IMPRESECHERESISTONO

Per chi vuole continuare a fare impresa

Archivio per settembre 2010

Un pò di cronaca economica spulciando qua e la.

Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su settembre 30, 2010

Postato da Ste78

http://www.alvolante.it/news/crisi_concessionarie_auto-331346

http://www.alvolante.it/news/sergio_marchionne-335761044

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-09-28/cresce-allarme-debito-irlanda-160703.shtml?uuid=AYcnyVUC

http://www.ecodibergamo.it/stories/Economia/157457_hhh/

Con i SE e con i MA la storia non si fa.
In generale, Se si legge fra le righe (perchè sono in pochi a parlare chiaramente in pubblico) tutta sta ripresa è solo figlia dei mercati drogati con gli incentivi. Certo, non siamo a gambe all’aria perchè i ns genitori e nonni in passato hanno fatto le formiche, ma ora…. altro che cicale. Anche le mie sono “luoghi comuni” sia chiaro, non sono nessuno per emanare sentenze, però ogni tanto mi piace urlare contro il cielo, magari qualcuno lassù ci ascolta, e farebbe bene ad intervenire.

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Usa-Cina, guerra su yuan sottovalutato Camera approva sanzioni commerciali

Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su settembre 30, 2010

SONO SULLA STRADA GIUSTA? Certo che si, obblighiamo la Cina a rivalutare e a

rispettare le regole!

Qualcuno comincia a capire che se non fa lavorare le proprie imprese, l’economia crolla!

Qui l’articolo su Repubblica

Qui l’articolo sul Sole24Ore

E nel frattempo le nostre aziende chiudono. Eravamo giusto nel bresciano qualche giorno fa.

Toscolano: chiude la cartiera?

E quando terminano gli ammortizzatori sociali:

Stop alla cassa integrazione. Tomasi a rischio chiusura

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Zombie Economy

Pubblicato da ICR su settembre 28, 2010

Avete mai sentito ventilare l’ipotesi della Zombie Economy?

Voz populi… fonti ufficiose, ne parlano con maggiore insistenza in questo ultimo semestre 2010.

Non mi sento di pubblicarne le informazioni, chi volesse soffrire un pò di ansia, non bastasse quella che viviamo tutti i giorni, può ricercare su google questo termine con i risultati filtrati anche solo in italiano.

Oppure, visitate questo blog

http://informazionescorretta.blogspot.com/2010/02/geab-42-tre-tendenze-fondamentali-che.html

Poi possiamo crederci o meno… è solo uno spunto di riflessione.

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Le decisioni di oggi sono il futuro di domani

Pubblicato da ICR su settembre 27, 2010

Ringraziamo Radio Radicale per aver seguito l’incontro del 24.09. a Coccaglio e di averne messo a disposizione il collegamento sul proprio sito.

Ringraziamo On.Volpi, e l’On Massari, nonchè il sindaco di Coccaglio Dott. Franco Claretti, al nostro Francesco Muratori, per l’impegno con cui ha organizzato l’evento e non dimenticandoci di quegli Eroici imprenditori che hanno affrontato chilometri e maltempo per manifestare la propria preoccupazione per il futuro e  dimostrando, in questo modo, di essere vivi, attenti e desiderosi di essere parte attiva anche del futuro imprenditoriale e politico italiano.

Ancora un grazie a tutti.

ASCOLTA

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Programma regionale di sviluppo per la Lombardia

Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su settembre 25, 2010

Piccoli imprenditori lombardi, informiamoci su come la regione Lombardia pensa al suo sviluppo!

http://www2.consiglio.regione.lombardia.it/wai/PALCO/istituzione/documenti/01_PRS_%20IXLeg_08_07_10.pdf

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USA CONTRO LOMBARDIA…1/0

Pubblicato da ICR su settembre 24, 2010

Usa, Congresso approva legge di aiuti alle Pmi

Via libera definitivo della Camera dei Rappresentanti Usa alla proposta di legge con una serie di misure in favore delle piccole imprese. Il sì è arrivato ieri con 237 voti a favore e 187 contro. Ora la proposta, approvata nei giorni scorsi dal Senato, passa alla firma del presidente degli Stati Uniti. Barack Obama aveva più volte lanciato un appello ai Repubblicani per porre fine all’ostruzionismo che bloccava il progetto di legge in Senato da mesi. La firma del presidente è attesa lunedì prossimo.

Le misure consentiranno un accesso al credito facilitato per le Pmi, grazie a un fondo da 30 miliardi di dollari per gli istituti di credito che aderiranno al programma; a questi si aggiungono una serie di sgravi fiscali sempre per i piccoli imprenditori che valgono 15 miliardi di dollari.

 

Revoca dei contributi per le aziende che delocalizzano

 

Regione Lombardia provvederà alla revoca dei contributi per le imprese che delocalizzano provocando forti penalizzazioni del tessuto industriale lombardo e perdita dei posti di lavoro.
La novità è contenuta in un emendamento al Piano Regionale di Sviluppo a firma dei consiglieri del Carroccio Massimiliano Romeo, Ugo Parolo e Renzo Bossi approvato all’unanimità oggi dalla Commissione Bilancio presieduta da Fabrizio Cecchetti (Lega Nord).
Il documento prevede forme di “disincentivazioni fino alla revoca dei contributi regionali” “alle imprese che delocalizzano “anche attraverso cessione di ramo d’azienda o per attività produttive appaltate ad aziende terze”.
 
Oggi abbiamo votato – ha detto il Presidente Cecchettiun provvedimento importante che rafforza e protegge il sistema produttivo lombardo e i suoi lavoratori. Per chi porta all’estero impianti e produzione, lasciando i nostri lavoratori per strada, non ci sarà nessuna deroga e la Regione provvederà alla revoca dei contributi versati. Rispetto agli emendamenti – ha poi aggiunto Cecchetti – la Commissione ha fatto un eccellente lavoro di sintesi, tanto è vero che parecchi sono stati approvati anche con il sostegno della minoranza.”
A  prima vista il provvedimento sembrerebbe giusto e sensato, se non fosse che normalmente si dovrebbero incentivare le aziende a rimanere sul territorio a produrre ricchezza per se e per il paese e non penalizzare, nel caso in cui la delocalizzazione della produzione in Italia non possa reggere la concorrenza estera a causa dei ben conosciuti costi inferiori, quelle aziende per cui delocalizzare parte della produzione è l’unica alternativa al fallimento.
Facile riempirsi la bocca con paroloni circa un provvedimento che rimarrà di certo “un pour parlèr” senza alcuna valenza pratica, al solito chiacchiera politica, quando la realtà è che per molti di noi i costi della burocrazia, del credito, del lavoro e del fisco rendono la nostra azienda totalmente fuori mercato.
Facile fare demagogia di bassa lega, paventando punizioni all’imprenditore che abbandona per non soccombere, quando per due anni lo stesso imprenditore ha portato l’attenzione sulle enormi difficoltà del fare azienda in territorio italiano, senza che da nessuna parte di quella stessa politica che oggi propone “la punizione” si intravvedesse la minima intenzione di tentare di porvi rimedio.
Facile tentare di far credere di avere a cuore i posti di lavoro delle persone, dopo che in questi anni sono cessate, fallite, espatriate, 5.800.000 aziende.
Ma prima questi signorotti, alquanto sprovveduti o alquanto intellettualmente disonesti, dove erano in questi 2 anni, dove da ogni parte del territorio lombardo e non solo, con le piccole aziende, quelle che mantengono il paese, si discuteva di politica economica, di accesso al credito, di alleggerimento del carico delle imposte, di regolamentare i pagamenti su standard europei, e  a cosa stavano pensando di più importante di questo?
Al pettegolezzo politico da comare annoiata con cui si sono riempite intere pagine di quotidiani ed intere serate televisive?
Erano alla ricerca dell’acqua calda?
E pensano ora di averla scoperta e di potersi tenere con questa “grande soluzione” il posto al calduccio?
Pensano davvero lor signori , di spaventare qualcuno con l’idea di punire chi abbandona?
Bene, per loro informazione voglio ricordare che dovrebbero prima preoccuparsi di farsi rendere i contributi statali spesi per Fiat, e per gli incentivi a pioggia, milioni di euro, buttati nelle tasche dei soliti noti, vedi caso elettrodomestici, mobili, auto e ciclomotori, prodotti al di fuori del paese.
Secondo, molte delle piccole aziende lombarde e non solo, mai hanno avuto nulla in prestito o in regalo da stato o regione, ed anche quando hanno ricevuto qualche cosa, l’idea di renderla davvero non spaventa nessuno.
Terzo, è impossibile credere, a meno di reale cecità visiva e mentale, che questa sorta di ricattino buttato lì, serva a far restare in Italia un qualsiasi piccolo imprenditore che abbia deciso, a malincuore sicuramente, di lasciare il paese, anzi, si rafforza solo l’idea di aver fatto, in fondo, la scelta migliore.
Un consiglio, se volete salvare posti di lavoro e tessuto economico, cominciate ad alleggerire la burocrazia, il fisco e a proporre soluzioni realmente utili per l’accesso al credito.
Cominciate a far si che i nostri collaboratori ricevano il loro stipendio quasi intero e non ridotto alla metà, senza rigirarne ancora il costo sulle spalle di aziende stremate, con la conseguenza di rendere le produzioni italiane ancor meno competitive.
Fate in modo che ci sia maggiore flessibilità, in modo che non significhi meno diritti , ma forse diritti uguali per tutti.
Cominciate a parlare di aiuti reali e concreti, pagamenti certi, tutela del diritto al credito, pagamento iva ad incasso avvenuto, pagamento sulle medie europee dalle P.A., parlate di small business act… e tante altre cosine di cui da tempo parliamo, come creare posti di lavoro per i nostri giovani invece di far chiudere le aziende e desertificare la manifattura italiana.
Cominciate a parlare di Grande Evasione, e sappiamo tutti dove sta… anche ultimamente i servizi di Rai Tre l’hanno ben evidenziato…
Cominciate a DISINCENTIVARE gli istuti bancari dal far fallire le aziende per asfissia del credito, o dall’espropriare i macchinari ed i capannoni, DISINCENTIVATE IL FISCO italiano dal predendere i pagamenti di quanto regolarmente dichiarato, quindi non eluso e non evaso, a fronte della reale mancanza di liquidità che vivono i micro e piccoli imprenditori italiani.
DISINCENTIVATE l’esproprio dei beni a chi non materialmente la possibilità di far fronte ai debiti, distinguendo bene tra evasione e difficoltà oggettiva, magari proponendo una moratoria dei debiti fiscali a costo zero e permettendo di pagare in maniera rateizzata i propri debiti con l’erario.
Incentivate il rispetto per quelle aziende che vantano crediti immensi e vengono fatte fallire per pochi debiti.
Ci sono tante cose semplicissime, ed economicamente non troppo penalizzanti per il bilancio dello stato, da poter proporre ad una azienda per convincerla a continuare a resistere nel nostro paese, perchè in fondo nessuno di noi vorrebbe andarsene da casa propria e comincerei da quelle, da cose serie intendo, come cosa poter fare per far sì che questo paesi torni ad essere conveniente e competitivo agli occhi degli investitori stranieri e locali, ad esempio, ora che tutte le multinazionali sono scappate, come rendere ancora conveniente il produrre in Italia, il prodotto italiano vero intendo… come migliorare la qualità di vita di imprenditori, collaboratori e famiglie. COSE SERIE… REALI.
E’ molto più facile ottenere risultati con la logica e con il buon senso nell’amministrare la cosa pubblica e governare per il bene del paese intero che con le minacce…
A buon intenditor…

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SEI MESI DI SOTTOPERFORMANCE DELL’ITALIA SULLA GERMANIA

Pubblicato da ICR su settembre 24, 2010

E POI QUALCUNO HA IL CORAGGIO DI DIRE CHE L’ITALIA SI E’ LASCIATA LA CRISI ALLE SPALLE?

CONSUMI DEVASTATI, NEGOZI CHE FANNO FATICA A TENERE APERTI, PRECARIATO, LICENZIATI, CASSA INTEGRATI, ADDIO AD AUMENTI DI STIPENDIO, NESSUN INVESTIMENTO CHE ARRIVI NEL BEL PAESE, RICERCA DI FUGA (DELOCALIZZAZIONE NON SOLO DI PRODUZIONE MA ANCHE DI VENDITE) ENTRATE FISCALI IN CALO, DEBITO FUORI CONTROLLO (il tutto viene tenuto in piedi solo da tassi bassi) VENDITA DI AUTO E CASE IN CADUTA LIBERA.

I mercati finanziari fra l’altro non rispecchiano l’andamento di un’economia che sta morendo, in quanto le grandi aziende hanno sempre qualche risorsa (presenza in mercati che vanno bene…in tesTa brasile turchia e asia).

L’ECONOMIA DELA FAMIGLIA STA MORENDO…L’UNICA SOLUZIONE…DELOCALIZZARE I RISPARMI (SE SONO CONSISTENTI) E SPOSTARSI IN CERCA DI UN FUTURO MIGLIORE SE SI E’ GIOVANI E CON LA VOLONTA’ DI SPORCARSI LE MANI ….

LE FALSE NOTIZIE LE LASCIAMO AL TRISTE TEATRINO DI UNA POLITICA FATTA DA PERSONE SENZA CAPACITA’ E CON OCCHI SOLO PER INTERESSI DI BOTTEGA….

SE TI SENTI PARTE DI UN PARTITO ITALIANO (COMPRESO MONTEZEMOLO CHE BEN SAPPIAMO CHI E’ E COSA HA FATTO NEL PASSATO) E NE RISPETTI LE PERSONE CHE LO DIRIGONO
…SAPPI CHE STAI LEGGENDO UN BLOG CHE NON HA, NEI TUOI CONFRONTI, UNA BUONA CONSIDERAZIONE !!!!

da mercato libero

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Banche: Abi, sofferenze lorde crescono di 1,5 miliardi in luglio

Pubblicato da ICR su settembre 23, 2010

 MF

In luglio le sofferenze lorde del sistema bancario italiano sono risultate pari a oltre 70 miliardi, 1,5 miliardi in più rispetto a giugno e 19,5 in più rispetto a luglio 2009. E’ quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi, che nota come l’incidenza delle sofferenze lorde sugli impieghi sia pari a quasi il 4% contro il 2,9% di un anno prima. In luglio le sofferenze nette si sono attestate a 40,6 miliardi, +1,3 miliardi da giugno e +12,4 miliardi da luglio 2009, per un’incidenza sugli impieghi al 2,19%.

Staremo sicuramente meglio, siamo in crescita…. di sofferenze.

Se tanto ci da tanto, tutto questo paventato ottimismo, e l’esperienza di questi ultimi due anni, comincerei ancora a camminare stretto stretto spalle al muro, perchè checchè ne dicano a destra e a manca, tira una pessima aria…

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Unicredit: Cota, banche siano del territorio

Pubblicato da ICR su settembre 23, 2010

La Lega non c’entra nulla con l’avvicendamento in Unicredit, è una scelta degli azionisti. Ma diciamo una cosa politica: le banche devono essere del territorio e le Fondazioni le devono difendere”. Lo afferma il governatore del Piemonte, Roberto Cota, che sul successore di Alessandro Profumo, dice: “Lo individueranno per forza al più presto. Ma noi non ci occupiamo dei candidati”.

fonte mf

Beh, in questi giorni della vicenda Unicredit-Profumo, molto si è parlato.

Sembra che da qualche parte politica e confindustriana si metta l’accento su quanto sia importante che questa banca resti del territorio e sul territorio a disposizione di tutte le imprese italiane, per sostenerle come ha sempre fatto.

Forse sbagliamo a leggere tra i vostri commenti, ma a noi risulta che proprio Unicredito allo scoppio della crisi abbia messo in croce molti piccoli imprenditori, con richieste di Rientro immediato e via discorrendo. Forse è così che ci hanno sostenuto, oppure abbiamo sbagliato a leggere tra i vostri commenti, ma a noi risulta che per i piccoli le benche peggiori in italia siano proprio Unicredit ed Intesa.

Ma dove cavolo viviamo signori? Siamo davvero tutti matti?

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Energia: Marcegaglia, puntare su efficienza per crescita e taglio costi

Pubblicato da ICR su settembre 23, 2010

Puntare sull’efficienze energetica per ridurre i costi e stimolare la crescita economica. E’ l’auspicio della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. “L’efficienza energetica – ha spiegato -è un’opportunità di crescita per il nostro Paese e può rappresentare un vantaggio competitivo in termini di occupazione, d’impatto sul Pil e sulla bolletta energetica. E’ un campo in cui l’Italia è già all’avanguardia: è un punto di forza nel quale dobbiamo investire con determinazione, senza disperdere risorse”.

Secondo la task force efficienza energetica di Confindustria, un piano efficienza decennale, 2010-2020, fondato su certezza normativa e incentivi al consumo di beni ad alta efficienza energetica per circa 16 milioni di euro, stimolerebbe un aumento della domanda di circa 130 miliardi di euro, un aumento della produzione industriale di 238,4 miliardi di euro e una crescita occupazionale di circa 1,6 milioni di nuovi occupati. Una strategia che consentirebbe, inoltre, una riduzione di emissioni di Co2 pari a oltre 207 milioni di tonnellate con un risparmio economico di circa 5,19 miliardi di euro.

leggi

Certo che l’investimento sull’energia alternativa garantirebbe una crescita garantita, magari non in termini di ripresa per il paese, ma per il gruppo della presidentessa è sicuro.

MARCEGAGLIA ENERGY.

e che dire poi degli elettrodomestici ad alta efficienza energetica??

Indesit Company

Negli anni ottanta, con la cessione di altre aziende italiane di elettrodomestici a gruppi stranieri, la Merloni Elettrodomestici diventa il primo produttore nazionale del settore. Dal 1981 la società attraversava un periodo di crisi, terminata nel 1984, quando Vittorio Merloni, dopo aver concluso la sua presidenza di Confindustria, ritornava alla guida. Gli utili e il fatturato della società crescevano, e questo ha indotto la famiglia Merloni nel 1986 a decidere il suo ingresso in borsa.

Nel 1987 la Merloni Elettrodomestici, già quotata in borsa, acquista la Indesit, fino ad allora grande rivale nel mercato italiano, dotato però di una certa forza anche all’estero, e acquisisce anche il 33% della Philco Italia.

Presente nel mercato soprattutto con i marchi Ariston e Indesit, nel 1988, Merloni realizza un fatturato di 1.059 miliardi di lire, divenendo il quarto produttore europeo di elettrodomestici[1]. L’anno successivo, acquista e assorbe la società francese Scholtès.

Nel 1990, nel capitale della Merloni entra l’azienda mantovana Marcegaglia, sua fornitrice di tubi d’acciaio, che rileva il 7% delle azioni[2]. Nello stesso anno l’azienda conta circa 6.000 dipendenti, in diversi stabilimenti, compresi quelli in Francia, Portogallo e Russia.

Certo Emma, potremmo crescere tutti se i gruppi pilotati dai vertici di Confindustria tornassero a produrre in Italia, acquistando la componentistica in Italia, ed incentivando l’acquisto di prodotti ad alta efficienza Totalmente Made in Italy. Ne gioveremmo tutti. Invece sembra che gli incentivi siano dati per l’acquisto di elettrodomestici che di Italiano in fondo hanno forse solo l’assemblaggio che fanno nelle vostre aziende.

Vogliamo prendere iniziative Serie per sostenere questo paese nella sua totalità? Pmi ed indotto compreso?

Io sconsiglio vivamente di acquistare elettrodomestici, o qualsiasi prodotto che riceva incentivi statali che non sia di totale produzione italiana.

Finiamola di farci prendere per i fondelli…

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Tutto sulla Centrale Rischi Banca d’Italia

Pubblicato da ICR su settembre 21, 2010

consigliatoci da Luca.

http://www.tuttocentralerischi.it/La%20Centrale%20Rischi.php

VISURE CENTRALE RISCHI BANCA D’ITALIA: PROCEDURE, MODULISTICA, DOVE E COSA RICHIEDERE, TEMPI DI CONSEGNA 

Come accennato più volte è necessario ricordare che la Centrale Rischi Banca d’Italia ha sostanzialmente due formati:

- la Centrale Rischi fornita dagli intermediari (sintetica, molto semplice, non esaustiva per chi deve indagare nel dettaglio su chi lo sta segnalando e cosa nello specifico sta segnalando);

- la Centrale Rischi fornita direttamente da Banca d’Italia (dettagliata, ricchissima di informazioni, indispensabile per chi deve fare dei controlli mirati, ma un po’ complessa da consultare).

Dobbiamo sottolineare che entrambe le CR sono gratuite, sono un nostro diritto (ribadito dalla stessa Banca d’Italia), e che la prima basta richiederla allo sportello bancario dove intratteniamo il rapporto, la seconda presso Banca d’Italia.

State attenti quindi, una visura della Centrale Rischi Banca d’Italia richiesta alla propria banca potrebbe essere insufficiente…se avessi 5 banche e volessi sapere cosa c’è scritto nella mia Centrale Rischi, gioco forza dovrei richiedere la CR a tutte e 5 le banche, incrociarne i dati e ricavare ciò che mi serve capire. Una volta fatto tutto questo, sappiate che comunque i dati ricavati dalle 5 Centrale Rischi dell’esempio, non saranno comunque mai dettagliati, ricchi e ampli come quelli che si possono ottenere dalla visura della Centrale Rischi ottenuta direttamente da Banca d’Italia. Seguite quindi la procedura riportata… 

DOCUMENTI PER RICHIEDERE A BANCA D’ITALIA LA VISURA DELLA CENTRALE RISCHI

Tutte le persone fisiche e giuridiche, possono richiedere gratuitamente la propria CR ad una delle filiali di Banca d’Italia. La modulistica per richiedere la visura della CR è diversa a seconda che il richiedente sia una persona fisica o giuridica.

- Modulo di richiesta della propria Centrale Rischi per le persone fisiche

- Modulo di richiesta della propria Centrale Rischi per le persone giuridiche

Le firme apposte sulla modulistica devono essere il più fedeli possibile a quelle riportate nel documento d’identità e i documenti da allegare alla richiesta sono:

- per le persone fisiche: fotocopia Carta d’Identità ( fronte e retro e in corso di validità, con foto nitida e firma ben leggibile) e Codice Fiscale.

- per le persone giuridiche: fotocopia Carta d’Identità ( fronte e retro e in corso di validità, con foto nitida e firma ben leggibile) e Codice Fiscale del legale rappresentante; copia della Camerale (non più vecchia di 6 mesi e che indichi chiaramente i poteri attribuiti al soggetto, persona fisica, che sta richiedendo la Centrale Rischi per conto della società). Se la Camerale è più vecchia di 6 mesi si può comunque utilizzarla, ma compilando ed allegando la seguente dichiarazione sostitutiva

COME RICHIEDERE E RITIRARE LA PROPRIA VISURA SULLA CENTRALE RISCHI BANCA D’ITALIA

La propria Centrale Rischi può essere richiesta presso qualsiasi filiale della Banca d’Italia e può essere fatto:

- Consegnando il modulo e la documentazione di persona

- Inviando il modulo e i documenti mezzo fax o posta

Se volete che la vostra visura sulla Centrale Rischi vi venga spedita mezzo posta rivolgetevi alla filiale più vicina (consultate l’elenco delle filiali Banca d’Italia di competenza)…i tempi di spedizione saranno in questo modo ridotti. ATTENZIONE: BANCA D’ITALIA NON PUO’ INVIARVI LA VOSTRA CENTRALE RISCHI NE MEZZO FAX NE MEZZO E-MAIL.

Se volete ritirarla di persona o incaricare un soggetto delegato inviate la richiesta alla filiale in cui poi vi vorrete recare per il ritiro della visura. Per delegare un soggetto terzo non dimenticate di far consegnare, al momento del ritiro, il modulo di delega con fotocopia della Carta d’Identità e del codice fiscale del soggetto delegante. Da notare quindi che non importa dove si risiede, se sono di Roma ma per comodità preferisco rivolgermi a Milano posso tranquillamente fare riferimento alla quest’ultima filiale. 

TEMPI DI ATTESA PER RICEVERE LA PROPRIA CENTRALE RISCHI BANCA D’ITALIA

Per il ritiro della visura presso la filiale Banca d’Italia i tempi di attesa sono di circa 7 – 10 giorni; se ci si fa inviare la visura della CR mezzo posta l’attesa è mediamente di 15 giorni. 

COSA RICHIEDERE E COME COMPILARE IL MODULO DI RICHIESTA CENTRALE RISCHI

Il modulo vi consente di scegliere fra alcune opzioni davvero interessanti:

- Richiedere gli ultimi 12 mesi di rilevazione, oppure anche visure riferite a periodi inferiori o superiori (da nostre informazioni comunque non si può andare oltre il 1995). Da tenere presente che di solito le banche vanno a vedere gli ultimi 12 mesi e quindi è su questo periodo che ci giudicano; sappiate però che a volte vanno più indietro (36 mesi) o se le segnalazioni sul nostro nome si fermano ad una certa data anteriore ai 3 anni la banca andrà a consultare l’ultima rilevazione registrata (anche molto più datata di 36 mesi quindi).

- Richiedere dati aggiuntivi su eventuali soggetti garanti e sulle relative garanzie prestate

- Richiedere la vostra visura Centrale Rischi Banca d’Italia in formato cartaceo oppure su CD (file in formato “TXT”). La seconda opzione può essere scelta d’ufficio da Banca d’Italia se la vostra visura risultasse molto voluminosa…nessun problema, questo formato è più fruibile e con l’occasione potrete richiederci una reinterpretazione gratuita dei dati in essa contenuta !!!

Consultate il fac simile precompilato del modulo di richiesta visura Centrale Rischi Banca d’Italia.

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Come verificare i propri dati sulle banche dati gestite da CRIF

Pubblicato da ICR su settembre 20, 2010

Crediamo che, per informazione e conoscenza, visto che il servizio è gratuito, sia opportuno consigliare a i nostri aderenti di valutare la propria posizione nell’archivio crif, sia che voi siate persone fisiche che giuridiche.

Perchè? Per non avere brutte sorprese…

http://www.modulorichiesta.crif.com/

Cosa è Il Crif?

Conoscere Eurisc – il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF

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Statistiche Cerved giugno 2010

Pubblicato da ICR su settembre 20, 2010

Possiamo sbizzarrirci nei confronti con i dati della ripresa, ed inorridire di fronte al numero totale delle cessazioni e fallimenti.

Dati cerved giugno 2010

variazioniImpreseGiugno10

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Tranquilli: la crisi è finita. Si! E’ finita male!

Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su settembre 20, 2010

Non c’è dubbio, qui i conti non tornano: com’è possibile parlare di fine della crisi con le notizie che si sentono in giro?

Lavoro, la crisi di Indesit fra le più gravi d’Italia

Fincantieri, rivolta contro il piano. Castellammare si ribella

Io prevedo l’arrivo della Fase Due della recessione fra 2-3 mesi, vi prego smentitemi!

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LE BANCHE SPAGNOLE OFFRONO IL 4,5% SUL CONTO CORRENTE – IN ITALIA DOBBIAMO RIBELLARCI!!!

Pubblicato da ICR su settembre 16, 2010

da Mercato libero

Unicredito: il cliente non ha quasi mai ragione. Il cliente deve essere munto (vi ricordate la massa di derivati che sono stati venduti). Profumo si è venduto la banca agli arabi. e quanto offre sul conto corrente ai clienti?

DUE DITA NEGLI OCCHI

Corrado Passera abbandona la moglie per stare con …….. da tanti anni, permette prestiti a Zalesky mettendo a repentaglio la solidità dell’istituto, tiene in piedi Air One con prestiti per poi salvarsi grazie alla terribile (per i ciottadini) operazione alitalia, tiene in piedi Tiscali oramai ridotta …..E AL CORRENTISTA: NULLA NULLA NULLA

IL PROFUMO DI PASSERA, ALIAS PASSERA PROFUMATA NON DANNO NULLA AI CORRENTISTI
EPPURE:

Il Banco Popular offre il 4,5% di remunerazione sul conto corrente..

CHE BANCA O BANCA MEDIOLANUM FANNO RIDERE IN CONFRONTO!!!

Sul mercato spagnolo ci si sta avviando verso una remunerazione del 4,5% annua. Oltre al già menzionato Popular, infatti, praticano questo tasso, sia Bankinter (partecipata del Crédit Agricole), sia Activobank. Mentre un gradino più in basso, al 4%, si trova un lotto di importanti banche guidato dal Bbva e che comprende anche le due principali casse del paese, vale a dire la Caixa e Caja Madrid.

IN ITALIA IL CORRENTISTA INVECE VIENE PRESO PER I FONDELLI E NON SI LAMENTA!!!

IO SONO PRONTO A ORGANIZZARE UNA CHIUSURA DI CONTI CORRENTI DA UNA BANCA PER SPOSTARE MASSICCIAMENTE IN UN ALTRA SE NON CI DANNO LE CONDIZIONI CHE VOGLIAMO….

MA COME AL SOLITO ALL’ITALIANO MEDIO NON PIACE SPORCARSI LE MANI SALVO POI LAMENTARSI LAMENTARSI LAMENTARSI…MA FARE MAI NULLA!!!

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CI VOLEVA PROPRIO UNO STUDIO PER CAPIRLO!

Pubblicato da ICR su settembre 16, 2010

E meno male che quelli che sprovveduti siamo Noi Piccoli…

Secondo il centro studi di Confindustria la ripresa rallenta e aumenta la pressione fiscale!

La ripresa economica rallenta e iniziano a soffiare “venti contrari”. Lo sostiene il centro studi di Confindustria (Csc) nel rapporto d’autunno sugli scenari economici. «L’estate – spiega il Csc – ha accumulato nuovi dubbi sugli sviluppi nell’immediato futuro. La messe di statistiche congiunturali è stata più scarna di notizie positive e fa presagire un rallentamento. È legittimo il timore che la frenata sia determinata dal prevalere di venti contrari che impediscono il consolidamento e l’autostenibilità della fase espansiva».

leggi tutto l’articolo

Anche la stima della pressione fiscale effettiva è «rivista all’insù», ad un livello «ben sopra il 54% nel 2009», più del 51,4% stimato dal CsC lo scorso giugno e del 43,2% della «pressione apparente contenuta nei documenti ufficiali».

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Imprenditore brucia il suo ristorante e si impicca. Troppi debiti

Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su settembre 14, 2010

L’uomo, 57anni, titolare di un ristorante che gestiva da tre anni, aveva uno scoperto di 18 mila euro in banca. Dopo aver dato fuoco al locale si è impiccato nel gazebo esterno al ristorante. Prima del gesto disperato ha inviato degli sms ai suoi collaboratori, scrivendo: “Mi avete ammazzato con le vostre pretese, non riceverete più una lira, addio, arrangiatevi”.

Quì l’articolo su ilReporter.it

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Comunicazione circa prossimi appuntamenti.

Pubblicato da ICR su settembre 13, 2010

Icr informa tutti gli aderenti e le persone interessate agli argomenti che trattiamo, che sono in programma due appuntamenti televisi per il mese di settembre.

Una puntata di “Presa Diretta”  su rai tre, DOMENICA 3 OTTOBRE 2010 in prima serata, che tratterà delle problematiche delle micro e piccole imprese italiane che fanno prendere, anche a noi piccoli, in considerazione l’ipotesi di delocalizzare in paesi che incentivano proprio le piccole manifatture a trasferire le aziende sul loro territorio. Nello specifico si racconterà del viaggio fatto da una delegazione di imprenditori aderenti, alla scoperta della Svizzera e delle offerte che il dipartimento economico svizzero riserva agli imprenditori italiani.

Nel viaggio di due giorni, insieme ad Icr, Domenico Iannacone, Danilo Procaccianti di Presa Diretta,  hanno documentato la politica economica che questo paese attua nel tentativo di creare e garantire per il futuro,  posti di lavoro ai propri giovani.

Il secondo appuntamento sarà con Impresecheresistono ed Exit, La7, per trattare di piccole medie imprese e la grande impresa che viene affascinata dalla Serbia.

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Comunicato Stampa

Pubblicato da ICR su settembre 13, 2010

Sabato 4 settembre 2010, presso l’Arsenale della Pace di Torino, la delegazione di Imprese che Resistono ha incontrato Ernesto Olivero, fondatore del Sermig.

Il Sermig nasce nella Città della Mole nel 1964 da Ernesto Olivero insieme ad un gruppo di giovani per sconfiggere la fame. Si trasforma poi in Fraternità della Speranza per dare nuove opportunità alle persone in difficoltà, specialmente giovani, consentendo loro di “ripartire”, cogliendo le tante opportunità derivanti dalla “conversione” ad un ritrovato “sistema di valori” solidi e concreti, religiosi piuttosto che laici. 

Il Movimento “Imprese Che Resistono” ha colto il senso profondo di quanto il Sermig sta portando avanti da oltre 40 anni, principalmente con il supporto di Cittadini Comuni e di Piccoli Imprenditori e ne condivide il valore del “Saper Fare Insieme”, anche nel rispetto reciproco delle Regole da parte di tutti i Popoli: Libertà di movimento non significa Libertà di imposizione della propria Cultura, indipendentemente da dove si proviene e da dove ci si reca. 

Il colloquio lungo e cordiale con i delegati ICR ha consentito un reciproco confronto sui temi “Alti” della Politica Economica e della difficile situazione che stanno vivendo le Piccole e Medie Imprese Italiane; è stato apprezzato lo sforzo di ICR nel presentare proposte concrete alle Istituzioni per la risoluzione di una serie di criticità attualmente in essere; in particolare il Sig. Olivero ha apprezzato il sostegno di ICR alla proposta di legge in discussione alla Camera dei Deputati, volta a definire pagamenti certi a 60 giorni, come già da tempo consuetudine nel resto d’Europa. 

Ci si è poi soffermati sulla Globalizzazione che, perseguendo esclusivamente il profitto, crea non solo desertificazione di posti di lavoro e di intere Imprese e Distretti, ma una pericolosissima Crisi Strutturale con Migrazione Produttiva verso Mercati che sfruttano le Persone e ne calpestano la dignità.

Per diventare invece una vera opportunità di crescita equamente ridistribuita, la Globalizzazione dovrebbe essere assolutamente affrontata con Approccio Etico, sino ad oggi totalmente ignorato.

Per raggiungere questo obiettivo sarebbe sufficiente unire, al giusto profitto (Indispensabile per il bene delle Imprese di ogni dimensione), il Rispetto dei bisogni delle Persone e della loro crescita materiale, personale e spirituale senza mai però dimenticare il Rispetto per l’Ambiente, evitando assolutamente la ricerca del “Profitto ad ogni costo, sulla pelle degli altri. 

Al termine dell’incontro, si è giunti alla piena condivisione dei reciproci obiettivi di medio-lungo termine e della volontà di intraprendere azioni comuni, necessarie per consentire di ridare, al contempo, slancio all’industria manifatturiera italiana e nuove opportunità di sostegno sussidiario alle Realtà come il Sermig.

Non meno importante sarà la verifica futura di possibili collaborazioni, alla luce dell’impegno del Sermig nei confronti dell’inserimento dei Giovani nel Mondo del Lavoro e dell’Imprenditoria, anche tramite il supporto di ICR.

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Notizie dai “Resistenti” della Toscana.

Pubblicato da ICR su settembre 13, 2010

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