SIAMO AL TRIONFO DELLA DEMAGOGIA.


http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/PDF/2010/2010-01-29/2010012914816845.pdf

LE CASTE SI FANNO GUERRA, CHI TRA LORO DOVRA’ RINUCIARE A PARTE DEGLI SPROPOSITATI COMPENSI?

Garantiamo che alla fine non lo farà nessuno, i manager continueranno a percepire compensi astronomici, i politici anche, ma avranno fatto ancora il loro compitino, parlare di quello che “sarebbe” giusto e di quello che “sarebbe sbagliato” e  poi tutti a casa allegramente.

TREMONTI CEDE A FIAT, SI’ AGLI INCENTIVI.

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“Non è certo una sorpresa, la sorpresa vera e forse indici di un accenno di cambiamento sarebbe stata quella di un rifiuto, ma tutti conosciamo le ragioni per cui continuiamo a mantenere questa Cariatide a discapito di tutte le pmi italiane”


http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/PDF/2010/2010-01-29/2010012914817983.pdf

CASO FIAT, CHI STA CON CHI.

Un bel caso di propaganda pre-elettorale, ognuno cerca di cavalcare il malcontento della gente, ma non vi aspettate che le “solite pubblicizzate mezze intenzioni” divengano un giorno realtà.

Un tempo i favori fatti a Fiat da parte dei governi potevano essere giustificati con l’indotto della Fiat. Oggi che è diventato evidente in modo lapalissiano quanto inesistenti siano queste scusanti, cosa si inventeranno? Niente, non c’è nulla che possa giustificare questo continuo dispendio di denaro pubblico per finanziare gli affari di pochi eletti che li utilizzano per portare lavoro e ricchezza negli altri paesi.  Cosa si inventeranno? Nulla, non interessa più a nessuno cercare di giustificare questi regali, tanto noi italiani abbiamo fatto del silenzio e della rassegnazione l’arma più potente in mano alla politica.


http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/PDF/2010/2010-01-29/2010012914816256.pdf

Riflessioni pre-week end.

Eccoci qua cari imprenditori, anche per questa settimana siamo giunti al venerdì sera.

Che week end ci si prospetta? Molti di noi andranno a lavorare di Sabato, qualcuno anche di Domenica, perchè si sa che gli imprenditori fanno vita facile, soprattutto in mesi come questi. Quali notizie ci ha portato questa settimana?

Per quanto mi riguarda non posso dire che mi sia andata malissimo, qualcosa nel mio settore si muove, qualcosa in più che mi porta a -40% invece che il -60% dei mesi del 2009. Sento da alcuni miei clienti e fornitori che anche per loro qualcosa di muove, questo deve bastare a farci sorridere pieni di fiducia? Sinceramente non so che pensare, la tendenza per dar respiro alla mente sarebbe quella di lasciarmi andare ad un moderato ottimismo, ma qualcosa nel mio cervello mi suona strano, dissonante. Se alzo gli occhi dal lavoro e mi metto a “frugare” in internet, oppure presto attenzioni alle voci esterne, vedo unicamente notizie di casse integrazioni che stanno per scadere, di aziende che muoiono come mosche d’inverno, di licenziamenti in atto e annunciati. Se mi spingo con la lettura d’oltre oceano, mi rendo conto che i nostri “fratelli” negli stati uniti non stanno affatto meglio, e neppure qui, oltre frontiera si sorride granchè. Il mercato delle materie prime permane stagnante, l’unica cosa che in america tira, sono le ordinazioni del pentagono… aria di guerra dunque, per tentare di risollevare l’economia Barak le sta provando tutte, e forse anche per poter dare seguito alla riforma della sanità, insomma anche lui deve cedere qualcosa all’industria della guerra. Ma perchè il mercato delle materie prime non si risolleva se l’economia da segni di ripresa? Potrebbe essere che la famigerata seconda bolla stia per esploderci sotto il naso? Non lo so questo, non sono in grado di leggere dati così lontani dal mio mondo di piccolo imprenditore, ma comunque questa campanella continua risuonare nella mente…qualcosa puzza.

Altre notizie della settimana? Dunque, della Fiat abbiamo parlato a sufficenza, la novità è che a Varese qualcuno sta pensando di boicottare la Fiat, almeno in Italia, e questo mi fa piacere, indipendentemente dalla fede politica di chi sta attuando la provocazione. Mi fa piacere che qualcun’altro si senta profondamente indignito dall’atteggiamento sprezzante del dott.Marchionne, per lui e per molti altri come lui, l’Italia è rimasta un paese da bere, da spremere e i cittadini italiani sono, per questa gente, fattori del tutto irrilevanti, nonostante siamo proprio noi che grazie a tutti i governi di ieri e di oggi li abbiamo mantenuti.

Lady Confindustria sembra tornata battagliera nella difesa degli imprenditori, dichiarando che saranno espulsi coloro che pagano il pizzo e non denunciano? Da cosa saranno espulsi ancora non lo capisco. Dal paese, da Confindustria? Dunque i nostri difensori si sono apertamente schierati contro il pizzo, il lavoro nero e l’EVASIONE.. Credo che la cosa si commenti da sola…tutti sappiamo come vanno le cose nel Bel Paese, e tutte queste chiacchiere mi sanno di “mancanza di notizie” e quindi di aria fritta mediatica. Io vorrei che la Dott.ssa Marcegaglia si schierasse in primo piano per promulgare e promuovere la certezza dei pagamenti, che Confindustria di battesse affinchè anche qui si possano ottenere PER TUTTI pagamenti al massimo a 60 giorni. Chissà perchè questa cosa semplice invece non viene trattata dai vertici delle associazioni di categoria? Avete qualche idea? Qualcuno di noi che lavori per i grandi gruppi industriali ha dei pagamenti non superiori ai 60 giorni? Se sì, fatemelo sapere, non voglio commettere grossolani errori e scoprire che i più degli aderenti e non usufruisce di tempi di pagamento consoni. Pensate, i pagamenti a 60 x tutti, o magari a 45 come in Francia. Ma se fosse così come farebbero le banche a succhiarci l’anima con gli interessi e le commissioni, e come farebbero i GRANDI IMPRENDITORI a crearsi l’enorme liquidità che posseggono e fare da fornitori e da finanziaria insieme?  E come farebbe lo stato a incassare l’IRAP? Che guaio che sarebbe, meglio minacciare di espulsione chi paga il pizzo e non denuncia… tutti noi allora, fuori dalle associazioni, perchè il giochino di cui sopra quest’anno ha fatto saltare più aziende che il calo stesso dei fatturati. Tutte quelle aziende che non riescono a riscuotere il proprio credito, in grande parte proprio dai grandi gruppi, grazie ai tempi dei processi civili che in Italia viaggiano ad una media di oltre 1.200 giorni, sono alla canna del gas, e stanno saltando a decine, presi tra equitalia, le banche e sempre i soliti che non pagano. Questa forma di “asfissia” imposta, in fondo non è come un pizzo non richiesto ma in fondo pagato carissimo? Cosa spinge gli imprenditori a rivolgersi agli usurai?…

Ma in fondo qualcosa si muove e lassù, come dice il buon Alabiso, il cielo è sempre più blu.

Buon week end egregi, e fatemi sapere come è andata la moratoria, insomma se dobbiamo sparare, cerchiamo almeno di fare centro.

A presto.

Moratoria Abi sui debiti delle PMI

Vi informiamo che Martedì 02.02.2009 abbiamo un appuntamento con Radio Radicale per fare un ulteriore punto sugli esiti della Moratoria.

A tal fine vi chiediamo di segnalarci entro tale data le vostre esperienze sull’argomento, qualunque sia stato l’esito delle vostre richieste.

Vogliamo capire come e per quanti questo strumento abbia funzionato o perchè e a quanti lo stesso strumento sia stato negato.

Speriamo nel vostro spirito collaborivo per poter fornire dati oggettivi sui quali poter discutere.

Grazie

Segnalazione

Su LiberoReporter Gennaio/Febbraio, un interessante articolo che tratta delle drammatiche condizioni in cui versano alcuni piccoli imprenditori italiani alle prese con Usurai e Abbandono dello stato.

Viene pubblicata anche la testimonianza della nostra Giuseppina Virgili.

Approfittiamo dell’occasione per consigliarvene l’acquisto, la lettura e magari anche l’abbonamento.

LIBERO REPORTER GENNAIO/FEBBRAIO

FACCIAMOCI L’ENNESIMA TRISTE RISATA.

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Notizia ciclica ed annuale..sono almeno vent’anni che ne facciamo regolare inutile esperienza..

Smog, domenica blocco del traffico a Milano dalle 10 alle 18

Le auto non potranno dunque circolare dalle 10 alle 18, con eccezione dei mezzi ecologici (elettrici, metano e gpl), di quelli di medici, operatori sanitari e sacerdoti, spiega una nota della Regione Lombardia.

gli artefici della ormai nota genialata…

La decisione è stata presa durante una vertice sulle misure contro l’inquinamento a cui hanno partecipato il governatore Roberto Formigoni, il sindaco di Milano, Letizia Moratti e l’assessore provinciale Giovanni De Nicola (in rappresentanza del presidente Guido Podestà).


http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE60R0AN20100128

Il solito dramma…

“Si è raggiunto un consenso unanime su alcune decisioni che riguardano la città di Milano”, spiega Formigoni, aggiungendo che la Regione ha deciso di raddoppiare lo stanziamento di 2 milioni di euro a favore dei Comuni per potenziare i controlli antismog: un milione sarà destinato ai controlli su strada ( chi se li prende, il vigile?)e un milione alle verifiche sulle temperature negli edifici.(chi se li prende il tecnico?)

Come sempre i cittadini di buon senso si chiedono:

1- a cosa serva bloccare il traffico a milano la domenica quando in giro non c’è praticamente nessuno.

2-a cosa serva stanziare un monte di denaro pubblico per i controlli, tanto non esce nessuno.

3-a cosa serva denominare una manovra palesemente inutile ” vertice sulle misure anti-inquinamento”. Se in questi vertici (che parolone) si discute di manovre simili, possono lor signori starsene comodamente a casa propria senza stipendio… occorrerebbe guadagnarselo il pane con impegni mentali qualitativamente superiori, quantomeno è quanto legittimamente ci si aspetta  dai “vertici” di qualsiasi cosa.

4- tuttavia la cosa di enorme gravità è rappresentata dal fatto che si spendano 2.000.000 di euro di soldi dei cittadini in maniera tanto superficiale e sconsiderata (spereremmo ma non ci crediamo sul serio), in un momento di enorme difficoltà, per le famiglie, per i pensionati, per i giovani e per gli imprenditori. Logica imporrebbe che, se questi fondi sono destinati alle misure anti inquinamento, per questo scopo vengano usati, che dire, magari per ampliare la rete distributiva di gas e di energia elettrica.  Tale idea gioverebbe nello stimolo di smettere di comprare veicoli inquinanti, magari della Fiat,due piccioni con una fava, e ci libereremmo magari anche di questa pesantissima zavorra di stato, saremmo liberi di drogare il mercato con incentivi statali da regalare a settori industriali che non stiano martoriando in maniera così palese il paese, saremmo liberi di incentivare realmente i cittadini ad abbandonarli definitivamente questi veicoli inquinanti.

 Sarebbero spesi in modo di gran lunga migliore se  questi soldi fossero destinati alle famiglie lombarde con estremo disagio economico, che so, magari dicendo loro :” Vi incentiviamo a non utilizzare l’auto, prendete questo denaro”, e tutti come per magia sarebbero  felici di non uscire con la macchina.

Questi nostri geni comunali, regionali, provinciali, statali, che tutta l’europa ed il mondo intero ci invidiano per capacità e limpidezza, non possono impiegare meglio il loro tempo, magari partendo per una lunghissima vacanza , delegando alle decisioni il loro ultimo portaborse? Magari quest’ultimo invogliato dal fare carriera partorirebbe idee migliori,  ne siamo pressoché sicuri.

Grazie Governatore… grazie Sindaco, grazie assessore, per i regali che ci fate. Tutta Milano e la Lombardia intera si INQUINA al vostro cospetto!!

Doing Business in Italy.

In lingua inglese.

Cerchiamo di capire perchè le multinazionali o le aziende estere scappano dal nostro paese per non tornare più.

Cerchiamo di capire perchè oggi fare impresa in Italia è più difficile che in quasi qualsiasi altro paese al mondo.

Cerchiamo di capire perchè il problema dell’economia Italiana non sta in chi amministra le piccole imprese, ma in chi amministra il paese.

DOING BUSINESS IN ITALY

Un assaggio …buona lettura

 

Paying Taxes

DB  10 rank: 136   DB  09 rank: 131      Change in rank:-5
The data below shows the tax that a medium-size company must pay or withhold in a given year, as well as measures of the administrative burden in paying taxes.
 
Queste misure rappresentano quanti pagamenti per tasse un imprenditore medio deve fare in un anno; il numero di ore spese per prepazione, registrazione e pagamento in un anno;e la percentuale dei loro profitti che devono pagare in tasse.
 
Indicator Italy OECD  

OECD Average

Numero di pagamenti per anno 15 - 12.8
Tempo per pagamenti in ore x anno 334 - 194.1
Tasse sul profitto (%) 22.9 - 16.8
tasse sul lavoro e contribuzione(%) 43.4 - 24.4
Altre tasse(%) 2.1 - 3.3
Totale di tasse su (% profit) 68.4 - 44.5

PROGETTO AR.CO

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Cari Aderenti,

nel quadro del potenziamento delle attività di ICR, ci siamo accreditati presso il Ministero del Lavoro per partecipare a dei progetti finalizzati al miglioramento della gestione delle aziende del movimento.

Consigliamo, al fine di fornire agli associati gli strumenti per contrastare la grave crisi economico produttiva, di aderire all’iniziativa per tentare di superare questo difficile momento in attesa di vederci riconosciute le richieste avanzate nel corso delle nostre manifestazioni ed incontri con il mondo politico ed istituzionale.

Vi invitiamo quindi ad accreditarvi presso i seguenti siti internet a partire dal giono 02 Febbraio:

www.lavoro.gov.it

sezione bandi

www.italialavoro.it

sezione bandi.

www.servizilavoro.it

sezione riservata al programma Ar.co

Vi chiediamo ad accreditamento effettuato di metterci a conoscenza della vostra adesione al fine di individuare progetti comuni agli aderenti.

Capitalismo e anticapitalismo

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Capitalismo e anticapitalismo

Con il contributo di BimboAlieno

“La base economica della civiltà, viene distrutta dalla razionalità del sistema stesso, che avvitandosi in una spirale di ‘razionalizzazione’ rende superfluo l’imprenditore e tutta la classe media, che diviene via via un peso e che deve (affinché il sistema progredisca verso una maggiore razionalità) perdere il proprio livello di reddito e poi anche, ancor più importante, la sua funzione (in fondo già oggi siamo molto più importanti come consumatori che come lavoratori, per certi versi).”

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Interpretiamo le notizie…

Fiat: Pomigliano, rivolta dei precari

A Termini Imerese operai dell’indotto bloccano tir ai cancelli


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/01/26/visualizza_new.html_1677553530.html

Fiat: conti in rosso, -800 milioni nel 2009

Risultati approvati dal Cda, dividendi per 237 mln. Ricavi in crescita prossimo anno

 I risultati sono stati approvati oggi dal consiglio di amministrazione che propone un dividendo complessivo per le tre categorie di azioni di 237 milioni di euro


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/01/25/visualizza_new.html_1676809779.html

Fiat, operai della Delivery ancora sul tetto

Sesta notte all’addiaccio, non scendiamo senza garanzia del lavoro

 tredici operai della Delivery Email, ditta dell’indotto Fiat di Termini Imerese, hanno passato la sesta notte sul tetto del capannone dello stabilimento. Dal primo febbraio i dipendenti dell’impresa saranno licenziati, dopo che il Lingotto ha deciso di non affidare più all’esterno, a partire dal primo febbraio, il servizio di pulizia dei cassoni


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2010/01/25/visualizza_new.html_1677458267.html

Auto: Scajola, incentivi entro febbraio

Piu’ bassi del 2009, decreto non sara’ pronto per il 29 gennaio

Quel giorno abbiamo un tavolo con la Fiat per analizzare il piano dell’azienda’ sul disimpegno a Termini Imerese.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/01/25/visualizza_new.html_1677520762.html

Auto: Unrae chiede fisco piu’ leggero

Il mercato privato ha tenuto grazie agli eco-incentivi

Cio’ e’ evidente dal fatto che le private sono aumentate del 13,6%, mentre le immatricolazioni a societa’ sono diminuite del 28,2%


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/01/25/visualizza_new.html_1677463283.html

Volkswagen: leader auto nel 2009

Sono 8,6 milioni le auto vendute in tutto il mondo


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/01/25/visualizza_new.html_1676806794.html

Tesoro: costi gestione stato +13,5%

Budget 2010 sale a 9,6 mld, 10,4% totale spese amministrazioni

Tornano a crescere i ‘costi di gestione’ dello Stato, ovvero le spese delle amministrazioni per beni materiali e servizi esterni.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/01/24/visualizza_new.html_1676773288.html

A buon intenditor poche parole.

Gli incentivi si danno sempre e solo a Fiat che socializza le perdite e il pagamento di 500.000 .000 di euro per il suo credito dal governo, e cioè da noi, buca il bilancio per 800.000.000 di euro ma delibera i dividenti azionari per 237.000.000. Nel contempo decide di chiudere gli stabilimenti e delocalizza le produzioni, lascia i dipendenti a morire assiderati sui tetti o casa, di fame, con intere famiglie senza più alcun reddito. Dall’altra parte il nostro governo aumenta gli sprechi e favorisce l’accrescimento del debito pubblico e lascia morire le aziende, unica vera risorsa e speranza del paese. A fronte di questo però, l’unica trattativa che si apre è quella del rinnovo degli incentivi al settore auto, mentre il prezzo dei carburanti lievita e il portafoglio dei cittadini si svuota…lungimiranti davvero. Poi aggiungiamo il fatto che molti pensionati, operai, disoccupati e cassaintegrati, imprenditori che chiudono e non hanno più nulla se non un orizzonte di vera povertà fatta di mancanza di qualsivoglia ammortizzatore sociale per lui, si vedranno impossibilitati ad utilizzare la propri vettura o ciclomotore perchè non più corrispondente ai criteri anti inquinamento. Comprate l’auto se volete ed anche se non volete… nessuna scelta Amletica dunque.

Paolo Barrai e Impresecheresistono

Lezioni di economia per piccoli imprenditori.

Ringraziamo Mercato Libero ed il dott. Paolo Barrai per la disponibilità che dimostra nei nostri confronti partecipando e mettendo a disposizione di noi imprenditori in difficoltà  la sua conoscenza con l’unico meritevole fine di darci maggiore consapevolezza della realtà economica italiana, europea e mondiale.

Il flop della social card

Vi ricordate le dichiarazioni del nostro governo in merito alla Social Card?

Ecco i risultati:

SOCIAL card, un anno dopo: com’è andata a finire? A 12 mesi dal suo lancio, la carta acquisti ha raggiunto meno della metà dei “bisognosi” previsti dal ministero dell’Economia: 627mila le richieste accolte e solo 450mila i beneficiari attuali, di fronte a una previsione governativa di un milione e 300mila persone.


http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/social-card-flop/social-card-flop/social-card-flop.html
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La grande beffa della social card
Una su tre è senza soldi


http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/social-card/social-card/social-card.html

Migliaia di italiani si sono ritrovati in mano una patacca. Una carta azzurra, di plastica, con il retro magnetico, il numero, il logo giallo e rosso della Mastercard. Belle, eccome. E di valore: si stima costi almeno 50 centesimi l’una, più 1 euro per la ricarica bimestrale, più il 2 per cento per le spese del circuito bancario. Uno scherzetto da 8 milioni e 500mila di euro, a pieno regime. Una lotteria per il mezzo milione di italiani che, soltanto alla cassa e davanti al commesso, saprà se la sua carta annonaria è buona oppure è uno scherzo del destino, se può permettere di fare la spese oppure di annunciare la propria povertà a tutti.

MERCATO LIBERO PRESENTA MOVISOL E IL CREDITO PRODUTTIVO

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Qui trovate un breve riassunto, ma per maggiori dettagli vi consiglio di dare un’occhiata al loro sito: CAMBIARE SI PUO’, NON E’ MAI TROPPO TARDI!

1)La Banca Produttiva

Serve un istituto pubblico che svolga il ruolo di banca per le attività produttive. Lo Stato dovrà stanziare ingenti risorse finanziarie per la capitalizzazione dell’Istituto, e la Banca dovrà utilizzare questo nuovo capitale come base per prestiti diretti alle imprese. I prestiti avranno un tasso agevolato, tra il 2-3%, e in ogni caso più basso dei tassi vigenti sul mercato. I prestiti a tasso agevolato saranno da destinare alle imprese che rientrino nelle categorie produttive.
La Banca dovrà documentare l’osservazione di questi vincoli.

(MERCATO LIBERO: Tale banca esiste già: la Cassa Depositi e Prestiti. L’istituzione di tale banca comporterebbe piu’ competizione nel sistema bancario italiano, meno margini di profitto e QUINDI tale idea viene osteggiata dalle banche italiane.)

2) Ristabilire la separazione tra banche ordinarie e banche d’affari

Anche le banche ordinarie potranno accedere ai finanziamenti agevolati, a patto che non svolgano funzioni da banca d’affari. Le banche che operano nei mercati dei titoli speculativi per conto proprio saranno escluse dall’accesso. In questo modo si creerà una rete di banche che offrono conti correnti, mutui alle famiglie, e prestiti alle imprese, senza la commistione con le attività finanziarie speculative che hanno portato il sistema economico e finanziario all’attuale condizione di dissesto.

(MERCATO LIBERO: è quello che chiede OBAMA in questi giorni. In Italia non sarebbe difficile, basterebbe che le grandi banche eliminassero l’area CAPITAL MARKETS e lo stato limitasse l’uso della TESORERIA E del conto proprietà bloccando la SPECULAZIONE finanziaria in conto proprio.(al massimo, tali banche, potrebbero utilizzare strumenti di copertura per proteggersi dai rischi)

3) I grandi progetti

I crediti alle imprese non saranno sufficienti senza l’avvio di grandi progetti infrastrutturali che fungano da traino per l’economia. Su indicazione del Governo, la Banca fungerà da tramite per un aumento di quei lavori pubblici che promuovono la produttività economica (infrastrutture fisiche, investimenti tecnologici). Questi finanziamenti dovranno essere esclusi dal calcolo del deficit annuale dello Stato, in quanto rappresenteranno investimenti a lungo termine necessari per garantire il funzionamento dell’economia.

(MERCATO LIBERO: è ovvio che i grandi progetti pagati dai cittadini con tasse e debito,NON dovranno poi essere svenduti – come fatto per autostrade – a imprenditori collusi con il governo che fanno INGIUSTI profitti monopolistici. Il mercato libero e la concorrenza devono essere i veri drivers della ripresa).

GRAZIE ANCORA A MOVISOL PER IL GRANDE LAVORO SVOLTO.

MOVISOL ORG

Eccoci qui

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Salve a tutti, come anticipato ieri, oggi si è tenuta la riunione del direttivo di ICR per discutere del nuovo sito nazionale, della creazione delle reti di aziende e di come lavorare direttamente mettendo in rete tutte le aziende aderenti al movimento al fine di poter cominciare ad intrecciare delle collaborazioni tra aziende per sostenerci e ridurre possibilmente alcuni costi.

La creazione del nuovo sito con un solo blog di discussione di riferimento risulta fondamentale per poter fornire una sola grande piazza a tutti noi di IMPRESECHERESISTONO.

Il nuovo sito sarà presumibilmente in linea entro la fine di gennaio e tra le novità a nostro parere più interessanti ci sarà la possibilità per gli aderenti di inserire direttamente il nominativo della propria azienda in un database web, dopo la generazione delle password individuali di accesso,e  di poter conoscere tutte le aziende del movimento. Questo consentirà di ricercare nuovi fornitori, nuovi partners e di poter strutturare in seguito, per chi avrà dei progetti o sarà interessato alla cosa, delle reti aziendali.

Crediamo che questo sia un punto molto importante per l’evoluzione del movimento che, se da un lato continuerà le battaglie di tutti noi piccoli per una giusta politica economica volta al sostegno delle imprese ed al loro sviluppo, dall’altro comincerà a fornire concretamente delle possibilità di crescita alle aziende iscritte. Prima di poter accedere al database verrà richiesta la sottoscrizione di un codice di etica commerciale senza il rispetto del quale non si potrà interagire con le altre aziende. In questo codice verranno definiti i parametri dei rapporti a cui tutti dovranno attenersi. Come anticipato ieri, crediamo che tra noi imprenditori ci siano le capacità e le eccellenze in grado di essere di aiuto a tutto il comparto di ICR, e crediamo che tanti di noi abbiamo già dei progetti industriali in cantiere che non possono sviluppare per via delle dimensioni ridotte, dalla momentanea scarsità di mezzi finanziari o dall’impossibilità di venire finanziati. Il fare rete, consentirà a tutti i piccoli “innovatori” di trovare la via giusta per arrivare alla realizzazione di progetti validi, formulando piani industriali, riducendo i costi e sfruttando delle reti di vendita già presenti sul territorio.

Cari imprenditori, ora tocca a voi dare il via al progetto, con le vostre idee e le vostre capacità. E’ la nostra occasione per dimostrare che non siamo “decotti”, “privi di idee” “limitati nel progettare nuovi prodotti”, ma che al contrario siamo davvero il “motore dell’economia del paese”

Buon week end a tutti.

OGGI…

Oggi non pubblicheremo altro, del resto le notizie che si leggono sui giornali non ci offrono spunti di discussione. Si legge a destra e a manca di quanto sia stato bravo il governo Berlusconi a non mettere le mani in tasca ai cittadini, a quanto siano state mantenute le promesse e a quanto cementificare ulteriormente il paese porterà ricchezza nella tasche di tutti noi. Insomma le solite Balle di un paese che cerca di nascondere le proprie colpe e lacune dietro al classico filo d’erba fatto di parole, dichiarazioni e insulti all’intelligenza del cittadino.

Nulla di interessante o di nuovo dunque, se non il fatto che il direttivo si riunirà domani per discutere la messa in opera dei progetti illustrati al meeting di Milano, tra cui la creazione di Reti Aziendali con gli aderenti di Impresecheresistono, la formazione dei gruppi di acquisto che vaglieranno le offerte di collaborazione intervenute per cercare di ridurre i costi aziendali delle imprese in crisi, ed altro che illustreremo nei prossimi incontri. Vi informiamo quindi che a breve sarà in linea il nuovo sito di ICR Nazionale, ove sarà possibile per gli aderenti inserire i propri dati aziendali al fine di suddividere le imprese per gruppi merceologici e dare il via da subito ad una collaborazione effettiva tra imprese. Daremo il via al nuovo volto di Impresecheresistono, che continuerà da un lato a portare avanti le richieste di misure urgenti e necessarie per la nostra sopravvivenza, continuerà a protestare e a mettere pressione sulle istituzione perchè intervengano “concretamente” ad alleggerire le nostre difficoltà e le difficoltà di tutto il paese, e dall’altro comincerà ad essere propositiva, progettuale e speriamo utile concretamente (almeno noi) a sollevare un minimo il peso che ci portiamo da troppo tempo sulle spalle.

Siamo tutti imprenditori, e crediamo ancora nel nostro saper creare e saper fare impresa, quella vera. Pertanto ogni progetto, ogni idea imprenditoriale, ogni spunto di riflessione e confronto sarà ben accetto e gradito e sintomo di reale spirito collaborativo.

Adesso dovrete scendere in campo con la vostra esperienza oltre che con la vostra e nostra più che giustificata rabbia.

PROTESTE E PROPOSTE!