La confessione di Tremonti: in Italia le cose non vanno bene

Ma Dai… e noi che credevamo che tutto andasse bene!

Tremonti, preannunciando la manovra correttiva, ha già legato il somaro dove vuole il padrone.

Nella manovra non c’è traccia di iniziative per sostenere la ripresa e l’occupazione, che anzi viene data in ulteriore calo. Nella manovra non c’è traccia di iniziative per andare alla radice della crisi finanziaria. Ad esempio, le agenzie di rating continuano a fare il bello e il cattivo tempo con i loro giudizi, tutt’altro che disinteressati, e la speculazione si muove seguendo i loro bengala accesi nella notte. Cosa impedisce di mettere sotto controllo le Agenzie di rating? Nulla. Basterebbe una piccola decisione europea e verrebbero messe in condizione di non nuocere. Potrebbero anche essere citate in giudizio dai singoli Stati per aggiotaggio. Negli USA Goldman Sachs è sotto tiro e rischia grosso, eppure sembrava intoccabile.

Le banche fanno parte della crisi in corso e prima smetteranno di far finta di nulla meglio sarà per tutti. Obama sta cercando una sua ricetta sulle banche, mentre in Italia e in Europa è silenzio di tomba. Anche le ricette del F.S.F (aumentare il patrimonio delle banche) sembrano francamente poca cosa. Trovano d’accordo tutti perché non fanno male a nessuno. Perché, ad esempio, non tornare a un sistema bancario con compiti differenziati tra investimenti, prestiti, ecc. ?

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Via libera alla direttiva sullo Small Business Act

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Il presidente del Consiglio ha firmato il testo che introduce significative misure innovative per accrescere la competitività delle piccole e medie imprese italiane.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a seguito dell’approvazione in via definitiva nel Consiglio dei Ministri del 30 aprile scorso, ha firmato la Direttiva sullo Small Business Act (Sba), che introduce significative misure innovative per accrescere la competitività delle piccole e medie imprese italiane. Con la definitiva approvazione della Direttiva, che interesserà circa 6 milioni di imprese, società, cooperative e ditte individuali (il 99,8% delle imprese registrate presso le Camere di Commercio), con oltre 9 milioni di occupati, l’Italia – spiega una nota del Ministero dello Sviluppo – è tra i primi Paesi in Europa ad attuare la Comunicazione della Commissione Ue ‘Pensare anzitutto in piccolo’.

Questa l’avevamo già sentita… perfetto, altra cosa bellissima,  ma lo Sba a livello europeo sottolinea l’importanza di ben altre cose per ridare competitività alle PMI.

Vero, il credito, ma l’importanza del taglio dei costi della burocrazia? Della riforma Iva? Della certezza dei pagamenti?  Pensare in piccolo vuol dire innanzitutto pensare, agire rapidamente e applicare quelle norme che negli altri paese vengono applicate… vogliamo pagare quando incassiamo, e vogliamo soprattutto incassare quanto ci è dovuto, nei tempi stabiliti innanzitutto, vogliamo la tutela dei nostri diritti di creditori,  vogliamo che i nostri crediti vengano pagati con tempi europei per rimanere in europa!

PATTO DI CAPRANICA….

E’ nata Rete imprese Italia

Presentato a Roma il nuovo soggetto di rappresentanza unitario del mondo delle pmi e dell’impresa diffusa promosso dalle cinque maggiori organizzazioni dell’artigianato, del commercio, dei servizi e del turismo.

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

Si tratta di regole di collaborazione e di cooperazione tra pubblico e privato perché “si riduca la tassa della burocrazia ed avanzi la semplificazione”, per “accelerare i tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni”, per “premiare responsabilità, merito e talento”. Sangalli ha quindi sottolineato la necessità di fare “rapidamente avanzare il cantiere delle riforme, ricercando la maggiore convergenza tra le istituzioni, le forze politiche, le forze economiche e sociali”. A partire da un “federalismo fiscale necessariamente pro-competitivo e giustamente solidale” in parallelo all’avanzamento di “una determinata azione di contrasto e recupero dell’evasione e dell’elusione per ridurre una pressione fiscale complessiva troppo elevata” e alla necessità di “chiudere il circuito della flexicurity attraverso ammortizzatori sociali più inclusivi, ma anche solidamente finalizzati al reinserimento occupazionale, e dunque fortemente integrati con più efficienti processi di formazione continua”. Quanto alla sfida della produttività, il presidente di Confcommercio ha evidenziato la necessità di “una piena integrazione tra politica industriale e politica per i servizi”, riconoscendo però “la necessità di politiche dedicate alle piccole e medie imprese per far sì che ad ogni livello della scala dimensionale le imprese possano ricercare maggiore efficienza e crescere”.

“Vogliamo che il popolo del fare impresa – ha concluso Sangalli – non sia più il popolo degli Invisibili. Vogliamo costruire un futuro migliore in nome delle buone ragioni dell’economia reale e del lavoro del nostro Paese. Noi ce la metteremo tutta. A tutti – ed anzitutto alla politica – chiediamo di cogliere questa opportunità”.”

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Tutto ciò è bellissimo, tutte le rappresentanze dei Piccoli e degli Invisibili insieme….per portare avanti le priorità delle PMI italiane, la “spina dorsale del paese” e bla bla bla…

Tutto ciò è davvero bellissimo, le cinque regole…

Ma a noi sembra che ne manchi una FONDAMENTALE, ma ci possiamo sbagliare, naturalmente, e attendiamo una sperata conferma del nostro errore. 

Bellissima la regola dei pagamenti delle P.A., accelleriamoli e sblocchiamo, ma le “condizioni di pagamento sulla media europea”?

Che tutti le transazioni commerciali vengano saldate entro 45 giorni, magari anche entro i 60?  Ci si dimentica sempre che questo è un tassello fondamentale per recuperare competitività, per tagliare i costi bancari, per avere una certezza del pagamento del proprio lavoro?  Ci si dimentica che molte PMI muoiono e sono morte proprio a causa di questa mancanza di tutela, soffocate dai Grandi che ci usano come Banche personali a Zero costi?

Sbagliamo? Non lo abbiamo rilevato tra i punti del programma?  Lo speriamo vivamente, perchè se così non fosse ci sorge nuovamente la domanda?

MA CHI RAPPRESENTANO QUESTI 5 DEL PATTO DI CAPRANICA?