ZURIGO – Il clima economico svizzero sta decisamente volgendo al “bello”, secondo gli economisti del’Ubs. Per quest’anno la maggiore banca elvetica prevede una crescita del 2,5% del prodotto interno lordo. Tenuto conto del rafforzamento del franco, nel 2011 l’incremento dovrebbe attestarsi al 2,1%.
PICCOLE CRISI “SENZA IMPORTANZA”
1FONTE REPUBBLICA
ROMA – La Nuova Pansac annuncia 440 esuberi e la chiusura dei siti di Portogruaro, Zingonia e Ravenna. Chiudono la Lamet in Trentino, la mantovana Biztiles e la vicentina Olimpias; fallisce la storica “cioccolateria” piemontese Streglio, mentre la Ferrania taglia 225 posti in Liguria e l’Arthesis Accenture 124 (tra Auchan e Sma) fra Catania, Ancona e Milano.
Sono alcune delle ultime, cattive notizie provenienti dal mondo del lavoro, le “piccole crisi senza importanza” che non arrivano sui tg nazionali, ma che colpiscono il tessuto di piccole e medie imprese su cui si regge parte consistente dell’economia italiana. Sono lo specchio di una realtà in cui la crisi continua a sentirsi e nella quale i segnali di ripresa non sono ancora arrivati. L’aggravante della settimana è che, dopo le dimissioni di Claudio Scajola, non c’è più un ministro di riferimento per gli oltre 150 tavoli di crisi tuttora aperti al ministero per lo sviluppo industriale. Il quinto punto settimanale di Repubblica.it inizia dalla chiusura della Acetati di Verbania rinviata di due mesi.
1/ DA ITALTEL A TELEPERFORMANCE
2/ DALLA FINI A BADONI COSTA
3/ DA ALENIA E BASELL ALLA ELECTROLUX
4/ DA GLOBAL BUSINESS A NARDI E ACS
Lunedì 3 maggio – La direzione della Acetati di Verbania annuncia che, grazie alla proroga di alcune commesse cinesi, la annunciata chiusura dello stabilimento slitta da luglio a settembre. Una notizia positiva, secondo i sindacati, perché ci sarà più tempo per cercare una ricollocazione ai 250 dipendenti.
Incontro istituzionale a Firenze sul caso della
Selex Galileo (gruppo Finmeccanica). I sindacati esprimono preoccupazione per i 73 dipendenti delle due linee di produzione radar che l’azienda avrebbe intenzione di spostare a Roma.
La Confartigianato presenta la propria ricerca periodica sul mondo del lavoro. Nel 2009 in sei regioni il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è salito oltre il 30%: Lazio (30,6%), Calabria (31,8%), Puglia (32,6%), Campania (38,1%), Basilicata (38,3%), Sicilia (38,5%) e Sardegna (44,7%). La media nazionale a marzo 2010 è del 27,7% (+2,9% rispetto al marzo 2009).
Al tavolo aperto presso il Mise, la Abb-Comemsud (componenti per trasformatori e quadri elettrici) conferma l’intenzione di spostare al nord la produzione. Amministratori foggiani e parti sociali ribadiscono la necessità di salvare il posto di lavoro dei 25 dipendenti dello stabilimento di Manfredonia.
I sindacati proclamano 8 ore di sciopero alla Battistero di Parma, storica azienda del settore dolciario in difficoltà finanziarie. I lavoratori – circa 50 stabili ai quali si aggiungono 300 stagionali a Natale e 150 a Pasqua – sperano nell’arrivo di un nuovo imprenditore (c’è un’offerta della Brescia dolci) che mantenga i livelli occupazionali. Viene deciso un presidio davanti alla prefettura al quale parteciperanno anche lavoratori della

Una manifestazione dei lavoratori della Streglio, storica fabbrica del cioccolato avviata alla chiusura
Eridania di San Quirico (100 dipendenti circa) la cui azienda è in difficoltà per il mancato finanziamento di 86 milioni di euro, da parte del governo, prima promesso al settore bietolo-saccarifero.
Indetto per domani lo sciopero generale dei 1.400 dipendenti del gruppo Lyondell Basell (polimeri e petrolchimica) contro la decisione della multinazionale americana di chiudere a fine giugno lo stabilimento di Terni. Gli altri due si trovano a Brindisi e Ferrara.
Sciopero e volantinaggio all’Alenia Aeronautica di Tessera (Venezia) dopo l’arrivo delle lettere di cassa integrazione ordinaria a zero ore, per due anni e senza rotazione per 50 dei circa 600 dipendenti. La decisione rientra nel piano nazionale di cig decisa dal gruppo (11mila dipendenti) per la flessione industriale.
I lavoratori della Sat di Catania (produzione di supporti metallici anche per microchip) occupano il consiglio comunale di Aci Sant’Antonio (Ct) per protesta contro il mancato avvio del tavolo istituzionale sul futuro della fabbrica. Per i 157 dipendenti la cassa integrazione è scaduta ormai da quattro mesi.

Un’immagine d’archivio dell’insediamento Ferrania in Val Bormida
L’azienda metalmeccanica Lamet di Preore (Trento) annuncia ai sindacati l’intenzione di chiudere a luglio, conclusa la cassa integrazione straordinaria, e di mettere in mobilità tutti e 34 i dipendenti.
Davanti al ministero dell’Economia manifestano 68 dipendenti siciliani della Tributi Italia spa, società di riscossione che ha avviato una procedura di cig per 700 dipendenti a livello nazionale.
Martedì 4 maggio – Al tribunale di Pinerolo viene depositata la sentenza che scancisce il fallimento della Streglio, storico marchio piemontese del cioccolato attiva dal 1924. La proprietà non è riuscita a trovare un acquirente per lo stabilimento di None (Torino) i cui 48 dipendenti erano in cassa integrazione da un anno.
Partono le lettere di licenziamento per 30 degli 800 dipendenti della Iguzzini illuminazione di Recanati (Macerata). L’intesa interna prevede per 10 di loro le dimissioni volontarie, per 20 l’uscita incentivata con 12.500 euro; altri 40 saranno assegnati ai corsi di formazione, mentre per altri 30 lavoratori a rischio i sindacati puntano al reinserimento. A causa della crisi del settore, 160 dipendenti sono in cig straordinaria che scade a fine maggio.
Proteste a Milano e Catania contro il piano dell’Arthis Accenture, società che gestisce l’amministrazione di aziende della grande distribuzione quali Auchan, Rinascente, Sma e Upim. Il piano annunciato prevede la chiusura delle sedi di Misterbianco (Catania) e Ancona e una riduzione di personale (Auchan e Sma) a Milano. In totale i licenziamenti riguardano 124 impiegati di cui 40 nel Catanese.
La Nuova Pansac (produzione di materiale plastico) presenta a Roma un piano di ristrutturazione che i sindacati giudicano subito inaccettabile malgrado sia ancora da discutere. Il piano prevede 440 esuberi su un totale di 856 dipendenti del gruppo, la chiusura degli stabilimenti di Portogruaro (Venezia), Zingonia (Bergamo) e Ravenna (90 dipendenti), la chiusura delle sedi amministrative di Mantova e Milano e dell’ufficio di Parigi; l’accentramento della produzione nei siti di Marghera e Mira). Il numero degli esuberi potrebbe scendere se sarà raggiunto l’obiettivo di produzione delle 75-78mila tonnellate nel 2012.
Mercoledì 5 maggio – I vertici della Biztiles di Mantova confermano alla Regione l’intenzione di chiudere la fabbrica di Bondeno (produzione di piastrelle monocottura) e di non aver nuovi progetti per il sito. I 50 dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria in scadenza il 31 maggio. La Regione conferma di aver avviato la procedura per la cig in deroga.
I sindacati incontrano i commissari liquidatori della Emicom di Terni per chiedere chi, con l’azienda in liquidazione, pagherà i circa 130 dipendenti in cassa integrazione, come saranno saladate le spettanze di chi ha lavorato a prestazione e che fine faranno i 30 dipendenti messi in mobilità dall’azienda che fabbricava cabine per telefonia mobile e fissa.
Le Rsu proclamano lo stato d’agitazione alla Gestind di Bruzolo (Torino), azienda che produce poggiatesta e particolari tessili per auto, colpita dalla crisi dell’indotto auto. Il 24 maggio scade la cig straordinaria e scatta la procedura di mobilità per 44 dei 140 lavoratori in forza allo stabilimento. L’iniziativa sindacale mira ad ottenere per ora la cig in deroga.
Per sollecitare inizative di governo sulla reindustrializzazione del loro territorio, l’assemblea dei lavoratori della Eaton di Massa decide di bloccare la tappa del Giro d’Italia che passerà a Marina di Carrara. La multinazione americana ha chiuso i battenti nel dicembre 2008, mettendo i 340 operai in cassa integrazione per due anni.
I 35 lavoratori della Seba spa di Jesi manifestano all’assemblea dei soci per avere garanzie sul loro futuro. La Seba spa, finanziaria marchigiana controllata da un gruppo di banche della regione, è stata ceduta a fine aprile a un’impresa di facility management di Bologna.
Giovedì 6 maggio – I sindacati chiedono un tavolo istituzionale e l’intervento urgente di Palazzo Chigi per scongiurare la procedura di mobilità annunciata dalla Ferrania Technologies di Cairo Montenotte (Savona) per 225 lavoratori su un totale di 335 e a partire dalla prossima settimana. Gran parte dei dipendenti al momento sono in cassa integrazione.
Finisce male l’incontro al Mise sulla vicenda della Olimpias spa, fabbrica di filati, tessuti ed etichette di Grumolo delle Abbadesse (Vicenza). Al tavolo non si è presentato il gruppo Benetton dal quale l’Olimpias dipendeva nei fatti essendo esso il committente dell’80% degli ordini (oggi dirottati altrove dal gruppo di Ponzano Veneto). All’azienda non è rimasto che confermare la chiusura. La cassa integrazione straordinaria per cessazione attività per i 127 dipendenti durerà fino alla fine del 2010 e sarà rinnovabile per un altro anno.
La Confesercenti di Potenza presenta i dati sul settore: in provincia nei primi tre mesi del 2010 il saldo negativo tra aperture e chiusure è di 187 unità; in tutta la Basilicata hanno chiuso 1.382 ditte, il 60% delle quali nel settore commercio e servizi.
Una delegazione di operai della Palitalia di Carini (Palermo) – 60 lavoratori in cassa integrazione da un anno e mezzo – protesta all’assessorato all’Energia di Palermo per i ritardi della Regione nella pubblicazione del bando che consentirebbe all’azienda di richiedere i fondi Ue per la riconversione industriale.
Fiom, Fim e Rsu dello stabilimento Cylinder & tanks di Matelica (Macerata), gruppo Antonio Merloni, denunciano: nel mese di aprile l’Inps ha accreditato gli assegni di cassa integrazione straordinaria sul conto della Provincia di Macerata anziché su quelli degli operai come avveniva da un anno. “Speriamo sia solo un errore” dicono i sindacati che confidano nella proroga della cigs in scadenza il 31 maggio.
Centinaia di mail al premier e al presidente della Regione Lombardia. E’ la forma di mobilitazione decisa dai lavoratori di Numonyx e di STMicroelectronics di Agrate Brianza (Milano) proccupati che non siano garantiti i livelli produttivi e occupazionali in caso di cessione del centro di ricerca all’americana Micron. Alla Numonyx lavorano 80 ricercatori che hanno annunciato forme di protesta se l’incontro al Mise dell’11 maggio dovesse avere esiti negativi.
Venerdì 7 maggio – Assemblea sindacale dei 150 dipendenti della Rizzato auto, concessionaria multimarca di Campalto (Venezia), per discutere dello stato dell’azienda, posta in liquidazione a marzo. L’azienda aveva avviato la cig straordinaria per 86 dipendenti a luglio 2009, ma da marzo la situazione è precipitata tanto che neppure gli stipendi di marzo sono stati saldati. Filcams e Fisascat, in un incontro alla Provincia di Venezia chiedono il sostegno di istituzioni e forze economiche per rilanciare l’azienda e salvare l’occupazione magari passando attraverso un concordato preventivo.
I sindacati chiedono una revisione del piano di rilancio di Abruzzo Engineering dell’Aquila – azienda di ingegneria e servizi controllata al 60% dalla Regione Abruzzo – che escluda i “consistenti esuberi” tra i 200 dipendenti, annunciati nell’ultimo incontro nel quale l’azienda aveva chiesto la proroga della cassa integrazione.
I lavoratori della Engineering.it promuovono presidi di protesta ad Aosta, Torino e Ivrea contro il perdurare della cassa integrazione straordinaria, malgrado l’azienda abbia dichiarato un utile di 34 milioni di euro in crescita del 131%. La Engineering ha 420 dipendenti a Torino e 350 a Pont Saint Martin (Aosta). La cig riguarda un centinaio di lavoratori.
Il Pil è sceso in un anno del 4,9% a Trieste e del 6% in Friuli Venezia Giulia. Le sofferenze bancarie (i crediti a rischio) nel 2009 sono cresciute del 50% a Trieste contro il 34% della media nazionale. I dati vengono diffusi a Trieste nel corso dell’ottava Giornata dell’Economia.
Viene rinnovato di un anno l’accordo sindacale sui contratti di solidarietà alla Interpump Hydraulics di Nonantola (Modena) e Bologna. L’intesa, in scadenza dopo il primo anno, ha consentito di evitare licenziamenti tra i 290 lavoratori (110 a Nonantola, 180 a Bologna) per i quali era diventato impossibile, a causa della crisi, mantenere l’impiego a pieno regime. L’accordo prevede un impiego al 50%. L’integrazione delle ore non lavorate è al 60% a carico dell’Inps.
(06 maggio 2010)
Un’altra possibilità.
Buyers tedeschi
del settore metalmeccanico subfornitura
COMO, 4-7 luglio 2010
Villa del Grumello – Via per Cernobbio 11
Per aderire invia il COMPANY PROFILE
Entro e non oltre il 21 maggio 2010
Nell’ambito delle iniziative promozionali a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese, la Camera di Commercio di Como, in collaborazione con la sua Azienda Speciale Sviluppo Impresa, le Associazioni di categoria ed i Consorzi export della provincia, organizza:
Incontri B2B a Como con buyers tedeschi
(importatori, distributori, grossisti e buyers)
04 – 07 luglio 2010
presso “Villa del Grumello” – via per Cernobbio 11
Il settore d’interesse è quello metalmeccanico/subfornitura: macchine utensili, subfornitura, automotive, lavorazioni/trasformazioni meccaniche e meccanica di precisione.
L’iniziativa si propone di trovare nuovi potenziali clienti tedeschi per le imprese lombarde, in particolare della provincia di Como e di Lecco del settore suindicato e collegare il fabbisogno di produttori, distributori, grossisti, agenti tedeschi con le offerte delle imprese fornitrici del nostro territorio.
Per raggiungere l’obiettivo sarà organizzato un incoming di buyers interessati ad incontrare imprese fornitrici, sulla base del fabbisogno predefinito delle aziende lombarde, individuate attraverso la compilazione di apposito company profile.
Le aziende interessate a partecipare agli incontri B2B dovranno compilare e restituire il Company Profile con le indicazioni del profilo aziendale e la specificazione della loro offerta o richiesta. Tra i profili inviati e i buyers selezionati sarà effettuato un apposito matching per stabilire le agende degli incontri, che si svolgeranno, il 5 e 6 luglio, presso una struttura appositamente allestita e con l’assistenza di interpreti e personale qualificati.
L’iniziativa sarà realizzata al raggiungimento del numero minimo di venti adesioni.
A ciascuna impresa sarà richiesto, qualora selezionata, il versamento di una quota di partecipazione di euro 80,00 + IVA.
Per confermare la partecipazione, occorre compilare ed inoltrare via mail: lombardiapoint.como@co.camcom.it o fax 031 256.517 il Company Profile allegato il più presto possibile e comunque entro venerdì 21 maggio p.v.
Per informazioni:
LombardiaPoint Camera di Commercio di Como
tel. 031/256559-382-309; fax 031/256.517 e-mail lombardiapoint.como@co.camcom.it
EDITORIALE – “Le condizioni per ripartire” di Dario Di Vico
Il difficile viene adesso. Rete Imprese Italia è nata appena ieri, ma il gruppo dirigente delle cinque organizzazioni dell`artigianato e del commercio che le hanno dato vita sa che purtroppo non avrà diritto a un`infanzia spensierata.Tutt`altro.
Non siamo ancora usciti dalla più ampia recessione dal dopoguerra a oggi e il copione dell`economia globale ci impone, come in una gara di slalom, di affrontare un altro ostacolo, la crisi della finanza pubblica europea. Un`emergenza che sta scuotendo la costruzione comunitaria e che finirà per cambiare l`agenda della politica economica nazionale.
commento al post.
Mi auguro che il risalto mediatico che è stato dato a questo evento si tramuti presto in azioni concrete mirate alle reali esigenze del mondo dei piccoli, e che gli invisibili, non rimangano ancora tali.
Non ho visto, girando tra i vari articoli, su cosa verta il programma di questa “rete imprese italia”, anzi, a dire il vero ho visto cose che non corrispondono alle nostre reali necessità. Sembra che parlare di “condizioni di pagamento” regolate sulle medie europee sia argomento da non toccare, a partire da Confindustria e scendendo via via alle più piccole rappresentanze. Se ne parla a livello mediatico, ma nelle stanze del “potere” l’argomento non è certo dei più graditi. Si sente parlare di Small Business Act, una brutta copia dell’originale, quello italiano, in cui si evidenzia il “pensare in piccolo”. In questo atto, quello EU, sta il bandolo della matassa per risollevare le sorti della piccola manifattura italiana, altri stati europei lo applicano, tutto o almeno in parte, da noi è stato variato, discusso, approvato e decantato, ma al solito non se ne vede traccia pratica.
Ancora si parla di miglior accesso al credito, e sono 2 anni che ne sento parlare a destra e a manca, ma quando un piccolo va in banca si trova davanti solo questioni di rating e di parametri assurdi del tutto fuori misura con la situazione contingente.
Se i miei clienti mi pagassero in tempi consoni, diciamo in 45/60 giorni, e qualora non rispettassero i termini concordati vengano sanzionati immediatamente con la stessa celerità e costi che vengono applicati a noi, quando paghiamo i nostri debiti all’erario in ritardo, io non avrei bisogno di credito, non avrei bisogno di indebitarmi con le banche a costi altissimi per fare fronte agli anticipi fiscali, all’iva, alle imposte, ai pagamenti dei fornitori di materia prima, al pagamento degli stipendi.
Non dimentichiamo che sul famoso Rating Bancario, le insolvenze ed i ritardati pagamenti pesano come un macigno, rendendo il nostro accesso a questo magrissimo, quando esiste, credito, troppo oneroso da sostenere.
Perchè, mi chiedo, i cosiddetti professionisti possono emettere fatture-pro forma, cosa a noi non concessa, fino a che il debito della prestazione non viene pagato, e solo DOPO aver ricevuto il pagamento emettere Regolare fattura?
A questa classe di “imprenditori”, evidentemente ci sono imprenditori di classe A e B, viene concesso di fatto la possibilità di pagare le imposte, cominciando dall’Iva, quando hanno ricevuto il danaro frutto del proprio lavoro.
Ma il lavoro, indipendentemente dal tipo di lavoro o dal tipo di impresa, non va tutelato allo stesso modo?
Agli invisibili, di cui faccio parte, viene invece riservato il pagare le imposte, tutte le imposte, su crediti fatturati e che magari non verranno mai riscossi. Noi paghiamo le imposte anche su crediti “fantasma”, e anche qualora questi crediti si trasformino in perdita, lo stato non pensa neppure a renderci quanto ingiustamente incassato, anzi se lo tiene ben stretto alla faccia delle nostre fatiche.
Questa è la condizione per cui, proprio noi, con tutte le nostre difficoltà, ci trasformiamo, per tutti coloro che dovrebbero sostenerci, in banche a costo zero, da cui attingere a piene mani fino a che non falliscono.
Se il credito tornasse ad essere un DIRITTO, garantito e protetto,uguale per tutti, la nostra situazione migliorerebbe immediatamente, senza intaccare le finanze dello stato.
Ma di questo non si parla, non si può parlare, vorrebbe dire che i grandi gruppi dovrebbero rinunciare alle loro banche a costo zero, e questo non fa piacere.
Vorrebbe dire che le banche non potrebbero fare gli utili miliardari che fanno ora con commissioni varie, dai nomi più disparati.
Ricordo che molte aziende piccole, pur vantando crediti per centinaia di migliaia di euro, hanno chiuso, sono state messe al rientro dalle banche, hanno procedure esecutive in corso ed infine molte sono state espropriate dal fisco, pignorate, e molti imprenditori, lasciati soli ad affrontare una guerra contro quei nemici che ragionevolmente dovrebbero essere i primi suoi alleati, si sono tolti la vita, agnelli sacrificali alla palese ingiustizia che nel nostro paese viene riservata a chi lavora onestamente.
E’ un problema oggi in Italia l’essere Piccolo? Ci hanno detto che c’è una differenza tra piccolo e nano, ma in ogni caso come si può pensare ad una crescita se ci viene tolto l’ossigeno anche solo per pensare?
Spero che questa “rete imprese italia” si faccia carico di queste enormi squilibri, ma mi permetta di dubitarne, in fondo le componenti di questa Rete, sono le stesse che hanno sempre girato la testa dall’altra parte, fingendo di non vedere e “fingendo di non sapere”.
Comunque aspettiamo di vedere quali saranno le prime mosse, prima di emettere sentenze.
Avviso a tutti i “pig…ri di ICR”
7Questo avviso è diretto a tutti coloro che hanno ricevuto le credenziali di accesso al sistema Air e non hanno ancora inserito le anagrafiche.
Posto che l’inserimento della propria azienda non è obbligatorio, chiediamo nuovamente la vostra collaborazione a questo progetto, come chiederemo il vostro impegno per ogni altro progetto del movimento.
Forza, dobbiamo camminare con le nostre gambe se vogliamo portare avanti le nostre richieste, e dobbiamo dimostrare coesione, impegno e che i piccoli sono ancora vivi!
Non torniamo ad essere INVISIBILI.
P.s. ( Coloro che provvedono a creare e fornire le credenziali, dedicano il loro tempo ed il suo impegno per questo progetto, dimostriamo un pò di rispetto per questo, mica stiamo a ” pettinare le bambole”….).
Forza allora, svegliatevi e fateci sentire che siete vivi e attivi!