L’INTERVENTO DI PINO SCALENGHE COMITATO ICR NAZIONALE.
L’INTERVENTO DI LUCA PEOTTA.
L’INTERVENTO DI OSVALDO MELON COMITATO ICR NAZIONALE
L’INTERVENTO DI RINALDO DEL SERMIG.
L’INTERVENTO DI PINO SCALENGHE COMITATO ICR NAZIONALE.
L’INTERVENTO DI LUCA PEOTTA.
L’INTERVENTO DI OSVALDO MELON COMITATO ICR NAZIONALE
L’INTERVENTO DI RINALDO DEL SERMIG.
Grazie Luisa per questa segnalazione.
Gentile direttore, grazie per questo bel Lunedi dedicato alle Pmi che di solito leggo sul mio iPad, regalo di mia figlia per le missioni all’estero. Oggi sono a Pechino per un’importante commessa. Leggo i giornali italiani, poi vado a negoziare con i cinesi – la nostra diplomazia guidata dall’ambasciatore Sessa fa quel che può. Che distanza, caro Riotta, tra la potenza di Pechino che va in Africa, compra il debito greco, battaglia col presidente Obama sullo yuan-dollaro e l’Italia. Da noi a leggere i giornali e guardare la tv sembra che il problema siano le magliette Made in China come negli anni 70. Questi domineranno presto le tecnologie e la difesa! Grazie perché il Sole del Lunedì si sgola a ripeterlo, ma la politica e noi stessi imprenditori quando ascolteremo?
Caro amico, presto. La politica, europea e non solo, come l’economia hanno finalmente compreso il peso e l’importanza della Cina. Ma non rinunciano a un filo di colonialismo mentale, i cinesi come concorrenti di bassa gamma. Bubbole. Legga il libro di Kaplan sulla frizione già in corso nell’Oceano Indiano, dove cinesi e occidentali cominciano a fronteggiarsi sulla rotta del petrolio, già costellata di pirati somali. È una Cina grande potenza in un continente che, come ha ricordato il professor Kishore Mahbubani alla Bocconi e nell’intervista con il nostro Rocca, prospera ma non ha dimenticato i modi e i tempi possibili della guerra, vedi Coree e corsa atomica di Iran e Corea del Nord. Le pare che siano temi di attualità da noi? No. Meglio le beghe tv, gli scandali du jour, le solite fesserie che ci logorano. Il mondo ci aspetta paziente e inesorabile. Imprese e paesi che si saranno attrezzate si salveranno, chi ha perso tempo nel passato no. Il Sole parlerà a chi ascolta come lei e la ringrazio.
ROMA – «In Italia non conviene lavorare, conviene possedere. E se proprio si lavora, allora conviene non dichiarare». Chiamati per ultimi al tavolo delle parti sociali voluto dal governo per discutere la riforma fiscale, i commercialisti arrivano per primi a mettere nero su bianco le proposte. Chiedendo il riequilibrio della tassazione tra redditi patrimoniali e da lavoro, un’amministrazione fiscale meno vessatoria verso i contribuenti che eviti la deriva verso un «sistema di polizia fiscale», la riforma della giustizia tributaria, più impegno nella lotta all’evasione con il potenziamento del redditometro. Poi l’abolizione dell’Irap, il ripristino degli incentivi fiscali per la capitalizzazione delle imprese, un’Autorità fiscale indipendente dal governo. Ma soprattutto i commercialisti pongono un problema di metodo nell’affrontare la riforma fiscale: un vero confronto politico tra maggioranza e opposizione. Per evitare che, come è successo negli ultimi quindici anni, ogni riforma varata venga smontata dal governo successivo.
Proposte eque logiche sensate ed applicabili, oramai giungono da tutto il mondo del lavoro, delle imprese e dei professionisti.
Il governo continua a far orecchie da mercante, invertire le tassazioni tra redditi da lavoro e redditi da capitale vorrebbe dire andare contro gli interessi proprio di quella casta con cui il conflitto di interesse ingessa il paese.
Non è che non capiscono, è solo che non possono tassare la cricca degli amici degli amici…
Dobbiamo aver la forza di imporre queste soluzioni di equità, solo così potremo cominciare con una vera ripresa del paese.
ROMA, 26 novembre (Reuters) – La dote iniziale che il governo vuole mettere sul piatto per rilanciare il Sud ammonta a 16 miliardi di euro ma tra fondi già a bilancio da riprogrammare e nuovi stanziamenti europei si potrà arrivare anche a circa 100 miliardi.
Enav, indagati presidente e ad Perquisita anche Finmeccanica
Le contestazioni per Martini, Pugliesi e la Grossi – così come per altri – sono connesse ad una serie di reati fiscali. Gli inquirenti ritengono che nell’ambito di una serie di appalti affidati dall’Enav siano state compiute delle ‘sovraffatturazioni’ tese alla creazione di fondi neri.
Insomma, va bene la lotta all’evasione, basta che non si lotti contro gli amici degli amici….
Salve a tutti, abbiamo aperto una pagina dedicata alle informazioni circa nuove normative ed informazioni fiscali e tributarie.
Crediamo di poter essere utili per informare i nostri aderenti di tutto quel bailame burocratico che soffoca le nostre aziende, al fine di evitare al massimo quelle sanzioni che si rendono possibile proprio grazie a questa enorme confusione con la quale il nostro governo gestisce la fiscalità del paese.
E meno male che esiste un ministro per la semplificazione…. mah..starà dormendo sugli allori come gli altri.
Vi invitiamo quindi a visitare la pagine in questione e a segnalarci nuove ” criticità” del sistema, qualora ne veniate a conoscenza.
In alto i calici…
per digerire Fede occorre l’Amaro Giuliani, eletto il digestivo più efficace ..
Emilio Fede denuncia: «Ho ricevuto due pugni in testa»
L’aggressore è Gian Germano Giuliani. Quello dell’Amaro.
l’imprenditore denunciato per lesioni GRAVISSSSSSSSIME e minacce di Morte… è fortunato che non sia stato denunciato per LESA MAESTA’.
Bando agli scherzi, non possiamo approvare la violenza, ma spesse volte occorre preoccuparsi per il clima di rabbia che si sta innescando nel paese e che mette a rischio la stabilità sociale che evidentemente, guardando le ultime manifestazioni di protesta in tutti i settori, corre un grave pericolo.
Speriamo che ci sia qualcuno in grado di comprendere il rischio “esplosione” che stiamo correndo.
Riportiamo il testo integrale della mail inviata da Alessandra Ferrari, redattrice di Exit, a Luca.
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Da: Alessandra Ferrari
Inviato: giovedì 25 novembre 2010 15:53
A: luca.peotta@unireforn.it
Oggetto: Puntata Exit 24 novembre
Caro Luca
scrivo a te perché tu ci faccia da tramite con tutti gli imprenditori e le imprenditrici di Impresecheresistono.
Ieri sera – come sai – era previsto che andasse in onda il servizio sul secondo ICR day ma purtroppo, per ragioni tecniche, non c’è stato il tempo: la rete ha anticipato uno spazio pubblicitario e così la parte della trasmissione dedicata alle imprese è durata meno del previsto. Se avessimo saputo che non ci sarebbe stato il tempo di mandare in onda il servizio, avremmo invitato qualcuno di voi in studio per rappresentarvi.
Sappiamo che la televisione è il nostro mestiere e non il vostro, per cui sappiamo anche quanto è prezioso il tempo che ci avete dedicato, non solo in questa occasione ma anche le altre volte in cui Exit ha avuto bisogno del vostro aiuto.
Di piccole e medie imprese abbiamo parlato tante volte, perché Exit ha sempre sostenuto la centralità della vostra battaglia. Siamo profondamente convinti che senza gli imprenditori come voi l’Italia sarebbe un paese peggiore: abbiamo imparato a conoscere i vostri problemi e quelli dei vostri collaboratori ed è per questo che vi abbiamo sempre dato voce.
Questa volta, purtroppo, è andata così: ce ne scusiamo e vi ringraziamo comunque del tempo che ci avete voluto dedicare, sperando di trovare il modo – nelle tre puntate che restano fino alla fine della stagione – di mandare in onda il servizio girato, con cura e dedizione, da Francesca Nava.
Un caro saluto
Alessandra Ferrari
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Ringraziamo la Sig.ra Ferrari per quanto sopra, per averci scritto e per aver spiegato il disguido occorso.
Ci auguriamo che quanto comunicatoci circa la messa in onda prossima del servizio si realizzi presto, le micro e piccole aziende del paese hanno un bisogno urgente di considerazione e sostegno, che uniti alla necessità di misure concrete e rapide, possano rallentare se non fermare del tutto la desertificazione del paese, processo questo in rapida quanto drammatica, in termini di conseguenze, evoluzione.
Ci permettiamo quindi di chiedere alla redazione della trasmissione, qui rappresentata dalla dott.ssa Ferrari, di trovare quello spazio necessario a far sentire la nostra voce, e ci permettiamo di suggerirle di riuscire a trovare qualche poltrona tra gli ospiti in studio, da riservare ad un esponente di Impresecheresistono, dandoci così la possibilità di poter aprire un contradditorio con i rappresentanti delle nostre istituzioni.
Cominciamo con le belle pensate, con le proposte per avviare delle sane riforme, con la discussione di possibili risposte alle esigenze di un paese in crisi.
Il nostro ministro per lo sviluppo economico ha trovato il bandolo della matassa:
TROVATA LA SOLUZIONE AI PROBLEMI DEL PAESE…. W IL MINISTRO
Il genio giustifica così la sua trovata…
ROMA – Tra i vari provvedimenti che il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, annuncia in questa intervista c’è anche la riforma del canone Rai: «A tutti i titolari di un contratto di fornitura di elettricità, siano essi famiglie o pubblici esercizi o professionisti, verrà chiesto di pagare il canone, perché, ragionevolmente, se uno ha l’elettricità ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovrà dimostrarlo e solo in quel caso non pagherà».

Romani (Vita)
Capperi, rimaniamo estasiati da tanta genialità.. ed allora anche le imprese che hanno una fornitura elettrica dovranno pagare?
Ma l’unico modo di fare riforme in questo paese è quello di continuare a trovare il modo di infilare le mani in tasca agli italiani? Sig. Romani, ma ci faccia il piacere, di cavolate ne abbiamo sentite a sufficienza, pensi invece a fare bene il lavoro per cui è ingiustamente, sino ad ora, pagato e ci risparmi queste vergognose ignobili proposte.
pubblicato: lunedì 22 febbraio 2010 da paganini
Sulla cifra esatta rientrata in Italia grazie allo Scudo fiscale del creativo ministro Tremonti c’è stato un piccolo scontro tra il ministero e Bankitalia. Infatti gli intermediari hanno comunicato a Palazzo Koch che le regolarizzazioni sono state pari a 85,1 miliardi di euro, ma solo il 41,18% di quella cifra (34,874 miliardi) è ritornata «fisicamente» in Italia; il resto è rimasto all’estero. Quindi, oltre a non esserci chiarezza sull’ammontare complessivo dei capitali scudati, c’è da constatare che circa 40 miliardi di capitali evasi e nascosti all’estero sono rimasti nei forzieri delle banche svizzere, mentre coloro che hanno celato al Fisco i restanti 35 miliardi di euro se la sono cavata pagando un obolo del 5%.
Un 5% importante, secondo gli ottimisti sostenitori della linea Tremonti, dato che poteva non rientrare nemmeno quello. Andrebbe però considerato che una evasione fiscale così gigantesca deve avere dei protagonisti importanti: non saranno tutti macellai o imbianchini che portano milioni e milioni di euro in Svizzera (e per arrivare a 40 miliardi, di viaggi bisogna farne parecchi). Chi sono dunque i non contribuenti che riescono a nascondere cifre che coprirebbero 10 manovre finanziarie italiane? Non sarà ora di beccarli prima che varchino il confine, invece di premiarli quando tornano?
Quanto è il 5% di 35 miliardi??
Quanto è il 5% di 85 miliardi???
ma soprattutto come sono stati utilizzati questi 5 mld ? per il bene del paese?
Aver dato quasi 2 miliardi e mezzo di euro per i “rimborsi” dei costi che i partiti politici hanno sostenuto per le elezioni degli ultimi anni mi sembra una cifra veramente pazzesca. Considerate che il famoso “scudo fiscale” in totale ci ha fatto incassare 5 miliardi di Euro e che in questi anni i “rimborsi” elettorali ai partiti politici ci sono costati quasi la metà di questa cifra.
NUOVI MERCATI: AFRICA Come noto Piaggio produce veicoli commerciali a due e tre ruote in India, una Vespa dedicata unicamente al mercato indiano e la Vespa S in Vietnam. I prossimi obiettivi da realizzare sono implementare la presenza in Cina, dove il governo favorisce soprattutto lo sviluppo di motori elettrici e contrasta quello dei tradizionali motori termici, e l’inizio di una politica commerciale in Africa, che riguarderà principalmente i veicoli a tre ruote – l’Ape -. In Africa, Piaggio al momento non ha in programma di impiantare nuovi stabilimenti industriali, ma venderà i mezzi prodotti ed esportati dall’India. Gli amanti delle moto e degli scooter made in Italy non devono, però, preoccuparsi, perché il presidente ha confermato che “è esclusa ogni forma di buy back – cioè non saranno fabbricati in Asia prodotti destinati ai mercati europei, compreso quello italiano n.d.r.”.
La Piaggio sarà riorganizzata. Lo ha detto l’amministratore delegato del gruppo Roberto Colaninno parlando a Milano. Ha spiegato senza entrare nei particolari che si appresta a presentare ai sindacati un “processo di riorganizzazione che certamente dobbiamo affrontare”. Nel rispondere alle domande dei giornalisti nel corso della presentazione del nuovo piano industriale ha aggiunto: “L’andamento della domanda di moto in Europa e in Italia è molto difficile: speriamo che la caduta si fermi”, ma se ciò non accade “dovremmo ridimensionare gli stabilimenti italiani: per ora portiamo delle attività dall’estero in Italia per mitigare questo processo di riorganizzazione”.
Il processo di riorganizzazione si baserà soprattutto su un miglioramento della produttività “per abbattere costi inutili e inefficienze” e prevede “modalità a favore dei giovani – aggiunge Colaninno – rispetto a coloro che sono pensionabili: diciamo che non ci sarà un rinnovo totale delle persone che possono andare in pensione: non sarà traumatico, ma certo il mercato deve tornare a chiedere moto”, precisa il numero uno di Piaggio.
A quanto pare sarà la fabbrica spagnola della controllata Derbi a chiedere progressivamente agli stabilimenti italiani produzioni.
“Presto venderemo i nostri motori diesel prodotti in India a una grande fabbrica di automobili non italiana e passeremo da una produzione annua di 25mila vespe a una di 50mila già quest’anno in Vietnam, dove stiamo preparando il raddoppio dello stabilimento”. Lo afferma il presidente e amministratore delegato di Piaggio, Roberto Colaninno presentando il nuovo piano industriale del gruppo, definito “l’inizio di un percorso completamente diverso dal passato”.
In India Piaggio ha stipulato un accordo con i sindacati per aumentare la produttività del 15% con lo stesso numero di dipendenti e ha acquistato un terreno di 20 ettari per la nascita di un nuovo stabilimento. “La Vespa per l’India costerà pochissimo e con caratteristiche che vanno bene per quel mercato, ma mai per quello europeo – aggiunge Colaninno parlando agli analisti finanziari – mentre sul mercato indiano sta esplodendo anche il comparto dei veicoli commerciali, per cui stiamo pensando a un nuovo stabilimento per la costruzione dei modelli a quattro ruote”.
Discorso molto diverso per la Cina. “Qui il costo del lavoro sarà conveniente per i prossimi 4-5 anni – spiega Colaninno – poi sarà simile al nostro e qui tutto si sta spostando sui motori elettrici, perchè le autorità cinesi stanno osteggiando quelli termici, puntando tutto proprio sull’elettrico: noi ci saremo in questo sviluppo elettrico, non sappiamo se da soli o in joint venture, ma ci saremo”, conclude il presidente e amministratore delegato di Piaggio.
non mandare in onda la verità è stato assolutamente indecente.Meglio affrontare temi superficiali e che raccontano le solite cose! Siamo stati disponibili per le telecamere di La7 per ben due giorni raccontado la verità. Devo assolutamente dare ragione ad Abete,continuare a parlare di cose inutili … Avete dato un messaggio … meglio andare via da questo paese! IMPRESECHERESISTONO centinaia e centinaia di imprenditori si aspettavano un servizio diverso,piccoli e medi imprenditori che hanno assolutamente bisogno di visibilità,per trovare la forza di continuare a fare impresa in questo paese,invece si sono piazzati davanti allo schermo per assistere a cosa? Alla solita e obrobriosa scena di un dramma economico che si sta consumando,giorno dopo giorno. Sono deluso,siamo delusi,lo dico come portavoce nazionale di Impresecheresistono,peccato.
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La gente come la santanche’ e’ la rovina di berlusconi e di questo governo. Ignorante ma ambiziosa, animata da grande opportunismo, iinnamorata del denaro e del privilegio, spregiudicata e cinica. La rovina dell’italia involgarita e derubata. Stanno rendendo questo bellissimo paese un luogo insopportabile da cui tutti vorrebbero fuggire. Appello alla redazione: cercate ospiti che ci aiutino a ragionare e non volgarotte di quinta. Non e’ al livello degli altri. Grazie
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Scusa Luca, anche io sono socio in una piccola impresa…..hai pienamente ragione!!!…..dama non mi citare Abete che ha anche lui le “mani in pasta”…..dal calcio alle banche a confindustria……
Senza polemica……
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manuele,laura,rossana marini,vezio ferrini,federica,marco,riccardo,giuseppe,riccardo da bari,manzi antonio ecc…piccola media impresa,l’osstura economica del paese…Exit questa sera aveva una bella occasione,ma ha preferito tagliare corto,deludendo centinaia di telespettatori. Exit ha avuto un’occasione interessante per parlare di PMI,molti si sarebbero riconosciuti nelle storie che abbiamo raccontato e nelle proposte che abbiamo annunciato davanti alle telecamere. Siamo abituati a incassare delusioni,continueremo a guardare avanti,siamo IMPRESECHERESISTONO.
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egregio Sig.Exit fan io come portavoce non sono deluso dal fatto che non ci avete considerato nella puntata andata in onda questa sera,la megalomania per fortuna è lontana. Non abbiamo mai preteso di essere protagonisti.Visto che c’è sempre stata una reciproca stima e disponibilità e molti erano interessati alla puntata che è stata propagandata con ogni mezzo a centinaia di persone ,bastava comunicare per tempo che ci potevano essere buone possibilità che non saremo stati presi in considerazione … faccio un esempio: domani ti passo a pendere io con la mia auto … e domani aspetti, aspetti e nessuno ti passa a prendere. Capite che ne va di mezzo la mia credibilità! Sicuro che le mie parole dispiacciono anzitutto a me,credo in quello che faccio mettendoci impegno , tempo,faccia…non solo io!!! Non ho mai detto che Exit non ha dato voce alle PMI e a IMPRESECHERESISTONO (sono stato anche presente in studio lo scorso anno) ,io ,noi ,non abbiamo mai mancato agli impegni e alla disponibilità quando voi ci avete fatto espressa richiesta. La polemica la concluderei qui,non è produttiva e non porta a nulla. Oggi i problemi sono ben altri,insieme cerchiamo di farli emergere. Cordiali saluti.
Andrea,figurati se la prendo come una polemica. E’ facile cogliere la demagogia(si ricevono applausi quando la si sfiora),quando dalle PMI che scappano dall’italia si passa al Dott.Marchionne e alla Fiat. Domandiamoci che fine farà l’indotto se la Fiat non resterà in Italia! Non conosco il Sig.Abete,ma quando ha polemizzato con la Signora Ilaria su … parliamo dei problemi veri e non della Fiat che è sempre la solita storia,che tanto ne abbiamo sentito parlare…sono stato investito (visto che si parla di auto)dalla demagogia! La delusione arriva dopo,quando i veri problemi non si affrontano mai ,Abete compreso. Notte!
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Che delusione questo programma,tolti i primi 5 minuti dove si è parlato del vero problema dell’italia
tutto il resto si è trasformato in palese tribuna politica.
Grandissimo il tocco finale di far parlare un sindacalista che ha contribuito
insieme agli altri a produrre aria fritta.
Poteva essere una trasmissione importante,si è rivelata l’ennesima bufala
mediatica giostrata dai soliti noti.
Vi mancano le palle per fare tv seria.
Vergognatevi!
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Per Exit Fan,
non nascondiamoci dietro ad un dito, ci sono state trasmissioni che hanno dato molto più risalto e possibilità di raccontarsi di quanto non abbia fatto exit sino ad ora. Non mi risulta che sulle poltrone degli invitati a parlare si siano mai seduti i Piccoli. Ho visto qualche apparizione come pubblico parlante, di qualche minuto scarso. Mi chiedo se sia lecito fare passare le trasmissioni come quella di ieri come “informazione”. Hanno avuto spazio i soliti inetti della politica, coloro che stanno spingendo le aziende a scappare a gambe levate dal paese, lasciando un deserto produttivo e trasformando quella che era la seconda potenza produttiva del paese, dopo la Germania, priva di ogni ricchezza. Se ancora non ve ne siete accorti, il problema principe è che non c’è più lavoro in Italia, indipendentemente dalla questione Fiat. Tutte le multinazionali, le grandi e medie aziende, se ne sono andate da tempo. Si produce all’estero ed in Italia, proprio a causa di questa classe politica inefficiente e chiacchierona nessuna ha più intenzione di investire. Di cosa parlerete tra poco? E’ fare informazione sentire un politico affermare che lo scudo ha portato in Italia 100 miliardi di euro? Tutti sanno che lo scudo ne ha riportati forse si e no 5 miliardi, e che più della metà di questi sono serviti per i rimborsi elettorali proprio di quella gente che era seduta a parlare di problema paese.
Continuate pure a fare trasmissioni insulse ed insultanti per la comune intelligenza, fate parlare le oche e starnazzare i galletti, ma non dite che date spazio agli imprenditori, i micro, i piccoli, quelli che con i loro collaboratori stanno ancora e nonostante tutto, sostenendo l’economia in coma di questo paese. Probabilmente non avete neppure voi idea di quello di cui parlate, prova ne è che in Tunisia ho sentito il giornalista parlare di pressione fiscale al 45%. Per informarvi invece, ci scambiamo di posto, è meglio che sappiate che già nel 2007 la pressione fiscale tra imposte dirette e indirette, costi della burocrazia e via dicendo eravamo già al 74/76%. Magari la prossima volta parlerete con cognizione di causa.
Se questa è il vostro informare, perdonatemi, siete davvero molto lontani dalla realtà. Quei posti dove avete collocato i televisori andavano occupati dai veri protagonisti dell’economia del paese, da quelli che forse se ne andranno, alla ricerca di un paese “serio” , di una stampa libera, di una politica al servizio del cittadino e non il contrario, dove ancora abbia senso e sia gratificante lavorare. Il problema non sta nel costo del lavoro in se stesso, perchè quest’ultimo è un investimento che a norma, si dovrebbe tradurre in produttività. Il problema sta nel fatto che il costo del lavoro che abbiamo serve a mantenere non il collaboratore ma questa casta di spreconi inetti e ingessati nei loro interessi. Se il problema fosse nel costo del lavoro, perchè prendere in considerazione la Svizzera? Iniziate a porvi delle domande e a cercare delle risposte, certo queste ultime non le troverete invitando gli ospiti che hanno blaterato ieri.
Buona continuazione…. ne riparleremo tra un annetto… però cercate di informarvi MEGLIO
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Proposte approvate durante lCRDAY2….A TAMBURO BATTENTE.
ANCHE PER COLORO CHE NON ERANO PRESENTI MA SEGUONO IL BLOG, AFFINCHE’ POSSANO PRENDERE VISIONE DEL DOCUMENTO ELABORATO.
ATTENDIAMO UN VOSTRO PARERE IN MERITO.
In data 01.12.10 il presente documento verrà inviato in massa a tutte le istituzioni. Via mail vi faremo pervenire gli indirizzi di recapito e le modalità di invio. Il presente documento continuerà ad essere inviato periodicamente ed in date prestabilite, protesta a km zero e la proposta ripetuta ad oltranza.
Nel menù in alto oppure clicca qui.
Ieri sera abbiamo avuto un altro bell’esempio di quanto faccia certa informazione …. ancora spazio all’aria fritta, ai dati errati, a persone che non sanno nemmeno di cosa stanno parlando. Spazio ad ospiti che in realtà hanno grandemente contribuito a spingere il paese nel baratro. Che hanno distrutto gran parte della forza produttiva di un paese che rappresentava la seconda potenza industriale Europea, dopo la Germania.
IMPRESE CON LA VALIGIA
IL PREZZO DELLE ELEZIONI
L’Italia è ferma, paralizzata. Sono gli imprenditori a lanciare questo grido di allarme, a chiedere alla politica un nuovo corso, una svolta che faccia ripartire la nostra economia e faccia uscire il Paese dal pantano in cui si trova ormai da troppo tempo. L’alternativa, del resto, è andare via. Non sono solo i giovani a fuggire: anche chi fa impresa, chi crea ricchezza spesso decide di lasciare l’Italia. Un trend che se non verrà invertito bloccherà ogni possibile rilancio del nostro Paese.
e poi spendete qualche minuto per seguire attentamente la giornata.
su youtube il resto dell’incontro.
Peotta, Exit ha dato voce alla PMI e alle Imprese che resistono come nessun altro aveva mai fatto prima in Italia. La sue parole di oggi dovrebbero dispiacere anzitutto a lei.