Addio indotto auto! “La Serbia si mangia anche la Dytech”
1Poche storie, altri paesi europei incentivano la produzione industriale, perchè sanno che con l’industria si crea ricchezza, con l’industria si crea ricchezza, con l’industria si crea ricchezza. E chiaro o no?
Noi invece cosa facciamo?
Soffochiamo l’industria, così muore o delocalizza.
L’emorragia di lavoro sta togliendo le ultime energie al nostro paese. E quando il paziente è morto…
Camorra, arrestata presidente dei piccoli industriali di Napoli
Acanfora, amministratrice dell’associazione “Meta Felix” e componente del cda del Centro di medicina psicosomatica di Castellammare di Stabia, con interessi anche nel settore immobiliare, era stata eletta al vertice del gruppo piccola industria di Confindustria Napoli il 23 luglio 2009. Sposata, due figli, è il primo presidente donna del gruppo piccola Industria.
RINGRAZIAMENTI
3Impossibilitato a partecipare ieri alla conferenza stampa,voglio ringraziare l’Onorevole Beltrandi,l’Onorevole Misiani,l’Onorevole De Micheli,il Direttore Bordin e Stefano Imbruglia di Radio Radicale. Vorrei ringraziare anche tutti i 58 firmatari della legge presentata.
Mi auguro,per il bene di tutti,che l’iter legislativo sia brevissimo affinchè le PMI possano resistere con più forza a questa crisi economica e soprattutto a questa crisi di sistema. Un appello a tutto il mondo politico:sostenete questa prioritaria iniziativa,assolutamente di buon senso,che potrebbe aprire uno spiraglio di sopravvivenza per tante aziende italiane,in tanti casi oggi obbligate a gettare la spugna immobilizzate economicamente pur vantando del credito e commesse di lavoro.
Luca Peotta
Dalla Fiat ai russi, ecco perché tutti vogliono andare a produrre in Serbia
1 fare da tramite c’è la Serbia, grazie a un accordo di libero scambio con la Federazione russa: deve essere stato anche questo ad aver già portato nel paese 200 imprenditori italiani. Questo piccolo, per ora, esercito dei delocalizzatori italiani vale un giro di affari di 2 miliardi di euro l’anno, destinato a crescere in maniera esponenziale una volta che l’investimento Fiat entrerà nel pieno regime produttivo. La Siepa (agenzia serba per gli investimenti) ha previsto addirittura che Fiat sarà un volano che porterà 30mila posti di lavoro tra diretti e indiretti nel settore auto, occupati in aziende di componentistica che non lavoreranno solo per Fiat.
L’attrattività della Serbia dunque non arriva solo dai salari bassi, mediamente intorno ai 350 euro, o dal piano di incentivi fiscali e finanziari che è valso al paese il primo posto nella classifica della Banca mondiale in materia di riforme economiche per attrare investimenti stranieri. Agevolazioni che vanno dai terreni forniti gratis a chi stabilisce nuovi impianti produttivi ai contributi del governo a fondo perduto per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato: dai 2mila ai 10mila euro, a seconda della portata dell’investimento – minimo un milione di euro – e del numero di impiegati – minimo tra 10 e 50 -. Fino ad arrivare all’esenzione dalle tasse per dieci anni se si investe in capitale fisso almeno 7,5 milioni di euro e si impiegano oltre 100 addetti a tempo indeterminato (si veda Il Sole 24 Ore di sabato 24 luglio).
C’è di più ed è forse questo di più che ha generato tanto slancio. C’è infatti un accordo di libero scambio tra la Federazione russa e la Serbia che assicura un trattamento favorevole per la merce oggetto dell’interscambio. Per non pagare oneri doganali ovviamente sono previste delle condizioni. E cioè: il paese d’origine della merce deve essere la Serbia, è obbligatorio l’acquisto e la fornitura diretti e infine la fornitura deve essere accompagnata dal certificato di origine.
Affinchè la Serbia si possa dichiarare paese d’origine è necessario che i manufatti siano stati interamente prodotti in Serbia, magari anche utilizzando materie prime, semilavorati e prodotti finiti originari di qualche altro paese. A patto però che tali prodotti siano stati trasformati in gran parte Serbia. La lista delle merci interamente prodotte in Serbia è lunga ma il punto che interessa gli imprenditori riguarda i manufatti prodotti in Serbia da materie prime serbe. Se i manufatti prevedono la lavorazione o trasformazione di materie prime o componenti provenienti dall’estero o di origini sconosciute, il valore di questi non deve superare il 50% del valore totale della merce esportata dalla Serbia. Altrimenti ci si ferma prima del ponte.
Altolà della Ue al made in Italy
MILANO
Più che una messa in mora, ha il tono di un avvertimento: così com’è la legge italiana sul made in Italy non va bene. «Vorrei invitare le autorità italiane a tenere in conto le osservazioni appena esposte e a tenermi informato riguardo alle misure che esse intendono adottare per assicurare che la normativa in questo settore sia in linea con le disposizioni del Trattato e della Direttiva 98/34/Ce». Così si conclude la lettera inviata ieri all’ambasciatore italiano a Bruxelles da Heinz Zourek, direttore generale della Direzione Impresa e industria.
Prima ancora di entrare nel merito della legge Reguzzoni-Versace–Calearo, Zourek osserva che «gli Stati membri devono comunicare alla Commissione le bozze di regolamentazione tecnica prima della loro adozione e comunque a uno stadio in cui siano ancora possibili modifiche sostanziali». Questo non è avvenuto perché la legge è stata varata il 17 marzo scorso e notificata il 7 maggio, «quando non poteva più essere considerata come bozza»
Video della conferenza stampa.
4Conferenza stampa di presentazione della Pdl “Disposizioni per l’equità e la modernizzazione dell’economia mediante la lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”
Legge contro i ritardi di pagamento.
5Ore 7.00.
Giuseppe Scalenghe e Osvaldo Melon sono partiti poco fa da Milano con destinazione Roma, Camera dei Deputati, per assistere alla presentazione della proposta di legge denominata: “Disposizioni per l’equità e la modernizzazione dell’economia mediante la lotta contro il ritardo dei pagamenti delle transazioni commerciali”.
La proposta di legge, presentata da Beltrandi (Radicali-PD) e Misiani (PD), si preoccupa di ridurre i termini di pagamento sia tra privati, sia delle amministrazioni pubbliche.
Vi terremo aggiornati… il prossimo appuntamento è per le ore 11.15.
Ore 10.45
Giuseppe e Osvaldo sono arrivati ora, entrano insieme a Stefano Imbruglia di Radio Radicale nella sala del Mappamondo dove si tengono le conferenze stampa presso il palazzo di Montecitorio, qui potete seguire la diretta.
Ore 11.20
Tra qualche minuto, Giuseppe Scalenghe in diretta dalla Camera dei Deputati
Ore 11.55
Terminata la conferenza stampa attendiamo le impressioni di Scalenghe e Melon.
Il governo in pressing su Fiat
4del tavolo di mercoledì:
«Mantenga il lavoro in Italia
o pagherà il conto»
Tasse locali, il Nord paga mille euro in più del Sud
Piaggio punta sull’India, si espande nel sud-est asiatico e fa i primi passi in Cina
3La Vespa guarda all’Asia e si trasforma per conquistare, paese per paese, il più grande mercato mondiale dello scooter. La Piaggio punta sull’India, si espande nel sud-est asiatico e fa i primi passi in Cina. Il produttore italiano spera di compensare il rallentamento delle vendite in Europa affermandosi sui mercati emergenti, si legge sul Wall Street Journal in un ampio servizio dedicato alla strategia per l’Asia di Roberto Colaninno, presidente della società di Pontedera. La strategia di penetrazione tratteggiata da Colaninno prevede una maggiore produzione in Asia.
Come dice il nostro Silvio… ogni azienda ha il diritto di andare a fare impresa dove è maggiormente conveniente.
Insomma, i grandi partono e vanno dove conviene, l’Italia rimane non competitiva e i piccoli restano a pagare il conto.
I tre mesi scattano dall’ultimo errore
Il collegato, oltre agli atti “propedeutici” alla definizione dell’accertamento ispettivo, si occupa di quelli che completano la verifica dell’azienda. L’azione ispettiva si concreta infatti con il tassello conclusivo, vale a dire il verbale unico, previsto nella nuova formulazione dell’articolo 13 del Dlgs 124/2004, che – con le disposizioni in vigore – va notificato entro 90 giorni dall’accertamento della violazione. Questo termine dovrebbe essere reinterpretato alla luce dell’articolo 33 del collegato, nel senso che i 90 giorni debbano decorrere dalla data dell’ultima violazione contestata, che trascina così tutti i tempi di notificazione: questo perché il verbale unico assurge a riepilogo di tutto l’accertamento, a differenza della metodologia attuale che può invece prevedere più verbali, laddove nel corso della verifica emergano nel tempo più violazioni. Possiamo così sintetizzare l’accertamento in tre fasi: verbale di primo accesso, verifica vera e propria, emissione del verbale unico a notifica delle violazioni.
Stallo allo sviluppo economico. Bloccati i pagamenti degli aiuti alle imprese
Abolire o riformare gli aiuti alle imprese? Il dibattito tra i superesperti di politica industriale non passa mai di moda ma non appassiona più di tanto chi, dopo averli ottenuti sulla carta, non ha ancora ricevuto un soldo.
Fioccano lettere ed e-mail di protesta di aziende che sollecitano il ministero dello Sviluppo per sbloccare pagamenti e avviare strumenti per ora solo annunciati. Lo stallo di un dicastero che ha perso il titolare da oltre due mesi (le dimissioni di Scajola risalgono ormai al 4 maggio) ha esasperato una difficoltà già esplosa con gli scontri interni tra la direzione incentivi e le altre strutture tecniche del dicastero.
Per Confindustria, i processi lumaca sono un «grande ostacolo agli investimenti»
3I processi civili “lumaca” mettono in discussione la certezza del diritto e sono «un grande ostacolo agli investimenti». A parlare, durante la riunione della giunta confindustriale, è la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha chiesto al Governo di «accelerare sulla riforma della giustizia civile ed eliminare il fardello di 5,6 milioni di processi in arretrato». Per la numero uno degli industriali, si tratta di una problema di «competitività», che, ha aggiunto, «se manca o viene limitata, si rende l’Italia meno competitiva».
Grazie Prefetto Dott. Padoin
Crisi: 1.600 imprenditori suicidi nel 2008. Ora c’è il Forum Antiusura Bancaria
5 di Emilia Urso Anfuso
Giornalista indipendente
Nel 2008, a crisi economica avanzata, mentre il Governo stabiliva quanto in “Italia si vivesse bene e lontani dalla crisi internazionale” 1.600 persone – piccoli e medi imprenditori – hanno scelto di suicidarsi.
Lo hanno fatto per “dignità”. Per non poter sopportare oltre l’onta di esser trattati al pari dei delinquenti comuni. Hanno preferito un gesto aberrante, piuttosto che passare per quelli “sbagliati”, per quelli che “frodano il Fisco” o peggio ancora per coloro che non mantengono gli impegni presi con le Banche. 1.600 cadaveri.
Di una guerra troppo occulta e silenziosa per passare sulle cronache nazionali.
Certi morti non fanno notizia e la propaganda politica nazionale non può rendere partecipe la nazione di un granello nell’ingranaggio così negativo. Ne andrebbe dell’immagine del Paese. Sopratutto nei confronti dei rapporti internazionali.
Oltre 1.500 famiglie, si sono così ritrovate non solo orfane di capofamiglia, ma anche sole ed abbandonate da Banche ed Istituzioni. No, le Banche non li hanno abbandonati: continuano a perseguitarli in ogni modo, al grido di “recupero”! 1.600 vite, professioni, idee, progetti, futuro, passato, gioie e dolori. Che non hanno retto al danno che si aggiunge al danno. Imprese nate col cuore e qualche bella idea. Fallite sotto la coltre appiccicosa di un Mercato – quello economico – che non guarda più in faccia a nessuno, se non ai soliti miliardari in odore di inciucio.
Se sei onesto in Italia, devi pagare. Persino con la Vita. E se decidi di suicidarsi, il processo non si fermerà, anzi: si abbatterà ancor più suoi tuoi cari, che dovranno barcamenarsi fra rate, mutui, dilazioni, fidi ed affidamenti. Le banche, uber alles (sopra ogni cosa). Uno Stato il nostro che guarda sempre meno ai cittadini, se non a quesi pochi che hanno scelto altre vie. Le vie del compromesso e degli accordi di “alto livello”. Ma che alto livello può essere quello che uccide gli onesti imprenditori e sostiene i disonesti sempre e comunque?
Normative sempre più penalizzanti per chi vuole farcela senza mai scendere a compromessi. Leggi vessatorie per chi ha fatto della trasparenza e dell’onestà la propria vita. Agevolazioni invece per chi – in pratica – delinque in ogni modo: dalla grande evasione fiscale ai bilanci corrotti e fatti passare “grazie” ad una norma che incredibilmente fa si che i bilanci si possano taroccare.
L’Italia sta urlando a tutti noi che dobbiamo ripensare il nostro modo di vedere la vita. Ci sta urlando che la strada da intraprendere non è certamente quella della retta via. Ma può un uomo probo ed onesto passare oltre il confine dell’onestà? No, non può. E a mali estremi si uccide. Per non vivere l’onta, una parola antica che esiste solo nel cuore di alcuni.
Ecco quindi che per lenire e sostenere chi viene gettato nel pozzo della disperazione, non interviene lo Stato, bensì un gruppo di privati – imprenditori, giornalisti, professionisti, anch’essi a volte caduti nel girone infernale delle Banche e dell’usura, che hanno deciso di creare insieme il Forum Nazionale Antiusura.
Lo scopo dell’associazione è quella di dialogare in merito con le Istituzioni e poter ottenere quei benefici che appaiono sempre più lontani ai privati cittadini. Un progetto di professione. E di Vita. Che ancora una volta non parte da chi dovrebbe gestire il Paese.
Alle banche Italiane da anni è stata data massima carta bianca. Le banche decidono, a loro insindacabile giudizio, della vita e della morte di migliaia di persone. Chiudono conti senza nemmeno avvertire. Chiedono rientri immediati senza doverne spiegare la ragione. Pretendono interessi su interessi fregandosene altamente delle Leggi in materia di anatocismo bancario. Fanno il bello ed il cattivo tempo. Il bianco ed il nero. La vita e la morte.
In una società del genere non c’è più spazio per gli uomini, divenuti numeri. Non c’è benevolenza per chi vuole procedere nelal direzione della retta via. E’ aberrante per quanto reale.
Decidere di perdere la vita per la vergogna e la disperazione è il fallimento totale di uno Stato – il nostro – che si è prosituito da anni ai grandi numeri, distruggendo il piccolo e manifestando massimo interesse per il grande.
La popolazione è troppo presa dalla quotidianità per rendersene conto in tempo. Intanto, nessuno conta i morti di una strage che ha tutto l’odore del denaro che in altri ambienti circola a fiumi impetuosi. Se vuoi vivere in questo mondo, devi perforare i muri della diversità e tentare di farti strada nei cunicoli dei compromessi, di qualsiasi origine essi siano. O attendere l’atto finale, di una esistenza partita bene ed arrestatasi di fronte all’oceano nero di un mondo che ha fatto del qualunquismo e del denaro l’unica ragione di vita.
Fatevene una ragione.
Far pagare alle imprese tasse col regime fiscale più conveniente?
FISCO ITALIA Far pagare alle imprese tasse col regime fiscale più conveniente? Per l’Istituto Bruno Leoni, l’art.41 della manovra finanziaria – che consente alle imprese straniere che investono in Italia di usufruire, temporaneamente, del regime fiscale per loro preferibile tra quel…li esistenti in Europa – istituisce un principio giusto e condivisibile. Se ne occupa Silvio Boccalatte, fellow dell’IBL, nel Focus “Un pizzico di paradiso all’inferno (fiscale)?”
http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/Focus/IBL_Focus_165_Boccalatte.pdf
Per Boccalatte, tuttavia, l’attuale formulazione dell’art.41 rischia di essere considerata incostituzionale in quanto ” Se lo scopo della norma è quello di favorire l’apertura di nuove imprese sul territorio italiano, infatti, si fatica a comprendere per quale motivo siano da preferire nuove imprese straniere a nuove imprese italiane. Dunque non si capisce perché un soggetto straniero, già imprenditore all’estero, dovrebbe godere di un regime fiscale vistosamente favorevole per l’esordio della sua impresa in Italia, rispetto a un qualunque italiano, sia egli già imprenditore o meno”. Per superare questo dubbio, occorre ampliare lo spettro di applicazione della norma: “si permetta a ogni nuova attività imprenditoriale (e professionale) di optare, per un determinato periodo di tempo, a favore del sistema fiscale comunitario che preferisce”. Il Focus di Silvio Boccalatte, “Un pizzico di paradiso all’inferno (fiscale)?”, è liberamente scaricabile qui:
http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/Focus/IBL_Focus_165_Boccalatte.pdf
PAGAMENTI IN TEMPI EQUI? CI STIAMO PROVANDO…
3Ringraziamo per aver colto l’appello di Impresecheresistono e delle PMI e per voler sollevare un grave problema che coinvolge tutte le micro e piccole aziende italiane, l’onorevole Beltrandi dei Radicali, l’onorevole Misiani del Pd, il Dott. Stefano Imbruglia conduttore di Imprese e Politica su Radio Radicale e tutti coloro che spingeranno affinchè questo provvedimento, che è necessario per la nostra sopravvivenza, passi e diventi il primo punto fermo per un “risanamento” delle regole commerciali. Siamo stufi di fare da banca a costo zero per tutti, e le associazioni di categoria in primis avrebbero dovuto battersi per questo provvedimento di cui conoscono l’importanza. Vedremo chi starà davvero dalla parte del reale tessuto economico produttivo italiano e sarà disposto a schiacciare qualche piedino importante….
Fatturato in crescita, il più alto dal 2008
37ed ecco la notizia positiva della settimana, basta preoccuparvi, noi stiamo meglio di altri, la crisi è alle nostre spalle, ne siamo usciti meglio di altri paesei, ci vuole ottimismo… la crisi è solo una percezione sbagliata.
Ma come non vi siete accorti di quanto stiamo meglio? Colpa vostra che non date retta alle televisioni ed ai giornali di stato, agli istituti di statistica nazionali, ma volete cercare false verità per criticare sempre tutto e tutti…
Ecco allora una notizia per chi vuole ancora credere alla solita aria fritta e si ostina a comprare giornali che danno da due anni le stesse notizie.
Ma quanti segnali di ripresa abbiamo avuto? Eppure oramai i poveri in Italia sono il 13%… come mai? Sarà che questi non credono alle fantanotizie e non si nutrono con l’aria fritta che questo governo ci propina da un paio di anni… mah… chi lo sa! Sarà sicuramente colpa nostra e non non lo capiamo ancora. Certo è che la colpa vera che ci dobbiamo dare è quella di continuare a permettere a questa gente di prenderci per il sedere….
Segnali di ripresa per l’industria italiana: a maggio l’incremento è stato dell’8,9% rispetto all’anno prima
ROMA – Il fatturato dell’industria italiana ha registrato a maggio un aumento dell’8,9% rispetto allo stesso mese del 2009 e dello 0,8% rispetto ad aprile. Per quanto riguarda il dato tendenziale, si tratta del più alto dal febbraio del 2008. Lo comunica l’Istat precisando che l’indice grezzo ha segnato un rialzo del 12,5% su base annua. (Fonte: Ansa)
Roma capitale, nessun taglio
1Modificato all’unanimità il testo del governo: assessori da 12 a 15, i consiglieri restano 60 (invece di 48).

Berlusconi e Alemanno alla conferenza stampa di presentazione di Roma Capitale il 7 maggio 2009 (Lapresse)
ROMA – Non è ancora il testo definitivo, ma è comunque un segnale: al Campidoglio, sulla riforma di Roma Capitale, la «casta comunale» non si rassegna. E, anzi, nel giorno in cui Alemanno annuncia «la proposta per il 20 settembre, quando verrà da noi in visita ufficiale, della cittadinanza onoraria al presidente Napolitano, come primo cittadino di Roma Capitale», all’unanimità (56-0, il voto…) rilancia. Il governo, nelle settimane scorse, aveva varato la prima bozza del primo decreto attuativo per la riforma dello status del Comune che, tra le altre cose, andava nella direzione di ridurre i costi della politica: meno consiglieri, meno assessori, meno municipi, meno soldi di indennità ai vari rappresentanti.
Ecco ci risiamo, il governo del dichiarare e smentire. Quando c’è da “proteggere” le proprie poltrone ed i propri privilegi di Casta parassita di stato, sono stranamente tutti d’accordo, maggioranza ed opposizione a braccetto! Brutta figura davvero, e con esempi come questi, ci chiediamo, davvero c’è ancora qualcuno che pensa che questa opposizione possa fare meglio della maggioranza? Tutti a casa devono andare, a braccetto, svuotare il parlamento, la camera ed il senato, fare piazza pulita e ripartire da gente preparata, giovane e con ideali, con la voglia di lavorare per il bene del paese… ma come attuare questa pulizia necessaria?
A cosa serve questo gigantismo?
«La gente non capisce perché non si possa fare in 48 e non in 60 un lavoro onesto e concreto per la città»
IL COMMENTO
A cosa serve questo gigantismo?
«La gente non capisce perché non si possa fare in 48 e non in 60 un lavoro onesto e concreto per la città»
di CORRADO RUGGERI
ROMA – La gente proprio non lo capisce. Non capisce perché non si possa fare in 48 un lavoro onesto e concreto di amministrazione della città. Ma perché mai dovremmo rieleggere, anche con Roma Capitale, 60 consiglieri e riproporre un gigantismo che sa di Bisanzio? Tutti vorremmo un Parlamento snello, magari con una sola Camera: figuriamoci se non gradiremmo consigli comunali con pochi rappresentanti, agili – di testa – e concreti – nei fatti. Che il Campidoglio, frequentato anche da un’opposizione solitamente rumorosa e pronta a indignarsi su tutto – stavolta silenziosissima - trovi un’intesa unanime su questi argomenti, appare come un segnale preoccupante. Né risparmi, né riflessioni su un mondo che cambia. Brutta giornata, quella di ieri.

