 Camera
Francesco Bonito 15 6.590 Camera
Vincenza Bono 10 4.725 Senato
Giovanni Martino Bonomo 5 3.108 Camera
Cirillo Bonora 5 3.108 Senato
Alessandra Bonsanti 5 3.108 Camera
Alcibiade Boratto 5 3.108 Senato
Gina Borellini 15 6.590 Camera
Gianfrancesco Borghini 10 4.725 Camera
Francesco Borgia 5 3.108 Camera
Felice Borgoglio 20 8.455 Camera
Silvano Boroli 5 3.108 Senato
Giancarlo Borra 10 4.725 Camera
Roberto Borroni 15 6.590 Senato
Andrea Borruso 19 8.082 Camera
Gian Mauro Borsano 5 3.108 Camera
Benito Mario Bortolami 5 3.108 Camera
Mario Bortoloso 5 3.108 Camera
Giovanni Bortot 10 4.725 Camera
Giuseppe Borzi 5 3.108 Senato
Rinaldo Bosco 15 6.590 Camera
Manfredi Bosco 30 9.947 Senato
Anna Boselli 10 4.725 Camera
Giuseppe Botta 32 9.947 Camera
Angela Maria Bottari 15 6.590 Camera
Giuseppe Botti 5 3.108 Senato
Francesco Bova 25 9.387 Camera
Domenico Bova 15 6.590 Camera
Eugenio Bozzello Verole 15 6.590 Senato
Lia Bracci 5 3.108 Camera
Maria Gloria Bracci Marinai 5 3.108 Camera
Aldo Brancati 5 3.108 Camera
Rosanna Branciforti 10 4.725 Camera
Pier Giorgio Bressani 28 9.760 Camera
Italo Briccola 10 4.725 Camera
Giuseppe Brienza 13 5.844 Senato
Guido Brignone 10 4.725 Senato
Alfio Brina 15 6.590 Senato
Federico Brini 15 6.590 Camera
Antonio Brizioli 5 3.108 Camera
Beniamino Brocca 20 8.455 Camera
Paolo Pietro Broccoli 10 4.725 Camera
Liberato Bronzuto 10 4.725 Camera
Giovanni Brunale 15 6.590 Senato
Mario Brunetti 15 6.590 Camera
Arnaldo Brunetto 5 3.108 Camera
Giovanni Battista Bruni 5 3.108 Camera
Giovanni Bruni 5 3.108 Senato
Francesco Bruni 20 8.455 Camera
Emidio Bruni 10 4.725 Senato
Antonio Bruno 10 4.725 Camera
Paolo Bruno 10 4.725 Camera
Antonella Bruno Ganeri 10 4.725 Senato
Riccardo Bruzzani 10 4.725 Camera
Michele Arcangelo Bucci 10 4.725 Senato
Anna Maria Bucciarelli 15 6.590 Senato
Ettore Bucciero 15 6.590 Senato
Domenico Buccini 5 3.108 Senato
Giuseppe Bufardeci 10 4.725 Camera
Pietro Buffone 25 9.387 Camera
Andrea Buffoni 15 6.590 Camera
Luigi Bulleri 10 4.725 Camera
Vincenzo Buonocore 5 3.108 Camera
Maria Buro 5 3.108 Camera
Franco Busetto 20 8.455 Camera
Erminio Busnelli 5 3.108 Senato
Attilio Busseti 15 6.590 Senato
Ivo Butini 15 6.590 Senato
Paola Buttazzoni 5 3.108 Camera
Antonino Buttitta 5 3.108 Camera
Primo Buzzetti 10 4.725 Camera

 Credo che dopo 5 anni di lavoro, per esempio, sempre se di lavoro si possa parlare, oggi con l’I Pad ieri con la radiolina, percepire 3.000 euro al mese sia una vergogna …paragonata a chi dop 35 anni di lavoro va in pensione con 1.000 euro al mese.

fonte OGGI

Ricevo e pubblico

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Siete quasi commoventi.

Resistere a che cosa? Questo non lo avete capito nemmeno voi.
Non c’entra il governo , se pensate di resistere a quello, ma e’ in atto una franco germanizzazione di tutta l’Europa che sta accellerando adesso con la crisi scoppiata per ora in Grecia e che coinvolge Portogallo, Spagna e anche nel suo piccolo Italia.
Con la crisi attuale anche la Grecia cosi come la Spagna e il Portogallo sara’ costretta ad aprire le proprie istituzione piu’ pregiate a Germania e Francia che si papperanno energia , acqua, e diverse altre utility mentre noi staremo a guardare e litigare tra destra e sinistra
Il governo Italiano, completamente assente perche’ impotente di fronte alle istituzioni europee non ha nessun potere signori miei, sveglia!
La Germania si e’ pappata tutto l’Est Europa, andate in Hungheria o in Polonia per rendervene conto, mentre la Francia si pappera’ tutto il Sud Europa con primo target l’Italia.
Guardate ad esempio cosa e’ successo in Libia. La Total ha spinto la Francia a riprendersi gli interessi in Libia dopo che l’Eni dopo anni di lunghi colluqui era riuscito ad istallarsi nella regione.
Lo sgarbo non e’ stato mai dimenticato e adesso tutto tornera’ come nei vecchi tempi.
Ma noi meno male che abbiamo il calcio scommesse o il vostro week end … tutti contenti.
La Francia si e’ pappata BNL , prendendo il controllo su tutti i vostri conti, i vostri bilanci…. sa quanto valete… e non solo voi.
Ha messo un suo rappresentante in Generali .. addirittura un presidente , e il consiglio di Mediobanca lo ha riempito di Francesi . Parliamo dei palazzi di potere della Finanza In Italia.
Non ci sono riusciti con Alitalia ma sara’ solo questione di tempo
Abbiamo ancora la Golden Share … e tutti contenti .. su alcune societa’ di interesse nazionale .. ma guarda caso la commissione europeaa … 15 membri maggioranza tedesca e francese, stanno giudicando la norma come non costituzionale dei principi di libero mercato europeo
E intanto noi … zitti ….

Gli unici che hanno capito le cose come stanno andando sono gli Americani che non vogliono perdere la torta della spartizione dei piu’ importanti interessi nazionali , e hanno inviato i soldi via FMI .
(Fondo Monetario Internazionale) … loro hanno capito

Pensate a Privatizzazione dell’Acqua…. era guidato da societa’ francesci e qualche italiano , il Nucleare.. ancora i Francesi che ci avrebbero venduto tecnologia obsoleta.

Ragazzi sveglia e muovetevi … Non sperate nel Governo …. nessuno vi puo’ aiutare..
La Politicizzazione Europea pro Germania e Francia e’ appena iniziata …. e’ di oggi línteresse di BNP su Banca Popolare di Milano .. un altra banca italiana che parte per la Francia.

E per noi .. ?? Non compriamo all’ Estero in Francia e in Germania… e’ contro gli interessi loro …
Buon Week End a tutti …. e godetevi le vostre cose.. fino a che sono vostre…
E nella vita ricordate.. non cé’ solo la macchina, la villetta e il week end al mare….
Muovete il Culo

Con affetto…. un felisissimo emigrato a Londra… G.P.

ZERO PRIVILEGI

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Pubblico questa iniziativa del Movimento 5 Stelle: ZEROPRIVILEGI proposta di legge regionale per ridurre i privilegi dei politici.

Gli obiettivi del progetto di legge, in sintesi, sono: 1) ridurre i compensi dei consiglieri regionali (indennità mensile e diaria), 2) eliminare il vitalizio oggi spettante al consigliere, 3) eliminare l’indennità di fine mandato, 4) ridurre e regolamentare in modo più rigoroso e controllabile le spese per gli spostamenti e per le missioni.
Il progetto di legge porta ad una riduzione complessiva dei costi del 54%, pari ad una stima compresa tra i 46 e i 58 milioni di euro di soldi pubblici risparmiati a legislatura. Oggi un consigliere regionale percepisce tra i 10 e i 13 mila euro netto mese.
Se ritieni etico ridurre i costi della politica in un momento in cui il nostro Paese attraversa una gravissima crisi economica, firma per Zeroprivilegi! Servono 5000 firme di cittadini lombardi.

Per saperne di più

COMUNICAZIONE IMPORTANTE

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Dedicato allo Zoccolo Duro di ICR da tutti noi.

AUGURI PINO!!

Auguri perchè ci piace ricordare che Impresecheresistono è fatta da imprenditori, ma soprattutto da Uomini e Donne, persone che sacrificano il tempo della loro vita privata per una causa che è comune a molti, molti che non parlano, che non agiscono, che non dedicano tempo a combattere per una ragione tristemente comune.

Pino è un uomo che con Icr, dalla fondazione del movimento ad oggi, è sempre in prima linea, con sacrificio, con diplomazia, con intelligenza, con garbo, nascondendo dietro a questa calma, una volontà ed una fermezza nella “lotta” che è di esempio a tutti noi.

Grazie Pino per quanto fai per noi, per quanto fai assieme a noi.

Auguri di cuore.

IMPRESECHERESISTONO.

dalla Spagna mi è giunta questa mail … che pubblico per conoscenza!

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Ciao a tutti, ci sono persone con le quali é da molto tempo che non parlo, con altre ho parlato pochi giorni fa, ma vorrei condividere con tutti voi quanto sta succedendo nelle ultime settimane. Di forma spontanea e solo in conseguenza ad una manifestazione avvenuta 2 settimane fa in tutta Spagna, stiamo assistendo e stiamo vivendo un avvenimento quanto meno insolito. I mezzi di telecomunicazione classici raccontano ciò che vogliono, spesso condendo il tutto di sensazionalismo e giudizi che cambiano come cambia il vento; invio questa mail perché ritengo sia doveroso iniziare a fornire informazione vera, reale, di prima mano. Qui di seguito troverete un link ad un video pubblicato in rete. Io l’ho visto ed ho deciso di rinviarlo, perché penso riassuma in forma estremamente veritiera ciò che sta accadendo. Io sto vivendo personalmente da piú di una settimana ciò che qui si racconta. Venerdì 27 di maggio mi sono svegliato ed é arrivata la polizia. Ho visto. Ho sentito. Ho pianto. Non si tratta di dar ragione o torto, non si tratta di giudicare. Non é per fare simpatia, o per invogliare nessuno ad unirsi. Ma almeno saperlo. Questo si. Almeno si deve sapere perché dormiamo da due settimane per terra a 20 minuti da casa nostra, perché ci svegliamo all’alba, doccia e poi a lavorare, perché passiamo ore imparando una nuova forma di costruire, insieme, tutti uguali. Stessi diritti, stessi poteri. Non sono utopici futuri ciò di cui si parla. Si parla di equiparare il mondo politico al mondo di qualunque altro lavoratore, si parla di abolire privilegi feudali, si parla di trovare, insieme, alternative reali a problemi reali. Abbiamo una mente: usiamola. Abbiamo un cuore: usiamolo. Abbiamo voglia di un mondo migliore: facciamolo. Non ci cadrà dal cielo, nessuno ci regalerà un mondo migliore, siamo noi a creare il nostro mondo, ogni mattina in cui ci alziamo dal letto. Parafrasando uno degli stupendi pensieri che ho avuto il privilegio di leggere in questi giorni, “magari mio figlio non vivrà in un mondo migliore, magari tutto questo non servirà a niente, ma guardandolo negli occhi voglio potergli dire di aver fatto tutto il possibile” Chiedo scusa se sono prolisso e noioso, ma il cambiamento da interno si propaga sempre più verso l’esterno. Questo é solo un granello di sabbia, parlandone, raccontandolo in ufficio, o al vicino, anche solo leggendo queste righe ognuno di voi sta apportando il suo granello di sabbia Ringrazio e voglio bene ad ognuno di voi Matteo, Barcellona, 1 di voi.

CARI COLLEGHI CI SIAMO!

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Pacche sulle spalle, “Eh si forse hai ragione, ma non sarà tanto presto”. Queste sono le cose con cui mi hanno risposto quando dicevo che non avrebbero tardato a verificarsi i disordini sociali. Beh, cari Colleghi ci siamo. Forse è un caso isolato o un imprenditore veramente poco amato dai suoi dipendenti o uno con troppo pelo sullo stomaco io non lo so. O forse è solo l’inizio di un’escaleation di violenza. Qualche tempo fa è capitato ad un paio di politici di incontrare per le vie di Roma qualcuno che non ha perso tempo e ha comiciato ad “usare le mani”, qualche giorno fa clienti e dipendenti di Aiazzone hanno cominciato a farsi giustizia da se e ieri la vittima è stato, a Torino, un imprenditore che da mesi non paga gli stipendi. A chi o a cosa toccherà domani?

Leggi l’articolo su laRepubblica di Torino.

Toccherà forse ai proprietari della Askoll di Moncalieri?

Qui l’articolo

O a quelli della Golden Lady di Pescara perchè delocalizza in Serbia?

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O sceglieranno qualche altro obiettivo  i 204 dipendenti della Bessel di Santa Maria Hoè poichè la Candy chiude e va in Cina?

Qui l’articolo

E cosa faranno i dipendenti della Datalogic che trasferisce la produzione in Vietnam?

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E quelli della Rdb di Carini, se non si trovano delle soluzioni?

Qui l’articolo

SVEGLIAAAAAA!!!!!!

Inchiesta sulla tracciabilità dei rifiuti, tre avvisi di garanzia e perquisizioni a Selex Management

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Tre avvisi di garanzia e perquisizioni nelle sedi delle società Selex Management (Finmeccanica) e Viacom e al ministero dell’Ambiente. Li ha disposti oggi la Procura di Napoli, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità nell’aggiudicazione dell’appalto per la realizzazione del Sistri, il sistema satellitare di controllo della tracciabilità dei rifiuti voluto dal ministero. Su delega del Procuratore aggiunto di Napoli, Federico Cafiero de Raho, e dei sostituti, Catello Maresca e Marco Del Gaudio, la Guardia di Finanza ha acquisito presso le sedi delle società coinvolte e in alcuni uffici del ministero documentazione, che gli inquirenti valutano come «molto interessante», sull’appalto in questione.

Leggi tutto l’articolo su ilSole24Ore

Stop Germania a nucleare, Consulta non può bloccare referendum

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Invece che pensare a bloccare un referendum che rimane democratimente un diritto del cittadino, il governo pensi a come fermare l’effetto domino delle chiusure delle imprese, dei fallimenti, della ribellione in corso verso equitalia, della disoccupazione incalzante e della povertà imminente.

La Germania fa da faro dando l’esempio di un paese che pensa al futuro, al contrario del nostro che pensa sempre e solo a come fare gli affari e far arricchire i soliti noti… amici di merende.

Di Francesca Gerosa
Stop Germania a nucleare, Consulta non può bloccare referendum
 

La Germania ha adottato oggi il progetto di legge che prevede l’abbandono del nucleare entro il 2022. Secondo il progetto di legge, le nove centrali nucleari attualmente attive in Germania verranno chiuse gradualmente nei prossimi 11 anni. Le prime tre verranno chiuse nel 2015, nel 2017 e nel 2019. Per quanto riguarda le rimanenti centrali, tre verranno chiuse nel 2021 e tre nel 2022.

“Tutti gli impianti verranno chiusi entro il 2022″, ha detto oggi il ministro dell’Economia, Philipp Roesler, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Berlino. Da parte sua, il ministro dell’Ambiente, Norbert Roettgen, ha commentato che il piano approvato dal Governo che prevede l’abbandono accelerato dell’energia nucleare e il rafforzamento delle fonti di energia rinnovabile segna l’avvio di un progetto “socialmente pionieristico”.

Come è noto, il Governo di fatto ha già avviato il piano con la decisione di chiudere definitivamente le sette centrali più vecchie del Paese, oltre a un impianto che non è attivo già dal 2009. Dopo la decisione della Germania di abbandonare entro il 2022 il nucleare, Parigi ha chiesto una concertazione a livello europeo.

Il ministro dell’Industria, Eric Besson, infatti, ha annunciato che avrebbe scritto al Commissario Ue all’Energia per chiedere l’organizzazione di una riunione di concertazione dei ministri europei dell’energia per parlare delle conseguenze delle decisioni prese a livello nazionale. 

Oggi invece l’ufficio centrale elettorale della Cassazione ha messo nero su bianco le motivazioni che l’hanno portata a dire sì al referendum sul nucleare in Italia del 12 e 13 giugno: “le nuove norme del decreto Omnibus convertito in legge a maggio aprono “nell’immediato al nucleare”.

In particolare, la Cassazione spiega che “l’articolo 5 comma 1 non esprime solo programmi per il futuro ma detta regole aventi la forza e l’efficacia di una legge che apre nell’immediato al nucleare (solo apparentemente cancellato dalle dichiarate abrogazioni contenute in un provvedimento che completa le sue stesse revisioni abrogative con una nuova disciplina che conserva e anzi amplia le prospettive e i modi di ricorso alle fonti nucleare di produzione energetica)”. 

Secondo la Cassazione, poi, il termine dei dodici mesi fissato dalle nuove norme contenute nel decreto Omnibus è in realtà regolativo di un rinvio (non di abrogazione) ma rimette la ripresa del nucleare a un provvedimento adottabile dal Consiglio dei ministri entro il termine di dodici mesi.

Insomma, secondo la Cassazione, l’espressione “entro dodici mesi” è uno spazio di tempo che non a caso ripropone il tempo di moratoria contemplata dal decreto legge modificato rivelando con ciò una costanza di intenti energetici nuclearisti e di tempi di loro realizzazione.

Quanto poi all’articolo 5 comma 8, in definitiva, non espunge il nucleare dalle scelte energetiche nuovamente disciplinate che era e resta obiettivo della richiesta di referendum. Inoltre, per la Cassazione, “il riferimento generico da parte del legislatore alla necessità di diversificazioni delle fonti di energia, include la scelta di fonti nucleari invece escluse dalla volontà referendaria”.

Domani toccherà alla Corte Costituzionale decidere se persiste l’ammissibilità del referendum sul nucleare, dopo la riformulazione del quesito da parte della Corte di Cassazione. A questo proposito il neo eletto presidente, Alfonso Quaranta, oggi ha detto: “personalmente ritengo di no, ma la Corte si riunirà domani mattina per esaminare tutti gli aspetti di questa problematica e prenderà una decisione domani stesso, massimo dopodomani”.

Prima dello stop del Governo al ritorno del nucleare in Italia la joint venture tra la francese Edf ed Enel prevedeva la costruzione di quattro centrali. A piazza Affari Enel ed Enel Green Power si muovono a due velocità. La prima azione cede il 2,46% a 4,6060 euro. Gli esperti di Citigroup hanno alzato il target price da 4,20 a 4,50 euro sul titolo, confermando il rating hold a seguito di un aggiornamento delle stime sulla società (Eps 2011 rivisto da 0,43 a 0,48 euro per azione).

Gli esperti vedono rischi al ribasso per le previsioni del consensus sull’Eps di Enel a partire dal 2012 (visto a 0,47 euro per azione), “il che suggerirebbe poca o nessuna crescita dell’Eps fino al 2013″. Citigroup cita la revisione della regolamentazione e il crescente costo del debito quali fattori critici. Inoltre, ai prezzi attuali il titolo ha una valutazione che riflette pienamente le potenzialità dopo una sovraperformance del 25% da inizio anno rispetto al settore. Comunque Enel potrebbe riallocare il debito sulle controllate meno indebitate, in particolare sulla spagnola Endesa.

Il blocco al nucleare favorisce ancora la controllata, Enel Green Power (+0,89% a 1,935 euro), che con Generali ha finalizzato oggi l’accordo con Terrae, la società che ha lo scopo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero, e Anb (Associazione Nazionale dei Bieticoltori), per l’acquisizione di una quota del 15% ciascuno del capitale sociale di Terrae.

Viene così collocato il 30% del capitale della società che ha come suo obiettivo la promozione e lo sviluppo di progetti per la generazione di energia elettrica da biomasse, alimentati da filiere locali. Si punta a riunire in un unico soggetto tre componenti indispensabili: quella agricola, che dispone delle filiere per la produzione da biomasse, quella industriale, per gestire la generazione di energia, e quella finanziaria, per garantire il sostegno alla realizzazione dei progetti di investimento.

fonte MF

La giustizia italiana non funziona? La soluzione:Il “fai da te”!!!

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Assalto al mobilificio Aiazzone di Pognano

 

(Teleborsa) – Roma, 2 giu – Clienti e dipendenti del mobilificio Aiazzone di Pognano, nella Bassa Bergamasca, sfogano la propria rabbia con un assalto collettivo ai magazzini dell’azienda. A scatenare la furia dei clienti il fatto di aver pagato merce mai consegnata mentre i dipendenti sono ancora in attesa di stipendio arretrato.

Era già da un mese che si verificavano furti saltuari ma ieri si sono mossi in massa, con un centinaio di automezzi, portandosi via mobili, cucine, divani, letti, accessori per la casa e addirittura parti dell’edificio.

Le persone trovate dai carabinieri ancora all’interno del magazzino, italiani residenti nella zona e famiglie di extracomunitari, potranno essere denunciate dal curatore fallimentare di Aiazzone per furto, violazione di proprietà e danneggiamento. Parte della merce è stata recuperata.

Suicida l’imprenditore Mascagni si pensa a difficoltà economiche

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L’ex presidente dell’Api, 57 anni, si è sparato a una tempia. L’ha trovato il figlio 26enne. Nessun biglietto di addio. Una settimana fa aveva concluso la trattativa con i sindacati per il contratto di solidarietà.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/06/01/news/suicida_l_imprenditore_mascagni_la_sua_azienda_in_difficolt_economiche-17061225/