Fmi taglia le stime sull’Italia: pil 2010 +0,8%, nel 2011 +1,1%

La disoccupazione salirà quest’anno dal 7,8% all’8,7%
Crescita modesta in Europa, da Grecia rischio contagio

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Alla fine, stime riviste al ribasso ed ipotesi di “manovrina” per reperire i fondi per coprire i disavanzi, con l’aggiunta di una previsione di ulteriore restringimento del credito erogato e di un aumento di disoccupazione e inflazione, ci possono dare un orizzonte a breve termine un tantino più limpido. Metterci al riparo dalla guerra tra poveri che si scatenerà, dal salasso ingordo di una fiscalità affamata ed allo stremo, è l’urgenza che dobbiamo soddisfare molto molto rapidamente.

Idee in merito?

Inflazione all’1,4%, record da un anno
La disoccupazione giovanile sale al 28%

Conti pubblici, nel 2009 sale al 5,2%
il rapporto deficit-pil, è il peggiore dal ’96

Redditi giù del 2,8%: mai così male dal’90
Benzina: si studia intervento sull’Iva

Agip rompe la tregua, nuovi rincari dei carburanti

Appuntamento alla CNA di Torino

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Per tutti,
dopo lo sciopero della fame, l’incatenamento ai cancelli di uno dei clienti che non pagano, le corse dietro ai politici che promettono solo, l’aver avviato le pratiche legali per i recuperi imparando le leggi, fatto e partecipato a convegni e l’avere coinvolto avvocati etc.., lunedi 12.4.10 ore 21,00 presso la sede CNA, via Millio 26 Torino, si svolgerà un incontro importante sui termini di pagamento, con politici di tutti i colori, il direttivo CNA e gli interessati della questione, avvocati etc…
Forse non è stato tutto inutile e con la pazienza e tanto rompere le scatole, così mi dicono tutti, qualcosa si muove.
Cerchiamo di essere numerosi!
Un salutone.

Patrizia

Crisi Bialetti: la CNA teme per l’indotto

Sono oltre cento le aziende che potrebbero subire gli effetti della decisione di trasferire la produzione di caffettiere all’estero.

Anche qui ci sono titolari con le loro famiglie e almeno 300 addetti…

L’articolo su VareseNews

Bialetti chiude stabilimento produttivo di Omegna

Bialetti ha avviato una procedura di mobilità per chiusura del sito, che coinvolgerà i circa 120 lavoratori tra impiegati ed operai. Naturalmente la Società, pur ribadendo che l’intervento sullo stabilimento di Omegna non è evitabile ne’ rimandabile, si è resa disponibile da subito ad aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali per identificare il miglior percorso e le migliori soluzioni in termini di ammortizzatori sociali e piani di formazione, riqualificazione/ricollocamento.

Articolo su la Repubblica

In Italia la benzina più cara d’Europa

L’articolo sul Corriere

Istat: i redditi delle famiglie mai così male dagli anni ’90

L’articolo sul Corriere

Allora volete capirla o no?