“Troppi americani senza lavoro” Obama annuncia tagli alle tasse

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Per incoraggiare le assunzioni la Casa Bianca prepara facilitazioni alle imprese e chiede al Congresso una riduzione del carico fiscale sulla classe media. Il Presidente: “Repubblicani smettano con l’ostruzionismo”

"Troppi americani senza lavoro" Obama annuncia tagli alle tasse Il presidente Barack Obama

WASHINGTON - Negli Stati Uniti ci sono “ancora troppe imprese in difficoltà, ancora troppi americani senza lavoro”. Il presidente Barack Obama, rivolto ai giornalisti nel giardino delle Rose alla Casa Bianca, ha fatto il punto sulla situazione economica americana, descrivendo un scenario drammatico, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro.

Per incoraggiare le assunzioni, la Casa Bianca ha annunciato che sta preparando un programma di tagli alle tasse per le piccole e medie imprese e la classe media. Obama ha precisato che il suo team economico sta lavorando a ulteriori misure e ha chiesto al Congresso una riduzione del carico fiscale sulla classe media.

Il provvedimento che riguarda gli sgravi a favore delle piccole imprese “sfortunatamente – ha precisato Obama – è fermo da mesi in Senato, bloccato da una minoranza che non permette neanche di andare al voto. E’ una cosa insensata”. Il Presidente ha accusato i repubblicani di “tenere in ostaggio questo provvedimento, a tutto svantaggio della nostra crescita economica”. “Per questo – ha aggiunto – chiedo ai senatori repubblicani di smetterla con l’ostruzionismo”.

“Quando il Congresso riprenderà i lavori dopo la pausa estiva – ha aggiunto Obama – sarà necessario varare nuove leggi in favore delle piccole imprese. Sappiamo che negli ultimi mesi dell’anno scorso il 60 per cento delle perdite di posti lavoro era legato alle piccole imprese. Per questo – ha spiegato – abbiamo approvato 8 differenti sgravi fiscali per le piccole imprese e lavorato per l’estensione del credito nei loro confronti. Ma dobbiamo fare di più”.

Dopo l’intervento del Presidente sulle misure urgenti per rilanciare l’occupazione, Wall Street è andata ancora più giù. Alle 19,30 ora italiana, il Dow Jones segna -0,82% a 10.067,81 punti; il Nasdaq composite -0,91% a 2.134,04 punti e lo S&P 500 -0,84% a 1.055,69 punti.
 

APPELLO

Cara ICR, 

sabato scorso, dalle pagine del Corriere della Sera, abbiamo lanciato con Pietro Ichino e altri 42 primi firmatari l’Appello per la riforma in senso uninominale maggioritario della legge elettorale, perché si possa tra l’altro avere un Parlamento, finalmente, di eletti e non più di nominati.

 Le reazioni che si sono manifestate in poche ore (il sondaggio di Sky-tg24 ha registrato il parere favorevole dell’86% dei partecipanti, mentre una analoga iniziativa del sito del Corriere della Sera, ancora in corso, è giunto fino a un picco del 90,7% di sostegni) ci danno speranza, perché sembrano mostrare che, a quasi vent’anni dal referendum elettorale stravinto nel 1993 con il 92,3% di “sì” e subito tradito dalla partitocrazia, il popolo italiano non si è rassegnato ancora. 

Ti invitiamo allora, a tenerti al corrente ed eventualmente a sostenere l’iniziativa “Appello per l’Uninominale” attraverso il sito www.uninominale.it.

 Grazie, un caro abbraccio 

Mario Staderini e Michele De Lucia

Segretario e tesoriere di Radicali italiani

La Merkel tassa le banche

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26/08/2010 – 10:04
(Teleborsa) – Roma, 26 ago -

 Il governo tedesco ha varato ieri una nuova tassa sulle banche, per creare un fondo da oltre 1 miliardo di euro l’anno destinato a coprire i costi di future crisi finanziarie con mezzi autofinanziati, senza essere così costretti a prelevare denaro dalle tasche dei contribuenti.

Prevista anche una serie di strumenti per permettere una cosiddetta ‘insolvenza ordinata’ degli istituti di credito attraverso la creazione di una ‘bad bank’.

Il provvedimento, che diventerà legge probabilmente a gennaio dopo il vaglio del Parlamento, si è reso necessario a seguito della profonda crisi del settore creditizio nata con il fallimento della banca d’investimento statunitense Lehman Brothers due anni fa.

La Germania continua a camminare da sola sul sentiero delle riforme, dopo aver cercato di convincere Francia e Gran Bretagna ad adottare misure in tal senso durante l’ultima riunione del G20.

 
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SUGGERIMENTI PER RIDURRE DEBITO PUBBLICO E TASSE

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In Inghilterra il fisco apre un sito per chiedere ai cittadini dove operare i tagli necessari a contenere il debito pubblico.

In Italia non ce n’è bisogno. Basta andare a vedere dove finiscono i contributi pubblici a pioggia che non producono niente ma servono solo a mantenere gli enti desitnati a distribuirli. Un esempio?

Tangenti, truffe, poco lavoro. La formazione è una fabbrica di precari.

Ci sono 2,3 milioni di persone in cerca di un posto, un mercato enorme per i professionisti dei corsi. Gli unici a godere dei fondi stanziati sono gli organizzatori e negli ultimi anni i casi di raggiro si sono quintuplicati. Centinaia di iniziative ma senza reali sbocchi
di DAVIDE CARLUCCI e ANTONIO FRASCHILLA

Qui l’articoli su Repubblica

Se mettessimo assieme i soldi sprecati in questo modo con i contributi a pioggia dati alle imprese, non si sa per fare cosa, si potrebbe tranquillamente aliminare l’IRAP.

Chi ha il potere di farlo lo faccia subito! Avanzerebbero  fondi  sufficienti a ridurre ulteriormente il debito pubblico.

PER RIFLETTERE

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Crisi: Obama, Pmi ossatura economia
Creano 2 posti lavoro su 3, accelerare su progetto di legge

Qui l’articolo
«IpadCity», assunzioni di massa nella fabbrica cinese dei suicidi
Foxconn: 400 mila nuovi dipendenti per un orario di lavoro «normale»

Qui l’articolo
Crisi:timori ripresa Usa su mercati Asia
Onda ribassista sui maggiori listini del continente

Qui l’articolo
Cina: export pomodoro in Italia +272%
Il falso Made in Italy mette a rischio la produzione nazionale

Qui l’articolo

Missili, computer e auto Pechino blinda il controllo sui 17 minerali dell’hi-tech

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Il rapporto dell’agenzia Usa: siamo subalterni alla potenza monopolista. Nella Repubblica Popolare il 97% delle risorse necessarie alla Us Army, Toyota, Nokia o Apple

Qui l’articolo.

La Cina è un’opportunità?
Certo la Cina ci da l’opportunità di imparare come e quali scelte fare per difendere la nostra produzione.
E noi cosa facciamo?
Per difendere il Made in Italy rischiamo anche di prenderci delle salate multe dall’Europa.
Ogni giorno mi arrivano notizie negative di aziende che chiudono o si ridimensionano e le richieste di casa integrazione, almeno in Lombardia, aumentano ancora.
L’occupazione diminuisce e in America si comincia a parlare di una possibile nuova recessione e noi continuiamo a non avere un ministro dello sviluppo e conomico e, fra qualche settimana, rischiamo anche di non avere più un governo.

Perdonate lo sfogo ma:

Sono furiosamenete incazzato!

Comunicazione da Luca Peotta.

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PRIMI RISULTATI…….

E’ UFFICIALE L’ONOREVOLE LUIGI BERSANI E’ FIRMATARIO DELLA PROPOSTA DI LEGGE “Disposizioni per l’equità e la modernizzazione dell’economia mediante la lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”.

GRAZIE ANCORA PER TUTTO IL LAVORO SVOLTO,UN GRAZIE A TUTTI!!!!

Ascoltate i nostri parlamentari … il populismo ed il tifo da stadio

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Ogni tanto ci piace farci del male, e ci sintonizziamo, tornando da lavoro in macchina, su radio radicale, occhio aperto sulla realtà di quanto succede in parlamento. Condividiamo per una volta il lavoro di coloro che sono preposti a discutere dell’interesse del paese. Condividiamo e rendiamoci conto di quanta pochezza, di quanta insussistente onestà intellettuale, di quanto populismo e ignoranza regna nel palazzo.

Ascoltate gli interventi dei singoli, Della Vedova, Reguzzoni, Franceschini e via discorrendo, dedicate tempo alla consapevolezza, perchè c’è ancora, credeteci, chi parla di governo eletto dal popolo, di democrazia e di capacità di governo.

Questa gentaglia che disprezza ogni giorno la legalità ed i diritti del singolo cittadino, davvero merita di occupare dei posti così importanti nella vita di ognuno di noi?

E’ obbligo aprire gli occhi… fatelo per favore, ne va della vita di un paese.

 
Discussione della mozione Franceschini, Donadi ed altri n. 1-00416 concernente iniziative volte alla presentazione delle dimissioni da parte del sottosegretario di Stato Giacomo Caliendo.

 
Discussione sulle linee generali  
 
14:07  Sesa Amici (PD), illustra la mozione n. 1-00416
 
14:18  Maurizio Paniz (PDL)  00:10:42
 
14:28  Leoluca Orlando (IDV)  00:06:06
 
14:35  Pierluigi Mantini (UDC)  00:07:56
 
14:42  Nicola Molteni (LNP)  00:07:07
 
14:50  Gianclaudio Bressa (PD)  00:08:41
 
14:58  Manlio Contento (PDL)  00:15:00
 
15:13  Andrea Orlando (PD)  00:11:19

 

Intervento e parere del Governo  
 
15:25  Angelino Alfano – ministro della giustizia  00:09:35
 
15:34  Roberto Giachetti (PD), per un richiamo al regolamento
 
00:01:15
 
15:35  Presidente, sull’ordine dei lavori  00:00:16
Dichiarazioni di voto  
 
17:00  Giorgio La Malfa (MISTO-RRP)  00:03:22
 
17:04  Carmelo Lo Monte (MISTO-MPA-SUD)  00:03:28
 
17:07  Arturo Iannaccone (MISTO-NOI SUD LA-PLI)  00:04:20
 
17:11  Pino Pisicchio (MISTO-API)  00:04:31
 
17:16  Antonio Di Pietro (IDV)  00:10:19
 
17:26  Benedetto Della Vedova (FLPI)  00:09:22
 
17:36  Pier Ferdinando Casini (UDC)  00:09:56
 
17:45  Marco Giovanni Reguzzoni (LNP)  00:12:29
 
17:58  Dario Franceschini (PD)  00:10:54
 
18:09  Fabrizio Cicchitto (PDL)  00:11:21
 
18:20  Rita Bernardini (PD)  00:03:31
 
18:24  Chiara Moroni (PDL)  00:02:06
 
Votazione  
 
18:26  Votazione e reiezione della mozione Franceschini, Donadi ed altri n. 1-00416  00:02:07
 
18:28  Presidente, comunicazioni sull’ordine dei lavori, comunicazioni varie  00:01:22
 
18:29  Presidente, lettura dell’ordine del giorno della seduta di mercoledì 8 settembre 2010 (ore 17,00)  00:00:14
 
La seduta è tolta alle ore 18,30

Ecco, potete vivere una giornata di “lavoro” dei nostri politici.

Sceglietene uno, nel quale magari riponete fiducia, oppure di un partito che avete votato, e guardate attentamente….l’importante è farsi una vera idea di come questa gente governa, e delle dichiarazioni false e mendaci con cui si riempiono la bocca, discutendo di “successi”  o di consensi di cui per primi conoscono la falsitità, eppure discutono tra loro della solita aria fritta, tra applausi, fischi ed ingiurie…

Che tristezza ragazzi…

Ed ora ciò che la stampa non dice… ed il governo non vede.

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Caserta, il titolare della IMEL si suicida nella sua azienda a Marcianise.

27/07/2010

Suicida in ditta, lo trova il figlio

15/03/2010

Padova, imprenditore non riesce a pagare gli operai e si uccide

la lista può continuare all’infinito, basta cercare in internet “imprenditore suicida” … ah! mettete come filtro “nell’ultimo anno” altrimenti rischiate di finire in migliaia di notizie che i giornali non danno!

Bankitalia: l’industria è ancora ferma

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ma dai…. e noi non ce ne eravamo accorti….

Ventite in lieve rialzo (+1,4%),
ma quest’anno il 2,7% dei posti
di lavoro verrà perso
LUIGI GRASSIA
La ripresa c’è, però non è come ce la saremmo immaginata: un rapporto della Banca d’Italia sulle imprese dice che i segnali di recupero delle vendite sono «lievi» (+1,9% per il complesso delle aziende e +1,4% per quelle industriali) e quanto all’occupazione, nel 2010 addirittura regredirà dell’1,5%, con effetti più dolorosi sull’industria, dove si prevede un -2,7%. Se le cose andranno così, nel comparto manifatturiero la «ripresa» del 2010 porterà una perdita di posti di lavoro più forte che la crisi del 2009, quando ci fu un -2,6%.
 

Scolpitevi queste “parole” nella mente…perchè questa persona è quella che disse “non metteremo le mani in tasca agli italiani”…C’è da fidarsi!

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Tremonti, non ci sarà una nuova manovra su conti pubblici in autunno

Non ci sarà una nuova manovra sui conti pubblici in autunno. Lo afferma il ministero dell’Economia, Giulio Tremonti. “In autunno – dice il ministro – avremo solo la Finanziaria tabellare e non ci sarà né manovra né contromanovra”. Tremonti è ottimista sulle prospettive di crescita dell’Italia: in base ai dati oggi disponibili, dice, la crescita dell’1,1% per il 2010 stimata dal Governo è “un risultato consolidato” e i dati di fine luglio, sia italiani che provenienti dall’estero, indicano che “nell’insieme è in atto una spinta positiva”.

Tra le misure allo studio del Governo per rilanciare lo sviluppo Tremonti cita un possibile intervento sulle opere pubbliche con l’intenzione di semplificare e snellire le procedure autorizzative, di abbassare i costi e realizzare prima le opere. Dubbi restano invece su Basilea3. “Non mi pare – dice Tremonti – che sia il tempo per sperimentazioni asimmetriche per cui Basilea3 si fa in Europa e su tutta l’industria europea mentre da altre parti si fa solo su limitati segmenti industriali”. La soluzione migliore, considerando che la dimensione del sistema economico europeo e la necessaria stabilizzazione dopo la crisi, sarebbe quella di adottare una “tempistica più lunga”.

leggi

E poi…

Pronte le tasse per finanziare i Comuni

Casa: cedolare secca sugli affitti e imposte su possesso e transizioni

ps( non è il governo a metterci le mani in tasca, ma i Comuni! non facciamo confusione)

ROBERTO GIOVANNINI
Ci aspetta una cedolare secca (troppo alta per evitare l’evasione) sui redditi da affitto, due imposte municipali e una specie di patrimoniale sulle compravendite di immobili, anche sulla prima casa. Sarà il Consiglio dei ministri di oggi a varare uno dei decreti attuativi della riforma federalista più attesi: quello con le nuove imposte comunali. Ovviamente – non tenendo conto dei possibili, ipotetici, rischi per il governo e la legislatura – lo schema di decreto che verrà varato oggi sarà sottoposto all’esame della commissione Bicamerale sul federalismo fiscale, che potrà introdurre modifiche anche consistenti. Ma la base di partenza del sistema di imposizione che alimenterà i Comuni c’è. E non è detto che sia per tutti più conveniente rispetto a oggi. Vediamo come funzionerà il nuovo sistema. Intanto, per cinque anni esisterà un fondo per gestire la transizione: ci finiranno le imposte di registro, bollo, ipotecaria, catastale, l’Irpef sui redditi fondiari, la cedolare secca sugli affitti. Ancora, tutto il gettito del condono sui cosiddetti «immobili fantasma» e metà delle entrate legate alla lotta all’evasione finiranno ai Comuni.

continua

meno male che da qui al 2014 vedremo dichiarazioni e smentite a raffica, e forse ci sarà il tempo per prendere questa gente per la giacchetta e mandarla a casa….

Ecco il futuro della manifattura in Italia…

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Questi imprenditori di sicuro saranno più bravi, più innovativi, più “furbi” di noi, e di sicuro daranno posti di lavoro e ricchezza a molti cittadini italiani, rispettando le stesse regole che esistono per ogni altra azienda italiana.

Buona Fortuna Italia.

Imprese, boom aziende cinesi in Italia

Gli imprenditori cinesi presenti in Italia hanno raggiunto quota 50 mila, negli ultimi sette anni sono aumentati del 131,1% e sono presenti soprattutto in Lombardia, Toscana, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio studia della Cgia di Mestre. Nonostante la crisi tra il 2008 e il 2009 la loro presenza è aumentata su tutto il territorio nazionale del 7,8% con crescite molto interessanti in Piemonte (+12,2%), in Lombardia (+9,5%) e in Veneto (+8,9%) e l’incidenza dell’imprenditoria cinese sul totale dell’imprenditoria straniera presente in Italia che si attesta all’8, 3%. I settori che vedono una maggiore presenza dei cinesi sono il commercio con il 40,3 % dei casi (con 20.102 piccoli imprenditori ) e nel 32, 1 % dei casi il manifatturiero (15.994). Di questi ultimi ben il 94,8% (pari a 15.163 imprenditori) sono occupati nel tessile, nell’abbigliamento, nelle calzature e nella pelletteria. Significativa la presenza anche nel settore alberghiero, bar e ristorazione: le attività condotte da titolari cinesi hanno raggiunto le 8.776 unità.
leggi

Unicredit, con Banca Unica 4.700 esuberi

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Gia’annunciati. Sindacto Fabi, contagiati da Marchione-Fiat

(ANSA) – MILANO, 4 AGO -Unicredit ha annunciato ai sindacati 4.700 esuberi all’avvio delle trattative legate al riassetto per la Banca Unica.Cosi’il sindacato Fabi.Il sindacato commenta: ”L’effetto Marchionne-Fiat ha purtroppo contagiato con un effetto domino l gruppo Unicredit”.Oggi si sono gia’ aperte a Milano le consultazioni sindacati e Unicredit sul progetto Banca Unica per riorganizzare il gruppo: gli esuberi riguardano il triennio 2011-2013.

ANSA.

Gli “esuberi” sono persone con famiglie … chissà che si usi un termine “freddo” per cercare di rendere meno “drammatica” la scelta di lasciare 4.700 persone senza lavoro.

Questo è solo l’inizio del contagio… e le banche che fanno, come ha fatto Fiat, il proprio comodo con il denaro della gente, che hanno contribuito in maniera pesante alla morte di migliaia di aziende, che hanno contribuito in maniera pesante alla crisi finanziaria… beh alle banche non si può nemmeno imporre una tassa … e la separazione OBBLIGATORIA (glass steagall act) dell’attività finanziaria da quella retail.

Della serie i cornuti e mazziati siamo ancora noi.

MA CI RENDIAMO CONTO??

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Mutui sospesi a 24mila famiglie.
 
Le richieste maggiori al Nord
ROMA
Sono soprattutto del Nord Italia, ed in difficoltà per licenziamenti e cassa integrazione, le famiglie in difficoltà che hanno ottenuto la sospensione del pagamento delle rate del mutuo. Pesa l’onda lunga della crisi che negli ultimi mesi sta colpendo l’occupazione. Così sono oltre 24mila i titolari di mutuo che hanno chiesto un aiuto delle banche ricorrendo allo stop al pagamento delle rate previsto «piano famiglie» dell’associazione bancaria, l’Abi. Tra febbraio e giugno 2010 le banche hanno sospeso mutui per un valore del debito residuo pari a 3,2 miliardi di euro, congelando il pagamento delle rate per 23.793 famiglie. È il bilancio aggiornato piano che nasce dall’accordo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui siglato lo scorso dicembre tra l’Abi e le associazioni dei consumatori, uno strumento immediato di aiuto per le famiglie colpite dalla crisi. Così, spiega l’Abi commentando i dati sull’andamento dell’iniziativa, «la liquidità in più per far fronte alla crisi ha raggiunto una quota pari a 155 milioni di euro. Ogni famiglia avrà dunque a disposizione in media 6.800 euro in più».

Nel 90% dei casi la sospensione ha riguardato l’intera rata. «La causa più frequente – spiega l’Abi – che ha determinato la necessità di ricorrere a questa opportunità nelle posizioni in bonis (senza ritardi nei pagamenti) è stata la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario (come per cassa integrazione o mobilità). Nelle posizioni con ritardo nei pagamenti, invece, la cessazione del rapporto di lavoro subordinato». Il maggior numero di domande ammesse è al Nord con il 58,5%: Molto di più rispetto ai dati per Sud e isole (con il 22,2%) e del Centro (19,3%). Il piano, ricorda l’Abi, «è partito il primo febbraio e i clienti potranno presentare richiesta per attivare la sospensione fino al 31 gennaio 2011, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010».

Il piano dell’Abi fissa la misura minima alla quale le banche possono aderire: 172 istituti (64% del mercato) hanno offerto a loro clienti condizioni migliori. L’accordo prevede la sospensione delle rate per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi, per mutui fino a 150.000 euro per acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale. È rivolto a clienti delle banche con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, nel caso di «eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione)».

Quale la prospettiva? grazie all’inefficenza e all’insussistenza di una qualsivoglia politica economica, basta guardare agli Usa per capire quale sarà la prospettiva dei prossimi mesi… o lo stato garantirà stipendio a tutti i disoccupati (quando scadrà la cig o cigo) oppure le banche dovranno (per evitare di espropriare gli immobili alle famiglie) posticipare la moratoria all’infinito, oppure si cominceranno a vedere aste immobiliari dove una casa valutata per 300.000 Euro sarà venduta a 120.000 ad andare bene.
Questa è la realtà ed i posti di lavoro persi o che si perderanno andranno a crescere… che fare? Continuare a mettere la testa sotto la sabbia o reagire in fretta, ah! dimenticavo, però ci sono le vacanze adesso, i mondiali prima, la cig ancora per qualche mese…e poi…e poi ci si risveglierà di botto dal non voler pensare e saremo costretti tutti a fare quel che dice il nostro presidente del consiglio “gli italiani devono camminare a testa alta”! Certo che lo faremo, avremo la merda fino oltre il collo sig. Presidente…. ma ci faccia il piacere….

La scomparsa di un ministro

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di Dario Di Vico

Sono 90 giorni che Silvio Berlusconi ha l’interim del ministero dello Sviluppo economico. In meno tempo Jules Verne sosteneva che si potesse girare il mondo. Il governo invece ha solo girato intorno al problema senza risolverlo. Dimessosi Claudio Scajola, la maggioranza non è riuscita ancora a sostituirlo. Non è stata capace di pescare al suo interno o nella società civile una personalità che avesse physique du role e competenze, che godesse della stima degli industriali, che non fosse limitato nell’autonomia di giudizio da conflitti di interesse. E’ incredibile, ma pur vantando l’Italia tra i quattro e i cinque milioni di imprenditori le manca un Mister Industria!

leggi

E troppo evidente che le priorità della politica italiana sono ben diverse dalle priorità che vorrebbe il “bene paese”. Si fanno spallucce ai drammi dei piccoli e dei medi, pensando che tanto chi vuole potrà e dovrà uscirne da solo, e gli altri…. beh, vuole dire che non avevano le carte in regola.

Questo governo non ha mai governato la crisi, ed i risultati si vedono… e ahimè continueranno a vedersi in maniera sempre più drammatica nei prossimi mesi. Certo è che gli imprenditori che sono ancora qui hanno dimostrato ampie capacità di rinnovare e resistere, ma per innovare e competere occorre un sistema fiscale, amministrativo e politico che consenta ad una azienda di poter contare su utili da reinvestire. Qui, fare impresa, soprattutto in momenti congiunturali come questo,costa troppo, occorre per sopravvivere almeno pensare ad una manovra di inside-out, ossia portare quella produzione di poco rendimento fuori dal territorio italiano per non rinunciare ad una fetta di mercato e di fatturato. Purtroppo non ci sono state fornite le condizioni per continuare a creare ricchezza e sviluppo in questo paese, e i frutti di questo immobilismo scellerato li pagheranno tutti gli italiani che presto saranno senza lavoro. Qui si tratta non solo di una scomparsa di un ministro, ma di una Grave Assenza di politica capace e interessata al bene del paese. Buttate un occhio oltre confine, magari con una mente aperta qualche spunto potete trovarlo… copiare ciò che funziona, ma fate qualcosa per fare in modo che si possa continuare a fare impresa a casa nostra.

PICCOLI – Dal Pd una proposta contro i ritardi nei pagamenti

DI D.di Vico.

Proposta di legge Misiani-Bertrandi-Impresecheresistono.

Pubblichiamo la sintesi di una proposta di Legge presentata  il 28 luglio da Antonio Misiani del Partito Democratico e da Marco Beltrandi, esponente radicale iscritto al grupop parlamentare del Pd.

Nella conferenza stampa di presentazione della legge, figura come terza e non di meno importante parte attiva Impresecheresistono.

• Il Contesto economico

I nostri tempi di pagamento alle imprese sono i più lunghi d`Europa, ed il problema dei ritardati pagamenti ha assunto dimensioni particolarmente preoccupanti.
La contabilità delle imprese, già fortemente stressata dal razionamento del credito operato dalle banche, viene ulteriormente sollecitata, in assenza del pagamento di lavori regolarmente eseguiti, per garantire le risorse necessarie a dare continuità all`attività imprenditoriale.
In alcuni casi, è la sopravvivenza stessa delle imprese che viene messa a rischio dalla sottrazione di risorse finanziarie determinata dai ritardi. In molti altri, la mancanza di certezza nei tempi di pagamento impedisce agli operatori economici di procedere all`indispensabile programmazione delle proprie attività.

• Le cause dei ritardi

Tra le principali cause di ritardo della Pubblica Amministrazione si segnalano in particolare la necessità di rispettare, in qualunque modo, anche ricorrendo ai ritardi nei pagamenti,  il Patto di stabilità interno degli enti locali, come indicato da oltre la metà delle imprese, a cui si aggiunge  l’inefficienza che rallenta ulteriormente le procedure di pagamento. Significativo è anche l`impatto dei tempi di trasferimento dei fondi da parte delle Amministrazioni centrali.
Per quanto riguarda la transazioni tra privati, una delle più diffuse reazioni da parte delle grandi aziende in carenza di liquidità, a fronte della stretta creditizia, è rappresentato dall’inusitato allungamento dei tempi di pagamento delle fatture ai propri fornitori, in particolare verso le piccole e medie imprese. Esse fungono da leva finanziaria a costo zero sulle quali viene traslato il rischio d’impresa relativo alle carenze di liquidità.
Le Pmi divengono, in pratica, gli istituti di credito più “generosi ed affidabili” nei confronti dello Stato e delle grandi imprese loro debitrici.

• I motivi della necessità di una nuova normativa

Il d.lgs. n. 231 del 9 ottobre 2002, normativa vigente che ha recepito una precedente direttiva UE, è intervenuto in un contesto che già nel 2002 era connotato dalla  cronicità dei ritardi nei pagamenti. Non è però riuscito ad arginare il fenomeno il quale, al contrario, negli ultimi due anni si è sensibilmente aggravato. Per ciò si propone una nuova normativa

• Novità contenute nella proposta di legge Beltrandi-Misiani

La proposta di legge recepisce con grande anticipo la nuova proposta di direttiva UE, ed una legge francese del 2009 relativa al medesimo tema. Una particolare rilevanza assume la nozione di imprenditore, più ampia di quella codicistica, poiché vi sono compresi anche i liberi professionisti, accomunati agli imprenditori nell’ affrontare i medesimi ostacoli. Oltre ad una disciplina comune sono previste norme specifiche per gli imprenditori ed altre per la P.A.
Disposizioni comuni. E’ previsto:
Il diritto del creditore agli interessi, in caso di mancato pagamento, senza che sia necessaria la costituzione in mora e senza che sia necessario un sollecito  il saggio di interessi è pari all’11% (quello applicato dalla BCE -attualmente 1%- più il 10%)  nonché il rimborso delle spese amministrative, in aggiunta a quelle legali, per il recupero dei crediti;

Imprenditori privati. E’ prevista:
- l’armonizzazione del termine massimo di pagamento a 30 giorni, derogabili non oltre 45 giorni dalla fine del mese di fatturazione o 60 giorni dalla data di emissione della fattura.
-può esservi una deroga, in caso di condizioni eccezionali, se sono stipulati accordi di settore interprofessionali. La verifica dell’esistenza di queste condizioni e fatta dall’esecutivo e dall’Autorità antitrust. L’accordo non può non può avere durata successiva al 1° gennaio 2013;
- Le parti possono derogare al saggio di interessi ordinario (11%), a condizione che esso sia pari almeno a 6 volte il saggio di interessi legali (6%);
-un’ammenda compresa tra i 5.000 ed i 15.000 € nel caso di ritardo nei pagamenti, in aggiunta agli interessi di mora;
-l’obbligo di comunicazione delle condizioni generali di vendita: comunicazione delle condizioni di vendita, il listino dei prezzi unitari, le riduzioni di prezzo e le condizioni di pagamento per rendere trasparenti tutte le transazioni commerciali

Pubblica amministrazione. E’ prevista:
- l’armonizzazione del termine massimo di pagamento a 30 giorni salvo casi oggettivamente verificabili;
-una penale pari al 5% dell’importo dovuto in caso di ritardo nei pagamenti in aggiunta agli interessi di mora;

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