IMPRESECHERESISTONO

Per chi vuole continuare a fare impresa

Archivio per maggio 2011

EVENTO Emilia Romagna – Giovedi’ 23 Giugno Ore 16:30, San Lazzaro di Savena (BO)

Pubblicato da ICR su maggio 31, 2011

Imprenditrice/ore, Collaboratore, Cittadina/o, prenditi qualche minuto per riflettere.
Sei DAVVERO sicuro di conoscere le REALI cause e gli effetti di questa Globalizzazione malgestita?
Pensi che sia impossibile provare a cambiare le cose? Attenzione: questo Nuovo Sistema Economico di sfruttamento sta già arrivando anche in Europa!
Guarda con attenzione QUESTO filmato: le immagini sono forti, ma rappresentano la terribile, cruda Realtà!

Dobbiamo renderci conto di essere nel bel mezzo di un vero e proprio “CAMBIAMENTO EPOCALE”, che ha prodotto un intollerabile sfruttamento dei Popoli dei Paesi emergenti: tutto quello che vedrai sta già portando anche presso di noi effetti devastanti e ci costringerà, prima o poi, ad accettare condizioni simili, per sopravvivere.

Buona Visione … ti abbiamo aspettato il 23 Giugno presso il Circolo “Ca’ de Mandorli” a S.Lazzaro (BO), dove la Delegazione ha organizzato un Incontro ad ingresso libero, rivolto non solo agli Aderenti ICR, ma anche – e soprattutto – a tutti coloro che avessero desiderato partecipare, provenienti da qualunque Regione.
Siete arrivati da Piemonte, Lombardia, Friuli, Puglia ed Emilia Romagna ma vi aspettavamo più numerosi … pazienza.
Le Istituzioni – come sempre – hanno brillato per la loro assenza, forse perché non c’erano nastri da tagliare, voti da rincorrere o favori da concedere: siamo stati, comunque, bene e lasciamo sempre la porta aperte alle “Persone di buona volontà”.

In ogni caso, l’invito è sempre valido:Imprenditore inizia, insieme ai tuoi collaboratori, anche tu a dire la Tua!

Se ritieni che siamo oramai arrivati alla totale intollerabilita’ di burocrazia e vessazioni (Equitalia) fatti sentire, attraverso il Blog o scrivendoci una e-mail! Faremo il punto su quanto sia difficile continuare a fare Impresa oggi in Italia!

Insieme ad Imprenditori come te, coinvolgendo anche i Collaboratori, ricerchiamo e proponiamo da tempo soluzioni efficaci (e lecite) che ci permettano di continuare a lavorare ed investire!

Anche Economia Italiana ha voluto darci un po’ di visibilità e per questo le siamo grati.

Articolo pubblicato su Economia Italiana

Locandina Ufficiale dell’Evento

Clicca per scaricare

Diffondi il nostro messaggio il piu’ possibile e ricorda che … PIU’ SIAMO E PIU’ CONTIAMO !!!

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IL COSTO DEL LAVORO: MELON E SCALENGHE AD AGORA’

Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su maggio 30, 2011

Dall’ora 1:43:10 circa.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-47509df0-bed3-4543-8161-c72aafb42a5e.html#p=0

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CONFINDUSTRIA A TREVISO “CORTEO SILENZIOSO”

Pubblicato da ICR su maggio 28, 2011

… Ma che sorpresa! Dal “Corriere della Sera” a pag.49,titolo a caratteri cubitali “gli  indignati di Treviso,industria in marcia” interessante “l’analisi” di Dario Di Vico che inizia così:…ancora industriali in corteo e stavolta non sono,come a Torino nel 2009,i comitati spontanei di IMPRESECHERESISTONO ma uomini e donne d’azienda regolarmente iscritti a Confindustria …ecc.

Sono graditi commenti!!!

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Articolo La Stampa

Pubblicato da ICR su maggio 26, 2011

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NOVITA’ SISTRI.

Pubblicato da ICR su maggio 26, 2011

RIFIUTI : RAGGIUNTA INTESA, SISTRI PARTIRA’ IL 1 SETTEMBRE PRESTIGIACOMO,SOLUZIONE CONIUGA TRASPARENZA E SEMPLIFICAZIONE
Una intesa per rimodulare l’ entrata in funzione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti
speciali e pericolosi é stata raggiunta ieri a tarda sera fra il Ministero dell’ Ambiente e le principali organizzazioni imprenditoriali, Confindustria e Rete Imprese. Il sistema, previsto dal 1 giugno, partira’ dal 1 settembre prossimo. L’ accordo, si legge in una nota del ministero dell’ ambiente, ” recepisce le esigenze evidenziate nelle ultime settimane dagli operatori del settore ribadendo il valore del Sistri quale importante strumento di legalità e trasparenza nel delicato campo dei rifiuti”.
“Abbiamo cercato e trovato una soluzione condivisa – afferma il Ministro Stefania Prestigiacomo – nel comune intento di mettere in campo un sistema capace di coniugare trasparenza, semplificazione amministrativa, tutela della legalità. Un sistema che é stato pensato per agevolare il lavoro delle
imprese non certo per complicarlo. Credo che la rimodulazione in chiave di progressività dell’ entrata in vigore del Sistri sarà utile a collaudare al meglio il sistema e aiuterà le aziende a prendere confidenza con le nuove procedure elettroniche”.
(ANSA).

RIFIUTI: RAGGIUNTA INTESA, SISTRI PARTIRA’ IL 1 SETTEMBRE (2)
Secondo l’ intesa raggiunta, il Sistri
entrerà in vigore:
- il 1° settembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano più di 500 dipendenti, per gli impianti di smaltimento, incenerimento, etc. (circa 5.000) e per i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui superiori alle 3.000 tonnellate (circa 10.000);
- il 1° ottobre 2011 produttori di rifiuti che abbiano da 250 a 500 dipendenti e “Comuni, Enti ed Imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania”;
- il 1° novembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 50 a 249 dipendenti;
- il 1° dicembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 10 a 49 dipendenti e i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui fino a 3.000 tonnellate (circa 10.000);
- il 1° gennaio 2012 per produttori di rifiuti pericolosi che abbiano fino a 10 dipendenti.Sono inoltre previste procedure di salvaguardia in caso di rallentamenti del sistema ed una attenuazione delle sanzioni nella prima fase dell’ operatività del sistema.

(ANSA).

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Dicono di noi…23.05.

Pubblicato da ICR su maggio 24, 2011

Categoria: Politica

In Regione Campania

Impresecheresistono, incontro con l’assessore Vetrella

Sergio Vetrella, assessore ai trasporti ed alle attività produttive della Regione, ha incontrato nei giorni scorsi una delegazione di imprenditori che fanno capo a “Impresecheresistono” della Campania. Nel colloquio, sul tappeto ci sono state le numerose questioni che riguardano il mondo produttivo, con al primo posto la Legge sulla certezza dei pagamenti.
La delegazione, accompagnato da Ernesto Caccavale, responsabile per i rapporti istituzionali del Presidente Stefano Caldoro, era composta da Michele Prisco, imprenditore di Napoli, Alfonso Mastantuoni di Avellino, Vito Campagnuolo di Caserta e Pietro Di Lorenzo di Benevento.
Breve ma intenso l’incontro, al termine del quale l’assessore ha dichiarato tutta la sua disponibilità ad intervenire sulle questioni concrete anche delle singole realtà imprenditoriali. “Senza inutili proclami, ma con azioni mirate al problema specifico, forse con questo si può finalmente passare dalle parole ai fatti”, è stata la sintesi compiuta dal responsabile di Icr Campania, Pietro Di Lorenzo.
 
 

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Comunicato Stampa al Sole 24 ore dal Movimento Anti-Equitalia

Pubblicato da ICR su maggio 23, 2011

 

Leggi l’articolo intero.

E che banchiere, lo stimatissimo Mario Draghi, addestratosi proprio alla Goldman Sachs, la più potente lobby usuraia mondiale, che con l’aggiotaggio delle sue contigue agenzie di rating, in costante assalto all’eurozona, oltre ai comparti strategici di una nazione, con la forte leva speculativa dei derivati, ha lucrato risorse la cui dimensione ha mandato in default anche direttamente intere nazioni.

 

Viceversa in quell’area partitica avrebbero dovuto emergere le competenze economiche in politica sociale di Mario Baldassarri, che è più autorevole.

 

Inoltre il presidente della Camera non ci risulta aver mai realmente contrastato specificamente questo sbagliato modo di attuare le pur giuste prerogative statali con uno strumento talmente illogicamente iniquo, che ben palesa numerosi profili di incostituzionalità nella sua normativa di riferimento, rispetto ad es. agli Artt. : 53 (pagare in base alle possibilità), 4 (diritto al lavoro), 47 (tutela del risparmio)-comma 2 (per la proprietà della casa) ecc…ecc…

Ne che si sia speso per accertare la vera entità del maltolto da restituire all’erario, che le banche hanno potuto eludere per via contabilmente artificiosa ma efficace, grazie alla legislazione compiacente ed inerte in materia : centinaia di miliardi di euro, così detratti al fisco con gli strumenti derivati e le inique elusive cartolarizzazioni. Somme ingenti di disavanzo per le quali poi gli stessi tecnocrati di Bankitalia, inducono il fisco a depredare i bisognosi per reintegrarne il gettito !

 

Motivazioni tutte per le quali rifiutiamo ogni accostamento partitico, sia con il FLI che con altri, mentre confermiamo la nostra più totale apertura a partecipare ad ogni opportuno dialogo trasversale con TUTTE le rappresentanze politiche in parlamento, per reintegrare le giuste norme di tutela nel ns.codice civile, conseguire una revisione più etica del sistema di riscossione e delle penalità da infliggere agli inadempienti e ben separare le fattispecie di soggetti che hanno denunciato redditi, ma non sono stati in grado di adempiere al fisco per sopraggiunte cause di impossibilità (e meritevoli di strumenti idonei a consentire il pagamento nel tempo), dai grandi evasori reali, che omettono di denunciare le loro attività economiche o peggio dalle soc. speculative, cui si è consentito per artifici legislativi addirittura eluderle, categorie cui invece applicare tutte le penalizzazioni previste, senza escludere la confisca dei beni accumulati in frode allo Stato sociale e agli onesti contribuenti.

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Robert Kennedy un discorso fantastico

Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su maggio 20, 2011

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IL BUON “BEFERA” CI AMA…

Pubblicato da ICR su maggio 19, 2011

Il 5 Maggio Attilio Befera chiedeva una riduzione degli atteggiamenti vessatori del fisco.

Ieri emana questa circolare:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/8207910046e6b71886c5eff86a21a01d/Cir21e+del+18.05.11.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=8207910046e6b71886c5eff86a21a01d

E’ diventato un politico anche lui.

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Ministro, vuole fare il Ministro?

Pubblicato da ICR su maggio 19, 2011

Esortiamo chi di dovere ( MIN.FRATTINI) ad occuparsi delle faccende che gli competono, per le quali viene strapagato, e la stampa tutta a fare il proprio di dovere, ossia mettere la giusta pressione affinchè drammi come questo vengano risolti.

 ULTIMATUM:
Drammatiche telefonate da parte degli italiani sequestrati sulla Savina Caylyn, costretti a leggere ai parenti al telefono un ultimatum dei pirati: “O l’armatore invia un fax immediatamente, dove accetta le nostre condizioni, 16 milioni di dollari come riscatto, oppure entro domani mattina, porteremo a terra il Comandante, il Direttore di Macchina e il Primo Ufficiale”.

Esclusivo – 18 maggio 2011 – Somalia – Sequestro Savina Caylyn, ultimatum dei pirati.
Lo dicevamo nei giorni scorsi e adesso arriva la conferma che la trattativa non ha ancora avuto avvio. Questo silenzio intorno alla vicenda dei nostri marinai sequestrati nel mare dei pirati in Somalia, ci faceva stare in apprensione. La sensazione è ora confermata dalla telefonata odierna dei marittimi italiani. L’assordante silenzio e questa incertezza nel muoversi per cercare una soluzione al sequestro dell’imbarcazione italiana Savina Caylyn, con relativo equipaggio, ha spinto i pirati somali a “dettare” un ultimatum, che, a turno, hanno letto i 5 ostaggi italiani ai parenti, durante una telefonata giunta proprio oggi. Un ultimatum carico di tensione che si riassume in questa semplice frase ripetuta dai nostri 5 italiani a bordo della petroliera sequestrata davanti le coste somale: “O l’armatore invia un fax dove accetta le nostre condizioni, 16 milioni di dollari come riscatto, oppure entro domani mattina, porteremo a terra il comandante, il Direttore di Macchina e il primo Ufficiale”. Telefonata che ha gettato nello sconforto i parenti dei nostri marittimi, che si sentono totalmente abbandonati e che chiedono a gran voce che il governo italiano, nella persona del ministro Frattini, si faccia carico di risolvere la questione.
La preoccupazione dei parenti italiani per la sorte dei loro cari, aumenta di ora in ora,
A rendere ancora più preoccupante l’interminabile attesa, che ricordiamo dura da oltre 3 mesi, è stata la telefonata intercorsa alcuni giorni fa tra gli uomini della Savina Caylyn e l’armatore. Una chiamata che l’armatore, dietro suggerimento della Farnesina, non ha voluto fare ascoltare ai parenti dei nostri italiani sequestrati. Telefonata che evidentemente si è cercato di celare, almeno in parte, non si bene per quale motivo. In parte perché, notizia di oggi, questa conversazione registrata tra ostaggi e armatore, è stata fatta sentire ad alcuni parenti proprio oggi pomeriggio presso la Farnesina: la comunicazione in questione è stata “ripulita” e presentava diversi tagli. In quella conversazione montata ad hoc, oltre alle solite frasi di rito sullo stato di salute dell’equipaggio, si è appurato che l’imbarcazione è stata spostata di 50 miglia per avere una posizione migliore, in quanto con l’arrivo dei monsoni, si creerebbero dei problemi. Ovviamente non è dato sapere cosa altro si siano detti, rapiti e armatore, ma ,evidentemente, non essendoci stato seguito a quella comunicazione, i pirati hanno deciso di accelerare con l’ultimatum fatto lanciare ai 5 italiani questo pomeriggio intorno alle 14,30/15. Un’altra notizia certa, al di là dell’ultimatum in questione. è che la nostra imbarcazione ha grosse carenze di carburante e che gli ostaggi hanno riferito ai parenti di fare pressioni sul nostro governo, in quanto l’armatore non potrà certamente far fronte a tale esorbitante richiesta (16 milioni di dollari). Con questo comunicato da parte dei pirati, adesso la patata bollente passa al nostro Ministero degli Esteri. La pericolosità della situazione è evidente e non è per niente un buon segno, la volontà dei pirati di portare a terra 3 dei nostri connazionali rapiti.

FONTE: LIBEROREPORTER

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Parlando di numeri…e di debito pubblico!

Pubblicato da ICR su maggio 18, 2011

Di questo passo ci chiediamo : “Ma il debito pubblico?”

Non vorremmo mai che questo genere di ragionamento Lira Euro alla fine ci avesse fregato!!

Ministro: Ci facci due conti Lei please.

:-)

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commenti? ….. (fonte sole 24 ore)

Pubblicato da ICR su maggio 16, 2011

Il business delle Pmi dimentica il web

Rosalba ReggioCronologia articolo16 maggio 2011.Questo articolo è stato pubblicato il 16 maggio 2011 alle ore 06:38
Troppo passive nella crisi. E non solo. Credono nel mantenimento della proprietà e della gestione della propria azienda all’interno della famiglia; non si aprono al capitale esterno; non hanno fatto esperienze di aggregazioni con altre aziende; non comprano né acquistano su internet. Sono le piccole e medie imprese italiane che si mettono a nudo nella struttura, nelle strategie e nelle convinzioni attraverso lo studio “Costruire il futuro. Pmi protagoniste: sfide e strategie” elaborato dal Centro studi di Confindustria. Un lavoro che ha scavato nel vero tessuto economico italiano – quello formato da imprese con meno di 250 addetti – attraverso questionari che hanno raccolto informazioni su 508 attività del Paese.
Dalle molteplici fotografie emergono luci e ombre. Si scopre così che al fianco di una ancora forte spinta all’imprenditorialità che caratterizza l’Italia si evidenzia una forte resistenza al ricorso a risorse extra familiari. Di fronte al problema del passaggio generazionale, infatti, il 55% del campione ha ritenuto il mantenimento di proprietà e gestione dell’azienda all’interno della famiglia la migliore strategia da adottare. Circa il 24%, invece, ricorre a manager pur mantenendo la proprietà e solo il 10% ricorre a manager e apre il capitale a soggetti esterni.
«Il dato non sorprende – spiega Gianluca Spina, presidente del Mip Politecnico di Milano – perché la difesa del modello familiare decresce con l’aumento dimensionale dell’impresa. Nel nostro Paese il numero di aziende molto piccole è altissimo e la resistenza al capitale esterno è conseguenza diretta della dimensione».
Nell’identificare il principale fattore di successo della propria impresa, il campione risponde con una quota significativa (40%) segnalando la qualità del prodotto. Segue con una percentuale ben inferiore (23,8) il prezzo e il contenuto tecnologico particolarmente avanzato del prodotto (12,7%). Proprio sull’innovazione di prodotto, infatti, si sono concentrati gli sforzi della maggior parte delle imprese. Ben il 74,4% del campione ha infatti introdotto negli ultimi cinque anni delle innovazioni o dei cambiamenti rilevanti su prodotti esistenti o ne ha inventati di nuovi. Alta anche la percentuale di imprese che hanno innovato il processo di produzione, l’organizzazione del lavoro e la commercializzazione. Uno sforzo che potrebbe essere maggiore se, per il 49,3% degli intervistati, non vi fosse una congiuntura economica sfavorevole, se le banche fossero più disponibili a finanziare i progetti (22,9%), se il quadro normativo amministrativo fosse migliore (11,6%).
Se il prodotto resta di qualità e concentra investimenti delle imprese, la rete resta invece ancora sottoutilizzata. Solo il 14,3% infatti vende attraverso internet. Anche gli acquisti sono un’eccezione: solo il 10,2% del campione compra online materie prime e semilavorati e l’8,2% prodotti finiti. Più alta la percentuale di servizi bancari, il 31,2% e di servizi in generale 18,2%.
Sul fronte dell’aggregazione non va meglio. Il 56% del campione, infatti, non ha mai fatto esperienze di alleanze o joint venture con altre imprese. «Una realtà che frena la crescita – spiega Spina – perché essere piccoli non consente vere politiche di internazionalizzazione. Se l’impresa si limita a vendere all’estero i propri prodotti non sarà in grado di sfruttare le opportunità del mercato».
Difficile crescere, però, senza aprire il capitale all’esterno. Fenomeno che neanche la crisi economica ha favorito perché il 70% delle imprese interpellate ha dichiarato di non averlo fatto. «In Italia – conclude Spina – c’è uno spazio importante per operazioni di private equity sulle piccole imprese. Penso a operazioni industriali – e non finanziarie – di almeno cinque anni, con bassa leva finanziaria in partnership con la proprietà o con i manager dell’azienda. L’esperienza ha infatti dimostrato che sono queste le operazioni vincenti. L’ingresso di capitali esterni, infatti, può avere successo se si accompagna alla valorizzazione del patrimonio di informazioni e di conoscenze di chi ha guidato l’impresa nel tempo». Solo il 29,8% del campione, però, ha apportato nuovi capitali all’impresa perché – come recita l’analisi dell’ufficio studi di Confindustria – «la maggior parte dei piccoli imprenditori ha affrontato il periodo recente con un atteggiamento passivo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Dimensioni
PICCOLO NON È PIÙ BELLO
È la percentuale di Pmi che ritiene la crescita dimensionale un elemento per controllare meglio i mercati con reti commerciali. Tra gli altri vantaggi: maggiore innovazione (65,8%), maggior presidio sui mercati esteri (62%) e aumento della produttività (54%)
Poche transazioni in rete ad eccezione dei servizi bancari
Le imprese dichiarano di utilizzare poco internet per acquisti e vendite. Il dato più significativo, meno di un terzo delle imprese, è registrato dagli acquisti di servizi bancari.
Mercato interno, poca aggregazione e patrimoni familiari
Questa la foto del campione di industrie analizzato dallo studio. Le piccole dimensioni frenano l’internazionalizzazione

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e mentre NOI ITALIANI ci concentriamo sulle solite cazzate …

Pubblicato da ICR su maggio 14, 2011

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-05-14/germania-cancella-crisi-081004.shtml?uuid=Aap6u2WD

… un paese come la Germania è riuscito(dandosi da fare)a lasciarsi alle spalle la crisi economica. Questo è l’esempio di come il problema si affronta e si risolve.

Complimenti!!!

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SISTRI E ANCORA SISTRI

Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su maggio 13, 2011

Impresecheresistono citata in questi articoli per l’iniziativa contro il Sistri.

http://www.guidambiente.it/pf/testo_news/14995/Sistri+il+Click+Day+un+flop+per+le+impresenbsp

http://www.corrierecomunicazioni.it/news/82909/sistri_il_click_day_supera_la_prova

Ora serve la stampa locale…

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LA PETIZIONE ON LINE DI ICR VIENE DIVULGATA.

Pubblicato da ICR su maggio 12, 2011

Sistri: arriva la petizione online per bloccare il nuovo sistema

Scritto da Anna Tita Gallo   
Giovedì 12 Maggio 2011 12:03
 http://www.greenbiz.it/panorama/italia/2181-sistri-arriva-la-petizione-online-per-bloccare-il-nuovo-sistema-
 

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Archiviato il Click Day, che comunque non ha dato esiti del tutto brillanti, il Sistri si prepara a partire. Il 1° giugno è il giorno fissato per il debutto del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, ma c’è chi lotta ancora per bloccarlo. E’ il caso di ImpreseCheResistono, che offre online la possibilità di firmare un appello per fermare l’entrata in vigore del Sistri. C’è ancora speranza?

Sono soprattutto piccole aziende (per l’80% del totale) a comporre questo comitato apartitico e che non fa capo ad alcuna associazione, nato nel 2009 per “difendere occupazione e impresa”, come si legge sul suo sito. Tra le varie battaglie intraprese, ci sono quelle contro l’indifferenza della politica, contro la pressione fiscale tra le più alte d’Europa, contro la burocrazia esasperante, contro l’inadeguatezza delle associazioni di categoria, ma anche contro le tentazioni di andarsene dall’Italia e, ultimamente, proprio contro il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti messo a punto dal governo.

Appello urgente”, si legge in testa al documento che ICR invita a firmare “per il blocco dell’entrata in vigore del sistema Sistri e per lo studio di un nuovo sistema per la tracciabilità dei rifiuti più efficiente e meno oneroso per le imprese”.

Fermo restando che sia necessario confezionare uno strumento per contrastare lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, non è il Sistri, secondo ICR, l’unica soluzione possibile, visto che gli addetti ai lavori si troveranno di fronte ad una burocrazia che non riescono a comprendere, che sostituisce i vecchi registri imponendo costi annuali e l’utilizzo di dispositivi che non sono affatto efficienti.

Ma è un testo di legge il punto di riferimento delle ICR per ritenere il Sistri inammissibile. Si tratta dello “Statuto delle imprese”, approvato quest’anno dalla Camera, il cui art. 5 recita:

Lo Stato, le regioni, gli enti locali e gli enti pubblici sono tenuti a valutare l’impatto delle iniziative legislative e regolamentari, anche di natura fiscale, sulle imprese, prima della loro adozione”.

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REFERENDUM 12/13 GIUGNO

Pubblicato da ICR su maggio 12, 2011

Pur non esprimendo opinioni a favore o contro le leggi proposte dal referendum per l’abrogazione, riteniamo che sia un diritto per ogni italiano essere messo a conoscenza dell’esistenza di tale appuntamento e la relativa grande importanza che questo strumento ricopre in una democrazia.

Invitiamo quindi tutti ad andare a votare come si crede meglio, ma di partecipare. Deve finire l’epoca del non voto ai referendum, perchè non ne riconosciamo l’importanza. Raggiungere il quorum significa mandare un messaggio forte e chiaro alla politica tutta. I cittadini ci sono, sono vivi e svegli, ed utilizzano questo strumento per esprimere la propria opinione sull’operato dei partiti.

Alleghiamo un link informativo relativo al modus “votandi” da utilizzare per abrogare o meno le leggi in questioni.

Referendum 12 /13 giugno 2011: tutti i quesiti

RICHIAMIAMO L’ATTENZIONE SUL FATTO CHE I MEDIA IN GENERALE NON STANNO INFORMANDO L’OPINIONE PUBBLICA DELL’ESISTENZA DEL REFERENDUM LEDENDO IL DIRITTO STESSO DEL CITTADINO AD ESSERE INFORMATO. ANCHE PER QUESTO DOBBIAMO PARTECIPARE…. NON CI STIAMO.

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Prima del 22 maggio niente tribune e messaggi autogestiti sui canali RAI che in televisione otterranno solo un unico spazio su RAI 3 alle 9 del mattino. La RAI, il servizio pubblico nazionale a un mese o poco più di distanza, continua a non parlare e pubblicizzare i referendum previsti per il 12 e il 13 giugno 2011 che, allo stato attuale, chiameranno i cittadini ad esprimersi su quattro quesiti: il legittimo impedimento, due sulla privatizzazione dell’acqua pubblica e infine il ritorno del nucleare. Tuttavia, l’anarchia vige sovrana in parlamento riguardo alla campagna di informazione e alla regolamentazione della par condicio da parte dei media.

FONTE

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Nell’ultimo decennio Italia ultima al MONDO!

Pubblicato da ICR su maggio 12, 2011

MA NOI STIAMO MEGLIO DI ALTRI…  ;-)

In una classifica stilata dal Fmi il nostro Paese risulta 179esimo. Solo Haiti, colpita da un devastante sisma, fa peggio. In dieci anni il Pil è cresciuto del 2,43%, contro il 12,53 della Francia, il 17,77 degli Usa e il 170% della Cina

autore: artemuestra, da flickr (immagini di autore: artemuestra, da flickr)
Non siamo ultimi, ma soltanto perché dietro di noi c’è un Paese che ha subito uno degli eventi catastrofici naturali più pesanti della storia recente dell’umanità: Haiti. Quindi, in realtà, negli ultimi dieci è l’Italia il Paese che è cresciuto di meno al mondo. Un primato piuttosto allarmante e sorprendente se si considera che a comporre la classifica sono ben 180 Paesi. I dati sono del Fondo monetario internazionale e sono stati elaborati dal quotidiano spagnolo El Pais e poi ripresi oggi da La Repubblica.

Dunque, l’Italia è ferma al palo in termini di crescita. Per dieci anni (7 dei quali a guida Berlusconi) abbiamo viaggiato ad una velocità ridottissima: la ricchezza è cresciuta solo del 2,43% e dopo la grande recessione il pil procapite è tornato ai livelli del 1998. Certo, anche molti altri Paesi europei si ritrovano in fondo alla classifica, anche se il loro risultato è comunque almeno triplo rispetto a quello dell’Italia. Ci sono il Portogallo ( 6,47 per cento), la Germania (172 posto con un Pil in crescita dell’8,68 percento) che ha pagato pesantemente la recessione, ma che ora è ritornata, grazie all’export, a fare da locomotiva. E poi più distanti la Francia, piazzata al 162 posto con un Pil che è cresciuto in dieci anni del 12,53 per cento, la Gran Bretagna (157esima, 15,41 per cento), gli Stati Uniti (152esimi, 17,77 per cento), la Spagna (144esima, 22,43 per cento) e la Grecia (132esima, 28,09 per cento).

Su un altro pianeta le economie cosiddette emergenti: il loro Pil è aumentato cinque volte tanto quello delle economie tradizionali. La Guinea Equatoriale, il Paese che guida la classifica, è cresciuta di oltre il 380%. Il Qatar, il Turkmenistan e l’Azerbaigian di oltre il 230%. Ma al sesto posto c’è il vero mostro della crescita, la Cina, con il 170%.

Dunque, il declino italiano è tanto evidente quanto pesante. E le prospettive per il futuro prossimo non sono certo incoraggianti. Sono sempre del Fmi le previsioni di crescita per il 2010 e il 2011: 1%. Performance ampiamente inferiore a una media euro che comunque stenta a riprendere slancio dopo la pesante battuta d’arresto del 2009. “In Italia – spiega il Fmi – la ripresa dovrebbe essere ancor più sotto tono dal momento che il persistere di un problema di competitività limita i margini di crescita delle esportazioni, mentre il programma di consolidamento di bilancio indebolisce la domanda privata”.

da rassegna.it

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UDITE UDITE….

Pubblicato da ICR su maggio 12, 2011

Per il Fmi la ripresa globale guadagna forza, ma non in Italia.

Nel documento di sei pagine del Fmi con la diagnosi e la cura prescritta per l’economia italiana, a sorpresa, spunta la richiesta di permettere ai Comuni di tassare anche le prime case. Il federalismo, spiega il Fondo, è cosa buona. Ridurre la dipendenza dai trasferimenti dello Stato centrale per le amministrazioni locali, può aumentare l’efficienza fiscale. “A questo fine”, scrivono però gli esperti del Fmi, “alle autorità locali dovrebbe essere permesso di tassare tutte le proprietá immobiliari”.

Siccome la riforma federalista ha introdotto l’Imu solo sulle seconde case e sul commerciale, è ovvio il riferimento alla possibilità di tassare anche le abitazioni di residenza. Non solo. Il Fondo consiglia anche di attuare un federalismo a due velocità, facendo partire prima chi è più avanti e poi gli altri, oltre a chiedere, sempre tra le righe, l’abolizione delle Province. Il Fondo guidato da Dominique Strauss-Kahn chiede anche di semplificare il sistema di tassazione italiano, considerato troppo complicato e a rischio di “abuso”.

LEGGI TUTTO…

CERTO CHE STRAUSS HA CAPITO TUTTO… DIMINUIRE LA DIPENDENZA DAI TRASFERIMENTI DELLO STATO CENTRALE… FACCIAMOCI UNA RISATA.

DOVREBBE ESSERE LO STATO CENTRALE A DIMINUIRE LA DIPENDENZA DEI TRASFERIMENTI DALLE TASCHE DEI CITTADINI.

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In diecimila contro Equitalia

Pubblicato da ICR su maggio 12, 2011

In diecimila contro Equitalia  Cappellacci: fondo anti crisi

Alcuni manifestanti protestano contro Equitalia (foto di Giuseppe Ungari)

LA STANCHEZZA ED IL RIFIUTO A SOCCOMBERE AD UN SISTEMA PALESEMENTE INIQUO COMINCIA TANGIBILMENTE A MANIFESTARSI

E’ un Consiglio regionale completamente circondato e blindato dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa quello che gli oltre diecimila manifestanti, in corteo a Cagliari per protestare contro le cartelle di pagamento Equitalia, si sono trovati davanti nella sede di via Roma.

Durante la protesta, che ha letteralmente paralizzato il traffico cittadino, vengono gridati diversi slogan non solo contro Equitalia ma anche contro i politici regionali e nazionali colpevoli di “pensare solo alle poltrone”. Fra i simboli che vengono portati dai manifestanti, che chiedono anche futuro e lavoro, tre avvoltoi stilizzati con su scritto Equitalia – Politici – Stato, ma anche una cassa da morto in cui giacciono le “Partite iva”, e cartelli con la scritta “Uniti possiamo cambiare”. Il corteo ha fatto una breve sosta davanti agli uffici di Equitalia Sardegna per poi spostarsi verso il Consiglio regionale.

LA RISPOSTA – La Regione, oggi stesso, con un provvedimento della Giunta, chiederà al Governo di dichiarare lo stato di crisi territoriale proponendo una moratoria per le cartelle fiscali di Equitalia. Lo ha annunciato il governatore Ugo Cappellacci incontrando una delegazione dei manifestanti. La Giunta si appresta anche a creare un fondo anti crisi di 10 milioni di euro destinato alle imprese indebitate con Equitalia. Ulteriori 10 milioni saranno invece riservati alle famiglie meno abbienti per far fronte agli obblighi di natura tributaria (500 euro al mese a famiglia dal Fondo povertà della legge regionale 1/2009), mentre 30 milioni confluiranno in un pacchetto di garanzie che, attraverso la sfirs, possa ridare fiato alle imprese del Sulcis-Iglesiente, le più colpite dalla crisi, consentendo l’accesso al credito in maniera più semplice e diretta (co-garanzia).

Già la settimana prossima Cappellacci incontrerà i vertici nazionali dell’agenzia delle Entrate, Equitalia e Inps per definire un sistema di accompagnamento delle imprese ai pagamenti, mentre un ulteriore confronto è previsto con il sistema bancario per superare alcune rigidità. “Porteremo avanti questi provvedimenti con determinazione – ha assicurato il governatore – perché è un diritto del territorio ottenere un aiuto per risolvere il problema. E’ una situazione che ben conosciamo – ha aggiunto – con il ricorso di strumenti, talvolta sono a dir poco abnormi, all’interno di un sistema totalmente iniquo”. Parzialmente soddisfatti i rappresentanti dei manifestanti che hanno chiesto da subito il blocco della “svendita delle prime case con le aste” e lo sblocco dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, attivando la compensazione tra debiti e crediti.

NON ESITE CHE OCCORRA CHIEDERE MORATORIE O CREARE FONDI… ESISTE CHE IL POTERE POLITICO SI RENDA CONTO CHE OGGI NON SI PUO’ PIU’ CHIEDERE DI PAGARE CIFRE ORAMAI ESORBITANTI PER MANTENERE LE SEDIE A COLORO CHE NON SONO IN GRADO DI GOVERNARE.

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Intervista a Laura Costato sul pagamento della quota associativa ad Assolombarda

Pubblicato da ICR su maggio 12, 2011

Il dottor Stefano Imbruglia ha contattato due volte Assolombarda Milano per la replica all’intervista, sino ad oggi non ha avuto risposta.

ASCOLTA L’INTERVISTA SU RADIO RADICALE.

Pubblicato in: Icr | 9 Commenti »

 
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