a bè … se lo dice Squinzi …

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http://www.ilmessaggero.it/ECONOMIA/squinzi_confindustria_crescita_nord_baratro/notizie/283393.shtml

 

ROMA – L’aveva invocato l’anno scorso, alla sua prima relazione da presidente: fateci lavorare in un paese normale.
Dopo un anno Giorgio Squinzi, è costretto a prendere atto che questa condizione di normalità purtroppo ancora non c’è. Che i problemi sono tanti e insoluti. Tra ripresa che non arriva, fisco che opprime, credito che manca, lavoro che svanisce, infrastrutture al palo, burocrazia che strozza, addirittura si sono aggravati. E anche la parte trainante del paese, il Nord che produce, vacilla. Peggio: «É sull’orlo di un baratro economico che trascinerebbe tutto il nostro paese indietro di mezzo secolo». Un quadro inquietante, che potrebbe portare allo sconforto, alla rassegnazione.

 

La proposta di ICR per far ripartire la domanda interna

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Nulla di fantascentifico anzi,uno + uno fa due.

Lo Stato deve “investire”una tassa,quale? L’IRAP

1°azione: come si pagherebbe l’IRAP? Il 50% in 12 mesi ,completamente detassato in busta paga ai nostri collaboratori (senza nessuna variazione sulla busta paga)

2°azione: il resto del 50% reinvestito in azienda per eseguire lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria con rendicontazione obbligtoria,fattura quietanzata.

3°azione: rivolta al consumatore privato, IVA ad obiettivo. Se il privato dimostrerà alla fine dell’anno che ha speso IVA per (esempio)2.300 euro (significa circa 11.000 euro di imponibile) per tutti gli acquisti fatti si otterrà(esempio)una riduzione sulla dichiarazione dei redditi del 20%(esempio).

troppo complicato?

 

 

interrompo il mio silenzio!

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Riprendo la guida del blog. Sono stato a guardare in silenzio. Noto un certo appiattimento o mi sbaglio? Non mi sbaglio,è così! Dovrò fare un gran lavoro per ridare a ICR  un po’ di “smalto” anche se personalmente non ho mai smesso di “tinteggiare”. Avevo voglia che si depositasse un po’ di “polvere”,mi pare che ora tutto questo sia avvenuto. Io ci sono,come sempre!

Luca Peotta

sembra ieri … sono passati gia 7 mesi …

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http://www.youtube.com/watch?v=ruYKATvlwig

Quel BASTA urlato per ore non è servito a nulla. Da allora le cose sono peggiorate e di molto … Dunque, è la dimostrazione pratica che alla politica non interessa la grave situazione in cui ci troviamo. Tutti continuano a ripetere da mesi le stesse cose … che la situazione è grave,che non c’è più tempo da perdere … che,che,che …  Settimana scorsa ho partecipato al 16° Convegno di “ANGAISA” (associazione di categoria che raccoglie produttori e rivenditori del mondo termosanitario),ero presente durante gli interventi del Presidente della Confcommercio Carlo Sangalli e il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Sono tornato a casa più vuoto di prima, ho sentito nei loro discorsi le solite parole,le solite frasi di speranza. Una sola notizia certa,riportata dal Dott. Squinzi appena ritornato dall’America … L’economia americana è ripartita,l’edilizia ha ripreso a crescere. Per l’economia italiana ha rilanciato il solito allarme: le imprese italiane sono con l’acqua alla gola.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=177847

e le soluzioni? Neanche sfiorate con il pensiero …

L.P.

mai così male …

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http://www.ilmessaggero.it/ECONOMIA/istat_fatturato_industria_calo_record_2009/notizie/281613.shtml

… ed ho l’impressione che andrà sempre peggio,non perchè mi è svanito l’ottimismo ma per il semplice fatto che stanno facendo di tutto perchè l’ottimismo ti vada a finire sotto i tacchi! Oggi sono stato alla manifestazione a Torino … ho visto con i miei occhi i primi bollettini TARES inviati agli ambulanti. Gente che l’anno scorso ha pagato 2.500 euro per un banco di 10 metri quadrati  e quest’anno se ne ritrova 10.000! Una follia!!!

Torino 20 Maggio ore 16.00

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IN PIAZZA CASTELLO a TORINO insieme alle LIBERE IMPRESE COMMERCIALI … primi bollettini TARES,un salasso !!!!

La protesta è obbligatoria!!!!

ALRO CHE AIUTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE E AGLI ESERCIZI COMMERCIALI … SI’,UN AIUTO A CHIUDERE PRIMA DEL DOVUTO!

PARTECIPARE E’UN DOVERE!

Divieto di compensazione dei crediti: la richiesta dell’estratto conto debitorio ad Equitalia

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Pubblicato da Simonetta Mangili il 13 maggio 2013

In presenza di cartelle esattoriali scadute e non pagate di ammontare superiore a Euro 1.500 (oneri accessori compresi), come noto, dal 1° gennaio 2011, è vietata la compensazione orizzontale mediante l’utilizzo, nel modello F24, di crediti Irpef, Ires, Iva ed Irap.

Per riattivare la compensazione il contribuente dovrà preventivamente procedere al pagamento dei ruoli scaduti, almeno per la parte che eccede la soglia di euro 1.500, è quindi indispensabile conoscere esattamente la propria situazione debitoria con Equitalia.

Oltre alla richiesta cartacea da presentare allo sportello della sede competente, ciascuno potrà verificare lo “stato” dei propri ruoli, accedendo direttamente al proprio “estratto conto”, disponibile nei “servizi on line” del sito http://www.gruppoequitalia.it, utilizzando una delle seguenti modalità:
1) abilitazione telematica on line previa richiesta delle specifiche password;

2) inviando una richiesta scritta mediante mail con allegata carta di identità e autocertificazione, al seguente link

https://www.gruppoequitalia.it/equitalia/opencms/it/servizi/inclusi/mappa_italia.html?rurl=/equitalia/opencms/it/contatti/index.html

entro 5 giorni l’agente della riscossione, con una successiva mail, richiederà il riconoscimento della persona giuridica intestataria della posizione fiscale ed, effettuato il riconoscimento, allegherà l’estratto conto debitorio o la comunicazione dell’inesistenza di carichi pendenti.

Si ricorda che il divieto di compensazione non opera in presenza di ruoli per i quali è in atto la rateazione, tuttavia, mentre nel caso di mancato pagamento di una rata (che non sia la prima), il piano di rateazione risulterà ancora in essere e, pertanto, solo l’importo della rata non saldata concorrerà al computo della soglia di Euro 1.500, se il mancato pagamento sarà relativo alla prima rata o ad almeno due rate, il ruolo diventerà immediatamente riscuotibile concorrendo per il suo intero ammontare alla verifica della soglia di Euro 1.500.

Lettera di un imprenditore a Alberto Bagnai

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Caro A,
Ti seguo sul blog ogni volta che posso, ma mi astengo dal pubblicare commenti per paura di ripetere cose già dette ed ingolfare inutilmente i post.
Vedendo la situazione insostenibile in cui si sta trovando la mia azienda, a causa di una pressione fiscale folle ed oscena e di una competizione di prezzo al limite del suicidio, dovuta ai ben noti motivi, leggi EURO, non riesco più a dedicare tempo ed energie al mio progetto di teoria economica per il XXI secolo, un progetto folle e forse al di là delle mie scarse competenze, ma già il fatto che tutte le energie ed il tempo delle persone, siano imprenditori o lavoratori dipendenti, siano impegnati nella mera sopravvivenza quotidiana, senza possibilità di fermarsi MAI un momento per pensare, ti dimostra che questo è un vero PROGETTO complessivo di smantellamento economico, sociale e culturale.
Se nessuno ha mai tempo di pensare perchè oberato ed ossessionato dal lavoro (spesso creato ad arte con assurdi adempimenti burocratici e corsi di aggiornamento obbligatori etc), ecco che nessuno ha tempo di pensare ed ognuno dedica il poco tempo libero a cercare di riprendersi, senza pensare a nulla, ma estraniandosi dalla situazione economica, sociale e politica complessiva.
Se avessimo tutti un giorno di tempo per pensare, un giorno da dedicare alla riflessione al confronto ed al dibattito, ci renderemmo conto di molte cose e scoppierebbe una rivoluzione la mattina stessa.
Ecco che allora la burocratizzazione delle piccole e medie imprese ed i massacranti “corsi” obbligatori per dipendenti ed imprenditori sono funzionali allo scopo di privarci delle energie fisiche e mentali per pensare.
Ecco perchè tutti parlano di diminuire la “burocrazia” ed i “lacci e lacciuoli” che incatenano le imprese ed il lavoro, ma la normativa va sempre e comunque in senso diametralmente opposto. Con buona pace dei defunti come Montanelli e dei vivi come Oscar Giannino (e mi scuso con Indro per l’inqualificabile paragone).
La gente che pensa non subisce, quindi bisogna togliere spazio al pensiero e riempire il poco tempo libero di persone affamate di riposo con il vuoto pneumatico del “Grande Fratello”, (nomen omen, Orwell è quanto mai attuale oggi) o di show, anche politici stile Ballarò o Report, funzionali all’autopreservazione del potere.
Facci caso ogni volta c’è un nemico cattivo: il debito pubblico, la corruzione, l’evasione fiscale, l’imprenditore evasore e sfruttatore, la Cina e via pontificando: “se tutti pagassero le tasse il debito pubblico non esisterebbe”, ma ora che le redini sull’evasione di sopravvivenza dei piccoli e medi imprenditori sono state tirate le imprese, strozzate dal fisco chiudono.  A dimostrazione che si evadeva per sopravvivere ad un vero e proprio ladrocinio fiscale e che le entrate non possono crescere sempre e comunque “a richiesta”.
Dopo 91 anni la mia impresa rischia seriamente di chiudere, io ho finito le riserve e tra poco lo stato mi chiederà l’IMU sull’immobile (strumentale) dove svolgo la mia attività raddoppiando il costo che già col passaggio dall’ICI all’IMU era raddoppiato l’anno scorso, impedendomi oltretutto di scalare questa spesa dal reddito d’impresa al pari di ciò che succede con l’Irap.
Il tutto in un momento in cui stiamo combattendo una guerra dei prezzi con i nostri concorrenti esteri, una guerra persa perchè col cambio sopravvalutato devi solo vendere sottocosto per stare sul mercato.
Scusami per lo sfogo, ma al di là di tutto credo che fra un anno, rebus sic stantibus, ci troveremo in una situazione peggiore della Grecia con un tessuto produttivo devastato e persone alla fame, fame vera.
Sono “razionalmente disperato”, perchè non vedo dibattito pubblico, salvo pochi blog su internet che, con buona pace di tutti, non incidono come può ancora fare la TV o la Stampa che continuano a dare un’informazione a “senso unico”. È vero hai partecipato a qualche dibattito TV, ma sono “diritti di tribuna” in un mare di voci a senso unico ed intanto l’economia muore e l’Italia muore e la nostra civiltà muore.
Sono troppo pessimista? dimmelo tu, come imprenditore sono ottimista di natura, ma non sono stupido, vedo le cose e vedo che perdiamo tempo senza averne più.
Se Enrico Letta avesse detto: ci riprendiamo la Banca d’Italia nazionalizzandola (leggi espropriandola ai soci privati), dettandogli la politica monetaria ed obbligandola a comprare i titoli di stato invenduti in modo da annullare lo spread ed inoltre rimettiamo in vigore la vecchia legge bancaria degli anni trenta e se qualcuno in Europa ha qualcosa da ridire usciamo dall’euro, ecco allora avrei potuto ricominciare a sperare.
Manca il guizzo, il colpo d’ala, se è vero che tutti sanno che questa è l’unica soluzione la domanda è perchè? Perchè non la si applica?
Domande senza risposta ed ogni giorno 200 aziende muoiono e 2000 persone perdono il lavoro e 2000 famiglie si trovano in mezzo ad una strada, ogni maledetto giorno ed ogni maledetto giorno sento dire le stesse cose nelle stesse trasmissioni TV e leggo le stesse cose sugli stessi giornali e fra un anno quando il disastro sarà completo ci diranno ancora che è colpa nostra che siamo stati delle cicale che lavorare 14 ore al giorno come abbiamo fatto negli ultimi 10 anni non basta e che se adesso ci ridurranno in schiavitù per ripagare i debiti sarà stato solo per colpa nostra.
Ho paura di quello che succederà e della violenza che potrà scoppiare quando a milioni non avranno più di che mangiare.
La domanda adesso è: come facciamo ad invertire la rotta? Noi abbiamo solo la consapevolezza e la ragione, gli altri hanno il potere, tutti i mezzi di comunicazione e negano continuamente ogni dibattito, ma la situazione peggiora ogni giorno ed il punto di non ritorno, il punto della violenza è sempre più vicino e se ci arriveremo, saranno sempre i soliti a pagare il prezzo.
Saluti a tutti
P.S. Grazie per il pensiero leggerò il libro con molta attenzione….cercando di trovare il tempo di farlo….ultimamente sto mettendo la Famiglia in cima ai miei pensieri, in tempi bui ci si deve concentrare sulle cose veramente importanti: la famiglia e la consapevolezza che viene dallo studio e dal confronto con gli altri.

Massone Carlo Denuncia a Napolitano Collaudopoli da 30 anni

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Come già fatto, riceviamo e pubblichiamo la richiesta del nostro amico Carlo Massone. Ancora oggi, nonostante le continue denucie a tutti gli organi di stampa ed ai media, Carlo non ottiene nè l’interessamento nè le risposte alle sue denunce.

Questo blog serve anche a “denunciare”, quindi pubblichiamo gli atti che Carlo ci ha inviato. Ad ognuno la propria considerazione in merito.  Sappiamo che Carlo a volte è sopra le righe nel suo modo di esporre le cose, chiediamoci però come saremmo noi se trent’anni di denuncie e silenzi ci avessero ridotto a vivere in totale indigenza.

Da: massone.carlo@libero.it <massone.carlo@libero.it>
Date: 01 luglio 2012 16:59
Oggetto: I: 2° di 10 Invii – Presidente della Repubblica Luglio 2012 – COLLAUDOPOLI
A: segreteriasg@quirinale.it, centrocifra.gabinetto@giustizia.it, segreteria.passera@mit.gov.it, stefano.pedica@senato.it, scriviapedica@libero.it, presidenza@federcontribuenti.it
Cc: presidente@malagiustizia.eu, segreterianazionale@italiagarantista.it, perchiunquehacompreso@gmail.com,  redazione@cronacavera.info,  redazione@tuttotrasporti.it, maurizio.caprino@ilsole24ore.com, c.cannava@rai.it, mauro.facciolo@lastampa.it, massonecarlo51@gmail.com

Storie di ordinaria Follia…Carlo Massone

DIREZIONE Generale Territoriale

Presidente della Repubblica Luglio 2012

01 Cronistoria AL-359341

Allegato 02-pag 45 Pollarolo CTU Vera

Allegato 03 Falcucci C T Falsa

Allegato 04 LUNA C T Vera

Allegato 07-pag 40 Riep 07 denunce ripresentate

Allegato 10-pag 41 1991 Massone carlo assolto

Allegato 09-pag 15 2003-USSL 70-Arpa Esente Collaudi

Denunce Parlamento Europeo

Intervista Radio Radicale.

Alessandria Oggi Articolo Io fallito per aver comprato Camion con collaudi falsi.

cerco avvocati carlo massone

Cig aumenta ancora,ad aprile 100 mln ore +3,1% su mese e +16% su anno, raddoppia la cassa straordinaria

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ROMA, 6 MAG – Continua ad aumentare il ricorso alla cassa integrazione: ad aprile le ore autorizzate sono state 100 milioni, con un aumento del 3,1% rispetto a marzo e del 16,05% rispetto ad aprile 2012. Lo comunica l’Inps. E’ quasi raddoppiata in un anno la cig straordinaria (57,5 milioni di ore, +92,2%); in picchiata la cassa in deroga (6,8 milioni di ore, -65,7% in un mese e -76,5% in un anno). Il calo, per il presidente Antonio Mastrapasqua, e’ dovuto ai noti problemi di finanziamento dello strumento.

(ANSA)

 

Vorremmo sapere dai luminari dell’economia italiana come prevedono di finanziare a babbo morto questo strumento. Le aziende sono sempre meno e visto che il finanziamento avviene attraverso il pagamento dei contributi da parte delle imprese, almeno per la parte ordinaria, ci chiediamo quale alchimia si possa inventare per mettere un freno a questo buco. Sarà ovvia e distruttiva la risposta.

 

Un in bocca al Lupo al nostro Giuseppe Lepore, e che il lupo mangi il gatto.

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Siamo venuti a conoscenza dall’amico Carlo che Giuseppe di trova in ospedale a causa di un incidente in moto avvenuto il primo maggio.

Sembra che il guaio sia nato da un tentativo di evitare un gatto.

Facciamo un grosso augurio di pronta guarigione a Giuseppe, un abbraccio mediatico e lo attendiamo al ritorno combattivo come sempre.

A presto Giuseppe.

dal sole24 ore di oggi

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Il malessere delle imprese si misura anche e soprattutto nei numeri: -31.351. È il saldo diffuso da Movimprese tra aziende nuove e aziende che invece hanno chiuso i battenti tra gennaio e marzo 2013.
Un dato peggiore addirittura rispetto a quello del cosiddetto annus horribilis della crisi, quel 2009 quando, nello stesso periodo, il saldo negativo si fermò intorno alle 30mila unità. Secondo Movimprese non si registrava un dato così negativo dal 2004.

 

A soffrire maggiormente i due settori da tempo più tartassati dalla crisi: costruzioni (calo percentuale dell’1,4, pari a un saldo di -12.507 imprese) e manifattura (calo dello 0,88%, equivalente a -5.342 imprese). Poi il commercio: -0,54%, corrispondente, però, a -9.151 unità. Più in generale, sono le imprese artigiane quelle più colpite: le piccole o piccolissime realtà hanno perso oltre 21mila unità da inizio anno. Anche qui: un anno fa il saldo negativo era stato di -15mila unità, simile a quello registrato nel 2009. Un peggioramento del 40 per cento.

Per Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, «i numeri delle imprese che chiudono impongono all’attenzione di tutti l’urgenza di interventi concreti per la crescita e l’occupazione. Lo stallo politico determinatosi a seguito dei risultati elettorali pesa. Mi auguro – prosegue Dardanello – che subito dopo il passaggio dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, il Parlamento sia messo immediatamente in condizione di operare per approvare provvedimenti a sostegno dell’economia reale: per ridare credito alle imprese, per favorire l’assunzione delle migliaia di giovani in cerca di un’occupazione, per semplificare la vita a imprese e cittadini che non ce la fanno più a fare miracoli».

 

Non va meglio sul fronte di fatturato e ordinativi nell’industria. Altri indicatori diffusi dall’Istat. Per quanto riguarda il fatturato, a febbraio si è registrato un calo congiunturale dell’1% e tendenziale (corretto per gli effetti del calendario) del 4,7 per cento. La dinamica conferma la recessione italiana e una stagnazione all’estero: -6,7% sul mercato interno, +0,3 su quello estero. A soffrire maggiormente è il settore dei mezzi di trasporto, con un arretramento superiore al 18 percento.

 

Ma sono gli ordinativi, forse, a fornire un quadro ancora più preoccupante, essendo l’indicatore focalizzato sulle prospettive del sistema produttivo. E queste ultime risultano pessime. Il calo di febbraio, su base mensile è stato del 2,5% con una flessione del 2,3% degli ordinativi interni e del 2,6% di quelli esteri. Variazione negativa del 7,9%, invece, su base tendenziale.

 

L’unico aumento si registra nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, di misurazione e orologi (+22,1%), mentre il calo più rilevante si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-17,8%).

chi ha (aveva)tempo non aspetti tempo!

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http://www.lastampa.it/2013/04/10/economia/squinzi-senza-governo-ripresa-a-rischio-s0Swn2HJJs6lIVLyqDHB7N/pagina.html

ricordo quando dicevano: ma noi non veniamo in piazza a strapparci i vestiti! Oggi,dopo 4 anni,non siamo più i soliti 4 “sfigati”? Conservo ancora articoli di giornale (sole 24 ore) titolo:”piccoli”in rivolta contro il fisco 8 dicembre 2009 autore Matteo Prioschi…Cresce il malessere contro il fisco,sabato 12 dicembre 2012 autore Marco Alfieri,Priorità al taglio dell’IRAP e al prolungamento CIGO ,Domenica 13 dicembre 2009 autore Matteo Prioschi,La sfida anti-fisco delle piccole aziende autore Matteo Prioschi  11 dicembre 2009 … sono pronto a fotocopiare gli articoli e spedirli a chi oggi dice…«il tempo è scaduto»,oppure «Lanceremo un “patto della Fabbrica”, con i sindacati.