2-3 Aprile: Riunione Comitato Direttivo a Bologna – Comunicato Stampa per le redazioni Tele-Giornalistiche : Contribuisci con un tuo post!

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Oggetto: Comunicato Stampa: 2-3 Aprile 2011 – ImpreseCheResistono riunisce il Comitato Direttivo a Castello d’Argile (BO)

Gentile Redazione,
(e p.c. Presidenza Nazionale ICR, Luca Peotta),
sono Maurizio Anselmi, Delegato regionale per l’Emilia Romagna del Movimento Spontaneo delle PMI “ICR – ImpreseCheResistono” (www.impresecheresistono.org ).

Vi inoltro il Comunicato Stampa che illustra gli obiettivi dell’incontro in oggetto.

“Il 2 e 3 Aprile 2011 (in località La Budriola a Castello D’Argile, BO) si riunirà la Delegazione Nazionale di ICR-ImpreseCheResistono.

ICR è un Comitato Nazionale di Imprenditori che si riconoscono nella micro, piccola e media Impresa Italiana; apartitica, ICR tende ad essere la “voce critica” delle Associazioni, per scuoterle costruttivamente dall’interno.

Forti degli oltre 2.000 Imprenditori aderenti a livello Nazionale e stanchi dell’inutile e fazioso “chiacchiericcio mediatico” (che tratta solo di argomenti lontani anni luce dalle REALI ESIGENZE delle Micro,Piccole e Medie Imprese Italiane) i Delegati, sentendosi danneggiati dall’ormai gravissimo e nocivo immobilismo di Istituzioni, Classe Politica, Banche, Sindacati ed Associazioni, senza distinzioni di sorta, si riuniranno per considerare e proporre azioni concrete, a livello Nazionale ed Europeo:

  • Riscoprire e valorizzare l’Imprenditoria Italiana come reale Motore di sviluppo del Paese;
  • Separazione tra Banche d’affari e Banche per le Imprese e contemporanea Costituzione di una Banca Nazionale per lo Sviluppo;
  • Allineamento dell’Italia – con l’Europa – all’attuale politica di “sano protezionismo” portata avanti con successo in alcuni Settori degli USA: Dazi doganali di sbarramento all’ingresso di prodotti realizzati in violazione delle Leggi in vigore per le omologhe Imprese Europee;
  • Rendere consapevoli gli Stati Nazionali della improrogabile necessità di istituire VERE Politiche Industriali coordinate, per tentare di arrestare il processo di
    de-industrializzazione dell’Europa, che ha prodotto anche lo sfruttamento di Popoli e Genti, frutto del palese fallimento dell’ “Esperimento del WTO-OMC” (World Trade Organization -Organizzazione Mondiale del Commercio);
  • Ricerca di interlocutori nel Mondo della Politica, che siano disposti a rischiare i propri privilegi per tutelare gli interessi dei Cittadini Italiani e portare avanti insieme iniziative concrete, e di rapida attuabilità, come, ad esempio, l’adeguamento Italiano alla Normativa Europea sulla Certezza dei Pagamenti alle Imprese entro 60 giorni – (1.200 firme raccolte e presentate per sostenere il Disegno di Legge);
  • Altre istanze / proposte degli Aderenti.

Ricordiamo che “ImpreseCheResistono” è un gruppo di Imprenditori che  R E A G I S C O N O  :

  • all’indifferenza sostanziale della Politica
  • alla Pressione Fiscale tra le più alte d’Europa
  • alla cronica mancanza di Ordinativi causata dalla Globalizzazione malgestita
  • a Pagamenti MAI certi
  • ad una Burocrazia esasperante
  • ad un Sistema di Welfare inefficiente
  • all’illegalità tollerata, quando non legalizzata
  • al rapporto “asettico” delle Banche
  • alla inadeguatezza delle associazioni di categoria
  • alle “logiche spartitorie” prive di Meritocrazia
  • alle tentazioni di andarsene dall’Italia

E’ ora di dire BASTA!

Maurizio Anselmi, Delegato regionale per l’Emilia Romagna

Recapito Mobile 335-7473186 – Fisso C/O Esox Informatica www.esoxgroup.eu – Tel 051-864989

Recapiti durante l’evento del 2 e 3 Aprile C/O Agriturismo La Budriola – Via Budriola, 9 – 40050 Castello di Argile (BO)Tel 051-6861889

Le piccole e medie imprese non sono istituti di credito

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Le piccole e medie imprese non sono istituti di credito PDF Stampa E-mail
Economia - Varese
Mercoledì 23 Marzo 2011 10:20
Ovvio? Non per tutti, se ImpreseCheResistono, comitato nato nel 2009 e che oggi conta 1500 aziende aderenti in tutta Italia, si sta impegnando per la rapida attuazione di una proposta di legge, la 3753, che stabilisce la certezza dei tempi di pagamento. “Il problema è più grave di quanto si creda – commenta Massimo Mazzucchelli, imprenditore di Besnate e rappresentante lombardo del comitato -. Infatti le fatture saldate a distanza di mesi rischiano di compromettere la sopravvivenza delle piccole e medie imprese e qualcuno ne ha già fatto le spese, chiudendo i battenti”.

Traducendo la questione in numeri, secondo un’indagine dell’European Payment Index 2010, si scopre che un imprenditore italiano per vedersi pagare una fattura deve pazientare in media 96 giorni, che salgono addirittura a 186 se ha a che fare con un ente pubblico. Dati sconcertanti soprattutto se confrontati con quanto accade in Europa, dove in media l’attesa cala, rispettivamente a 55 e 63 giorni. L’Italia, dunque, è il Paese europeo dove i creditori se la passano peggio. Considerando che, secondo lo stesso istituto di indagine, per effetto della crisi la quota nazionale di crediti superiori a novanta giorni è aumentata dal 25 per cento del 2008 al 32 per cento del 2010, si può comprendere la preoccupazione di ImpreseCheResistono: “Se pagata in ritardo la piccola impresa, che generalmente non può contare su abbondanti risorse proprie, rischia di restare priva di liquidità, impossibilitata a far fronte, per esempio, agli stipendi dei dipendenti, alla rata del mutuo per il capannone o del leasing del nuovo macchinario – denuncia Mazzucchelli -. Con il risultato di ritrovarsi i conti correnti bloccati dalle banche, a un passo dal fallimento. Oppure capita che, dopo un’estenuante attesa, al momento di saldare, il cliente contesti la fornitura e si rifiuti di pagare. A quel punto al piccolo imprenditore non restano che le vie legali, ma le lungaggini di un processo equivalgono, di fatto, ad una perdita”.

Se la proposta di legge sulla certezza dei tempi di pagamento è sostenuta da ImpreseCheResistono è perché a subire gli effetti dell’attuale malcostume finanziario, che ha il costo non indifferente di 934 milioni di euro l’anno, sono soprattutto le PMI, che non solo hanno più difficoltà nell’accesso al credito, ma subiscono la forza contrattuale di grandi aziende, catene della grande distribuzione e pubblica amministrazione. “Visti i tempi che corrono, pur di prendere un ordine si accetta di essere pagati a distanza di mesi, un rischio potenzialmente letale”, conferma il referente lombardo di ImpreseCheResistono. Così gli enti di maggior solidità ne approfittano per scaricare sui loro fornitori il rischio di impresa dovuto alla mancanza di liquidità. In pratica, li usano come banche a costo zero.

Da qui l’idea di una legge, firmata da Marco Beltrandi (Radicali – PD) e Antonio Misiani (PD) ma che ha ottenuto un sostegno politico trasversale, che fissa i tempi di pagamento a 30 giorni, eccezionalmente prorogabili a 60. Dopo di che per i creditori inadempienti scattano gli interessi di mora. ”Attualmente la legge è in attesa di passare al vaglio della Commissione Giustizia e della Commissione attività produttive, quindi dovrà essere votata alle Camere e tradotta in realtà dai decreti attuativi, un iter che potrebbe durare un paio d’anni, troppo tardi anche per la direttiva europea nel frattempo emanata sul tema – spiega Mazzucchelli -. Noi, invece, chiediamo che la legge entri in vigore entro la fine dell’anno, altrimenti c’è il rischio che, nel frattempo, molte imprese chiudano. Tra l’altro, è lo stesso Statuto delle imprese, approvato dalla Camera proprio pochi giorni fa, a sollecitare il Governo a legiferare sulla questione. Perciò, di recente alcuni rappresentanti di ImpreseCheResistono hanno incontrato il segretario del PD Pierluigi Bersani che si è impegnato a sensibilizzare tutti i segretari e i capogruppo dei partiti sul tema. Intanto anche i piccoli imprenditori possono fare qualcosa: basta visitare il nostro sito internet: http://www.impresecheresistono.org, scaricare l’appello per l’urgente calendarizzazione della proposta di legge, firmarlo, timbrarlo e rispedirlo al numero di fax 011-6801338. Sul sito, poi, sono indicati i nomi di tutti i referenti locali del nostro comitato, che sono disponibili a fornire qualunque altra informazione in merito”.

In due mesi, l’appello di ImpreseCheResistono ha già raccolto 1200 firme in tutta Italia: “Ma è necessario l’appoggio di tutti se vogliamo far sentire la nostra voce e salvare le nostre aziende, rinsaldando l’ossatura dell’intero sistema economico italiano. Non dimentichiamo, infatti, che la proposta di legge non comporta alcun costo per lo Stato e garantisce alle PMI maggiore liquidità, con effetti positivi per tutti: più fondi, infatti, significano maggiori possibilità di investimento e di lavoro”, conclude Mazzucchelli.

La Gran Bretagna porta la tassazione alle imprese al livello più basso di tutto il G7

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www.asca.it

GB GOVERNO VARA FINANZIARIA MENO TASSE A IMPRESE PIU SGRAVI A PERSONE .
Roma, 23 mar – Il governo britannico ha presentato la legge finanziaria alla Camera dei Comuni. Il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha tagliato la previsioni sulla crescita economica del paese. Per il 2011 si prevede una variazione del Pil pari a +1,7% (+2,1% la precedente stima di novembre), per il 2012 Pil a +2,5% (+2,6% la precedente previsione). Invariata a +2,9% la stima sul Pil del 2013.

Il fabbisogno dello Stato viene limato da 148,5 a 146 miliardi di sterline per quest’anno, ma per il 2012 viene alzato da 117 a 122 miliardi. Stessa musica nel 2013 dove si passa da 91 a 101 miliardi di sterline.

La tassa sugli utili societari, attualmente al 28%, scendera’ del 2% dal mese di aprile e poi dell’1% all’anno per i prossimi tre anni, ”in modo da portarla al 23%”, ha spiegato Osborne.

Si tratta di un livello inferiore a quello della Francia (34%) e della Germania (30%).

Nessuna novita’ per l’aliquota massima sul reddito delle persone fisiche, per ora resta al 50%.

Ci sara’ invece un aumento delle detrazioni fiscali pari a mille sterline per le persone fisiche con reddito imponibile fino a 35 mila sterline all’anno.

La no-tax area sale a 8.015 sterline all’anno, resta confermato l’obiettivo di portarla a 10 mila nei prossimi anni.

Per le famiglie a basso reddito, gli assegni familiari per ogni figlio vengono aumentati di 255 sterline.

MA CHE COSA HANNO QUESTI INGLESI, FRANCESI, TEDESCHI IN PIU’ DI NOI PER ARRIVARE A CAPIRE CHE OCCORRE TUTELARE LE IMPRESE SE SI VUOLE SALVARE IL PAESE?
NON HANNO NULLA DI PIU’, CASOMAI QUALCOSA DI MENO, TIPO 900/1000 PARLAMENTARI FANCAZZISTI.

Annozero

Un grazie speciale a tutti coloro che sono intervenuti disponibili anche solo a fare presenza, che hanno dato il loro sostegno e sono rimasti al fianco di questo movimento dando partecipazione attiva.
Un grazie a Stefano Bianchi, che ha creduto negli argomenti che avremmo dovuto trattare, un grazie a tutta la INCOM x l’ospitalità, un grazie agli operatori della trasmissione ed alle splendide collaboratrici.
Grazie ancora a tutti voi!

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4ed3d5e6-3a71-4463-ac7f-b61293bb1ca3-annozero.html

Vi conviene aprire la FINESTRA “CRONACA” a lato della trasmissione per andare al dunque!

verso il minuto 58

Grazie Pino e Grazie Patrizia!!!!!

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Ieri Giuseppe Scalenghe e Patrizia Guglielmotto hanno fatto un viaggio a Roma per tutti noi!!!! Un sincero grazie!!!

http://beta.partitodemocratico.it/doc/204610/fb/imprese-che-resistono-bersani-incontra-i-rappresentanti-dellassociazione.htm

 

il video della consegna degli appelli

http://www.radioradicale.it/scheda/323013/marco-beltrandi-e-antonio-misiani-consegnano-al-segretario-del-pd-pier-luigi-bersani-la-proposta-di-legge-

 

 

 

 

DERIVATI…QUESTIONE APERTA

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IMPRESECHERESISTONO – “ANNO ZERO” ore 21.00 diretta Tv

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Giovedì 10 Marzo ore 21.00 circa

IMPRESECHERESISTONO in diretta su Rai 2 “ANNO ZERO”

in diretta da Torino presso un’azienda aderente a ICR che gentilmente ha messo a disposizione i suoi locali.

Vuoi partecipare al dibattito? Chiama 0171/938040 per confermare la tua presenza!!!

MASSIMO 250 POSTI. Prenotazioni entro e non oltre le  ore 12.00 di Mercoledi 9 Marzo.

 

in studio il Ministro On. Giulio Tremonti