A sostegno dell’iniziativa dell’On. Marco Beltrandi abbiamo deciso che anche ICR parteciperà attivamente: Antonella Lattuada,Luca Peotta e Laura Costato dalla mezzanotte di oggi non assumeranno cibo.
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Pubblicato da ICR su gennaio 27, 2012
A sostegno dell’iniziativa dell’On. Marco Beltrandi abbiamo deciso che anche ICR parteciperà attivamente: Antonella Lattuada,Luca Peotta e Laura Costato dalla mezzanotte di oggi non assumeranno cibo.
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Pubblicato da Massimo Mazzucchelli su gennaio 27, 2012
Una rete di psicologi per dare ascolto a piccoli imprenditori e lavoratori in difficoltà.
Parte l’iniziativa TERRAFERMA -spazio di ascolto e di supporto psicologico- promosso dal movimento spontaneo Impresecheresistono.
L’iniziativa consiste nell’avere creato una rete di psicologi che hanno dato la loro disponibilità a fornire ascolto e supporto telefonico gratuito alle persone che ne hanno bisogno.
La rete TERRAFERMA conta già nove psicologi dislocati in Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia, Lazio e Abruzzo, ma Impresecheresistono spera di poter contare almeno su una persona per ogni regione.
“Lo scopo di una rete così diffusa è quello di garantire, se ce ne fosse bisogno, anche di un percorso personale, svolto faccia a faccia con lo psicologo più vicino”, a questo punto però il servizio sarà a pagamento, ma con una tariffa adeguata alla disponibilità di ogni persona.
I numeri di telefono e gli indirizzi di posta elettronica della rete TERRAFERMA sono:
Annalisa Bucciol – Veneto
3490516602
annb_601@yahoo.it
Aquilano Lucia – Lombradia Sud
3467776354
aquilanoluci@yahoo.it
Brusa Isabella per Lombardia Nord
3283717062
i.brusa@tiscali.it
Marzia Sgambelluri – Lombradia Est
3281767899
marzia.sgambelluri@hotmail.it
Daniele Pavese – Liguria
3336155465
danielep82@yahoo.it
Calisse Maria Vittoria – Emilia
3381719281
mariavittoriacalisse@gmail.com
Laura Sanna – Lazio
3478782080
dlaurasanna@libero.it
Rellini Cecilia – Lazio
3332019352
ceciliarellini@alice.it
Di Giuseppe Graziella – Abruzzo
3475987172
graziella.digiuseppe@virgilio.it
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Pubblicato da ICR su gennaio 25, 2012
VIA 1° MAGGIO A SAN VITTORE OLONA (MILANO)
Uscire dall’autostrada A8 Milano-Laghi a Legnano
Trasmissione: “L’ULTIMA PAROLA“
SI REGISTRA DALLE ORE 19.00, SI TERMINERA’ LA REGISTRAZIONE ALLE ore 22.00 CIRCA …..
DOBBIAMO ESSERE IN TANTISSIMI!!!!
LA REGISTRAZIONE DELLA PUNTATA ANDRA’ IN ONDA SUBITO DOPO, ALLE 23.40
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Pubblicato da ICR su gennaio 25, 2012
Sciopero della fame per il Ddl Beltrandi-Misiani contro i ritardi
La lettera-appello il governo l’ha ricevuta giovedì scorso. Ma ancora ieri, sentito in audizione al Senato, il ministro Corrado Passera sul “disastro” dei debiti della Pubblica amministrazione con le imprese italiane ha detto solo che cosa non si può fare. Non si può usare la Cassa depositi e prestiti perché si mettono a rischio i conti dello Stato. Non si possono nemmeno emettere titoli di Stato perché “sarebbero debito pubblico”. Quindi? “Dobbiamo trovare dei modi per procedere al ripagamento del passato senza rimettere in discussione gli obiettivi del pareggio”. Finora hanno trovato 5 miliardi, ma ne servono almeno altri 60, anche se c’è chi arriva a calcolare debiti per 90 miliardi di euro. E servono in fretta perché ci sono centinaia di aziende in crisi di liquidità, che rischiano di chiudere perché nessuno paga il lavoro che hanno fatto.
Ce lo dice anche l’Unione europea, ma da noi da sei mesi aspettiamo a recepire quella direttiva. Scade nel marzo 2013 e il ministro Passera assicura solo che proveremo a farla nostra “in anticipo rispetto alla scadenza”. Sono le uniche risposte che ha saputo dare alla lettera-appello che a lui e a Monti è arrivata una settimana fa. A scriverla sono trenta deputati di tutte le forze politiche, capitanati dal Radicale Marco Beltrandi e dal Pd Antonio Misiani.
Allegato: l’articolo de Il Fatto quotidiano
Il primo da lunedì a mezzanotte è in sciopero della fame. L’altro si affanna a spiegare le ragioni di una battaglia “che va avanti da più di un anno, anche se nessuno ne parla”. Racconta degli “enormi ritardi nei pagamenti” che hanno messo in crisi le piccole imprese italiane. Non le paga lo Stato e non le pagano le grandi aziende, a cui sono costrette, loro malgrado, a fare da ’banca’”. “Si tratta di decine di miliardi di euro di crediti non saldati – spiega Misiani – La Cgia di Mestre ci dice che un terzo dei fallimenti riguarda imprese che sulla carta sono economicamente sane, ma che nella pratica non riescono a riscuotere crediti”.
Beltrandi e Misiani hanno presentato una proposta di legge per il recepimento immediato della direttiva europea. “Il governo sostiene che il pagamento dei ritardi della Pubblica amministrazione provocherebbe ricadute su conti pubblici. Si può vedere di procedere in maniera graduale – ha spiegato a Radio Radicale – va bene tutto purché si esca dal disastro in cui ci ritroviamo adesso. Ma sulle transazioni tra privati il governo ha il dovere di intervenire immediatamente, visto che non costa un euro allo Stato: ci sono grandi imprese che hanno contemporaneamente le casse piene e miliardi di euro di debiti”.
La situazione più drammatica riguarda il settore della sanità, dove le imprese per incassare quanto dovuto “aspettano fino a 3-4 anni”. Ma non è messa bene nemmeno l’edilizia: degli 800 mila posti di lavoro persi in Italia dall’inizio della crisi – denuncia l’Ance – 350 mila sono nelle aziende di costruzioni.
Oggi il ministro Passera sarà sentito anche alla Camera per il question time. Il Pd Francesco Boccia ha già pronta la domanda: “Quali sono le linee che il governo intende seguire?”. Se lo chiedono anche gli ispettori che Eurostat ha inviato a Roma per verificare se questi miliardi siano ‘solo’ debito commerciale o se si è già trasformato in debito pubblico.
(pa.za.)
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Pubblicato da ICR su gennaio 23, 2012
BELTRANDI (RAD.): “DALLA MEZZANOTTE DI STASERA INIZIO SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DA GOVERNO SU RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE”
“ E anche perché sia ripristinata la piena funzionalità operativa della Commissione di Vigilanza sulla Rai”
Roma, 23 gennaio 2012. “Dalla mezzanotte di questa sera inizierò uno sciopero della fame ad oltranza che ha due obiettivi. Il primo obiettivo è quello di aiutare il Governo Monti, nel quale ripongo massima fiducia, a recepire nel più breve tempo certo in Italia la Direttiva europea sui ritardi di tutti i pagamenti alle piccole e medie imprese e ai professionisti. E’ una questione di diritti negati sia da carenze normative intollerabili, e denunciate da tempo anche con la presentazione in parlamento della proprosta di legge Beltrandi – Misiani, firmata da tutti i gruppi politici eccetto la Lega Nord, sia dal non funzionamento della giustizia civile, per il quale da tempo i radicali chiedono l’unico rimedio strutturale adeguato, l’amnistia. E’ una questione fondamentale per salvare aziende e vite umane, oltre a posti di lavoro, e a quella crescita economica ritenuta essenziale anche per l’equilibrio dei conti pubblici. Occorre una risposta in tempi certi e brevi a tutto questo, perché il denaro è degli imprenditori, dei professionisti, dei lavoratori che hanno svolto il loro lavoro.
Il secondo obiettivo è teso al superamento degli ostacoli di natura amministrativa (apparentemente), relativi al monitoraggio delle presenze nelle Commissioni parlamentari bicamerali dei Deputati, che impediscono da oltre tre mesi il funzionamento pieno in sede deliberante della Commissione di Vigilanza sulla Rai, in una fase molto delicata del servizio pubblico radiotelevisivo, a seguito di una decisione presa dai Questori della Camera per molti versi incomprensibile ed incredibilmente non ancora superata. Forse sarebbe bene ricordare che detta Commissione parlamentare svolge un lavoro serio, e compiti di rilevanza costituzionale esprimendo la voce del Parlamento sull’esercizio del servizio pubblico radiotelevisivo, e ha necessità di riprendere al più presto la propria attività non solo di audizioni ma deliberante.
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Pubblicato da ICR su gennaio 22, 2012
COMUNICATO STAMPA DI : “IMPRESECHERESISTONO”-movimento spontaneo PMI -
Villafalletto, 22 Gennaio 2012
DECRETO CRESCITA ITALIA:
Accogliamo con soddisfazione l’istituzione del “tribunale per le imprese” contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni varato dal governo Monti.
Siamo profondamente delusi dal mancato intervento sull’annosa questione dei termini dei pagamenti non solo della Pubblica Amministrazione, ma anche tra aziende private. Un problema che solleviamo da oltre 2 anni nel silenzio assordante delle associazioni di categoria.
Quello dei ritardi dei pagamenti, dopo il calo dei fatturati, è la principale causa di chiusura delle aziende e della conseguente perdita di posti di lavoro, sottolineiamo il gravissimo fenomeno dei suicidi di parecchi imprenditori che ultimamente molti media hanno riportato.
Inascoltati dal governo precedente, da oltre due anni tentiamo di sottoporre l’attenzione i seguenti provvedimenti, che se adottati velocemente potrebbero salvare migliaia di aziende dalla chiusura:
1)- BLOCCO IMMEDIATO DELL’ESECUTIVITA’ DI EQUITALIA : predisposizione di una moratoria dei debiti fiscali senza applicazione di sanzioni con applicazione di interessi pari a quelli del costo attuale del denaro in BCE.
2)- PROVVEDIMENTO IVA PER CASSA : versamento dell’imposta al momento del pagamento della fattura e prevedendo l’impossibilità di registrazione per il debitore della stessa fino all’avvenuto saldo del dovuto ( a sostegno della liquidità aziendale e a riduzione degli onerosi quanto insussistenti impieghi bancari)
3)- LEGGE SUI PAGAMENTI : regolamentazione di tutte le transazioni commerciali sulla media europea, a 60 giorni dall’emissione della fattura. ( legge Bertrandi/Misiani presentata in collaborazione con ICR, mai discussa e mai sostenuta da alcuna associazione di categoria ).
4)- RIFORMA FISCALE : azzeramento dell’Irap per le società in perdita. Per le persone giuridiche, detrazione totale di tutte le spese sostenute dalle persone fisiche dalle dichiarazioni dei redditi, relative a contributi pagati ai collaboratori famigliari, spese mediche, spese di manutenzioni, scolastiche, ecc … a parità di altri stati europei, finalizzata alla reale emersione del lavoro nero e dell’evasione che sta devastando il paese.
Siamo fiduciosi che il governo, che sembra voglia affrontare e risolvere i nodi che strangolano l’economia italiana, intervenga anche sui temi che sottoponiamo .
Distinti saluti
COORDINATORE NAZIONALE DI “IMPRESECHERESISTONO”
Luca Peotta
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Pubblicato da ICR su gennaio 26, 2012
Diario del Web (TMN) | Pubblicato mercoledì 25 gennaio 2012 alle 12.26
ROMA – La debolezza dell’economia italiana si protrarrà almeno fino a metà 2012. Prosegue, poi, il peggioramento del mercato del lavoro con il tasso di disoccupazione che ha raggiunto l’8,6% a novembre (7,9% in agosto). A fotografare la situazione dell’economia italiana è il Centro Studi di Confindustria nell’analisi mensile «Congiuntura Flash».
A fine 2011 – si legge nell’analisi – è salita ancora la quota di imprese che si aspettano una riduzione del numero di addetti nei successivi 3 mesi (25,0%) ed è diminuita quella di quante ne prevedono un aumento (8,1%). «Il deterioramento è in presa diretta con il crollo delle attese sulle condizioni economiche; mentre all’alba della recessione 2008-2009 le imprese erano state più ottimiste sul trattenimento dei lavoratori in azienda».
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Pubblicato da ICR su gennaio 24, 2012
Ascoltare e fare proprie necessità e richieste delle Pmi del territorio; monitorare l’applicazione dello Small business act e infine predisporre una serie di proposte di intervento concrete e attuabili: è questa la road map di SbaLombardiaLab, progetto varato dalla Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia in collaborazione con le principali associazioni regionali di categoria, che oggi viene presentato a Milano.
Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/kkGy5
AH AH AH AH….
SELEZIONATE DALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA….. AH AH AH
QUALI??
OFFRIAMO DEI CANDIDATI.
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Pubblicato da ICR su gennaio 23, 2012
Confartigianato Cuneo chiede ai sindaci della Granda la riduzione dell’IMU e il mantenimento dell’attuale addizionale comunale IRPEF
L’applicazione dell’aliquota base comporterebbe un incremento di prelievo del 20%
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Cuneo – Confartigianato Imprese Cuneo ha rivolto, tramite lettera, un appello ai 250 sindaci della Granda affinché provvedano a mitigare l’impatto dell’IMU sul comparto artigiano. Nel testo si va ad evidenziare la critica situazione che verrà a determinarsi per le imprese, a seguito del passaggio dall’ICI all’IMU, con riferimento agli immobili strumentali posseduti.
Un’analisi condotta dal Centro Studi dell’Associazione ha sottolineato come il passaggio dalla attuale aliquota ICI, pari in media al 6,49 per mille alla nuova IMU, con aliquota base del 7,6 per mille porterebbe ad un incremento di prelievo sulle imprese di circa 812 milioni di euro a livello nazionale, che salirebbero a 3 miliardi nel caso le Amministrazioni Comunali si avvalessero della facoltà di incrementare l’aliquota base portando al 10,6 per mille. Lo studio ha inoltre rilevato l’impatto a livello provinciale, e per la Provincia di Cuneo l’applicazione dell’aliquota base comporterebbe un incremento di prelievo del 20% circa che, sommato alla rivalutazione del 60% delle rendite catastali porterebbe ad un maggior onere del 55% ed addirittura dell’80% nel caso le Amministrazioni Comunali si avvalessero della facoltà di aumentare del 3 per mille l’aliquota base.
“L’attuale situazione di crisi e le conseguenze che ne discendono (stretta creditizia, ritardi nei pagamenti, calo delle commesse, ecc…) – commenta Domenico Massimino presidente provinciale di Confartigianato Imprese Cuneo – dovrebbe indurre gli amministratori a comportamenti virtuosi per non gravare ulteriormente sul sistema imprese, già profondamente provato. Per tal motivo, riteniamo essenziale che non soltanto non si provveda all’aumento dell’aliquota base dell’IMU ma, se possibile, alla sua diminuzione, così come non si provveda all’aumento dell’addizionale comunale IRPEF che andrebbe a sommarsi all’aumento già operato a livello regionale (+0,3%). Pur disposti a condividere con le altre realtà economiche l’impegno e i sacrifici necessari a risollevare le sorti del nostro Paese, non possiamo dimenticare che la tenuta del tessuto imprenditoriale costituisce, più che mai oggi, una garanzia per il nostro territorio e, dunque, deve essere preservata da ulteriori appesantimenti fiscali che rischiano di comprometterne definitivamente la vitalità”.
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Pubblicato da ICR su gennaio 23, 2012
Drago o Somaro?
Ci riproponiamo il quesito, visto che ancora oggi la Bce ha “regalato” 528 miliardi di euro alle banche e queste ultime hanno preso 528 mld di euro e li hanno riversati in Bce.
Si parla di Credit Crunch? Si parla di sostenere il paese? Ma quali sono gli operatori economici del paese a cui viene demandata la responsabilità di immolarsi sull’altare del sacrificio per la salvezza italica?
Quando le grande aziende è tempo che hanno abbandonato il Titanic Italia, quando le medie aziende stanno seguendo da tempo questo esempio, rimangono che solo le piccole e micro le quali per ragioni di sentimento patriottico o di radici troppo (ad oggi) profonde, lottano da sole, attaccate da tutto il sistema burocrato-fiscale-bancario, nel tentativo di Resistere ed attendendo che da lassù, nel mondo della chiacchiera oggi tecnica, qualcuno si svegli e decida di prestare soccorso a chi lavora duramente per pagare l’inefficienza sistemica italiana.
Avanti con le liberalizzazioni, così magari taxi e medicinali smuoveranno il pil italiano, con le reti di distribuzione, con i gestori dei benzinai, dichiarando che con queste liberalizzazioni, i cui effetti benefici se si vedranno e se ci saranno, impatteranno nel medio e lungo periodo, stiamo salvando il belpaese.
Avanti con l’articolo 18, come panacea a tutti i mali, con la riforma della cassa integrazione e via via discorrendo di inezie e facezie.
Ma il credito? il credito senza il quale non si può parlare di innovazione, di sviluppo, di sostegno, di ristrutturazione….. silenzio stampa, si apriamo le aziende con un euro, grande idea, ma queste nuove aziende chi le finanzierà nei propri piani industriali? Apriamo le aziende con un euro, e dopo 2 giorni queste aziende senza credito si troveranno montagne di impostine suppostine da pagare… grande grandissima idea per lo sviluppo.
Egregi signori ministri, tecnici e assimilati, ma vogliamo pensare di mettere dei vincoli imprescindibili alle banche, quali operatori economici finanziari indispensabili alla crescita ed allo sviluppo, secondo i quali questi istituti non possono finanziarsi in BCE al tasso regalo dell’1% se non 0,50% a meno che non riservino una percentuale conveniente dell’approvvigionamento all’erogazione del credito per “liquidità”, per “ristrutturazione”, per “sviluppo ed innovazione” delle aziende Italiane? Se oggi il fare credito non risulta conveniente per le banche è possibile che risulti conveniente alla BCE stampare moneta da conservare nei propri forzieri? Non la stampi neppure, scriva su un foglietto l’importo erogato e risparmiamo carta ed inchiostro e spazio, salviamo almeno gli alberi….
Vincoliamo i prestiti alle banche o smettiamo di regalare denaro e metterlo a far polvere… oppure si pensi ad un organismo finanziario a garanzia statale a cui venga preposta l’erogazione del credito diretto alle aziende saltando piè pari le banche che non fanno il loro lavoro.
Tecnici di Roma, vogliamo fare qualcosa che nel breve, brevissimo tempo possa ridare ossigeno al paese?
Andate nelle sedi centrali delle banche italiane, a vedere quali sono gli importi destinati al credito per il 2012, e fate un rapporto con quanto erogato dalla BCE agli stessi istituti, da questi numeri verrà fuori un dato esaltante e congruo più di uno studio di settore sulla realtà della “stretta” in Italia, senza bisogno di studi.
Andate avanti voi che a noi ci viene da ridere….
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Pubblicato da ICR su gennaio 23, 2012
Ossia, lasciamo i nostri collaboratori direttamente sulla strada, cassa integrazione breve a chi ha prospettive di ripresa rapida.
Si cresce si cresce, non c’è dubbio.

i primi della classe.
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Pubblicato da ICR su gennaio 21, 2012
Di VALERIA MENCARELLI – Ad essere uscito e’ solo il testo provvisorio, ma gia’ promette urla di disapprovazione e proteste di massa. Le liberalizzazioni annunciate dal governo Monti iniziano a prendere forma in una bozza che verra’ probabilmente modificata con le consultazioni tra ministri e i sindacati di categoria. Ma la base c’e', quindi vediamo in dettaglio che cosa cambia rispetto al passato e quali sono le cose su cui ci sara’ battaglia.
TAXI - Iniziamo dalla categoria su cui si hanno meno certezze, dati gli ultimi sviluppi. La bozza prevede l’incremento del numero delle licenze, la possibilita’ dei titolari di averne piu’ di una, nuove licenze part-time, maggiore flessibilita’ negli orari di lavoro, l’introduzione del decreto di extraterritorialita’ che permettera’ di operare al di fuori del territorio della licenza. Previsti poi nuovi servizi come il taxi collettivo e maggiore liberta’ nelle tariffe e nella pubblicizzazione delle stesse.
PROFESSIONI - Vengono abolite le tariffe minime e massime e c’e’ l’obbligo per il professionista di fornire il preventivo scritto al cliente. Tirocini e praticantati saranno possibili anche nel biennio finale dell’universita’. Nota speciale poi per i notai per cui saranno creati 1500 nuovi posti da quest’anno fino al 2014.
FARMACIE - Inserito l’obbligo per i medici di famiglia di prescrivere farmaci generici equivalenti nelle ricette. Come anticipato, viene liberalizzato l’orario delle farmacie, che possono anche fornire sconti ai clienti su tutti i farmaci, dandone previa comunicazione. Confermata la vendita nelle parafarmacie dei farmaci di fascia C (ma solo nelle regioni in cui non e’ stato assegnato almeno l’80% delle nuove farmacie messe a concorso entro la data del primo marzo 2013). Confermato anche il quorum di 3mila abitanti ogni farmacia, che si traduce nell’apertura di 5mila nuove farmacie.
CARBURANTE – Liberalizzata la distribuzione del carburante: i gestori potranno rifornirsi da qualsiasi produttore e le clausole di esclusiva non potranno valere piu’ del 50% della fornitura. I distributori potranno poi vendere prodotti “non oil” come tabacchi o bevande e, se si trovano fuori citta’, non avranno limiti per il self-service. Possibilita’ di riscattare gli impianti in qualsiasi momento, previo indennizzo.
GAS - Arriva la separazione tra Snam rete gas ed Eni, gestore del servizio. “E’ l’unico metodo – si legge nella bozza – per attuare un effettivo mercato concorrenziale nel gas naturale”. Varato poi un nuovo metodo di calcolo per le bollette, che risultera’ in tariffe piu’ leggere per scuole e clienti con reddito basso.
FISCO – Continua la dura lotta all’evasione, ma un aiuto arriva a chi ha pendenze con Equitalia. “In un momento in cui gli equilibri economici di una miriade di aziende e famiglie sono in gioco”, si potra’ usufruire di una rateazione a “rate inizialmente piu’ basse per poi crescere progressivamente al compimento del primo anno, divenendo costanti al raggiungimento del terzo”. L’ipoteca sulla casa scattera’ solo alla seconda rata consecutiva non pagata.
IMPRENDITORIA GIOVANILE – Meritocrazia e spazio ai giovani. Nel decreto liberalizzazioni e’ introdotto un articolo che permette di aprire una societa’ semplificata a responsabilita’ limitata con un capitale minimo di un euro. La condizione e’ che i soci siano tutti under 35 per tutta la durata della societa’.
SERVIZI PUBBLICI – Viene tolto l’obbligo di affidare i servizi alle gare d’appalto per contratti inferiori a 200mila euro. Oggi la soglia stabilita e’ invece di 900mila euro. E’ la cosiddetta gestione “in house”, “consentita per un periodo massimo di cinque anni a decorrere dal 31 dicembre 2012 nel caso di azienda risultante dalla fusione di preesistenti gestioni dirette”.
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Pubblicato da ICR su gennaio 21, 2012

PER LE IMPRESE. Il decreto sulle liberalizzazioni dovrebbe aiutare lo sviluppo delle imprese giovanili, grazie alla norma che sancisce la nascita della Società semplifica a responsabilità limitata: consente agli under 35 di aprire una nuova azienda con 1 euro e senza bisogno di ricorrere a un atto notarile, ma solo con il controllo del Registro delle imprese.
Inoltre, la nascita del Tribunale delle imprese dovrebbe aiutare a snellire le vertenze giudiziarie che riguardano il mondo imprenditoriale e quindi a renderlo più interessante anche agli occhi degli investitori stranieri spesso disincentivati dall’entrare nel nostro mercato proprio a causa dell’incertezza normativa e delle lungaggini dei procedimenti giudiziari.
Il rafforzamento e la competitività maggiore, invece, dovrebbe arrivare dalle norme che tutelano le micro imprese dalla concorrenza sleale delle grandi, oltre che dai provvedimenti che favoriscono le aggregazioni delle aziende che operano nei servizi pubblici locali nella direzione di una semplificazione e una riduzione degli sprechi (anche per i conti pubblici).
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Pubblicato da ICR su gennaio 19, 2012
Movimento di piccole e medie imprese che vogliono resistere alla crisi. Le loro proposte riguardano tasse, tempi e certezza dei pagamenti, rapporto con le banche, ammortizzatori sociali. Con Laura Costato, referente per la Lombardia, abbiamo parlato degli interventi che ImpreseCheResistono ritiene più urgenti.
http://www.abcrisparmio.it/guide/economia/imprese-che-resistono-alla-crisi-economica
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Pubblicato da ICR su gennaio 18, 2012
Forte preoccupazione e incertezza sul futuro nel corso di una partecipata e vivace assemblea
Nel pomeriggio di lunedì 16 gennaio i vertici di Confartigianato Imprese Sondrio hanno incontrato un folto gruppo di imprenditori artigiani che, alcuni mesi fa, si era rivolto con un documento alle associazioni di categoria e ad una serie di enti e istituzioni locali evidenziando forti preoccupazioni sull’andamento delle proprie imprese e sulla situazione economica in generale. Il documento – già oggetto di un primo e partecipato incontro nel mese di giugno sempre in Confartigianato – conteneva diverse e numerose richieste di intervento e di informazione ed esprimeva un diffuso stato di preoccupazione e di incertezza verso il futuro delle piccole imprese. Gli imprenditori sono stati accolti da Fabio Bresesti e da Gionni Gritti rispettivamente presidente e vicepresidente di Confartigianato Sondrio che unitamente ad altri dirigenti e funzionari dell’associazione hanno ascoltato i diversi interventi e hanno sottolineato la necessità di individuare alcune priorità da affrontare nel breve periodo.
Il Presidente Bresesti ha ricordato come “questo incontro – come peraltro il primo – rappresenta una valida occasione per sottolineare ancora una volta l’importanza dell’associazionismo che ha come principale missione proprio quella di dibattere le problematiche delle imprese e individuare le possibili vie d’uscita”. Bresesti ha sottolineato “che l’azione di Confartigianato è stata continua e coordinata a tutti i livelli svolgendo appieno il proprio ruolo pur nella difficoltà che tale momento rappresenta per tutto il sistema Italia”.
Il folto e motivato gruppo degli imprenditori provenienti un po’ da tutta la provincia e appartenenti ai più diversi settori (edile, manifatturiero, impiantistico) coordinato perlopiù da Gianfranco Conti Manzini, ha posto l’accento su numerose questioni : l’accesso al credito, l’abusivismo, la concorrenza sleale, il rapporto con le banche e le rigidità burocratiche. Il tema del credito ha catalizzato l’attenzione favorendo il vivace contributo da parte di molti presenti che hanno messo in luce le non poche difficoltà soprattutto per i finanziamenti nel breve periodo.
Su questo punto il Presidente Bresesti, ha ricordato che già esistono degli strumenti messi a disposizione delle imprese da Artigianfidi Lombardia il nuovo organismo del credito creato a livello regionale. La nuova cooperativa fidi ha stipulato infatti delle convenzioni con le banche locali. Recentemente inoltre è stato implementato un nuovo strumento per supportare la gestione finanziaria delle imprese. Il presidente ha ricordato infine che gli uffici della cooperativa e delle altre strutture del sistema sono in grado di offrire consulenze e risorse umane con un elevato grado di professionalità capaci di analizzare i dati di bilancio ed inoltrare richieste di credito personalizzate al sistema bancario e creditizio”.
Un secondo tema su cui si è soffermata la discussione è quello legato all’abusivismo e alle differenti forme di concorrenza sleale che si trovano a fronteggiare le imprese regolari. Un fenomeno quello dell’abusivismo che da anni vede impegnata l’associazione a livello provinciale ; proprio lo scorso anno è stata promossa una massiccia campagna di sensibilizzazione. Su questo tema Bresesti ha ricordato che “Confartigianato è conscia della necessità di attuare nuove strategie per combattere l’abusivismo anche per garantire un futuro di certezza e legalità tanto ai giovani imprenditori quanto alle imprese presenti sul mercato da anni”. Gionni Gritti, ha ricordato come la crisi in atto stimoli le imprese ad accelerare alcuni cambiamenti finalizzati a realizzare azioni di rete tra imprese del medesimo settore produttivo o, in alcuni casi, anche di settori differenti. Un tema quello della cooperazione che è stato più volte sottolineato quale possibile soluzione per affrontare un mercato sempre più aperto e globalizzato.
La discussione fra i vertici dell’associazione e il gruppo di imprese è proseguito e ha messo in luce una situazione di sincera preoccupazione e a tratti di vera e propria apprensione con riferimento non solo al destino delle aziende ma anche e soprattutto per i possibili riflessi sul piano occupazionale e non sono mancati infatti il riferimento alle tante famiglie dei dipendenti. Un incontro voluto con forza dalle stesse imprese che in questi mesi si è mostrato attivo e propositivo a cui va il grande merito di aver sollevato questioni di interesse generale. Molte le prese di posizione sulla stampa locale da parte del gruppo per rompere quel “muro di gomma” (espressione usata da un esponente del gruppo d’imprese) che incontrano troppo spesso le piccole realtà. L’Unione ha preannunciato ai presenti che nel mese di febbraio intende promuovere sul territorio una ciclo di incontri aperti alle imprese con al centro le novità legate all’accesso al credito e quelle anche di natura fiscale contenute nel recente decreto Salva Italia. Al termine dell’incontro sono emerse due priorità cui hanno fatto seguito anche due impegni. A breve infatti una parte degli imprenditori sottoporranno all’Unione una serie di casi di irregolarità con l’impegno ad individuare le vie più immediate per porvi rimedio. Un secondo gruppo di imprese si attiveranno infine per sottoporre – sia all’associazione che alla cooperativa fidi alcune richieste specifiche di credito e di agevolazione finanziaria.
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Pubblicato da ICR su gennaio 17, 2012
http://www.la7.it/lariachetira/pvideo-stream?id=i499317
Enrico Rossini davanti le telecamere di La7 si racconta …. sulla stretta bancaria!
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Pubblicato da ICR su gennaio 16, 2012
STRASBURGO – AUDIZIONE DELL’AUTORITA’ RISCHI SISTEMICI
Draghi sulla crisi: «Situazione gravissima»
«Dobbiamo imparare a convivere con le agenzie di rating»
Grecia sul baratro e S&P declassa anche il fondo salvastati
MILANO – «Siamo in una situazione gravissima». È il parere di Mario Draghi, presidente della Bce, sentito dalla commissione parlamentare economico-finanziaria come presidente dell’autorità europea per i rischi sistemici. Trichet, predecessore dell’italiano sulla poltrona di numero uno della Banca Centrale Europea, aveva già parlato di dimensioni sistemiche per la crisi in atto. Ma «da allora la situazione è peggiorata», ha aggiunto Draghi. È «vitale», ha spiegato, che le decisioni prese dai leader europei sui fondi salva-Stati siano attuate «tempestivamente e completamente».
LE AGENZIE DI RATING – L’ex presidente della Banca d’Italia ha poi commentato le ultime notizie sui downgrade disposti da Standard & Poor’s: «Dobbiamo imparare farne a meno. Bisogna vivere non senza di loro, ma con loro, dando un potere molto più limitato di quello che hanno attualmente».
DECLASSATO IL FONDO SALVASTATI – La Standard & Poor’s nel frattempo ha tagliato anche il rating dell’European Financial Stability Facility (Efsf) a «AA+» da «AAA», dopo l’ondata di downgrade di paesi europei decisa venerdì scorso. L’agenzia è altrimenti nota come il fondo Salvastati, incaricato di vigilare sulla tenuta finanziaria dei Paesi europei in questa fase di turbolenze sui mercati.
GRECIA A UN PASSO DAL DEFAULT – Uno dei manager di punta dell’agenzia di rating, Moritz Kraemer, ha poi annunciato a Bloomberg Tv le sue stime a proposito del Paese in questo momento in maggiore difficoltà: «La Grecia fallirà molto presto. Non posso dire se vi sarà una via d’uscita al termine di questo ciclo di negoziati molto serrato». Ha affermato il responsabile per i rating sovrani dell’Europa, aggiungendo subito dopo: «C’è un tema di politica del rischio calcolato – ha aggiunto – e un default disordinato avrebbe effetti su altri Paesi, ma credo che i leader politici vorranno evitarlo. Il gioco resta aperto»
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Pubblicato da ICR su gennaio 16, 2012
http://www.la7.it/inonda/pvideo-stream?id=i498747
il nostro amico Danilo Marchetti ha dato il suo contributo ad ICR
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Pubblicato da ICR su gennaio 15, 2012
Tra gli imprenditori e lo Stato chi e’ stato il TRADITORE? IMPRESECHERESISTONO ing. Pietro Di Lorenzo Coordinatore Regione Campania
Tra gli imprenditori e lo Stato chi e’ stato il TRADITORE?Pubblicato in: Icr | 1 Commento »