LA NUOVA MANIFATTURA ITALIANA

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QUESTA SARA’, IN UN PROSSIMO FUTURO, LA NUOVA CLASSE IMPRENDITORIALE ITALIANA, ALLA FACCIA DELLE TASSE, DEI CONTRIBUTI E DELLA SICUREZZA. QUESTO SARA’ IL FRUTTO DELLE NON SCELTE DELLA NOSTRA POLITICA, PRODURRE CON COSTI COMPETITIVI, OSSIA ZERO…. CHIEDETE AD UNA BANCA QUALSIASI ITALIANA COSA NE PENSA DEI CLIENTI IMPRENDITORI CINESI, SI LEVERANNO IL CAPPELLO DI FRONTE ALLA LORO LIQUIDITA’ E A NOI INVECE CHIUDONO LE PORTE.

LA NUOVA ETICA ITALIANA… PREMIARE I FURBI E BASTONARE GLI ONESTI.

GUARDATE QUI E IMPARATE A FARE “LA NUOVA IMPRESA”

POLIZIA TRIBUTARIA.

Insomma, nella manovra poco accanimento contro i reali colpevoli degli sprechi, pubblica amministrazioni, stipendi, pensioni e benefits dei politici, nessuna pretesa di aumentare le tassazioni sui redditi da speculazione, ossia su banche e ricchissimi, tanti tagli che ricadono sui cittadini e pannicelli caldi di una inutilità che ci lascia perplessi, o meglio desolati.

Una manovra che sa di rattoppo tra i rattoppi, ove l’unico accanimento sarà contro il contribuente, quello onesto si intende e in difficoltà.

leggete qui:

Banche sostituti d’imposta
Altro capitolo, quello delle ristrutturazioni edilizie che ottengono il beneficio fiscale di uno sgravio del 36% a patto che i pagamenti avvengano tramite bonifico bancario. Il fatto è che i bonifici materialmente si fanno, e anche le fatture si emettono. Ma poi alcune di loro spariscono nelle nebbie. Che fare per arginare il fenomeno senza abolire l’agevolazione per chi rimette a posto casa? Con la manovra le banche diventeranno sostituto d’imposta: tratterranno il 20% dell’importo del bonifico, che verrà automaticamente girato al Fisco. Soltanto questo piccolo accorgimento vale, secondo l’Agenzia delle Entrate, qualcosa come un miliardo di euro. Ce n’è anche per i cittadini che si vedono recapitare a casa una cartella esattoriale. D’ora in poi si dovranno scordare di prendere un po’ di tempo facendo ricorso, perché con l’iscrizione a ruolo scatterà anche l’accertamento. E si dovrà pagare subito. Inutile dire che sarebbero tutti più contenti se contemporaneamente all’introduzione di questa norma draconiana si risolvesse anche il problema delle vessazioni, ben documentate da una inchiesta di «Report», la trasmissione di Milena Gabanelli su Raitre, alle quali talvolta vengono sottoposti i comuni mortali che hanno a che fare con multe o tasse già pagate, e di cui si pretende ingiustamente il pagamento. Sarà anche, come dicono al Fisco, un problema limitato a Napoli e Roma, e la cui responsabilità andrebbe attribuita soprattutto ai Comuni. Resta sempre il fatto che di questo, nella manovra, non c’è ahimè una sola riga.

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Ecco che dopo lo schifo dello scudo, adesso si mettono a fare i “moralisti” , andando a chiedere il pagamento immediato di somme di cui si deve accertare ancora la congruenza.

Alla faccia del non metteremo le mani in tasca ai cittadini…. signori, si salvi chi può, la caccia ai soldi “dovuti” o meno è partita.

I geni della politica fanno questo, ma i cittadini italiani continuano a lasciarglielo fare. Dove sono gli italiani? Già davanti alla Tv in attesa dei mondiali??

Crisi, è boom di fallimenti

Oltre 2.800 nel trimestre, aumento del 27% rispetto al 2009

La Regione con il maggior numero di chiusure è la Lombardia, che l’insolvency ratio più alto in Italia. In termini percentuali, forte l’incremento accusato dal Piemonte (+61%), mentre nel Nord Est l’aumento più consistente si registra in Veneto (+62%).

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Draghi, via vertici banche a rischio

Governatore chiede piu’poteri, se ripresa lenta piu’ disoccupati

(ANSA) - ROMA, 31 MAG -Bankitalia chiede che la Vigilanza sulle banche abbia piu’ poteri per ‘rimuovere vertici scorretti prima che la situazione si deteriori’.Draghi lo chiede perche’ ‘autorita’ di controllo di altri paesi hanno gia’ tali poteri.Il controllo del credito’ e’ necessario come la maggiore patrimonializzazione delle banche ‘anche perche’ c’e’ disagio giovanile sul mercato del lavoro’ e se ‘la ripresa sara’ lenta, puo’ portare a piu’ disoccupazione’.

Ecco perché il tempo della riforma fiscale è… ora!

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Conclusione. Chiunque abbia a cuore un’Italia che cresca più dello zerovirgola, deve sapere che il tempo di una decisa riforma fiscale ora. E’ semplicemente sbagliato difendere la pressione fiscale attuale in ragione dei livelli di spesa corrente da finanziare. E’ sbagliato misurare una decisa riforma fiscale per i suoi effetti statici, perché sono di gran lunga prevalenti i suoi effetti dinamici, di aumento della crescita. Nel periodo intermedio, tutta la minor spesa che occorre tagliare – leggete i numeri di Arrigo – devono andare a copertura del minor gettito a breve. Un punto di Pil di spesa l’anno in meno e di pressione fiscale per ogni anno e per più anni, con un Pil che riprenda a crescere del 2%, disegnano un sentiero di sostenibilità della finanza pubblica italiana molto più solido dei soli – e stentati – tagli, perché capace di riattirare anche più investimenti esteri oltre che di premiare meglio investimenti e consumi nazionali.

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E NOI CONTINUIAMO A DIRLO…

«I nomi degli evasori sono un piccolo problema. Ce n’è uno enorme. Le banche sono senza controlli reali. Non esistono più le valigie di soldi portate oltre frontiera. Ora basta un clic di computer e la somma viene trasferita. Il denaro è diventato una scrittura informatica. Ma l’informatica non ha controlli. Questo significa che la finanza, che senza l’informatica non esiste, non ha regole.

La banca privata rappresenta la cassaforte della finanza e con i sistemi di garanzie bancarie si può speculare con più soldi di quanti ne hai. Il denaro dei clienti permette di emettere garanzie bancarie a chi partecipa alle speculazioni come gli Hedge Fund. Chi ha un milione di dollari può arrivare a spenderne fino a due miliardi. È qui che servono i controlli. E la tracciabilità totale del denaro. Basta vedere cosa è stato fatto con il fondo europeo. Sono 750 miliardi di euro, ma in garanzie bancarie. Serve a pagare i debiti dei Paesi, come la Grecia. Ma i debiti dove sono? Nelle banche. È come prendere da una tasca per metterla nell’altra. La differenza c’è. Sono gli interessi. Chi li paga? Noi cittadini. E a chi? Alla banca. Questo è la base del sistema finanziario che mette in pericolo l’economia. Questo ho visto. Non potevo chiudere un occhio. E chiunque io sia, vale la pena che il mondo li apra».

HERVE’ FALCIANI… L’UOMO DELLA LISTA

Tessile, sofferenze al top

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«Sembrerà paradossale – dice Alfredo Mariotti, direttore generale di Ucimu, l’associazione dei produttori di macchine utensili e robot – ma le aziende stavano meno peggio quando gli ordini calavano. Oggi che risalgono, l’azienda incassa il 10% dell’ordine ma deve reperire il restante 90% del capitale per costruire macchine che verranno pagate sei mesi dopo. E per coloro che hanno una contenzioso con le banche è difficile ottenere crediti».

Il problema – concorda Michele Tronconi, presidente di Sistema moda Italia – non sono le sofferenze, ma la disponibilità del capitale di funzionamento e la riapertura dei rubinetti del credito. È incredibile che ci siano imprese che rinunciano alle commesse perché non sono in grado di finanziarle»

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ALLA FINE UN PO’ DI VERITA’

A Padova 800 giorni di tormenti

Per la commessa conquistata a Dubai non c’è stato problema: 30% di pagamento al momento dell’ordine, saldo definitivo già alla consegna. Per quella a due passi dalla fabbrica, a Padova, i 60 giorni contrattuali sono diventati quasi 800 ed alla fine più che di un pagamento dovuto si è trattato quasi di una resa.

La disavventura, comunque, la raccontano per filo e per segno anche perchè il committente non era uno qualsiasi, ma la Serenissima costruzioni, controllata dalla società per l’autostrada Brescia-Padova. (MA GUARDA CHE STRANO…UN CASO RARO DIREMMO)

 «Una situazione persino umiliante per noi – dicono all’azienda padovana – non siamo abituati a cose del genere. Hanno tentato di contestarci le cose più assurde e puntualmente siamo intervenuti su tutto. Si sono fatti negare cento volte e alla fine siamo riusciti a ottenere il saldo dopo oltre due anni, rinunciando a qualsiasi interesse o sovraprezzo». Si tratta di un caso limite (LIMITE??)ma in tutto il Nordest il salto del pagamento della ricevuta bancaria è diventato quasi una preoccupante regola.

 

Il classico ” un colpo alla botte ed uno al cerchio”..

Pagamenti in ritardo per le imprese

da il Sole24ore

Aggiunge Sandro Bonomi, il leader della meccanica varia rappresentata dall’Anima: «È vero che in Italia i tempi di pagamento sono in genere più lunghi che negli altri paesi.( IN GENERE??)

 Purtroppo, questa “flessibilità” (FLESSIBILITA’??) è una consuetudine tutta italiana».

 E Bonomi racconta, come aneddoto (ANEDDOTO??) personale, che i suoi clienti tedeschi pagano a una settimana chiedendo un piccolo sconto, oppure a trenta giorni senza chiedere abbuoni ed essendo puntualissimi.

Ma il nodo vero, denuncia il presidente dell’Anima, è un altro: «La vera spina nel fianco delle aziende, come ha più volte denunciato anche la Confindustria, è lo stock di debito nei confronti del mondo imprenditoriale accumulato dalla pubblica amministrazione, a cominciare dalla sanità per arrivare fino agli enti locali e, adesso, anche ai piccoli comuni».

PSSST…Confindustria si è dimenticata (sssicuramente è una svista) di dire che il secondo NODO VERO è lo stock di debito che la Grande industria ha nei confronti della piccola e micro, e il NODO VERO è anche che la Grande Industria paga (?) la piccola e micro con tempi biblici di cui non si conoscono pari in altri parti del mondo…

Ma sssssicuramente l’avrà dimenticato…. e ssssicuramente Rete Imprese Italia lo farà presente per noi… Abbiate fiducia.

Il nocciolo del problema? L’assenza di meritocrazia nella classe dirigente.

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Prendiamolo come esempio, ma come Lui centinaia d’altri… e poi si riducono (forse) un pochino lo stipendio. Il problema è che non lo meritano uno stipendio ed il 10% è una farsa ridicola, quando i capi di governo europei prendono 1/3 di quanto in media percepisce uno dei nostri 940 deputati, ed altro problema è che dietro alle loro elezioni ci sono migliaia di italiani che li votano….

Crisi economica? Zapatero tassa i redditi più elevati

.martac 26/05/2010 – 14:51 .

Il premier socialista spagnolo Zapatero prepara una nuova tassa sui redditi più alti. Il premier socialista spagnolo Zapatero prepara una nuova tassa sui redditi più alti. Il premier spagnolo potrebbe decidere di varare la nuova misura nel giro di due settimane ed entrerebbe in vigore entro la fine dell’anno. Lo afferma la radio Cadenaser, vicina al partito socialista. Secondo l’emittente, la nuova tassa interesserà tutti i contribuenti che, fra proprietà, azioni, redditi e depositi, dichiarano redditi annuali superiori al milione di euro. Per l’edizione online di El Pais, l’introduzione della nuova imposta sarebbe un gesto di apertura di Zapatero verso le sinistre e i sindacati, dopo che la settimana scorsa il premier – sotto pressione dei partner Ue e dei mercati – ha annunciato un ulteriore giro di vite per accelerare la riduzione del deficit pubblico nel biennio 2010-2011. Le nuove misure, che il consiglio dei ministri deve approvare formalmente questa sera, prevedono fra l’altro una riduzione media del 5% degli stipendi dei funzionari e il congelamento delle pensioni. Saranno introdotti tagli alla spesa sociale e agli investimenti pubblici, che complessivamente devono permettere alla Spagna di risparmiare altri 15 miliardi di euro. All’inizio dell’anno Zapatero aveva già annunciato tagli alla spesa pubblica per 50 miliardi in tre anni e l’aumento dell’Iva a luglio. L’obiettivo del governo di Madrid è riportare il deficit pubblico, che è arrivato all’11,2% a fine 2009, sotto il 3% imposto da Bruxelles entro il 2013.

 (blitzquotidiano.it)

prossime iniziative

Mi rivolgo a tutto il pubblico di “IMPRESECHERESISTONO”

stiamo lavorando molto,per darvi al più presto notizie sulle prossime iniziative .

Entro 10 giorni,non oltre,sarò in grado di elencarle  nei dettagli.

LUCA PEOTTA.



Ecco dove, altri “governi” troveranno i soldi, non certo dai pedaggi autostradali.

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Stangata alla banche in Gran Bretagna: pronta una tassa da 9,2 miliardi di euro

La misura sarebbe circa tre volte maggiore di quella originariamente prevista dal ministro del Tesoro

la notizia è anticipata da The Independent

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Da noi invece si continua a far finta che le Banche non siano un problema, che non debbano pagare alcun prezzo per i danni che hanno causato, e che continuano a causare all’economia del paese.

Preferiscono aumentare i pedaggi autostradali, da 1 a 2 euro, già stracarissimi, e riversare ( non metteremo le mani nelle tasche degli italiani) il problema sui cittadini che lavorano e che già hanno problemi di gestione delle spese, oppure ancora meglio:

Potenziamento dei processi di riscossione dell’Agenzia delle entrate e dell’Inps


Va in soffitta la cartella di pagamento per i tributi dovuti all’Agenzia delle entrate. Dal 1° luglio 2011 l’avviso di accertamento del fisco, infatti, costituirà titolo esecutivo. Da un lato, la pretesa tributaria contenuta nell’avviso di accertamento sarà più chiara per il contribuente, dall’altro saranno contratti i tempi di riscossione. Se il contribuente non versa quanto richiesto o non propone ricorso, infatti, l’Agenzia delle entrate invia i dati a Equitalia che può procedere immediatamente al recupero delle somme non versate con gli strumenti che la legge le mette a disposizione. Analoga norma si applica ai contributi dell’Inps. Per arginare possibili abusi, inoltre, in caso di transazione fiscale stragiudiziale viene richiesta al debitore un’autocertificazione sulla veridicità e completezza della situazione patrimoniale. In caso dichiarazioni false in merito a importi rilevanti sono previste forti sanzioni. E’ poi previsto un impianto sanzionatorio per il delitto di sottrazione fraudolenta del pagamento di imposte (alienazione simulata o altri comportamenti idonei a rendere inefficaci le procedure di riscossione coattiva).

Bravi come al solito… peccato che non applichino lo stesso rigore per le somme che il fisco deve restituire ai cittadini, esempio i rimborsi iva, oppure non si usi lo stesso rigore per le persone che non pagano i propri fornitori… l’importante è “schiavizzare” tramiti “palesi abusi” i cittadini e le imprese in difficoltà.

E’ la vergognosa incapacità della nostra politica di trovare soluzioni diverse dal mero Estorcere denaro alla gente in difficoltà.

“Prima o poi bisognerà fare i conti con i derivati”

“Prima o poi bisognerà fare i conti con i derivati”

Articolo di , pubblicato mercoledì 19 maggio 2010 in Svizzera.

L’Italia potrebbe trovarsi ad affrontare guai peggiori di quelli della Grecia

Come in Grecia, anche in Italia le amministrazioni comunali, provinciali e regionali hanno cercato di alleggerire il peso degli interessi finanziari che grava sulle loro spalle con l’acquisto di swap. Ora si rischiano miliardi di perdite. La magistratura accusa quattro banche – tra cui anche la svizzera UBS – in un processo di truffa in relazione alle consulenze prestate.

Secondo fonti ufficiali, l’Italia potrebbe trovarsi ad affrontare rischi maggiori di quelli della Grecia travolta dalla crisi, a causa di complessi strumenti finanziari. “In Italia c’è un problema enorme e concreto”, ha avvisato il pubblico ministero Alfredo Robledo mercoledì, all’apertura del processo che si tiene a Milano contro quattro banche, tra cui UBS.

Le città, le province e le regioni italiano hanno inserito nei loro bilanci dei derivati, prodotti finanziari con i quali prima o poi bisognerà fare i conti. “Perciò l’Italia corre un rischio maggiore della Grecia”. Secondo indicazioni della Banca d’Italia, piccole e grandi città rischiano di dover registrare a bilancio perdite per 2,5 miliardi di euro a causa di operazioni finanziarie azzardate in relazione agli interessi sui prestiti.

UBS, Deutsche Bank, Depfa (controllata di HRE) e JPMorgan devono rispondere davanti al Tribunale di Milano dell’accusa di aver intenzionalmente frodato le amministrazioni vendendo loro titoli finanziari tossici. Con questi titoli l’amministrazione comunale di Milano intendeva ridurre l’ammontare degli interessi a suo debito. Il fatto risale al 2005, quando l’amministrazione contrasse un prestito di oltre 1,68 miliardi di euro. Sul banco degli imputati siedono anche undici dipendenti delle banche e due ex funzionari del Comune.

La città di Milano sostiene di rischiare ora gravi perdite da queste “scommesse” sugli interessi, a causa di consulenze errate in relazione ai titoli. Per questo chiede alle banche un risarcimento danni di 239 milioni di euro. Tutti e quattro gli istituti di credito respingono le accuse. Una condanna potrebbe mettere sul chi va là centinaia di altre città italiane che abbiano acquistato simili derivati.

I titoli in questione, i cosiddetti swap, sono strumenti finanziari attraverso cui le società e le amministrazioni comunali “scommettono” sull’evoluzione futura dei tassi di interesse. In Germania Deutsche Bank è già in causa con decine di aziende di medie dimensioni, amministrazioni locali e società municipali riguardo a questi titoli. Le sentenze emesse finora hanno avuto esiti contrastanti.