UDITE UDITE…

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Buon venerdì a tutti…

Non voglio fare il guastafeste, ma mi sembra necessario portare l’attenzione sulla serietà delle parole del nostro premier che da uomo illuminato quale è, ha finalmente capito come si fa politica economica nel nostro paese, per il bene comune, per il sostegno alla piccola impresa.

Fiat, Berlusconi: Marchionne ha detto verità su costo lavoro

Il premier ha fatto il confronto con la Cina dove “non soltanto la manodopera costa meno, ma è anche meno soggetta a direttive sindacali. Quinidi ha lavoro che rende molto più”.

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quest’uomo è un genio, e ci sta spiegando cose di cui noi eravamo sino ad oggi all’oscuro.

e per finire in bellezza….

Milleproroghe, Berlusconi: governo cerca circa 7,5 miliardi

Il governo è alla ricerca di circa 7,5 miliardi di risorse per coprire il decreto legge di fine anno con il quale saranno finanziate, tra l’altro, le missioni militari all’estero, scuole cattoliche e Università, secondo il premier Silvio Berlusconi.

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Ci rimane la curiosità di sapere questo cerca cerca dove lo porterà a trovarli questi miliardi….scommettete che sappiamo in che tasche metterà le mani??

In questo momento è di primaria importanza ringraziare Marchionne, finanziare le missioni all’estero e le scuole cattoliche…e noi che pensavamo invece che la priorità era il sostegno al comparto produttivo… Beh, mica siamo Presidenti del Consiglio noi, cosa volete che ne sappiamo… di economia||

Gli “Angeli” sono tra noi … ne ho le prove!

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(Riceviamo e pubblichiamo … )

La vita spesso, anche se non lo meriti,  ti mette di fronte a difficili situazioni non create da te, che ti portano a rischiare di perdere in poche ore tutto quello che hai messo insieme – lottando – in tanti anni di vita lavorativa.

Cerchi una soluzione:  ti amareggi, sei afflitta/o, chiedi a chi puoi, corri e lotti contro il tempo ma… ti rendi conto che l’eventuale soluzione per risolvere il tuo problema si allontana sempre di più!

Poi … (e non avresti MAI pensato di arrivare a farlo) ti “lasci andare” con chi hai conosciuto da poco ma che hai sentito, da subito,
” vicino”; le/gli racconti – senza pudori - la tua disperazione, la tua rabbia, la tua voglia di”RESISTERE”, di non mollare:
… e qui nasce la “magia” che va oltre ogni ragionamento!

“Come per incanto” (e stenti quasi a crederlo!), trovi allora una persona per bene, capace e seria che ti tende la mano
APPENA PRIMA CHE IL BUCO NERO TI INGHIOTTA!

Quando ti capita di venire a conoscenza di situazioni come questa (e di immaginare di viverle sulla TUA PELLE), ti rendi conto che … “ne vale effettivamente la pena!”

Torna ad avere ancora più senso di prima lottare, spendersi anche per gli altri, stringere i denti per … non darla assolutamente vinta a quegli incapaci ed incompetenti, che continuano a disinteressarsi completamente delle Persone VERE, che “sanno fare” e che “sempre continueranno a fare” e che sono il vero VALORE del Nostro Paese.

Anche per tutto questo è veramente bello far parte di “IMPRESECHERESISISTONO”.

Come dice il buon Ernesto Olivero: “ LA BONTA’ E’ DISARMANTE !

… credetemi, è proprio vero!

(Un imprenditrice/ore italiana/o)

Innovare, rischiare e decidere. Le tre componenti tipiche che definiscono l’azione dell’imprenditore

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Pubblico la mail ricevuta da Silvano Salandin consulente finanziario della Armoncapital.

Innovare, rischiare e decidere, sono le tre componenti tipiche che definiscono l’azione imprenditoriale a partire da un tratto generale essenziale. Condurre un’impresa, significa sempre guardare al futuro. Si stabilisce oggi quello che si potrà collocare sul mercato fra un certo periodo di tempo; ci si impegna oggi ad acquistare i diversi fattori di produzione che dovranno essere aggregati insieme per realizzare il processo produttivo. In queste condizioni le capacità organizzative diventano particolarmente importanti”. Se un imprenditore si trova in difficoltà, il miglior modo per venirgli in aiuto non è quello di dirgli cosa fare, quanto piuttosto quello di aiutarlo a comprendere la sua situazione, nel togliergli gli ostacoli anche psicologici e a gestire il problema, assumendo da solo e pienamente, le responsabilità delle scelte eventuali. Il risultato finale è misurabile attraverso il “grado” in cui si riesce a rendere una persona capace di azioni razionali e positive, a renderla più soddisfatta nel proprio operato aziendale, più in pace con se stessa, più capace di condurre una vita imprenditoriale senza stress, aumentando la percezione oggettiva del reale.

Ci piacerebbe partire da queste poche righe, per capire quali sono le reali istanze che un imprenditore immerso nell’attuale “crisi” può riscontrare (vi voglio ricordare che tale parola etimologicamente ha una connotazione positiva e significa cambiamento).

Siamo consapevoli che a tutt’oggi alcuni ostacoli che l’imprenditore deve affrontare sono: l’accesso alle fonti di finanziamento, la tensione finanziaria societaria, il rapporto con le banche e il rilascio di un merito di credito aziendale.

Tutti questi argomenti li stiamo riscontrando nella nostra professione quotidiana di consulenti specializzati nella piccola media impresa, aiutando le stesse a trovare possibili soluzioni sartoriali, cucite quindi sul reale fabbisogno.

Insieme ai lettori di questo blog, saremmo lieti di confrontarci seriamente su tali argomenti per materializzare insieme con voi un concreto cambiamento.

Segnalazione

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Domani mattina, 26.10, verso le ore 09.30, su Rai 1, Uno mattina, Icr sarà presente in diretta per parlare ancora di crisi e delocalizzazione.

Ecco il video per il quale ringraziamo Roberto Alabiso:

ICR DAY 2 Programma

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Sarà con noi, Lorenzo Bessone del GGBA Svizzero, che sarà a disposizione di coloro che hanno manifestato l’interesse agli incentivi Svizzeri dopo la trasmissione di Presa Diretta Rai 3 del 04.10.2010.

Altri ospiti , Ernesto Olivero del Sermig, il Sindaco di Acqui Terme, Oscar Giannino giornalista economico ed altri.

Si ringraziano per la collaborazione nell’organizzazione dell’evento , Paolo Barrai di Mercato Libero, Bimbo Alieno, Elisa Cogno di Impreseche resistono, Blog Economy Day.

Abi, sofferenze in aumento del 40,7%

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 crediti in rosso delle banche superano i 71 miliardi di euro, ma per i prossimi mesi si attende un rallentamento del tasso di crescita. Prestiti alle famiglie +3,3%. Decelera la raccolta

ROMA -  Continuano a crescere le sofferenze nette delle banche italiane: ad agosto, emerge dal rapporto mensile dell’Abi, sono arrivate a 41 miliardi di euro, con un aumento di 515 milioni rispetto a luglio 2010 e di quasi 12 miliardi rispetto ad agosto 2009 (+40,7% annuo). Mentre le sofferenze lorde sono risultate pari a 71,2 miliardi di euro, circa 1,1 miliardi in più rispetto a luglio 2010. In aumento il rapporto tra sofferenze al netto delle svalutazioni e impieghi totali, che si è collocato al 2,21% dall’1,68% di agosto 2009.

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Direttiva Ue sui pagamenti statali “Stop ai ritardi, limite a 60 giorni”

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Il via libera dell’Europarlamento
«Nuova liquidità per le imprese»

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Certo, tutte le pmi che stanno morendo dovranno solamente attendere in stato di coma farmacologico il 2013, per vedersi, in caso di sopravvivenza miracolosa si intende,di veder riconosciuto il DIRITTO  al  proprio credito e vedersi retribuiti per  il proprio lavoro.

Cinisello Balsamo, “Addio Italia L’azienda va in Svizzera”

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Troppe tasse soffocando l’imprenditoria italiana: è quello che è successo alla Costato srl, storica azienda di viti, che ha deciso di delocalizzare. Niente Cina però: il paradiso è fiscale, si chiama Svizzera.

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Cinisello Balsamo, 20 ottobre 2010 – Casa e bottega , proprio come i piccoli imprenditori di un tempo. Laura Costato, 44 anni, è al settimo mese di gravidanza, ma come ogni mattina, ha sceso le scale che separano la casa dall’officina e si è seduta alla scrivania a guardare conti, pensare agli ordini e alle lavorazioni delle viti speciali che una trentina di anni fa avevano reso celebre suo papà. «Non è proprio l’immagine di un imprenditore che va in giro con la Lamborghini — esordisce scherzando —, ma questa è la realtà».

Trenta milioni, zero uffici nuovi l’ultima “spesa pazza” del Senato

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Lavori infiniti nell’ex Orfanotrofio, immobile acquisito nel 2003 per realizzare spazi destinati a 50 parlamentari. Ora mancano gli arredi. La denuncia del radicale Staderini: “La vera priorità sembra far girare i soldi”

ROMA – Venticinque milioni di euro solo per i lavori di ristrutturazione; 3 milioni e 700 mila euro per pagare l’affitto a una ex-Ipab che fa capo alla Regione Lazio; 1 milione per “provvedere ad adeguati arredi”. Dunque, facendo due conti, poco meno di 30 milioni di soldi pubblici tutti già spesi o impegnati nell’arco di dieci anni. Obiettivo? Realizzare nuovi uffici per cinquanta senatori. Dove? Nel pieno centro storico di Roma, a pochi metri da Palazzo San Macuto, Pantheon e Palazzo Chigi. E il risultato a tutt’oggi quale è——– leggi

Fiat: Melfi, nuova cassa integrazione

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mentre il gruppo si prepara ad investire 3 mld di euro all’estero…. e noi … Paghiamo..

(ANSA) - MELFI (POTENZA), 19 OTT – I lavoratori dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat – dove si produce la Punto Evo – saranno collocati in cassa integrazione ordinaria nella settimana dal 15 al 21 novembre e per altri quattro giorni dello stesso mese (25 e 26 e 29 e 30 novembre). L’azienda lo ha comunicato poco fa ai sindacati. La decisione di ricorrere alla cassa integrazione e’ stata presa per adeguare la produzione alla domanda del mercato.

TASSE. LA FUGA DELLE IMPRESE/2

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“Mi impediscono di crescere
Allora vado in Romania”

«O si va all’estero o si muore, capite? La nostra è solo legittima difesa», tuona Walter Fontana, allargando la calata lombarda. A chi ha messo certe tasse, o non concede certi permessi, bisognerebbe dare un premio alla miglior legge per ammazzare le imprese italiane…». Insomma: restare (in Italia) è un po’ morire. Cinquantanove anni, di Calolziocorte (Lecco) – il paese di Michela Vittoria Brambilla – Fontana è il presidente della Pietro Fontana, impresa famigliare nata appena prima del boom economico (nel 1956) ed esplosa nei mitici anni Settanta della Terza Italia e dei distretti. A fondarla è Pietro, il papà di Walter e di Marco, i due titolari. Il primogenito Walter oggi si occupa di strategie e del commerciale; il minore, Marco (47 anni), è direttore tecnico e responsabile della produzione. Negli ultimi anni il recinto si è allargato imbarcando la figlia grande di Walter, Valentina, che si è fatta le ossa nella consulenza internazionale. In attesa del secondo figlio che si sta laureando a San Diego in Business Administration.

Un altro mondo rispetto ai tempi del Walter, entrato in azienda nel 1973 da perito meccanico. «Avrei voluto studiare – ammette – ma il lavoro era tanto e ci sarebbero volute giornate da 25 ore». La Pietro Fontana fa progetti di ingegneria e costruzione di stampi per case automobilistiche, il 90% dei ricavi viene dall’estero (la metà in Germania). Oggi fattura 73 milioni di euro, impiega oltre 500 addetti e lavora con i big: da Audi a Bmw, da Mercedes a McLaren fino a Ferrari e Daymler. Le scocche di alcune fuoriserie arrivano a Maranello direttamente da Calolziocorte. La svolta s’impone dieci anni fa, e monta insieme «all’incazzatura» – testuale – di Walter. Da stampi per l’automotive l’azienda si allarga all’assemblaggio dei veicoli di nicchia. Da qui la necessità di trovare nuovi spazi. Nel 2003 aprono uno stabilimento in Turchia, a Istanbul, «dove impieghiamo 250 addetti e abbiamo investito 30 milioni». Poi il secondo passo: «In primavera apriremo a Pitesti, in Romania, vicino allo stabilimento della Dacia». Pieno indotto automotive, dove si sta giocando una guerra forsennata: nel raggio di poche centinaia di chilometri producono Psa, Bmw, Kia, Volkswagen, Hyundai e Fiat.

«A Calolziocorte abbiamo invece mantenuto ricerca, sviluppo e progettazione. Ma abbiamo bisogno di allargarci lo stesso perché siamo passati dal movimentare stampi a movimentare pezzi stampati». Lo spazio è vitale e scatena il cortocircuito con le lentezze d’Italia. «Dieci anni fa ho comperato un terreno agricolo di 40mila mq nel comune di Bosisio Parini, ma l’amministrazione non mi ha mai concesso il passaggio ad area industriale per realizzare un nuovo impianto», si lamenta il titolare. La Pietro Fontana avrebbe creato 150 posti di lavoro. All’inizio «mi dissero che il Comune preferiva accorpare tutte le attività industriali in un’altra zona. Benissimo, pensai». Peccato che tutto è rimasto fermo. «Ci si scontra quotidianamente con giunte che non vogliono le aziende ma solo costruire residenziale o terziario», villette a perdita d’occhio come se la gente potesse comprarsi tre case a testa. «Oppure vogliono il verde, salvo poi lasciare l’erba alta e le ortiche», rincara l’imprenditore. E non si tratta di un po’ di fatturato in meno. In tempi di crisi e di mercati aperti ogni lasciata è persa, ogni autorizzazione che non arriva è un favore al tuo competitor dall’altra parte del mondo. «Ogni tanto mi sogno ancora l’ordine da 80mila carrozzerie per Magna Steyr a cui ho dovuto rinunciare l’anno scorso. Una commessa da 200 milioni in 5 anni. Non ce l’avrei fatta in questi spazi», rivela a malincuore Fontana. In Romania, invece, i problemi li risolvi in un giorno.

La differenza è molto semplice: «la gente ha fame di investimenti e se vede la possibilità apparecchia la tavola velocemente. Così hanno fatto in fretta e furia un censimento, la popolazione ha votato per darci subito la risposta. In un baleno abbiamo avuto a disposizione un’area di 40mila mq con cambio di destinazione d’uso. L’abbiamo acquistata e adesso stiamo costruendo il capannone», gongola il signor Walter. Morale: «un’impresa che vuol crescere è costretta a farlo all’estero» In Italia ci sono troppi costi. «Dobbiamo stampare pezzi in un posto e stivarli in un altro, spendendo oltre un milione di euro l’anno per affitti che potremmo dedicare agli investimenti, o a sostituire la catena logistica». La storia di Walter Fontana è persino banale se non fosse il primo anello di un calvario che sta portando all’emorragia. Troppe tasse, pigrizie, e capannoni rimasti sulla carta per anni.

Nel 2005 l’imprenditore lecchese ha scritto una lettera ai giornali locali per spiegare che «da quando c’è l’Irap i conti non tornano più. Un’azienda è destinata al declino o a scappar via. Noi come molte altre aziende italiane nel 2008 abbiamo pagato il 120% di tasse sull’utile generato, in Turchia sei tassato al 20 e in Romania al 16. Come si fa, sinceramente?» Non resta che l’estero. «Per ora ci dividiamo, ma è una scelta obbligata se non cambiano le cose», s’immalinconisce. «Se la politica non produrrà le condizioni per pagare le giuste tasse sull’utile. Oggi bastano 3 mesi per spostare un stabilimento. Non è l’opinione di Walter Fontana, ma di tantissimi imprenditori italiani…».

Economia Percorso:ANSA.it > Economia > News Lavoro: call center,-8mila posti in anno

E altri 12.000 sono a rischio, Slc-Cgil

ANSA) - ROMA, 18 OTT – La crisi economica non ha risparmiato i call center: nell’ultimo anno -sottolinea la Slc-Cgil che ha presentato il terzo rapporto sull’occupazione nel settore- sono stati persi circa 8.000 posti di lavoro e altri 12.000 sono a rischio. Al momento i lavoratori dipendenti del settore con il contratto delle Tlc a tempo indeterminato sono 67.000, contro i 75.000 della seconda meta’ del 2009. Nel settore operano anche numerosi lavoratori autonomi.

Chiudono nel bergamasco Fonderie Valbrem

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Posto di lavoro a rischio per i 117 dipendenti

(ANSA) – BERGAMO, 18 OTT – Posto di lavoro a rischio per i 117 dipendenti dell’azienda metalmeccanica Fonderie Valbrem di Lenna. Dopo la Cig straordinaria e in vista della fine di quella in deroga (26/11) la fabbrica ha annunciato l’intenzione della fabbrica di chiudere i battenti.’Ci opporremo alla chiusura dello stabilimento -dice Margherita Dozzi, della Fiom-Cgil di Bergamo- perche’ siamo stanchi di vedere multinazionali che fanno profitti sul territorio di Bergamo e poi spariscono quando le difficolta’ aumentano’.

Fiat: in Brasile investira’ 3 mld euro

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In cinque anni nel settore degli automobili.

(ANSA) - SAN PAOLO, 19 OTT – La Fiat investira’ 3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni in Brasile solo per le automobili.

Lo ha detto il direttore commerciale della Fiat Automoveis, Lelio Ramos, al quotidiano ‘O Estado de S.Paulo’. Per tutto il gruppo in Brasile, che comprende anche l’Iveco con i camion e la Case New Holland con le macchine agricole, verranno impiegati dal 2011 al 2015 10 miliardi di reais (circa 4,4 miliardi di euro). La Fiat e’ da sette anni leader del mercato brasiliano.

POLITICI, PRENDETE ATTO DI QUESTI DATI

ALTRE DISCUSSIONI NON SERVONO.

Parlano a destra e a manca di innovare, di investire, di aprire nuove aziende per sostenere l’occupazione. Parole che stridono fortemente con i dati sotto evidenziati. Se la matematica non è un’opinione e noi siamo sicuri che non lo sia, Vi chiediamo una risposta sola:

Come facciamo ad invistire, ad innovare, a garantire con le riserve il patrimonio delle nostre aziende, a coprire i costi fiscali, contributivi, burocratici, a competere sui mercati esteri oltre che quelli interni, se i costi zavorranti del produrre in Italia sono quelli sotto riportati? E nella tabella sotto riportate non compaiono i costi del credito, degli oneri accessori, delle commissioni bancarie che sono al di fuori di ogni ragionevole logica commerciale.

Rispondete a questo… tutto il resto è solo (al solito) ARIA FRITTA !!!

E se questo ancora non bastasse a farvi riflettere, aggiornatevi con qualche statistica…

http://www.doingbusiness.org/Data/ExploreEconomies/Italy

Leggete bene questi dati, questo è il disagio, questa è la realtà per la quale le aziende abbandonano il territorio, questa è la realtà per la quale nessuna impresa straniera metterà piede o investimenti nel nostro paese.

questo è il deserto del nostro futuro

Diario del disagio quotidiano.

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A più di tre settimane dalla messa in onda di Presa Diretta, riceviamo ancora mail di persone che cercano un’alternativa al Bel Paese, per recuperare la possibilità di un orizzonte diverso da quello che offre il nostro paese.
Il disagio quotidiano, il mal di vivere nel nostro paese, è più che evidente, qualcuno ne parla, qualcuno se ne va e basta, nel silenzio e nell’indifferenza delle nostre istituzioni.
Ad oggi, nulla è stato fatto, se non assistere impotenti alla morte dell’economia in Italia, contrastata a parole e con vagonate di chiacchiere ed aria fritta.
L’esilio forzato delle nostre imprese è cominciato, e nulla all’orizzonte fa intravvedere una reale e seria volontà di incentivare la permanenza sul territorio. Gli invisibili continuano ad essere invisibili, anche se alla fine, noi con i nostri collaboratori siamo un numero di “contribuenti” nettamente superiore alla Fiat, all’Alitalia, ed ad ogni altra Grande Azienda per cui tutti sembrano mobilitarsi. Sembrano… in realtà l’unica politica economica messa in atto è quella del pettegolezzo e della politica al servizio di una casta, della cui inefficiente, corrotta, sprecona e costosissima realtà ci vergognamo ogni giorno davanti al mondo.

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Marche, 18 Ottobre 2010

Gentile Imprenditrice ,ho letto con molto interesse un articolo
sul quotidiano “La Stampa” di Torino nel quale si
esplicita che Lei insieme ad altri imprenditori italiani
siete andati in Svizzera.
Colgo, quindi l’occasione per inviare mio Curriculum
Vitae di Esperto di Sistemi Informativi Aziendali
e progetti anche nel settore Manifatturiero in modo
da poter gentilmente sensibilizzare la sua attenzione
e di altre Aziende a Lei collegate sul mio profilo professionale.
Gia’ da adesso manifesto la mia disponibilità
a trasferimento presso Vs.sedi in Svizzera (che da
sempre rappresenta per me un importante punto
di riferimento per la serietà di come deve
essere uno Stato civile ed evoluto al contrario dell’Italia)
ed aggiungo che sono in grado anche di trovare
per Vs.eventuali esigenze in Svizzera altre
figure marchigiane (ormai demotivate nello stare nelle Marche
ed in Italia ) di interesse con specializzazione ed esperienza
nella Pianificazione , Gestione e Controllo della
Produzione o nella Progettazione Tecnica e nei Tempi
e Metodi.
In attesa di gradito riscontro lascio i miei riferimenti :
P.S. Chiedo anche se gentilmente è possibile avere tramite
Lei dei contatti col Dott. Lorenzo Bessone dell’ento svizzero
Greater Geneve Berne Area.
Mi permetto di aggiungere un altro aspetto : proprio in questi
giorni ho parlato con un mio amico professionista delle problematiche
del manifatturiero con tanti anni di esperienza sempre sull’area
Marche-Umbria-Romagna e oltre a manifestare la delusione
di come sta andando a picco il settore privato in queste zone
come del resto in altre di Italia (in futuro praticamente in Italia soprovviverà
solo il settore pubblico ….non si sa poi con quali risorse di copertura finanziaria ???)
è emerso anche la stessa preoccupazione da Lei manifestata nell’artico de “La Stampa” :
Ma che futuro avranno i nostri figli ? E che tipo di percorso
scolastico avranno ?
Risposta : Non è meglio emigrare con la possibilità
di dar loro anche una formazione culturale più ampia e multi-lingue e
la possiblità di trovare in tempo un’arca di Noè dal Diluvio Universale che
si sta inesorabilmente abbattendo sull’ Italia.
Grazie.

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Ciao,

Mi chiamo xxxx,vivo a Brescia e sono un piccolo imprenditore stanco di lavorare solo per pagare tasse.Vorrei,gentilmente,avere informazioni sul progetto Svizzera.Grazie

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buongiorno per cortesia potete darmi un contatto per valutare seriamente il trasferimento della mia ttività in svizzera nel cantone vallese.forse li possiamo essere apprezzzati come imprenditori.
Non ne posso più di lavorare in Italia,
Grazie per la vostra collaborazione.

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Salve,
siamo una piccola azienda Italiana a conduzione familiare con qualche operaio.
Abbiamo sentito parlare “della Svizzera” e trovandoci in difficoltà, nonostante le idee e la volontà di innovarci e diversificare il mercato, e ci interesserebbe saperne un po’ di piu’ , seriamente per eventualmente aprire l’attività altrove, dove lavorare piu’ serenamente.
Se puo’ cortesemente mandarci del materiale illustrativo o qualche contatto per approfondire l’argomento le saremo grati.
La ringrazio fin d’ora
Cordiali saluti

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Ciao ,
mi chiamo xxxxx, ho 35 anni, sono sposato e ho 2 bambini con meno di
3 anni e mi ero laureato in economia aziendale nel lontano luglio
2000.
Successivamente mi sono anche specializzato nella gestione dei
progetti di innovazione e sviluppo tecnologico e negli ultimi anni ho
sempre lavorato qui in italia, cambiando anche diverse città a
testimonianza della mia capacità di adattamento…..ma purtroppo
sempre contratti precari che dal 3 settembre sono terminati.
Questo mese sto rivivendo l’esperienze negative della ricerca di un
qualcosa che ormai in italia non esiste più, mi iscrivo alle agenzie
interinali ma senza successo, file di ore in attesa del proprio turno
insieme al neolaureato in ingegneria meccanica o alla ragazza rumena
che sa 3 lingue o all’ex manager 50ennei rimasto all’improvviso a casa
per una delocalizzazione aziendale.
Anche il canale internet in realtà è un canale senza
sbocco……………….si inviano migliaia di email, si compilano
form su form ma con nessun risultato.
Che fare allora?Un master in italia (a pagamento e non fse, che non mi
ha dato alcun  risultato…) nel senso che bisogna pagare una
marchetta per lavorare?
Ma poi con che sicurezza, bisogna investire del denaro e del tempo ma
la famiglia sulle spalle non può aspettare così tanto…………..
Perfezionare il mio inglese scolastico andando all’estero a studiarla….
si dovrei farlo ma la famiglia è sempre una variabile che devo gestire
al meglio….
ecco allora l’altra sera che mia moglie mentre allattava il piccolo ha
sentito la trasmissione su rai 3 e mi ha chiesto di informarmi, di
essere capace a candidarmi a propormi a voi, a delle eventuali aziende
nel canton ticino perchè dopo la salute il lavoro è la cosa più
importante………….
Domani mattina ho deciso di andare anzi al consolato svizzero per
chiedere notizie, per lasciare un cv anzi che farmi iscrivere in una
banca dati di una agenzia interinale o di un ufficio dell’impiego.
Riproverò questa inutile strategia il giorno dopo ma domani voglio
provare questa alternativa svizzera…..
Sono una persona attenta, precisa e puntuale, abituata a lavorare in
team e per obiettivi e spero di avere fortuna almeno una volta in 10
anni per questo lavoro.
Ti mando anche un mio curriculum vitae , spero di avere un tuo
feedback e volentieri desidero informati sulle risposte che avrò al
consolato.
Grazie mille
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buonasera, sono un imprenditore della toscana
la mia azienda si occupa di imballaggi in legno, vorrei avere informazioni sul mercato svizzero.
condivido pienamente la sua decisione. 
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GIORNATA SERMIG E IMPRESECHERESISTONO

TORINO, TERZO INCONTRO MONDIALE DEL GIOVANE SERMIG.

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