IMPRESECHERESISTONO

Per chi vuole continuare a fare impresa

Archivio per aprile 2010

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA LO SMALL BUSINESS ACT “ITALIA PRIMO PAESE IN UE CHE PENSA ALLE PICCOLE IMPRESE”

Pubblicato da ICR su aprile 30, 2010

Della serie “facciamoci due risate” nella repubblica delle banane.

Como, 27 novembre 2009

“L’Italia, il Paese con la più alta densità imprenditoriale al mondo, è il primo in Europa a recepire i principi dello Small Business Act. E’ un grande segnale della volontà del Governo di porre al centro dell’iniziativa politica e delle strategie di sviluppo del Paese 4.223.639 micro e piccole aziende, vale a dire il 98,2% delle imprese italiane, che danno lavoro al 59,3% degli addetti, realizzano il 43,9% del valore aggiunto e il 39,4% degli investimenti”.

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Ci chiediamo e chiediamo a voi:

Per caso l’avete visto passare questo Small Business Act? Perchè magari non lo abbiamo riconosciuto.

Questo provvedimento consigliato fortemente dal parlamento Europeo e tanto decantato e persino approvato dal consiglio dei ministri e dalle regioni, non è altro che un insieme di “consigli per l’uso” di una mente europea pensante, come la nostra, che fatica non fà a distinguere le priorità dalle baggianate dell’aria fritta.

Riportiamo il testo dello SBA discusso nel C.M.

Leggetelo attentamente, è fondamentale, questo atto è stato APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI. Quindi, deduciamo che fino ad ora, tutte le volte che ci è stato risposto che le nostre richieste erano inapplicabili ci hanno proprio preso per i fondelli, cosa che già immaginavamo, ma che viene oggi PALESEMENTE confermato dal fatto che queste richieste SONO STATE CONDIVISE ED APPROVATE NON SOLO DAL PARLAMENTO EUROPEO MA ANCHE DAL NOSTRO CONSIGLIO DEI MINISTRI.

IL VERO SMALL BUSINESS ACT DEL PARLAMENTO EUROPEO

e a che punto sono gli altri paesi europei nel recepimento della direttiva.

Ora chiediamo formalmente L’APPLICAZIONE CONCRETA di quanto approvato ed in tempi brevi, che almeno si cominci, e direi che ci accontientiamo pure, vista la differenza tra i due.

Oppure l’hanno concretamente applicato e noi ce lo siamo persi?

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Nuovo piano per salvare la Grecia dal crac: 120 miliardi di euro in tre anni

Pubblicato da ICR su aprile 29, 2010

Continua a crescere la preoccupazione per la stabilità della zona euro

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Ritardi nei pagamenti, Bruxelles ha approvato la linea dura

Pubblicato da ICR su aprile 29, 2010

L’eurodeputato Tiziano Motti: finalmente giustizia per i fornitori.

“A fronte di Paesi europei – spiega l’on. Tiziano Motti, (Udc-Ppe) che ha presentato alcuni emendamenti migliorativi alla relazione Weiler – che vantano 20 giorni nell’osservare i termini di pagamento, l’Italia conta una media di 120 giorni che arrivano anche a 300 nel caso di alcune regioni del Sud. Davanti a questi dati, non ci si può stupire se una piccola impresa, che spesso ha un solo cliente, è costretta al fallimento per mancanza di liquidità. Tali ritardi vanno quindi sanzionati in modo più severo”.  

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“Ospitiamo la veglia anticrisi. Bisogna avere fiducia”

Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su aprile 29, 2010

BUSTO ARSIZIO E’ un messaggio di speranza quello che vuole trasmettere Mauro Cavelli, titolare dell’azienda Mario Cavelli spa di via Baden Powell, 9 a Busto Arsizio che questa sera alle ore 21 ospiterà nei suoi capannoni la “veglia per il lavoro”.

Se c’è qualcuno della provincia di Varese che vuole partecipare, ci vediamo lì

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FESTA DEL 1°MAGGIO 2010

Pubblicato da ICR su aprile 29, 2010

Appuntamento di ICR a BRA(cn)

SABATO 1°Maggio ore 10.00 piazza “caduti per la libertà”

Tutti insieme per la festa del lavoro…ci saremo anche noi!!!

se potete venite numerosi con le vostre maestranze….cari imprenditori!!!!!

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Francesco Muratori si racconta su Radio Radicale.

Pubblicato da ICR su aprile 29, 2010

Grazie Francesco per il tuo attivismo in Impresecheresistono.

29.04.2010

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Istat,in calo occupazione grandi imprese

Pubblicato da ICR su aprile 29, 2010

Meno 1,9% al lordo della Cig, -1,3% al netto. Retribuzioni,+6,5%

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L’INDUSTRIA RIPARTE MA I PICCOLI FANNO PIU’ FATICA.

Pubblicato da ICR su aprile 28, 2010

GLI AUMENTI DELLA MATERIA PRIMA FRENANO I PICCOLI.

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INCOGNITA SUI BILANCI 2009 SI TEME UN ALTRO CREDIT CRUNCH

Pubblicato da ICR su aprile 28, 2010

PER UN IMPRENDITORE SU TRE LE CONDIZIONI SONO PEGGIORATE.

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LO SCIOPERO DEL MUD.

Pubblicato da ICR su aprile 28, 2010

LE PMI NON PRESENTERANNO IL MODELLO.

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ALLARME BUROCRAZIA PER LE PICCOLE IMPRESE.

Pubblicato da ICR su aprile 28, 2010

E CALDEROLI DOVE STA’?

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BANCHE GRECHE SENZA LIQUIDITA’

Pubblicato da ICR su aprile 28, 2010

SEMBRA CHE IL POPOLO GRECO STIA TRASFERENDO E PRELEVANDO TUTTA LA LIQUIDITA’ POSSIBILE LE BANCHE GRECHE NON HANNO PIU’ LIQUIDITA’! IL RISCHIO DI CHIUSURA DEL SISTEMA FINANZIARIO GRECO E’ MOLTO SERIO. Domanda : se avvenisse il famoso effetto contagio….VOI SARESTE PRONTI?

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“il rovescio del diritto” radio radicale 28.04.2010

Pubblicato da ICR su aprile 28, 2010

I rapporti con le banche e la nuova sentenza in merito di usura della corte di cassazione.

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Le conseguenze economiche di Silvio Berlusconi

Pubblicato da ICR su aprile 28, 2010

Ma le ambizioni del citato asse strategico non si fermano certo a quella ventina di imprenditori, che scommetto avranno anche ottimi ritorni all’Expo e dintorni, puntando a creare un blocco di centinaia di imprenditori di riferimento che, a loro volta, divengano il volano di altre attività di minori dimensioni, un progetto, però, che per marciare appieno ha bisogno non solo di appalti e commesse, ma anche di un sostanzioso e costante sostegno dal sistema creditizio, il che appare perlomeno difficile nell’attuale contesto di crisi finanziaria e che richiede, quindi, l’inderogabile necessità di mettere le mai e/o condizionare pesantemente le scelte almeno dei primi cinque grandi gruppi creditizi, cosa in larga parte già riuscita con riferimento al gruppo Intesa-San Paolo, in particolare dopo l’uscita del poco omogeneo, anche per motivi familiari, Pietro Modiano, ma che richiede opportuni interventi in Unicredit Group, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e UBI Banca, interventi che non possono solo basarsi sui finalmente approvati e molto onerosi Tremonti Bonds, ma richiedono anche qualcosa di cui parlerò nella puntata di domani!

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Fmi taglia le stime di crescita per l’Italia

Pubblicato da ICR su aprile 28, 2010

«Ripresa globale meglio delle previsioni»

Per l’economia tricolore previsto un +0,8% nel 2010 e +1,2%
nel 2011. Allarme disoccupazione: pone problemi sociali

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Grecia, Borse europee in caduta libera

Pubblicato da ICR su aprile 28, 2010

Lisbona crolla, Madrid e Milano -3%

I 45 miliardi di euro di aiuti alla Grecia dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale potrebbero non bastare ad evitare che la crisi del debito di Atene finisca fuori controllo. E per questo il Fondo – riporta il Financial Times citando alcuni fonti sia a Washington sia in Europa – sta valutando un aumento del proprio contributo di 10 miliardi di euro. «Investitori e osservatori si attendono che il pacchetto di aiuti complessivo alla Grecia possa raggiungere – prosegue il Financial Times – i 70 miliardi di euro».

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DAL CREDIT CRUNCH DANNI IRREVERSIBILI PER LE IMPRESE

Pubblicato da ICR su aprile 27, 2010

DI N.PICCHIO

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Tutti parlano di Basilea 2 che è stata già devastante per i criteri di valutazione applicati, ora si evidenzia all’orizzonte il problema “Basilea 3″ che porterà alla morte “bancaria” delle sopravvisute Piccole ancora arrancanti sul territorio. E’ cosa nota, per noi, che Basilea 3 distruggerà il mondo della piccola impresa.

Ci chiediamo comunque se davvero il problema stia tutto in mano alle banche, che di sicuro non aiutano l’economia reale, ma che sono tacitamente autorizzate dai poteri forti ad agire come una “normale” azienda che guarda unicamente ai propri interessi interni senza dover prestare attenzione alcuna al territorio ed al “bene pubblico”.

Ma davvero il pallino sta totalmente in mano  loro?

Ricordiamo che il diktat di Basilea agisce con pari requisiti in tutta Europa, ed allora come mai in altri stati, Francia e Germania, il credito alle pmi è stato erogato in maniera maggiore? Crediamo che le pmi d’oltralpe siano maggiormente “patrimonializzate” delle nostre? Il problema risiede davvero qui? Oppure in altri stati il governo ha agito meglio sul territorio e sul credito attraverso Banche pubbliche, fondi di rotazione, e maggiore tutela del patrimonio produttivo locale?

Il governo di sicuro può intervenire sulla regolamentazione dei pagamenti, cosa invocata e raccomandata dalla Ue, per fare in modo che il lavoro delle pmi venga pagato in tempi regolari, che i flussi di cassa generati dall’equilibrio tra i tempi di pagamento e di incasso migliorino, limitando in questo modo la necessità di indebitamento delle pmi con le banche, riducendo i costi del credito, spese ed interessi, e facendo in modo che gli istituti bancari non tengano “per le palle” i destini di tante aziende e famiglie italiane. Il governo potrebbe riformare l’iva, per non costringere i piccoli ad anticipare costi in un momento di scarsa liquidità, potrebbe permettere con una moratoria fiscale, la dilazione dei pagamenti delle imposte frazionandole maggiormente e abbassando i costi degli interessi, eliminando le sanzioni. Il governo del paese dovrebbe non ridurre in schiavitù i propri cittadini attraverso l’anticipazione delle imposte, rendendosi conto che agendo in questo modo costringe gli imprenditori a richiedere finanziamenti per far fronte ad esigenze non di competenza dell’esercizio in cui operano, insomma rendersi conto che, come in altri stati, lo stato deve FARSI IMPRENDITORE, se vuole che la manifattura sopravviva.

Questo giochino dello scarica barile non ha più ragione di esistere, perchè il governo, guardando maggiormente all’esigenze dei piccoli e del paese, avrebbe la possibilità concreta di alleggerire il carico e salvare la propria fonte di ricchezza, senza dover mettere pesantemente le mani nelle casse dello stato.  Prima di guardare a casa di altri in cerca di soluzioni, si dovrebbe guardare nella propria e tutelare tutte quelle pmi che ad oggi lottano per incassare il frutto del proprio lavoro, e da grande esperto di “cartolarizzazione” capire che il credito in un modo o nell’altro deve tornare ad essere un valore sacro ed inviolabile e non solo per se stesso ma per tutti coloro che vivono del proprio lavoro.

Il diritto ed il rispetto delle regole che devono tornare soprattutto ora “uguali per tutti” , sono elementi sui quali il governo deve riflettere e deve agire se si vuole avere una possibilità di migliorare la situazione.

Lo stato deve essere Esempio e sbloccare i pagamenti delle P.A. in tempi rapidi per ridare ossigeno al sistema asfissiato e strangolato, e farsi in questo modo paladino del rispetto per chi lavora, ed in seguito applicare criteri per i quali il creditore deve tornare ad essere tutelato e protetto.

Se questo passo urgente ed importante e da più parti reclamato, non verrà compiuto in tempi rapidi, applicando quello che è un punto fondamentale di quello SMALL BUSINESS ACT discusso ed approvato, non ci sarà salvezza per noi e per il paese, e tutto lo “j’accuse” nei confronti del sistema bancario saprà di “parodia” della tragedia.

ABI: OCCORRE VALUTARE L’IMPATTO DELLE NUOVE NORME DI BASILEA

L’ORO?, PER BASILEA 3 NON E’ LIQUIDITA’

GENERALI, PUNTI SU EST ED ASIA.

Dopo Unicredit, un altro gruppo guarda ai paesi ad Est dell’Italia, quali sono i motivi di questa “delocalizzazione” finanziaria? A voi la risposta… a noi viene in mente che “Ad Est” sei fuori dalle regole Ue, oltre al fatto che siano paesi con previsioni di sviluppo in larga crescita, insomma mercati liberi dai guinzagli di Basilea a cui invece noi non possiamo scappare, paesi dove la possibilità di finanziare una crescita è di sicuro maggiore… insomma: dall’italia scappano i grandi gruppi, le multinazioni, i marchi storici ed anche i piccoli, ed ora le Banche… i “topi” abbandonano la barca che affonda?

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LA GRANDE ALLEANZA TRA COMMERCIANTI ED ARTIGIANI

Pubblicato da ICR su aprile 27, 2010

DI D.DI VICO

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Proposta di ragionamento in merito alle Pmi

Pubblicato da ICR su aprile 26, 2010

Per fare un piccolo punto sulla situazione in relazione allo Small Business Act, discusso in ambito governativo in un tavolo a cui hanno partecipato tutte le maggiori associazioni di rappresentanza imprenditoriali, sottolineamo i seguenti punti:

Definizione PMI

La Commissione europea ha adottato una definizione di piccole, medie e micro imprese nella Raccomandazione del 6 maggio 2003 (GUCE L 124 del 20/05/2003).

Si considera impresa ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano  un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un’attività economica.
Nella categoria delle PMI si definisce piccola impresa un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori i 10 milioni di euro.
La categoria delle medie imprese è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.
Si definisce microimpresa un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro.

Avendo precisato questo, spostiamo l’attenzione su questo altro punto:

Interventi a favore delle piccole imprese

Creare le migliori condizioni per garantire la competitività ed il rilancio delle piccole e micro imprese, il cui ruolo è fondamentale per lo sviluppo dell’occupazione e per la crescita economica:  questo l’impegno assunto dal Ministero dello Sviluppo economico, che ha intrapreso una serie di misure a sostegno di questo settore, dando così seguito al progetto di uno “Small Business Act” per l’Europa della Commissione europea.

Nell’ambito delle misure previste,  il 18 marzo il ministro Scajola ha presieduto il Tavolo d’iniziativa per le piccole e medie imprese, che ha permesso un confronto tra i Presidenti di tutte le categorie delle Pmi ed i rappresentanti della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri dell’Economia, Funzione pubblica, Ambiente, Semplificazione, Regioni e Politiche comunitarie, della Conferenza delle Regioni, di Province, Comuni, Camere di commercio e del sistema bancario.

Tra le azioni decise, il Fondo di Garanzia per le imprese che sale da 1,3 a 1,5 miliardi, tramite un emendamento che verrà presentato dal Governo al decreto sull’auto. Aumenta anche il plafond di garanzia, per ogni singola impresa, da 500 mila a 1,5 milioni di euro.
A precedere il Tavolo, la firma di un Protocollo d’Intesa tra credito cooperativo e associazioni artigiane, per l’accesso al credito ed il sostegno al settore delle imprese artigiane.

“In Italia – ha detto Scajola – ci sono 5 milioni di piccole e medie imprese ed abbiamo necessità di trovare insieme forme di crescita per questo settore fondamentale”.

Con lo Small Business Act la Commissione tende a realizzare una corsia preferenziale per le Pmi, ponendo al primo posto della politica comunitaria gli interventi necessari alla loro valorizzazione: infatti, le PMI sono al centro dei principali programmi di aiuto dell’UE per il periodo 2007-2013 e  la Commissione è fortemente impegnata ad eliminare le lungaggini burocratiche che le intralciano.

Il nome simbolico di “Act” dato all’iniziativa sottolinea la volontà di riconoscere il ruolo centrale delle PMI nell’economia europea e di attivare un quadro politico articolato, a livello UE e di singolo Stato membro, grazie ad una serie di nuove proposte legislative ispirate al principio “Pensare anzitutto in piccolo”.

La Commissione europea organizza dal 6 al 14 maggio 2009 una “Settimana europea delle PMI”, un’occasione per molti eventi promozionali in tutta Europa: il ministero dello Sviluppo economico ha già indicato i due coordinatori responsabili per l’Italia (uno per l’Amministrazione responsabile ed uno per le organizzazioni imprenditoriali) a cui dovranno rivolgersi gli operatori  interessati per le procedure operative.  

Principi e proposte indicati dallo SBA

Principi e proposte indicati dallo SBA

Questi, in sintesi, alcuni dei principi elaborati dalla Commissione europea:

  •  dar vita a un contesto in cui imprenditori e imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale
  • far sì che imprenditori onesti, che abbiano sperimentato l’insolvenza, ottengano rapidamente una seconda possibilità
  • adeguare l’intervento politico pubblico alle esigenze delle PMI: facilitare la loro partecipazione agli appalti pubblici e usare meglio le possibilità degli aiuti di Stato per le PMI
  •  agevolare l’accesso delle PMI al credito e sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali.
  •  aiutare le PMI a beneficiare delle opportunità offerte dal mercato unico.

Le proposte riguardano essenzialmente:

il regolamento che definisce lo statuto della Società privata europea (SPE)
Tale regolamento definisce lo statuto di una SPE che, una volta fondata, può operare in base a principi uniformi in tutti gli Stati membri. La Commissione presenterà anche eventuali proposte di modifica per far sì che questa nuova forma di società possa beneficiare delle vigenti direttive relative all’imposta sulle società.
la direttiva sulle aliquote di IVA ridotte
Tale direttiva, che verrà proposta tra breve, offrirà agli Stati membri la possibilità di applicare aliquote di IVA ridotte, soprattutto per servizi locali, forniti principalmente da PMI.
Saranno inoltre preparate le seguenti proposte, in quanto articolazioni dello SBA :
– una proposta legislativa volta ad aggiornare e semplificare le norme vigenti sulla fatturazione IVA, e alleviare gli oneri sulle imprese
una modifica alla direttiva 2000/35/CE sui ritardi di pagamento per far sì che le PMI siano pagate puntualmente in tutte le transazioni commerciali.

A queste bellissime cose con cosa di concreto è stata realizzata la base di aiuti alle PMI?

Trovato l’accordo tra Ministro dell’Economia Giulio Tremonti e i principali istituti di credito italiani per rifinanziare il Fondo italiano di investimento per le Pmi: un miliardo di euro in favore delle piccole e medie imprese, frutto dell’intesa con Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena, insieme a partner strategici quali ABI e Confindustria.

Il Fondo si rivolge a circa 15mila imprese italiane con fatturato tra 10 e 100 milioni di euro. Primo investimento previsto, nella seconda metà del 2010.

Se abbiamo letto attentamente quanto sopra, la definizione di piccola impresa non rientra nei 10 e 100 milioni di fatturato, e nemmeno la definizione di media, che rientra nel limite dei 50 milioni.

Allora questo fondo è stato male intestato? Oppure non facciamo parte di quell’europa che definisce in altro modo le PMI?

Se fosse vero che la definizione di Pmi è da ritenersi valida come sopra riportato, allora di queste 15.000 aziende fortunate, quante davvero avrebbero i requisiti di definizione giusti per poter accedere a questo fondo?

Le cose sono 2, o cambiano i destinatari del fondo e lo indirizzano alle piccole aziende e medie aziende reali…e cioè a quelle che fatturano FINO A 10 MILIONI, e FINO A 50 MILIONI, oppure che cambino slogan pubblicitario, il fondo per le GRANDI AZIENDE ITALIANE, ed ammettano che per noi nulla è stato fatto. Quasi quasi porrei il quesito al parlamento europeo…che ne pensate?

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Se Benetton liquida il “Made in Italy”

Pubblicato da ICR su aprile 26, 2010

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